martedì 3 marzo 2026

Piazza Affari crolla del 3,9%: pesano energia e lusso, 879 miliardi bruciati in Europa in due giorni

Milano - Seduta pesantemente negativa per Piazza Affari, che chiude in forte ribasso in scia alle tensioni internazionali e al clima di forte avversione al rischio sui mercati. L’indice FTSE MIB ha terminato le contrattazioni in calo del 3,92% a 44.468 punti, recuperando parzialmente rispetto ai minimi intraday.

A guidare le vendite sono stati in particolare i titoli delle utilities, dell’energia e del lusso. Tra i peggiori del listino principale Moncler (-6,47%), Italgas (-6,3%), A2A (-6%), Hera (-5,74%) e Brunello Cucinelli (-5,57%).

In un listino interamente in rosso, si sono mosse in controtendenza tra le blue chip solo Lottomatica (+3,32%), sostenuta dai conti, e Recordati (+1,3%).

Vendite diffuse anche sulle altre piazze europee. La Borsa peggiore è stata Madrid (-4,6%), seguita da Francoforte (-3,5%). In calo marcato anche Parigi (-3,4%), Londra (-2,7%) e Amsterdam (-2,5%). L’indice paneuropeo STOXX Europe 600 ha perso il 3,1%, con una distruzione di capitalizzazione stimata in circa 565 miliardi di euro nella sola giornata.

Nelle ultime due sedute, considerando i principali titoli del Vecchio continente, le Borse europee hanno complessivamente “bruciato” 879 miliardi di euro, in una delle fasi più critiche dall’inizio dell’escalation geopolitica in Medio Oriente.

Borse europee in caduta libera: pesano i timori per il Medio Oriente


Milano - I principali mercati azionari europei registrano forti perdite mentre gli investitori monitorano con apprensione gli sviluppi del conflitto in Medio Oriente. L’aumento dei prezzi del petrolio e del gas alimenta preoccupazioni sugli impatti sulla crescita economica globale.

Tra i listini europei, la Borsa di Milano fa segnare il calo più marcato con -3,8%, seguita da Madrid (-3,2%), Francoforte (-2,8%), Parigi (-2,2%) e Londra (-2%). Anche i titoli di Stato europei risultano in tensione.

Negativo l’andamento dei future di Wall Street, con il Nasdaq 100 in calo del 2% e l’S&P 500 che perde l’1,6%, riflettendo la crescente incertezza sui mercati internazionali.

lunedì 2 marzo 2026

Seduta ampiamente negativa per la Borsa di Milano nel primo giorno di contrattazioni dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran


Milano L’avvio di settimana sui mercati finanziari europei è stato marcato da una forte avversione al rischio, con l’indice FTSE Mib della Borsa di Milano in deciso calo, riflettendo le crescenti tensioni geopolitiche dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele all’Iran nel fine settimana. L’indice principale ha chiuso a 46.280 punti, in ribasso dell’1,97% rispetto alla chiusura della settimana precedente, segnando una delle peggiori prestazioni giornaliere di questo inizio 2026.

La reazione dei mercati azionari è stata coerente in tutto il Vecchio Continente: anche gli altri principali indici europei hanno archiviato sedute in forte territorio negativo, con cadute consistenti a Francoforte e Parigi, mentre a Londra il FTSE 100 ha perso terreno. L’incertezza degli investitori è stata amplificata dal significativo incremento dei prezzi delle materie prime energetiche, con il petrolio che ha registrato un rally di oltre il 9%, sospinto dai timori di possibili interruzioni delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, fondamentale per il transito di greggio e gas naturale.

Fattori di mercato e dinamiche settoriali

I mercati azionari, solitamente sensibili agli shock geopolitici, hanno reagito con un deciso “risk‑off”: gli investitori hanno preferito disinvestire dalle attività più rischiose, come i titoli bancari, del lusso e dei ciclici, a favore di asset rifugio come l’oro — che ha visto un balzo dei prezzi oltre il 2% nelle prime contrattazioni asiatiche — e il dollaro americano.

In Piazza Affari, tra i comparti più colpiti si sono distinti i settori finanziario e consumer discretionary, mentre titoli legati all’energia e alla difesa hanno mostrato una maggiore tenuta, riflettendo la percezione di un potenziale aumento della domanda in scenari di crisi internazionale.

Prospettive e contesto internazionale

La reazione negativa dei mercati globali si inserisce in un contesto di crescente tensione internazionale: gli attacchi militari contro l’Iran da parte di Stati Uniti e Israele hanno innescato una serie di risposte e contro‑risposte nella regione, sollevando preoccupazioni su un possibile allargamento del conflitto e sulle conseguenze per le forniture energetiche globali. Anche le principali piazze asiatiche, come Tokyo, hanno aperto la settimana in ribasso, evidenziando la natura globale della reazione degli investitori allo shock geopolitico. 

Borsa di Milano in forte calo per la crisi in Medio Oriente


Milano - La Borsa di Milano subisce un forte calo insieme alle altre piazze europee, reagendo agli effetti della crisi in Medio Oriente scatenata dall’attacco congiunto di Usa e Israele all’Iran.

Il Ftse Mib cede il 2,5%, scendendo a 46.000 punti, con i settori più colpiti dagli investitori preoccupati per l’instabilità geopolitica.

Tra i comparti in controtendenza spicca la difesa, con Leonardo in rialzo del 4,61% e Fincantieri (+2,2%). Bene anche l’energia, con Eni in crescita del 3,9%.

In forte calo gli industriali, con Stellantis (-5,96%), le banche (Bper -4,5%, Mps -4,56%, Mediobanca -4,4%) e la moda (Moncler -4,38%, Cucinelli -4,18%). L’andamento riflette l’incertezza dei mercati davanti a possibili ripercussioni economiche e geopolitiche della situazione in Medio Oriente.

venerdì 27 febbraio 2026

Borsa di Milano in calo, vendite sui bancari


Milano - La Borsa di Milano ha chiuso oggi in calo, appesantita dalle vendite sul settore bancario. Il Ftse Mib ha segnato -0,45% a 47.210 punti.

Tra i peggiori titoli, spiccano Mps (-6,7%) e Mediobanca (-6,2%), seguiti da Banco Bpm (-3,02%), Popolare Sondrio (-2,8%), Bper (-2,4%), Unicredit (-1,8%) e Intesa Sanpaolo (-0,88%).

In controtendenza, brillano Saipem (+2,6%), Stellantis (+2,4%) e Prysmian (+2,3%).

giovedì 26 febbraio 2026

Piazza Affari apre in calo: Ftse Mib -0,16% tra luci e ombre sulle blue chip


Milano – Apertura debole per Piazza Affari, con il Ftse Mib che cede lo 0,16% a quota 47.095, appesantito dai ribassi di Prysmian (-3,9%) e Saipem (-1,6%). La seduta di oggi è segnata dai conti delle principali blue chip italiane.

Nonostante la partenza negativa, pochi scambi hanno permesso all’indice guida di tornare vicino alla parità, grazie agli acquisti su Leonardo (+2%), Fincantieri (+1%), Stellantis (+0,7%) ed Eni (+0,6%).

mercoledì 25 febbraio 2026

Piazza Affari chiude in rialzo dell’1,11%: a trainare i finanziari


Milano - La seduta odierna a Piazza Affari si è chiusa positivamente, con l’indice Ftse Mib in rialzo dell’1,11% a 47.170 punti, sostenuto soprattutto dal rimbalzo dei titoli finanziari.

Tra i migliori della giornata si segnalano Mediobanca (+4,58%) e Mps (+4,27%), in attesa della presentazione dei rispettivi piani strategici prevista per venerdì e la prossima settimana, mentre Fineco (+3,93%) anticipa dettagli sul proprio piano.

Sul fronte industriale, i conti hanno premiato Saipem (+2,46%), mentre Leonardo (-3,79%) sconta la cautela degli investitori in attesa dell’aggiornamento del Capital Markets Day del 12 marzo.

In fondo al listino, Campari (-5%) risente del crollo a Londra della concorrente Diageo, che ha tagliato dividendo e guidance.

La giornata conferma un mercato attento soprattutto alle prospettive dei piani industriali e alle performance settoriali, con particolare enfasi sul comparto finanziario.