Milano - Seduta positiva per la Borsa di Milano. L’indice Ftse Mib ha concluso la giornata in rialzo dello 0,66%, a quota 50.818 punti.
A movimentare il listino è il rilancio di 0,25 euro nell’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps. Intesa Sanpaolo cede lo 0,08%, mentre Mps lascia sul terreno lo 0,09%.
Pesante Mediobanca, che arretra del 5,4%. In calo anche Unicredit (-0,74%), mentre Bper sale dello 0,92% e Unipol accelera del 2,21%.
Tra gli altri titoli del comparto finanziario, Generali è sostanzialmente invariata (+0,02%), mentre Banca Generali cede lo 0,48%.
Al di fuori del risiko bancario, avanzano Tenaris (+1,37%), Fincantieri (+1,28%) e Amplifon (+1,13%). Deboli Prysmian (-1,54%), Snam (-1,28%), Italgas (-0,8%) e Tim (-0,53%). Positiva Eni, in rialzo dello 0,5%.
Contrastate Technoprobe (+0,97%) e Stm (-0,3%), così come Stellantis (+0,76%) e Ferrari (-0,04%).
Tra i titoli a minor capitalizzazione spicca Trevi, che balza del 5,71%. Webuild (-0,78%) è salita al 18,9% del capitale della società, rilevando le azioni a 5,165 euro. Il prezzo, superiore a quello dell’offerta pubblica di acquisto, sarà riconosciuto a tutti gli aderenti.
Pesante, infine, Risanamento, che cede il 3,48%.
Sul finale ha ampliato le perdite Tim, tra i titoli peggiori del listino, con un ribasso del 2,58% a 6,68 euro. In controtendenza Poste Italiane, che dopo averne assunto il controllo ha chiuso con un rialzo dell’1,04%.
Sugli scudi Technoprobe, che ha terminato la seduta in rialzo del 2,7%.
Deboli anche Banco Bpm (-2,06%), Generali (-1,75%), Intesa Sanpaolo e Mps (-1,38%).
Fuori dal listino principale, forte calo per Juventus, che ha perso l’8,85% chiudendo a 1,70 euro, dopo l’annuncio di un nuovo aumento di capitale da 250 milioni di euro.
A Piazza Affari si mette in evidenza Mediolanum, che guadagna il 2,3%. Tra i titoli bancari prosegue l'attenzione sulle operazioni di consolidamento del settore: Unicredit sale dell'1%, mentre Bper registra un rialzo dello 0,8%. Positiva anche Mps (+0,6%), alle prese con l'Opas di Intesa (+0,4%) e con le due operazioni lanciate da Siena su Banco Bpm (+0,4%) e Banca Generali (+0,8%).
Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 98 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 4,54%.
In rialzo anche le utility, mentre resta al centro del dibattito il tema delle tariffe energetiche. Enel e A2a guadagnano lo 0,8%, mentre Hera sale dell'1,3%.
In fondo al listino Eni, che cede l'1%. Debole Generali (-0,6%), nel giorno in cui è riunito il Consiglio di amministrazione. In calo anche Fincantieri (-0,3%), Saipem (-0,2%) e Tenaris (-0,2%).
«Non c’è dubbio che ci stiamo avvicinando a un inverno che sarà impegnativo. Non prevediamo problemi di sicurezza dell’approvvigionamento di energia, ma prevediamo prezzi molto alti», ha dichiarato Jorgensen.
Il commissario ha sottolineato che anche in assenza di una vera e propria emergenza sul fronte delle forniture, il caro energia potrebbe rappresentare un problema concreto per le famiglie con minore capacità di spesa. «Per chi non può permettersi il combustibile sarà la stessa cosa», ha spiegato.
La Commissione europea sta quindi valutando possibili interventi per rendere più flessibili ed efficaci le norme esistenti e, ha aggiunto Jorgensen, sta esaminando anche «cosa possiamo fare per sostenere la disponibilità e l’accessibilità economica dei carburanti per il trasporto». Una questione considerata rilevante per molti cittadini e con possibili ripercussioni sull’intera economia europea.
Sul fronte del gas, la Commissione europea sta valutando la possibilità di posticipare l’entrata in vigore della parte del regolamento sul metano relativa alle importazioni.
«Stiamo incontrando difficoltà nell’attuazione del regolamento nella parte relativa alle importazioni. Ecco perché, dopo aver ascoltato la maggioranza dei Paesi Ue, ho incaricato i miei servizi di valutare la possibilità di posticipare l’entrata in vigore della parte relativa all’import», ha spiegato Jorgensen.
Il commissario ha precisato che un eventuale rinvio non rappresenterebbe «in alcun modo un passo indietro rispetto alle nostre ambizioni». La decisione finale spetterà comunque al Parlamento europeo e al Consiglio.
Jorgensen ha poi quantificato l’impatto della crisi energetica legata alla situazione in Medio Oriente. «Dall’inizio della crisi in Medio Oriente abbiamo ormai superato i 100 miliardi di euro di costi aggiuntivi per l’energia, senza ricevere nemmeno una molecola in più di gas o petrolio», ha affermato.
Secondo il commissario, il dato evidenzia la vulnerabilità legata alla dipendenza europea dalle fonti energetiche provenienti dall’estero. «Dobbiamo liberarci da questa dipendenza e sostituire i combustibili fossili con energia prodotta localmente», ha sottolineato.
Infine, Jorgensen è intervenuto sul tema della tassazione degli extra-profitti delle compagnie energetiche. «È una misura che gli Stati membri possono introdurre e che, se lo desiderano, li aiuteremo a sviluppare» nel rispetto del diritto dell’Unione europea, ha spiegato.
Il commissario ha escluso, almeno per il momento, una proposta di tassazione a livello comunitario: «Non abbiamo in programma una tassa a livello dell’Unione. Riteniamo che sia meglio che ciò avvenga a livello nazionale».
Sul listino milanese si mette in evidenza Technoprobe, che chiude con un rialzo del 6,8%. Bene anche Fincantieri, in progresso del 4,6%, Avio (+2,8%) e Stmicroelectronics (+2,5%).
Tra i titoli in rialzo anche Prysmian, che guadagna l’1,8%, Fineco (+1,5%), Campari (+1,4%) e Ferrari (+1,2%).
In fondo al listino, invece, pesano le vendite su Tim, in calo del 3,7%, Stellantis (-3,5%) e Poste Italiane (-3,1%).
Seduta negativa anche per il comparto oil, con Tenaris che lascia sul terreno il 2%, Saipem l’1,5% ed Eni l’1,2%, in scia alla flessione del prezzo del petrolio.