giovedì 23 luglio 2026

Bce, tassi fermi al 2,25%. Lagarde: “Crescita modesta e rischi per l’inflazione orientati al rialzo”


Francoforte - Come da attese, la Banca centrale europea ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse. Il tasso sui depositi resta al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40%, mentre il tasso sui prestiti marginali rimane al 2,65%.

La decisione, ha spiegato la presidente della Bce Christine Lagarde, è stata unanime, anche se all'interno del Consiglio direttivo ci sarebbe stato chi si è interrogato sulla possibilità di prendere in considerazione un rialzo dei tassi. I mercati continuano a scommettere su un possibile nuovo aumento entro la fine dell'anno, con settembre e dicembre indicati come le finestre temporali più probabili.

Lagarde: «Crescita modesta nel breve termine»

Secondo Lagarde, la crescita economica dell'Eurozona «rimane modesta nel breve termine». La presidente della Bce ha evidenziato come il mercato del lavoro, le imprese e le famiglie siano in una situazione più debole rispetto al periodo precedente al conflitto, mentre segnali positivi arrivano dai servizi digitali e da una parziale ripresa del comparto dei servizi.

«Le misure contro il caro energia siano temporanee»

Particolare attenzione è rivolta all'impatto dello shock energetico sull'inflazione. Secondo Lagarde, le misure pubbliche adottate per fronteggiare il caro energia dovrebbero essere «circoscritte e temporanee».

L'aumento dei costi energetici, ha spiegato la presidente, rischia di alimentare la crescita dei prezzi e di pesare sui salari reali. A questo si aggiungono i rischi legati alla crisi climatica: eventi meteorologici estremi potrebbero provocare nuovi aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari, incidendo sulle prospettive dell'inflazione.

Preoccupazione per l'escalation in Medio Oriente

Lo scenario internazionale continua a rappresentare un elemento di forte incertezza. L'escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran ha contribuito alla volatilità dei mercati e al rialzo dei prezzi di petrolio e gas naturale, alimentando i timori di nuove pressioni inflazionistiche.

L'obiettivo della Bce resta quello di riportare e mantenere l'inflazione al 2%. Tuttavia, secondo l'istituto centrale, i rischi per le prospettive dei prezzi sono attualmente orientati al rialzo. Un ulteriore peggioramento dello shock energetico potrebbe infatti avere ripercussioni più forti del previsto anche sui prezzi e sui salari.

Politica monetaria «guidata dai dati»

Il Consiglio direttivo ha ribadito che non intende vincolarsi a un percorso prestabilito per i tassi. Le future decisioni saranno prese sulla base dei dati disponibili e valutate di volta in volta, in un contesto geopolitico considerato ancora altamente incerto.

Intanto, l'ultima Bank Lending Survey della Bce, pubblicata il 21 luglio, ha evidenziato un moderato irrigidimento delle condizioni del credito bancario nell'area euro per le imprese, legato soprattutto all'aumento dei rischi percepiti dagli istituti, in particolare nei settori dell'auto e dell'industria manifatturiera ad alta intensità energetica.

Lagarde sul futuro: «Non vi libererete di me prima del 2027»

Durante la conferenza stampa, Lagarde ha anche fatto chiarezza sul proprio futuro alla guida della Bce. Il suo mandato scadrà nell'ottobre 2027, ma nelle ultime settimane si era riacceso il dibattito su una possibile uscita anticipata.

La presidente ha però escluso questa eventualità con una battuta: «Questo capitano resterà a bordo della nave, non vi libererete di me prima del 2027».

Borsa: Milano maglia nera in Europa, Ftse Mib perde l'1,6%


Milano - Piazza Affari chiude in forte calo e si conferma la peggiore tra le principali Borse europee. L'indice Ftse Mib cede l'1,6% a 51.877 punti, appesantito soprattutto dal crollo di Stm, che lascia sul terreno il 13% dopo la diffusione dei risultati del secondo trimestre e una guidance giudicata inferiore alle attese.

Pesante anche Moncler, in calo dell'8,2% nonostante i risultati del primo semestre in crescita. Tra i titoli maggiori, seduta negativa per Unicredit (-2,9%) dopo i conti, Campari (-1,9%), Prysmian (-1,8%) e Nexi (-1,6%). Nel comparto bancario vendite anche su Mps (-1,6%), mentre Intesa Sanpaolo cede l'1,1% e Banco Bpm limita il ribasso allo 0,06%. In calo anche Bper (-1%).

In controtendenza Amplifon, che guadagna il 3,3% dopo la promozione di Citi, che ha alzato la raccomandazione sul titolo a "Buy", fissando il target price a 16,50 euro per azione. Bene anche Eni (+2,5%), Leonardo (+1,1%) e Inwit (+0,9%).

Sul fronte dei titoli di Stato, lo spread tra Btp e Bund resta stabile a 83 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 4,02%.

mercoledì 22 luglio 2026

Borsa: Milano gira in rialzo, Ftse Mib a +0,2%. Corre Unipol, vola The Italian Sea Group


Milano - La Borsa di Milano gira timidamente in rialzo, sostenuta dalla corsa di Unipol, che guadagna circa il 2%. Il Ftse Mib passa in territorio positivo a +0,2%, in una seduta caratterizzata ancora da volatilità e oscillazioni.

Sugli scudi i titoli del comparto energia e quelli coinvolti nel risiko bancario. Eni sale dell'1,5%, Saipem dell'1%, Mps dell'1,3% e Intesa Sanpaolo dello 0,3%. Debole Unicredit, in calo dello 0,18%, in attesa della pubblicazione dei conti.

Tra i titoli peggiori del listino principale figurano Moncler e Amplifon, entrambe in calo dell'1,8%, mentre Prysmian perde l'1,1%.

Fuori dal listino principale, invece, The Italian Sea Group vola del 9% dopo il cambio di governance e le nuove prospettive societarie. L'interesse di Azimut Benetti è stato confermato dalla presidente Giovanna Vitelli, che ha dichiarato di essere «pronti a valutare l'acquisizione di alcuni asset».

martedì 21 luglio 2026

Borsa: Milano chiude in rialzo, Ftse Mib a +0,81%


Milano - La Borsa di Milano archivia la seduta in rialzo, con il Ftse Mib che guadagna lo 0,81%, chiudendo a 52.285 punti.

A guidare il listino è Stm, che registra un progresso del 4,34%, in scia all'andamento positivo del comparto tecnologico. Subito dietro Prysmian, in rialzo del 4,32%.

Buona performance anche per Leonardo, che sale dell'1,5%, e per il comparto bancario. Tra i titoli finanziari spiccano Fineco, in crescita dell'1,96%, Unicredit (+1,87%) e Banco Bpm (+1,35%).

Sul versante opposto del listino, invece, chiudono in calo Diasorin, che perde il 3,96%, Inwit (-2,58%), Amplifon (-2,27%) e Moncler (-1,72%), quest'ultima alla vigilia della pubblicazione dei risultati trimestrali.

Borsa, Milano prosegue in rialzo: Ftse Mib +0,4%


A Piazza Affari brillano Prysmian e Leonardo. Spread stabile a 81 punti

La Borsa di Milano prosegue in rialzo, in linea con gli altri principali listini europei. Il Ftse Mib guadagna lo 0,4%, sostenuto soprattutto dai titoli industriali e tecnologici.

A Piazza Affari si mettono in evidenza Prysmian, in rialzo del 3,1%, e Leonardo, che sale del 2,3%. Acquisti anche su Stm (+2,2%) e Avio (+1,9%).

Sul fronte dei titoli di Stato, lo spread tra Btp e Bund resta stabile a 81 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano si attesta al 3,97%.

Tra le banche prevalgono gli acquisti: Unicredit guadagna lo 0,6%, Mps lo 0,4%, Intesa Sanpaolo lo 0,3% e Banco Bpm lo 0,2%.

Positiva anche Tim (+0,2%), mentre Poste Italiane si muove poco sopra la parità, con un rialzo dello 0,01%, nel periodo di adesione all'Opas su Tim.

In fondo al listino c'è Amplifon, in calo dell'1,8%. Vendite anche su Tenaris (-1,6%), Moncler (-1,4%) e Campari (-1,3%).

Deboli infine le utility, con A2A in flessione dello 0,3% e Hera dello 0,4%.

lunedì 20 luglio 2026

Piazza Affari chiude debole: pesano Medio Oriente e tensioni sullo Stretto di Hormuz


Il Ftse Mib termina in lieve calo (-0,04%). Bene le banche e Moncler, in rosso Tim, Avio e Leonardo. Spread stabile a 82 punti

MILANO – Chiusura leggermente negativa per Piazza Affari, che conclude la seduta con il Ftse Mib in calo dello 0,04%, in linea con l’andamento prudente delle principali Borse europee.

Gli investitori continuano a monitorare l’evoluzione della situazione geopolitica in Medio Oriente, con particolare attenzione alle tensioni nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale.

Tra i titoli peggiori della giornata si distingue Avio, che perde il 2,8%. In deciso ribasso anche Tim (-2,3%), nel giorno dell’avvio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) promossa da Poste Italiane, che chiude a sua volta in calo dello 0,9%.

Lo spread tra Btp e Bund termina stabile a 82 punti base, mentre il rendimento del titolo di Stato italiano decennale sale al 3,96%.

Seduta negativa anche per Inwit e Azimut (entrambe a -1,7%), seguite da Leonardo (-1,6%) e Lottomatica (-1,3%).

Tra le utility pesa il rialzo del prezzo del gas: A2A lascia sul terreno lo 0,8%, Hera lo 0,7%, mentre Enel limita le perdite a -0,08%.

In flessione anche il comparto automobilistico con Stellantis e Ferrari, entrambe in calo dello 0,6%. Poco mossa Prysmian (-0,2%), nonostante l'annuncio dell'accordo da 5,5 miliardi di euro con Molex.

In controtendenza il settore bancario, sostenuto dalle prospettive di consolidamento del comparto. Guida i rialzi Intesa Sanpaolo (+1,2%), impegnata nell'Opas su Monte dei Paschi di Siena (+0,7%). Bene anche Banco Bpm (+0,6%), dopo la proposta di fusione tra pari con Siena, insieme a UniCredit (+0,6%) e Fineco (+0,4%).

Tra gli assicurativi e i finanziari avanzano Unipol (+0,8%) e Generali (+0,3%), mentre Bper Banca chiude in lieve flessione (-0,4%).

La migliore performance del listino principale è quella di Moncler, che guadagna il 3,2%. Bene anche Amplifon (+2,6%), Saipem (+2,5%), STMicroelectronics e Nexi, entrambe in rialzo del 2%.

In progresso anche Fincantieri (+1,6%), sostenuta dalla notizia dell'acquisto di tre fregate da parte del Portogallo, operazione che rafforza le prospettive del gruppo nel settore della cantieristica navale militare.

Borsa di Milano, apertura in calo: Ftse Mib a -0,18%. Tim e Buzzi tra i titoli peggiori, corre il comparto petrolifero


Milano
– Apertura negativa per Piazza Affari nella prima seduta della giornata. Il principale indice della Borsa di Milano, il Ftse Mib, nei primi scambi segna un ribasso dello 0,18%, attestandosi a quota 51.789 punti.

Tra i titoli in maggiore difficoltà spiccano Avio, in calo dell’1,88%, Buzzi, che perde l’1,84%, e Tim, anch’essa in flessione dell’1,84%.

Sotto osservazione proprio il titolo del gruppo telefonico nel giorno dell’avvio dell’Opas (offerta pubblica di acquisto e scambio) promossa da Poste Italiane, che in apertura registra una variazione negativa dello 0,75%.

A sostenere il listino sono invece i titoli legati al settore energetico, favoriti dall’andamento del petrolio. In rialzo Tenaris, che guadagna l’1,57%, Saipem (+1,45%) ed Eni (+1,39%).

Gli investitori restano concentrati sull’evoluzione dei mercati internazionali e sulle dinamiche dei prezzi delle materie prime, con particolare attenzione al comparto energetico.