martedì 29 settembre 2026

Energia, l’Ue avverte: “In arrivo un inverno impegnativo, prezzi molto alti”


Dublino - L’Unione europea si prepara a un inverno energetico che potrebbe essere particolarmente difficile sul fronte dei prezzi. A lanciare l’allarme è il commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen, intervenuto a margine del Consiglio informale Energia a Dublino.

«Non c’è dubbio che ci stiamo avvicinando a un inverno che sarà impegnativo. Non prevediamo problemi di sicurezza dell’approvvigionamento di energia, ma prevediamo prezzi molto alti», ha dichiarato Jorgensen.

Il commissario ha sottolineato che anche in assenza di una vera e propria emergenza sul fronte delle forniture, il caro energia potrebbe rappresentare un problema concreto per le famiglie con minore capacità di spesa. «Per chi non può permettersi il combustibile sarà la stessa cosa», ha spiegato.

La Commissione europea sta quindi valutando possibili interventi per rendere più flessibili ed efficaci le norme esistenti e, ha aggiunto Jorgensen, sta esaminando anche «cosa possiamo fare per sostenere la disponibilità e l’accessibilità economica dei carburanti per il trasporto». Una questione considerata rilevante per molti cittadini e con possibili ripercussioni sull’intera economia europea.

L’Ue valuta il rinvio delle norme sull’import di metano

Sul fronte del gas, la Commissione europea sta valutando la possibilità di posticipare l’entrata in vigore della parte del regolamento sul metano relativa alle importazioni.

«Stiamo incontrando difficoltà nell’attuazione del regolamento nella parte relativa alle importazioni. Ecco perché, dopo aver ascoltato la maggioranza dei Paesi Ue, ho incaricato i miei servizi di valutare la possibilità di posticipare l’entrata in vigore della parte relativa all’import», ha spiegato Jorgensen.

Il commissario ha precisato che un eventuale rinvio non rappresenterebbe «in alcun modo un passo indietro rispetto alle nostre ambizioni». La decisione finale spetterà comunque al Parlamento europeo e al Consiglio.

“Oltre 100 miliardi di costi aggiuntivi per l’energia”

Jorgensen ha poi quantificato l’impatto della crisi energetica legata alla situazione in Medio Oriente. «Dall’inizio della crisi in Medio Oriente abbiamo ormai superato i 100 miliardi di euro di costi aggiuntivi per l’energia, senza ricevere nemmeno una molecola in più di gas o petrolio», ha affermato.

Secondo il commissario, il dato evidenzia la vulnerabilità legata alla dipendenza europea dalle fonti energetiche provenienti dall’estero. «Dobbiamo liberarci da questa dipendenza e sostituire i combustibili fossili con energia prodotta localmente», ha sottolineato.

Nessuna tassa Ue sugli extra-profitti

Infine, Jorgensen è intervenuto sul tema della tassazione degli extra-profitti delle compagnie energetiche. «È una misura che gli Stati membri possono introdurre e che, se lo desiderano, li aiuteremo a sviluppare» nel rispetto del diritto dell’Unione europea, ha spiegato.

Il commissario ha escluso, almeno per il momento, una proposta di tassazione a livello comunitario: «Non abbiamo in programma una tassa a livello dell’Unione. Riteniamo che sia meglio che ciò avvenga a livello nazionale».

Borsa, Piazza Affari chiude poco mossa: corrono Technoprobe e Fincantieri, giù Tim e Stellantis


Milano - Piazza Affari chiude la seduta poco mossa, in una giornata caratterizzata dal ritorno delle tensioni sui titoli di Stato e dal forte calo della fiducia dei consumatori americani, scesa ai minimi dal 2014.

Sul listino milanese si mette in evidenza Technoprobe, che chiude con un rialzo del 6,8%. Bene anche Fincantieri, in progresso del 4,6%, Avio (+2,8%) e Stmicroelectronics (+2,5%).

Tra i titoli in rialzo anche Prysmian, che guadagna l’1,8%, Fineco (+1,5%), Campari (+1,4%) e Ferrari (+1,2%).

In fondo al listino, invece, pesano le vendite su Tim, in calo del 3,7%, Stellantis (-3,5%) e Poste Italiane (-3,1%).

Seduta negativa anche per il comparto oil, con Tenaris che lascia sul terreno il 2%, Saipem l’1,5% ed Eni l’1,2%, in scia alla flessione del prezzo del petrolio.

Carburanti, anche Q8 annuncia il price cap: tetto ai prezzi dal 1° ottobre


Roma - Dopo Eni ed Enilive e Socar-Ip, anche Q8 annuncia l'introduzione di un price cap sui carburanti. La società ha comunicato che applicherà un tetto massimo ai prezzi di benzina e gasolio a partire dal 1° ottobre, per una durata iniziale di 30 giorni.

“Q8 Italia, accogliendo l'invito del governo italiano, applicherà un price cap sulla benzina e sul gasolio, confermando il proprio impegno a sostegno dei consumatori”, spiega l'azienda in una nota.

Il sistema sarà applicato con un approccio modulare, in relazione alle diverse realtà che compongono la rete di distribuzione Q8. La società ha inoltre assicurato che supporterà i gestori e i partner per garantire la sostenibilità economica dell'intera filiera.

Mimit: prezzi dei carburanti in calo

Intanto, secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i prezzi medi dei carburanti risultano in ribasso.

Sulla rete stradale nazionale, il prezzo medio in modalità self service è sceso a 2,126 euro al litro per la benzina, rispetto ai 2,152 euro del giorno precedente, e a 2,335 euro per il gasolio, contro i 2,369 euro di ieri.

In autostrada, il prezzo medio self è pari a 2,180 euro al litro per la benzina, rispetto ai 2,214 euro precedenti, mentre il gasolio si attesta a 2,383 euro al litro, contro i 2,420 euro del giorno precedente.

Eni ed Enilive, benzina a 1,99 euro e diesel a 2,19

Il nuovo annuncio di Q8 arriva dopo l'avvio, nella giornata di ieri, del price cap nelle stazioni Eni ed Enilive, con la benzina fissata a un massimo di 1,99 euro al litro e il gasolio a 2,19 euro.

Sono entrati in vigore anche gli sconti annunciati da Socar-Ip. Le iniziative hanno prodotto i primi effetti sui prezzi medi e, in alcune stazioni, si sono registrate code di automobilisti.

Nel frattempo, aziende e organizzazioni sindacali hanno chiesto di estendere gli interventi di calmierazione anche alle vendite all'ingrosso, per garantire condizioni considerate sostenibili all'intera filiera.

Sul fronte delle categorie, tassisti e camionisti hanno annunciato possibili iniziative di mobilitazione contro il caro-carburanti. Gli autotrasportatori siciliani hanno già proclamato un fermo di cinque giorni a partire dal 16 ottobre.

lunedì 28 settembre 2026

Borsa, Milano chiude in calo: giù Ferrari, Enel e Inwit. Corre Amplifon


Milano - La Borsa di Milano chiude in calo, con il Ftse Mib che lascia sul terreno lo 0,21%, in linea con l’andamento negativo degli altri principali listini europei.

A Piazza Affari seduta pesante per Inwit (-2,6%), Ferrari (-2,5%) ed Enel (-2,2%). In ribasso anche Tim (-1,7%), dopo la chiusura della seconda parte dell’offerta di Poste, che termina invece in rialzo dello 0,2%.

Lo spread tra Btp e Bund chiude la giornata a 94 punti base, in aumento, mentre il rendimento del decennale italiano sale di 8 punti base al 4,589%.

Sul fronte bancario, Bper cede lo 0,6% e Intesa lo 0,3%. Poco mosse Mps (-0,07%) e Banco Bpm (-0,06%), mentre Unicredit guadagna lo 0,4%. Ancora pesante Banca Ifis, che perde il 6% dopo i rilievi e le richieste della Banca d’Italia.

Negative anche le utility, con A2a in calo dell’1,3% e Hera dello 0,9%. In controtendenza il comparto energetico: Eni guadagna il 2%, nel primo giorno del tetto al prezzo dei carburanti. Bene anche Saipem, indicata nel listino in rialzo dell’1,6%.

Tra i titoli principali brilla Amplifon, che sale del 6%. Gli analisti di Equita vedono un terzo trimestre in crescita. Positivo anche il comparto del lusso, con Moncler a +2,6% e Brunello Cucinelli a +2%.

Borsa, Piazza Affari in rialzo: Amplifon e Stellantis sugli scudi, giù Tim


MILANO – Piazza Affari conferma il rialzo nella prima mezz’ora di scambi, dopo un avvio sulla parità. L’indice Ftse Mib guadagna lo 0,21% a 51.976 punti.

In lieve aumento anche lo spread tra Btp e Bund, salito a 92,7 punti. Il rendimento annuo del titolo di Stato italiano cresce di 4,2 punti base al 4,55%, mentre quello tedesco sale di 2,4 punti al 3,62%.

Tra i titoli in evidenza ci sono Amplifon, in rialzo del 2,8%, Stellantis (+2,46%), Ferrari (+1,68%) ed Eni (+1,43%), nel primo giorno di applicazione del prezzo calmierato sui carburanti in Italia e con il greggio in crescita. Il Wti guadagna l’1,72% a 94,01 dollari al barile.

In calo Tim, che cede il 2,73% e replica la debolezza mostrata nella seduta di venerdì, quando si è conclusa l’Opas di Poste Italiane, in rialzo dello 0,77%. L’operazione si è chiusa con Poste salita all’85,82%.

Tra i ribassi anche Technoprobe (-1,99%), Prysmian (-1,47%) e Lottomatica (-1,28%).

Deboli i principali titoli bancari: Mediobanca perde lo 0,59%, Bper lo 0,36%, Intesa Sanpaolo lo 0,30% e Mps lo 0,25%. Più contenuti i cali di Unicredit e Banco Bpm, entrambi a -0,15%.

Carburanti, da oggi il price cap Eni: benzina a 1,99 euro e diesel a 2,19


Roma - Entra in vigore oggi, lunedì 28 settembre, il limite massimo al prezzo dei carburanti commercializzati da Eni sulla propria rete di distribuzione. Il tetto è fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il gasolio.

Il price cap sarà inizialmente valido per 30 giorni, con la possibilità di una proroga fino alla fine dell’anno, in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti, ha fatto sapere il gruppo energetico, di cui lo Stato è il principale azionista.

Anche Socar, azienda energetica dell’Azerbaijan, ha annunciato l’introduzione di un limite al prezzo di benzina e gasolio sul mercato italiano attraverso la controllata Ip. L’azienda ha inoltre fatto sapere che saranno valutate le modalità per estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da Ip. I dettagli dell’intervento non sono però ancora definiti.

Il risparmio: circa 17 centesimi al litro

I prezzi fissati da Eni, validi sia per il self service sia per il servito, corrispondono a uno sconto di circa 17 centesimi al litro rispetto agli attuali livelli medi.

Secondo i dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit relativi a domenica 27 settembre, sulla rete stradale nazionale il prezzo medio in modalità self era di 2,159 euro al litro per la benzina e di 2,377 euro per il gasolio.

Sulla rete autostradale i valori erano ancora più elevati: 2,254 euro al litro per la benzina e 2,459 euro per il diesel.

L’aumento dei prezzi arriva dopo il dimezzamento dello sconto sulle accise sul gasolio, entrato in vigore sabato 26 settembre, con la riduzione da 12 a 6 centesimi, considerando anche l’Iva.

Quanto si può risparmiare

Secondo le stime del Centro Studi Unimpresa, una famiglia con due auto potrebbe beneficiare di un risparmio fino a 17,80 euro a settimana, pari a circa 80 euro al mese.

Per le piccole imprese che utilizzano furgoni e veicoli commerciali leggeri, il risparmio stimato varia invece tra 12 e 37 euro a settimana per ogni mezzo, al netto dell’Iva, corrispondenti a circa 50-160 euro al mese.

Per un pieno settimanale da 50 litri, il risparmio stimato è di 8,45 euro per un’auto a benzina e di 9,35 euro per un’auto diesel. Nell’arco dei primi 30 giorni della misura, il vantaggio arriverebbe quindi a circa 36-40 euro per auto, mentre con una proroga fino al 31 dicembre potrebbe salire a 115-127 euro.

Più consistente l’effetto per le attività che utilizzano veicoli commerciali. Un artigiano con un furgone e un consumo di 80 litri a settimana risparmierebbe 12,26 euro, al netto dell’Iva. Per un’attività di commercio e distribuzione locale con 120 litri settimanali il risparmio sarebbe di 18,39 euro, mentre per un corriere dell’ultimo miglio, con consumi di 240 litri, arriverebbe a 36,79 euro a settimana.

Per una flotta composta da dieci furgoni, la stima arriva a circa 245 euro di risparmio settimanale e a oltre 3.300 euro nel caso in cui il price cap restasse in vigore fino alla fine dell’anno.

venerdì 25 settembre 2026

Borsa, Milano chiude in rialzo: Ftse Mib +0,63%. Balzo di Avio, Technoprobe e Unicredit


Milano - La Borsa di Milano chiude in rialzo la seduta. Il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,63%, portandosi a 51.866 punti.

Tra i titoli migliori del listino principale Avio, in rialzo del 2,29%, Technoprobe (+2,24%) e Unicredit (+2,15%).

In difficoltà invece Tim, che sul finale ha accelerato al ribasso chiudendo a -2,69%, a 7,24 euro per azione.

Fuori dal listino principale, pesante il calo di Ifis, che ha ceduto l’11,2% a 12,45 euro.

Poste Italiane ha invece chiuso in rialzo dello 0,43% a 25,82 euro, nell’ultima seduta di riapertura dei termini dell’Ops.