Milano - Apertura poco mossa per Piazza Affari con il primo indice Ftse Mib (+0,08%) a 49.328 punti.
Il listino milanese ha mostrato una tenuta rispetto alla volatilità delle ultime settimane, risultando anche il miglior indice tra le principali Borse europee, che invece hanno chiuso in territorio negativo. Il mercato italiano ha beneficiato di una maggiore stabilità relativa, nonostante il contesto geopolitico resti altamente incerto.
Gli operatori continuano a guardare con attenzione agli sviluppi del conflitto tra Stati Uniti e Iran e alle possibili evoluzioni nello scenario mediorientale, in particolare per le ripercussioni su energia e trasporti internazionali.
Il mercato azionario, come già avvenuto in altre sedute recenti, sta infatti reagendo soprattutto alle attese di una possibile de-escalation: eventuali progressi diplomatici vengono interpretati come fattori di sostegno per gli asset rischiosi, mentre nuove tensioni tendono a riportare volatilità.
La seduta di oggi conferma quindi un quadro di equilibrio precario: da un lato la tenuta degli indici europei rispetto ai timori geopolitici, dall’altro la dipendenza dei mercati dalle notizie provenienti dal Medio Oriente.
In questo contesto, Piazza Affari resta allineata ai massimi recenti ma senza nuovi impulsi direzionali, in attesa di segnali più chiari sul fronte internazionale.
In controtendenza il comparto energetico, con acquisti sui principali titoli del settore: Tenaris guadagna il 2,1%, Saipem l’1,3% ed Eni circa l’1%.
Debole anche l’avvio delle principali Borse europee, che risentono delle tensioni geopolitiche legate alla crisi in Iran e agli scontri nello Stretto di Hormuz, fattori che alimentano l’incertezza sui mercati nonostante le rassicurazioni del presidente americano Donald Trump sulla tenuta della tregua.
Sul fronte energetico, il petrolio resta comunque relativamente stabile: il Brent si attesta intorno ai 100 dollari al barile, mentre il Wti quota circa 95 dollari.
Tra le piazze europee, Francoforte segna un ribasso dello 0,88% dopo il calo inatteso della produzione industriale a marzo, Parigi perde lo 0,73% e Londra limita le perdite allo 0,22%, influenzata anche dall’esito delle elezioni locali.
La peggiore è stata Londra, in calo dell’1,6%, seguita da Parigi, Francoforte e Amsterdam, tutte in flessione dell’1,1%. Più contenute le perdite per Milano, che ha chiuso a -0,8%, mentre Madrid ha limitato il ribasso allo 0,3%.
Nel comparto energetico, il gas naturale è rimasto stabile intorno ai 44 euro al megawattora, mentre il petrolio ha mostrato incertezza, mantenendosi vicino ai 94 dollari al barile. Lo spread tra Btp e Bund è rimasto stabile a 73 punti base, mentre l’euro ha oscillato poco a 1,17 sul dollaro. Debole invece il Bitcoin, sceso anche sotto la soglia degli 80mila dollari.
A Piazza Affari seduta molto negativa per Campari, che ha perso il 14% dopo la pubblicazione dei conti, penalizzati da vendite inferiori alle attese degli analisti. In calo anche Tenaris (-6%), Saipem (-5%) e Azimut (-4%). Debole Bper (-3,3% dopo i risultati).
In controtendenza Diasorin e Poste Italiane, entrambe in rialzo di oltre due punti percentuali. Forte performance per Tim, che ha guadagnato il 3,7% risultando il miglior titolo tra le blue chip del listino milanese.
Seduta contrastata per i principali titoli del listino.
Debole Campari, che arretra del 10% dopo la pubblicazione dei conti e l’avvio delle contrattazioni.
Vendite anche su Tenaris, che perde il 4,4% dopo l’annuncio del cambio al vertice con la nomina di un nuovo amministratore delegato.
Segno positivo invece per Nexi, che sale del 2,88%, e per Poste Italiane, in crescita dell’1,67%.
Bene anche UniCredit, che guadagna l’1,23% dopo l’annuncio di un accordo non vincolante per la cessione di alcune attività in Russia a un investitore degli Emirati Arabi Uniti.
La seduta si apre quindi con un andamento misto: debolezza sui titoli industriali e del beverage, compensata da acquisti su settore bancario e pagamenti digitali.
A sostenere Piazza Affari sono soprattutto i risultati del primo trimestre diffusi da diverse società quotate, che alimentano gli acquisti su diversi titoli industriali e finanziari.
In evidenza Amplifon, che guida i rialzi con un +14%, seguita da Lottomatica in crescita del 5,5%. Bene anche UniCredit, che avanza del 4,9%, e Leonardo, in aumento del 2%.
Tra gli altri titoli in forte progresso figurano Stellantis, che sale del 6,1%, e Buzzi Unicem, in crescita del 5,5%.
Il movimento positivo del listino milanese riflette quindi una combinazione di dati societari solidi e fiducia degli investitori nel comparto industriale e finanziario europeo.
Protagonista assoluta della giornata è Prysmian, che ha registrato un balzo del +10,5%, aggiornando i massimi storici. Il titolo ha beneficiato delle dichiarazioni dell’amministratore delegato Massimo Battaini, che ha aperto a nuove operazioni di crescita esterna e possibili acquisizioni strategiche.
Acquisti diffusi sul settore bancario. In evidenza UniCredit, in crescita del +5,8%, sostenuta dai conti trimestrali e dall’avvio dell’OPS su Commerzbank.
Buone performance anche per Mediobanca (+3%), Banca Monte dei Paschi di Siena (+3,6%), BPER Banca (+2,6%) e Intesa Sanpaolo (+2,4%).
Tra i titoli industriali spicca Amplifon, in rialzo del +4,6% dopo risultati trimestrali in crescita. Bene anche STMicroelectronics (+3,8%), Italgas (+1,9%), Leonardo (+0,9%) e Stellantis (+0,9%).
Deboli invece Ferrari (-3,9%), Inwit (-2,7%), Nexi (-1,7%), Recordati (-1%) e Telecom Italia (-0,3%).
Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund si è attestato a 80 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,86%.