mercoledì 6 maggio 2026

Borsa di Milano in rialzo: Ftse Mib a +2,1%, spinta dai risultati trimestrali


Milano - Prosegue la giornata positiva per la Borsa di Milano, in linea con l’andamento degli altri listini europei. Il principale indice, il FTSE MIB, registra un rialzo del 2,1% e si attesta a 49.530 punti.

A sostenere Piazza Affari sono soprattutto i risultati del primo trimestre diffusi da diverse società quotate, che alimentano gli acquisti su diversi titoli industriali e finanziari.

In evidenza Amplifon, che guida i rialzi con un +14%, seguita da Lottomatica in crescita del 5,5%. Bene anche UniCredit, che avanza del 4,9%, e Leonardo, in aumento del 2%.

Tra gli altri titoli in forte progresso figurano Stellantis, che sale del 6,1%, e Buzzi Unicem, in crescita del 5,5%.

Il movimento positivo del listino milanese riflette quindi una combinazione di dati societari solidi e fiducia degli investitori nel comparto industriale e finanziario europeo.

martedì 5 maggio 2026

Piazza Affari chiude in forte rialzo (+2,2%): sprint delle banche e record per Prysmian


Milano - Chiusura tonica per la Borsa di Milano, con il Ftse Mib in rialzo del 2,2%, in linea con l’andamento positivo degli altri principali listini europei. La seduta è stata dominata dagli acquisti sul comparto bancario e da un forte interesse per alcuni titoli industriali.

Prysmian vola ai massimi storici

Protagonista assoluta della giornata è Prysmian, che ha registrato un balzo del +10,5%, aggiornando i massimi storici. Il titolo ha beneficiato delle dichiarazioni dell’amministratore delegato Massimo Battaini, che ha aperto a nuove operazioni di crescita esterna e possibili acquisizioni strategiche.

Banche in rally dopo trimestrali e operazioni

Acquisti diffusi sul settore bancario. In evidenza UniCredit, in crescita del +5,8%, sostenuta dai conti trimestrali e dall’avvio dell’OPS su Commerzbank.

Buone performance anche per Mediobanca (+3%), Banca Monte dei Paschi di Siena (+3,6%), BPER Banca (+2,6%) e Intesa Sanpaolo (+2,4%).

Industriali e tech: segnali misti

Tra i titoli industriali spicca Amplifon, in rialzo del +4,6% dopo risultati trimestrali in crescita. Bene anche STMicroelectronics (+3,8%), Italgas (+1,9%), Leonardo (+0,9%) e Stellantis (+0,9%).

Deboli invece Ferrari (-3,9%), Inwit (-2,7%), Nexi (-1,7%), Recordati (-1%) e Telecom Italia (-0,3%).

Spread stabile

Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund si è attestato a 80 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,86%.

Borsa di Milano in rialzo: Ftse Mib +1,48%, corre Unicredit dopo i conti


Milano - La Borsa di Milano apre e prosegue in forte rialzo, con il Ftse Mib che segna un +1,48%, sostenuto soprattutto dal comparto bancario e da alcuni risultati trimestrali positivi.

A guidare i guadagni è Unicredit, che sale del 4% dopo la pubblicazione dei conti e il contestuale rialzo delle stime sul 2026, rafforzando il sentiment sull’intero settore creditizio.

Tra i titoli migliori della seduta figurano anche Diasorin (+3,3%) e Campari (+2,4%), entrambe ben comprate dagli investitori.

Trimestrali sotto i riflettori

Attesa alta anche per diversi risultati trimestrali di giornata. Tra i principali movimenti si segnalano:

  • Ferrari +2,08%

  • Banco Bpm +1,8%

  • Italgas +1,09%

  • Credem +0,67%

  • Amplifon +0,67%

Il mercato guarda con attenzione ai conti, che stanno contribuendo a sostenere la domanda sui titoli più esposti ai risultati societari.

Brembo protagonista tra le mid-cap

Fuori dal Ftse Mib si distingue Brembo (+3,5%), dopo l’annuncio dell’avvio della produzione del sistema frenante intelligente “Sensify”, una tecnologia software-based che controlla autonomamente le quattro ruote tramite impulsi elettrici, sostituendo la tradizionale trasmissione idraulica.

Secondo gli analisti, il progetto potrebbe avere un impatto significativo su ricavi e margini nel medio periodo, anche se la società non ha fornito dettagli economici sull’implementazione industriale.

Prese di beneficio su alcuni titoli

Seduta più debole solo per pochi nomi, con realizzi dopo i recenti rialzi. In particolare:

  • Nexi -0,7%

  • Saipem -0,6%

Nel complesso, il mercato resta impostato positivamente, sostenuto dai risultati societari e dalle attese sul settore bancario e industriale.

lunedì 4 maggio 2026

Borse europee in calo tra tensioni in Medio Oriente e rialzo del petrolio


Milano - Seduta in rosso per le Borse europee che chiudono sui minimi di seduta, con Wall Street che gira in calo mentre cresce la tensione in Medio Oriente.

Gli equilibri sono fragili, i missili iraniani hanno preso di mira gli Emirati Arabi Uniti mentre Teheran dice di aver rafforzato la sua presa sullo Stretto di Hormuz.

La prima conseguenza è il rialzo del petrolio, con il Brent che balza a 114 dollari. Sui listini, in particolare sul settore auto pesa poi l’annuncio di Trump di nuovi dazi. I listini scendono dai massimi (Londra è rimasta chiusa per festività), Parigi ha perso l’1,7%, Francoforte l’1,24% e Milano l’1,59 per cento. A Piazza Affari tra i peggiori troviamo Unipol (-3,65%), Intesa (-2,36%), Unicredit (-2,38) ed Enel (-2,5%). Sugli scudi, in controtendenza Diasorin (+2,5%) e Nexi (+2,7%). Stellantis (-1,4%) ha contenuto il calo rispetto ai competitor Bmw (-2,4%), Mercedes-Benz (-3,3%) e Volkswagen (-2,8%).

Borsa di Milano: apertura in rialzo, Ftse Mib +0,33% a 48.405 punti


Milano - Apertura positiva per la Borsa di Milano. La giornata si apre in rialzo per il principale listino italiano: il FTSE MIB segna un progresso dello 0,33%, portandosi a 48.405 punti.

Il buon avvio interessa la piazza finanziaria gestita da Borsa Italiana, che apre la seduta in territorio positivo, in linea con un sentiment iniziale moderatamente favorevole sui mercati.

giovedì 30 aprile 2026

La Bce lascia i tassi invariati: inflazione ancora sotto osservazione, cresce l’incertezza economica


Francoforte, 30 aprile 2026 – 
La Banca centrale europea ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse, una scelta attesa dai mercati e confermata al termine della riunione del Consiglio direttivo a Francoforte.

Restano quindi fermi il tasso sui depositi al 2%, quello sulle operazioni principali di rifinanziamento al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. I livelli erano stati raggiunti nel giugno 2025 e vengono ora confermati in una fase definita dalla Bce come caratterizzata da elevata incertezza.

Nel corso della conferenza stampa la presidente Christine Lagarde ha sottolineato che la direzione della politica monetaria appare chiara, ma non priva di possibili variazioni. “So in che direzione stiamo andando sui tassi, ma potrebbero esserci cambiamenti enormi”, ha dichiarato.

La decisione di mantenere i tassi fermi è stata, secondo la Bce, unanime, anche se nel dibattito interno sono state prese in considerazione diverse opzioni, incluso un possibile rialzo.

Nel comunicato ufficiale l’istituto segnala un peggioramento del quadro macroeconomico, con rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita che si sono intensificati. A pesare è soprattutto il contesto geopolitico, in particolare il conflitto in Medio Oriente, che ha provocato un aumento delle quotazioni energetiche con possibili effetti sull’andamento dei prezzi e sull’attività economica.

La Bce avverte che la durata e l’intensità dello shock energetico saranno determinanti per le prospettive future dell’inflazione e della crescita, anche attraverso effetti indiretti e di secondo impatto.

Secondo l’istituto, l’area euro si trova ancora in una posizione relativamente favorevole, con inflazione vicina all’obiettivo del 2% e una buona capacità di tenuta dell’economia negli ultimi trimestri. Tuttavia, le aspettative di inflazione nel breve periodo risultano in aumento, mentre quelle a più lungo termine restano saldamente ancorate.

Il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati, assumendo le decisioni di volta in volta a ogni riunione senza vincolarsi a un percorso predefinito dei tassi. Le scelte saranno basate sulle prospettive di inflazione, sui rischi associati, sui nuovi dati economici e finanziari e sulla dinamica dell’inflazione di fondo, oltre che sull’efficacia della trasmissione della politica monetaria all’economia reale.

Piazza Affari in calo: Ftse Mib a -1,2% tra tensioni geopolitiche e petrolio in rialzo


Milano - Avvio di seduta in netto ribasso per Piazza Affari, con l’indice Ftse Mib che cede l’1,2% in un contesto dominato dalle preoccupazioni per una possibile escalation in Iran e dal nuovo rialzo del prezzo del petrolio, che ha aggiornato i massimi dall’inizio del conflitto.

A pesare maggiormente sul listino sono stati i titoli industriali e finanziari, con forti vendite su Stellantis (-7,7%) e Prysmian (-3,3%), penalizzate dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre.

Seduta negativa anche per altri grandi nomi del listino: Unicredit (-2%), Buzzi (-1,9%), Leonardo (-2%), Avio (-1,9%) e Moncler (-1,7%) si muovono in territorio negativo, contribuendo al clima di debolezza generale.

In controtendenza pochi titoli riescono a mantenere il segno positivo. Tra questi Stm (+1%), Eni (+1%), Inwit (+0,7%), Snam (+0,6%) e Italgas (+0,1%), che limitano parzialmente le perdite del paniere principale.

Il mercato resta dunque condizionato dall’incertezza geopolitica e dall’andamento delle materie prime energetiche, con gli investitori che continuano a muoversi in un contesto di forte volatilità.