martedì 10 febbraio 2026

Borsa: Milano chiude poco mossa (-0,04%), vola Ferrari dopo i conti. Giù i finanziari


Milano - Seduta senza scossoni per Piazza Affari, che archivia la giornata con un lieve calo dello 0,04%, in linea con gli altri listini europei deboli mentre Wall Street procede in territorio positivo. Lo spread tra Btp e Bund chiude stabile a 60,5 punti base, con il rendimento del decennale italiano in discesa al 3,41%.

Protagonista assoluta Ferrari, che balza del 10,2% dopo la diffusione dei risultati 2025 con utile e ricavi in crescita. Bene anche Stellantis e Campari (+3,4%), insieme a Stm (+2,7%), Moncler e Buzzi (+2,5%). Acquisti su Amplifon (+1,3%) e sul comparto del lusso con Brunello Cucinelli (+1%). Positive anche le utilities: Enel guadagna lo 0,95% e Terna lo 0,9%, aggiornando il massimo storico a 9,55 euro. In rialzo pure Tim (+0,6%).

Seduta invece negativa per il comparto finanziario: Mps perde il 3,4% dopo i risultati e in vista delle decisioni su Mediobanca (-0,4%). In calo anche Unicredit (-2,6%), Unipol (-2,4%), Banco Bpm (-2%) e Generali (-1,4%). Tra i titoli industriali arretrano Prysmian (-2,1%) e Leonardo (-2%).

Piazza Affari apre cauta, Ftse Mib in leggero rialzo


MILANO – Piazza Affari apre cauta con il Ftse Mib in rialzo dello 0,18% a 46.906 punti.

Il comparto del lusso beneficia dei conti e delle prospettive positive di Kering, spingendo in alto Brunello Cucinelli (+2,45%) e Moncler (+2,33%).

Buona performance anche per Mediobanca (+2,31%), sostenuta dai risultati e dai progetti di Mps, che invece chiude in calo del 2,3% dopo la diffusione dei propri conti.

lunedì 9 febbraio 2026

Piazza Affari guida i rialzi europei: Ftse Mib +2% grazie a Stm e Unicredit


Milano – Piazza Affari inaugura la settimana con una seduta decisamente positiva, guidata dai titoli Stm e Unicredit, consolidando il rialzo dopo i massimi raggiunti negli ultimi 26 anni.

L’indice Ftse Mib ha chiuso in aumento del 2,06% a 46.822 punti, sovraperformando tutti gli altri mercati europei. Tra le principali borse continentali, Madrid ha registrato un rialzo dell’1,3%, Francoforte +1,1%, Parigi +0,6%, Amsterdam +0,3% e Londra +0,1%. Lo spread Btp-Bund a 10 anni rimane stabile a 60,9 punti base, mentre l’euro si conferma forte, arrivando a 1,19 dollari.

Sul fronte delle materie prime, l’oro segna una leggera ripresa verso i 5.000 dollari all’oncia, mentre il gas perde il 6,1% attestandosi a 33,5 euro al Megawattora. Il Bitcoin resta stabile intorno ai 70.000 dollari.

Il rally di Piazza Affari è stato spinto soprattutto da fattori locali, poiché l’orario della seduta non ha permesso agli operatori di recepire pienamente il discorso della presidente della Bce Christine Lagarde al Parlamento europeo.

Tra i titoli principali, spicca Stm, in aumento del 9,8% dopo l’ampliamento dell’accordo con Amazon Web Services e l’ingresso del gruppo Usa nel capitale. Bene anche Unicredit, che beneficia di conti record e delle prospettive di distribuire 50 miliardi di dividendi nei prossimi cinque anni.

Tim cresce del 2,1% a 0,61 euro, toccando i massimi dal 2018, mentre Stellantis segna un +0,5% finale, dopo rialzi maggiori nel corso della seduta. In lieve calo Brunello Cucinelli, -0,6%.

In sintesi, Piazza Affari parte bene la settimana, mostrando solidità e attrattiva per gli investitori, trainata soprattutto dalle performance dei titoli tecnologici e bancari.

Piazza Affari apre in rialzo: +0,6%. Vola Unicredit


Milano - La Borsa di Milano apre in rialzo nella seduta odierna: il Ftse Mib segna un +0,6% a 46.152 punti.

Tra i titoli principali, Unicredit vola +3,1% dopo la pubblicazione dei conti e Leonardo guadagna +2,6%.

Sul lato opposto, Nexi cede -0,6% e Terna registra un -0,5%.

Gli scambi iniziali riflettono ottimismo sugli utili delle banche e sulle performance industriali, mentre alcuni titoli legati ai servizi mostrano debolezza.

venerdì 6 febbraio 2026

Piazza Affari chiude in lieve rialzo, Stellantis crolla dopo maxi oneri


Milano - Si salva per il rotto della cuffia Piazza Affari nell’ultima seduta della settimana. L’indice Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,13% a 45.877 punti, con scambi record per oltre 5 miliardi di euro di controvalore.

A sostenere il listino sono stati Prysmian (+3,59%) e Buzzi (+2,71%), mentre Stellantis crolla del 25,17% dopo aver annunciato oneri per 22,2 miliardi legati al cambio di rotta sull’auto elettrica. In crescita Tim (+3%), spinta, insieme ai rivali europei, da uno studio di Bloomberg Intelligence sui margini del settore grazie all’intelligenza artificiale.

In luce anche Bper (+2,27%) sull’onda dei conti e Mediobanca (+2,18%), sostenuta dalle stime degli analisti che prevedono un utile netto di 300 milioni nel secondo trimestre. Debole il settore bancario con Banco Bpm (-0,7%) e Mps (-0,07%). Segno meno per Recordati (-1,67%), Ferrari (-1,54%), Diasorin (-1,467%) e Moncler (-0,41%).

Tra i titoli energetici Eni (+1,99%) e Terna (+1,39%), che tocca un nuovo massimo storico a 9,47 euro. Tra le società a minore capitalizzazione, crolla Bff Bank (-4,02%).

Piazza Affari apre in calo, Stellantis affonda


Milano – Avvio negativo per Piazza Affari, con il Ftse Mib in calo dello 0,44%. Il mercato è appesantito dalle vendite su Stellantis, che perde il 12,7% a seguito dell’annuncio di oneri straordinari per 22 miliardi legati al cambio di strategia sull’elettrico.

Male anche Banco Bpm (-2,8%) dopo i risultati del 2025 e Stm (-2,4%), penalizzata dalla fuga dai tecnologici. Il settore lusso soffre con Brunello Cucinelli (-2,2%), Moncler (-2%), Ferrari (-1,6%) e Lottomatica (-1,4%).

In controtendenza, invece, Fineco (+2,6%) spicca dopo conti migliori delle attese, seguita da Unipol (+2,2%) e Bper (+1,9%).

giovedì 5 febbraio 2026

Mercati incerti tra conti Big Tech e timori sui costi dell’intelligenza artificiale


Milano - Seduta all’insegna della cautela per i mercati finanziari, con gli investitori alle prese con i conti di Alphabet e in attesa della trimestrale di Amazon, prevista nelle prossime ore. A pesare sul sentiment resta soprattutto la crescita esponenziale dei costi legati agli investimenti nell’intelligenza artificiale, considerati sempre più determinanti ma anche potenzialmente rischiosi per i margini delle grandi aziende tecnologiche.

Il clima resta nervoso dopo il sell-off globale del comparto tech, alimentato dai timori sulle valutazioni elevate e sull’impatto che l’IA potrebbe avere sui modelli di business tradizionali del software. Gli operatori guardano con attenzione alla sostenibilità delle spese in conto capitale e alle prospettive di redditività nel medio periodo.

Sul fronte macroeconomico, in Europa, sia la Banca centrale europea sia la Bank of England hanno deciso di mantenere invariati i tassi di interesse, confermando un atteggiamento prudente in un contesto economico ancora incerto e segnato da tensioni geopolitiche e dinamiche inflazionistiche non del tutto stabilizzate.

I prossimi dati societari e le indicazioni delle banche centrali continueranno a orientare i mercati nelle prossime sedute, mentre gli investitori cercano nuovi segnali sulla tenuta del settore tecnologico e sull’evoluzione del ciclo economico globale.