lunedì 23 marzo 2026

Borsa di Milano chiude in rialzo (+0,81%), Tim protagonista della seduta


Milano, 23 marzo 2026 – La Borsa di Milano ha chiuso in rialzo dello 0,81%, seguendo il trend positivo degli altri mercati europei e in scia con Wall Street. La ripresa dei listini è arrivata dopo un avvio difficile della seduta, sostenuta dalle dichiarazioni di Donald Trump su un accordo con l'Iran e la riapertura dello stretto di Hormuz.

Lo spread tra Btp e Bund si è attestato a 87 punti, in calo rispetto al picco di 101 punti registrato durante la giornata e ai 92 punti della vigilia. Il rendimento del decennale italiano scende al 3,87% dal 3,96% di venerdì.

Tra i titoli principali, Piazza Affari ha premiato Tim, in rialzo del 4,69% a 60 centesimi, nonostante l’offerta pubblica di acquisto di Poste Italiane a 63,5 centesimi. Poste Italiane ha chiuso in calo del 6,8% a 19,98 euro. Positive le banche: Banco Bpm +3,7%, Bper +3,5%, Unicredit +3,3%, Intesa +3,1% e Mps +2,7%, alle prese con le vicende della governance e l’integrazione di Mediobanca (+2,7%).

Bene anche Ferrari (+3,4%) e Stellantis (+2,1%). In calo Diasorin (-12%), penalizzata dagli analisti di Mediobanca, mentre Eni (-3,6%) e Tenaris (-0,6%) soffrono nel settore energia. Vendite anche su A2a (-1,5%), Enel e Hera (-0,7%). Leonardo scivola del 2,3%, mentre Campari e Moncler rimangono sostanzialmente stabili (+0,01%). Positive Stm (+1%) e Amplifon (+0,3%).

Borse europee in rosso: Francoforte, Parigi e Londra cedono con la nuova escalation in Iran e il rialzo del petrolio


Milano - Le borse europee segnano ribassi significativi in avvio di seduta mentre i mercati reagiscono alla nuova escalation della crisi in Medio Oriente e alla corsa del petrolio, che continua a salire oltre i livelli psicologici chiave.

A Francoforte l’indice principale perde l’1,94%, scendendo sotto quota 21.950 punti.
Anche Parigi chiude in forte calo: il CAC 40 lascia sul terreno l’1,61% a circa 7.540 punti, riflettendo il sentiment negativo legato alle prospettive economiche e ai costi dell’energia.
La Borsa di Londra non è da meno, con il FTSE 100 in ribasso dell’1,42% a circa 9.777 punti, in un quadro di avversione al rischio che spinge gli investitori verso asset considerati più sicuri.

La performance negativa dei listini europei segue un’ondata di vendite che ha colpito i mercati globali dopo nuove tensioni geopolitiche nella regione e minacce crescenti alla stabilità delle forniture energetiche. Il rialzo dei prezzi del petrolio, spinto dalle preoccupazioni per possibili interruzioni delle esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz, ha accentuato la pressione sugli indici azionari, penalizzando in particolare i settori più sensibili ai costi dell’energia come trasporti e industria.

La situazione resta altamente volatile: oltre ai timori per l’impatto sull’economia reale, gli investitori monitorano anche le possibili politiche monetarie restrittive da parte delle banche centrali, in risposta alla spinta inflazionistica derivante dall’aumento dei prezzi del greggio.

In questo contesto, i listini europei risentono di un clima di rischio globale, con gli operatori che preferiscono ridurre l’esposizione azionaria e spostarsi verso asset più difensivi. 

venerdì 20 marzo 2026

Borsa di Milano in rosso (-1,97%) tra tensioni geopolitiche e vendite diffuse


Milano - La Borsa di Milano ha chiuso la seduta odierna in calo dell’1,97%, allineandosi agli altri listini europei, mentre proseguono la guerra in Medio Oriente e le tensioni nello Stretto di Hormuz.

A Piazza Affari, nuovo tonfo per Inwit (-7,5%) dopo il taglio della guidance, a seguito dell’accordo tra Tim (-2,1%) e Fastweb + Vodafone sulle torri.

Lo spread tra BTP e Bund ha archiviato la seduta in rialzo a 92 punti, ai massimi da giugno 2025, mentre il rendimento del decennale italiano ha registrato un aumento di 18 punti base al 3,93%, ai massimi dal dicembre 2024.

Vendite diffuse hanno colpito anche Leonardo (-4,1%) e il settore bancario, con Unicredit (-3,8%), Banco BPM (-2,9%), BPER e Popolare di Sondrio (-2,4%) e Intesa (-2,1%). In controtendenza MPS (+1,4%), alle prese con le vicende di governance e l’integrazione con Mediobanca (+1,1%).

Seduta negativa anche per STM (-3,5%), Enel (-3,2%) e Cucinelli (-2,5%), mentre hanno registrato un balzo Amplifon (+4,2%) in attesa dell’acquisizione di GN Hearing. Bene anche Tenaris (+1,2%), Moncler (+0,7%) e Recordati (+0,4%).

Piazza Affari in leggero rialzo: Ftse Mib +1% grazie alle banche, Buzzi in testa ai titoli principali


Milano - Dopo il forte calo registrato ieri, Piazza Affari apre oggi con un avvio leggermente positivo. L’indice Ftse Mib segna un rialzo di circa l’1%, sostanzialmente in linea con le altre borse europee, trainato soprattutto dal comparto bancario.

Tra i titoli del settore, Mps e Mediobanca crescono del 2,9%, mentre Banco Bpm e Unicredit sfiorano aumenti del 2%. Il migliore tra i principali titoli resta Buzzi, in rialzo del 3,2%. Positivi anche Stm (+2,2%), mentre risulta in calo Eni (-1,2%).

Ancora debole Inwit, che perde il 3% a 6,6 euro dopo aver rivisto al ribasso le guidance 2026, in seguito all’accordo tra Tim, Fastweb e Vodafone sulle torri di trasmissione.

Sul fronte dei mercati energetici internazionali, gas ad Amsterdam in calo del 2,4% a 60,3 euro al Megawattora e petrolio Usa in ribasso dell’1,9% a 93,7 dollari al barile. L’euro segna una marginale contrazione dello 0,1%, a 1,157 contro il dollaro.

giovedì 19 marzo 2026

Piazza Affari chiude in forte calo per l’escalation in Medio Oriente


Milano – La Borsa italiana ha chiuso oggi in netto calo, risentendo degli effetti dell’escalation di guerra in Medio Oriente. L’indice Ftse Mib ha perso il 2,32%, fermandosi a 43.701 punti, con volumi elevati per oltre 4,8 miliardi di euro, il valore più alto delle ultime quattro sedute.

Il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi è rimasto sostanzialmente stabile a 82 punti, con il rendimento annuo del titolo italiano in rialzo a 3,77% e quello tedesco a 2,95%.

Le vendite hanno colpito soprattutto Inwit (-15,6%) dopo l’accordo tra Tim (-5,7%) e Fastweb per la gestione e costruzione delle torri telefoniche. Sotto pressione anche Prysmian (-5,39%), che sta valutando l’ampliamento dell’impianto texano per la produzione di cavi di rame, Stm (-4,52%), Mediobanca (-4,03%) e il settore bancario: Bper (-3,9%), Mps (-3,77%), Unicredit (-2,94%) e Banco Bpm (-2,69%). In rosso anche i titoli industriali e dell’auto, tra cui Ferrari (-5,41%), Stellantis (-3,3%) e Fincantieri (-3,88%), mentre Leonardo limita le perdite a -1,65%.

Tra i pochi rialzi si segnalano Eni (+3,75%), che ha aggiornato il piano al 2030 con lo scorporo di Plenitude, Nexi (+1,91%) e Saipem (+0,86%), quest’ultima protagonista del test del drone sottomarino FlatFish per Petrobras.

Gli investitori restano cauti in attesa di sviluppi geopolitici e possibili ripercussioni sui mercati energetici e finanziari.

Borsa di Milano apre in rosso con l’inasprimento delle tensioni in Medio Oriente


MILANO – La Borsa di Milano ha aperto in ribasso, risentendo delle crescenti tensioni in Medio Oriente dovute agli attacchi a infrastrutture petrolifere e del gas.

Il Ftse Mib segna in avvio un calo dell’1,17%, a quota 44.217 punti. Tra i peggiori titoli della seduta iniziale spicca Inwit, che perde l’8,87%, seguita da Prysmian (-3,3%), Cucinelli (-2,4%) e Tim (-2%).

L’apertura negativa riflette le preoccupazioni degli investitori per i possibili effetti della crisi geopolitica sui mercati energetici e sull’economia europea.

mercoledì 18 marzo 2026

Piazza Affari chiude in calo: Ftse Mib a -0,33%


Milano - Seduta in territorio negativo per Piazza Affari, che archivia la giornata con un lieve ribasso. L’indice Ftse Mib ha infatti ceduto lo 0,33%, fermandosi a quota 44.741 punti.

L’andamento riflette una giornata all’insegna della cautela sui mercati, con gli investitori che restano prudenti in attesa di nuovi segnali dal contesto macroeconomico e finanziario internazionale.