venerdì 6 marzo 2026

Piazza Affari chiude in calo: Ftse Mib -1,02%, pesa il comparto tecnologico e bancario


Milano - Chiusura in ribasso per la Borsa di Piazza Affari, che nel corso della seduta ha ridotto le perdite dopo essere partita in rialzo e aver toccato un calo fino al 2%. L’indice FTSE MIB ha terminato gli scambi in flessione dell’1,02% a 44.152 punti, con volumi pari a 4,8 miliardi di euro, inferiori alla media delle ultime quattro sedute.

In aumento lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi decennali, salito a 76,1 punti base.

Tra le blue chip ha sofferto in particolare STMicroelectronics, che ha perso il 5,06% insieme ai principali concorrenti europei. A pesare sul settore sono i timori di un rallentamento della domanda nel comparto delle memorie, in vista del passaggio a nuovi standard tecnologici.

Vendite anche su Buzzi (-3,2%) e TIM (-2,69%), mentre il comparto bancario si è mosso in territorio negativo. In particolare hanno chiuso in calo BPER Banca (-3,8%), Banca Popolare di Sondrio (-3,26%), Monte dei Paschi di Siena (-2,74%) e Mediobanca (-2,15%).

Segno meno anche per Intesa Sanpaolo (-2,09%) e Banco BPM (-1,88%), mentre UniCredit ha limitato le perdite all’1,21%.

In difficoltà anche Campari Group (-2,48%), dopo un report sul settore diffuso da JPMorgan Chase. Tra gli altri titoli in calo figurano Ferrari (-2,11%), Unipol (-1,95%), Stellantis (-1,91%), Assicurazioni Generali (-1,84%), Italgas (-1,42%) e Saipem (-1,01%).

Pochi invece i titoli in rialzo. In testa Leonardo (+3,39%), sostenuta dalle tensioni geopolitiche legate agli attacchi all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele. Bene anche Fincantieri (+2,59%).

Segno positivo inoltre per Eni (+1,51%), favorita dal rialzo del prezzo del petrolio, seguita da Lottomatica Group (+1,14%), Moncler (+0,92%), A2A (+0,91%) e Prysmian (+0,51%).

Piazza Affari tenta il rimbalzo dopo i forti ribassi, Ftse Mib +0,3%


Milano, 6 marzo 2026 – Primi scambi positivi per Piazza Affari, che prova a chiudere in rialzo una settimana segnata dai forti ribassi dovuti agli effetti della guerra in Medio Oriente.

Il Ftse Mib avanza dello 0,3%, in linea con le altre Borse europee, sostenuto dal rimbalzo di Amplifon (+3,3%) e Nexi (+2,7%), che recuperano solo parzialmente dopo i tonfi di ieri legati ai risultati finanziari. Bene anche Fincantieri (+2,4%) e Leonardo (+2%), con l’industria bellica sempre in luce. Seguono Cucinelli (+1,6%), Buzzi (+1,5%) e Inwit (+1,3%).

Settore bancario incerto, con Mps che cede l’1% e Banca Sondrio in leggero rialzo dello 0,4%. Pressione sui titoli del lusso e dell’energia: Campari (-1%) paga prese di beneficio dopo il rally seguito ai conti, mentre Italgas (-1%), Saipem (-0,9%) e Stm (-0,8%) mostrano performance deboli.

giovedì 5 marzo 2026

Borsa di Milano in forte calo: Piazza Affari cede l’1,61% tra tensioni internazionali


Milano, 5 marzo 2026
– La Borsa di Milano chiude in forte ribasso, risentendo delle incertezze legate al conflitto in Medio Oriente. L’indice FTSE MIB lascia sul terreno l’1,61%, attestandosi a 44.608 punti.

Tra le peggiori performance della seduta spicca Nexi, in calo del 16,6%, penalizzata dalla delusione degli analisti per il piano presentato e dall’assenza di un buy back. Pesanti anche le vendite su Amplifon, che perde il 13,2% a seguito della pubblicazione dei conti trimestrali.

In controtendenza, invece, Campari guadagna quasi il 10% (+9,96%), seguita da STMicroelectronics (+2,99%) e Snam (+1,57%), sostenute da acquisti di recupero e dalla resilienza dei settori difensivi.

Gli operatori sottolineano come l’instabilità geopolitica continui a influenzare i mercati, con gli investitori che privilegiano titoli più sicuri e guardano con cautela alle prossime mosse politiche ed economiche internazionali.

Borsa di Milano in rialzo: recuperano alcune blue chip


Milano – La Borsa di Milano apre la seduta in rialzo, con il recupero di alcune blue chip. In particolare Intesa Sanpaolo sale dello 0,28% e Unicredit dello 0,4%, mentre Enel registra un +0,4%.

Tra i titoli migliori continuano a distinguersi Campari (+7,8%), Stm (+6,14%) e Snam (+1%).

Sul fronte opposto, continua la discesa di Nexi (-19,4%), pesante Amplifon (-13,7%) e in calo anche Mps (-2,3%) e Mediobanca (-1,3%).

mercoledì 4 marzo 2026

Borsa di Milano in forte rialzo: Ftse Mib +1,95%, Lottomatica vola e guida il rimbalzo di Piazza Affari


Milano - La Borsa di Milano rimbalza insieme alle altre principali piazze europee e chiude la seduta sui massimi di giornata, sostenuta da un diffuso recupero degli acquisti che ha interessato gran parte dei comparti.

Il Ftse Mib archivia gli scambi in progresso dell’1,95% a 45.336 punti, consolidando il movimento di rimbalzo dopo le recenti fasi di volatilità. Il clima positivo si è inserito in un contesto europeo improntato al recupero del rischio, con gli investitori tornati a privilegiare i titoli ciclici e industriali.

Regina del listino è stata Lottomatica, che ha messo a segno un balzo del 14,95% a 24,3 euro, guidando il comparto dei titoli a maggiore capitalizzazione. Bene anche Stellantis, in rialzo del 4,79% a 6,4 euro, e Prysmian, che ha guadagnato il 4,5% a 102,2 euro, confermando l’interesse per i titoli industriali e manifatturieri.

In evidenza anche il comparto della difesa: Fincantieri ha chiuso in progresso del 4,28% a 14,39 euro, mentre Leonardo ha registrato un aumento del 4,25% a 60,4 euro, beneficiando di rinnovato interesse sul settore a livello europeo.

Sul fronte opposto, in attesa dei conti, si sono concentrate le vendite su Amplifon, che ha ceduto il 2,18% a 12,12 euro. Sempre sotto pressione, in assenza di maggiore visibilità sulla governance, Mps ha lasciato sul terreno l’1,2% a 7,69 euro, mentre Mediobanca ha chiuso in calo dell’1,58% a 16,83 euro.

La seduta si è dunque conclusa con un bilancio nettamente positivo per Piazza Affari, che ha mostrato una dinamica più brillante rispetto alle precedenti giornate, sostenuta da un ritorno selettivo degli acquisti sui titoli a maggiore capitalizzazione.

Borse europee in ripresa: petrolio e gas più calmi, Wall Street in rialzo


Milano - Le Borse europee prendono slancio nella seduta odierna, sostenute dal calo del prezzo del gas e dal rallentamento del rialzo del petrolio. Dopo il tonfo delle due sedute precedenti, i mercati trovano una tregua, con i future di Wall Street che, dopo un inizio di giornata negativo, tornano verso il segno più.

Si attenua anche la tensione sui titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund scende a 68 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,43% e quello tedesco al 2,75%.

L’attenzione degli investitori resta comunque focalizzata sugli sviluppi della guerra in Medio Oriente.

Sul fronte azionario, l’indice Stoxx 600 avanza dell’1,1%. In rialzo i principali listini europei: Milano +1,4%, Francoforte +1,3%, Madrid +1,2%, Parigi +0,9%, Londra +0,4%.

Sul mercato valutario, il dollaro si indebolisce sulle principali valute, con l’euro in rialzo a 1,1626 sul biglietto verde.

martedì 3 marzo 2026

Piazza Affari crolla del 3,9%: pesano energia e lusso, 879 miliardi bruciati in Europa in due giorni

Milano - Seduta pesantemente negativa per Piazza Affari, che chiude in forte ribasso in scia alle tensioni internazionali e al clima di forte avversione al rischio sui mercati. L’indice FTSE MIB ha terminato le contrattazioni in calo del 3,92% a 44.468 punti, recuperando parzialmente rispetto ai minimi intraday.

A guidare le vendite sono stati in particolare i titoli delle utilities, dell’energia e del lusso. Tra i peggiori del listino principale Moncler (-6,47%), Italgas (-6,3%), A2A (-6%), Hera (-5,74%) e Brunello Cucinelli (-5,57%).

In un listino interamente in rosso, si sono mosse in controtendenza tra le blue chip solo Lottomatica (+3,32%), sostenuta dai conti, e Recordati (+1,3%).

Vendite diffuse anche sulle altre piazze europee. La Borsa peggiore è stata Madrid (-4,6%), seguita da Francoforte (-3,5%). In calo marcato anche Parigi (-3,4%), Londra (-2,7%) e Amsterdam (-2,5%). L’indice paneuropeo STOXX Europe 600 ha perso il 3,1%, con una distruzione di capitalizzazione stimata in circa 565 miliardi di euro nella sola giornata.

Nelle ultime due sedute, considerando i principali titoli del Vecchio continente, le Borse europee hanno complessivamente “bruciato” 879 miliardi di euro, in una delle fasi più critiche dall’inizio dell’escalation geopolitica in Medio Oriente.