Milano - La Borsa di Milano chiude la seduta in territorio negativo, con il Ftse Mib in calo dell’1%, in linea con gli altri principali listini europei e sulla scia della debolezza registrata dai mercati asiatici.
A pesare sugli investitori è soprattutto il clima di incertezza sulla sostenibilità degli ingenti investimenti legati all’intelligenza artificiale, con i mercati che iniziano a interrogarsi sui tempi di ritorno economico delle grandi spese effettuate dal settore tecnologico.
A Piazza Affari la giornata è stata segnata dal crollo di Banca Ifis, che ha perso il 36% dopo l’annuncio della cessione del business degli Npl e la revisione al ribasso delle indicazioni sull’utile netto atteso per il 2026.
Debole anche il comparto industriale, con Saipem in calo del 5,2% e Amplifon del 4,8%. In flessione pure Stm (-3,7%) e Prysmian (-3,5%).
Seduta negativa per il settore bancario. Banco Bpm ha lasciato sul terreno l’1,7%, dopo che Crédit Agricole è salito al 29,9% del capitale della banca milanese. In rosso anche Unicredit (-1,4%) e Intesa Sanpaolo (-1,2%), impegnata nell’operazione su Mps, che a sua volta ha chiuso in calo dell’1,2%.
Andamento contrastato per i titoli della difesa: Fincantieri ha ceduto il 3,5%, mentre Leonardo ha registrato un lieve rialzo dello 0,3%.
Tra i titoli in controtendenza spicca Ferrari, salita del 3,1%. Bene anche Diasorin (+2,9%), Italgas (+1,3%) e Brunello Cucinelli (+1%). Acquisti inoltre su Tim (+0,9%) e Poste Italiane (+0,7%).
Sul mercato obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund ha terminato la giornata a 73 punti base, con il rendimento del Btp decennale italiano attestato al 3,58%.









