martedì 19 febbraio 2019

Borsa: Piazza affari chiude in calo, -0,5%

MILANO - La Borsa di Milano ha chiuso in perdita. L'indice Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in ribasso dello 0,5% a 20.228 punti.

Piazza affari apre in calo: -0,15%

MILANO - Partenza di seduta in calo per la Borsa di Milano. L'indice Ftse Mib cede lo 0,15% a 20.299 punti.

Spread, apertura in calo a 262 punti

ROMA - Apre in calo il differenziale fra Btp e Bund che segna, nei primi minuti, quota 262 punti contro i 265 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale è pari al 2,74%.

lunedì 18 febbraio 2019

Piazza Affari chiude in rialzo: +0,58%


MILANO - Chiude in rialzo la Borsa di Milano. L'indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,58% a 20.329 punti.

Piazza affari apre a +0,1%


MILANO - La Borsa di Milano apre in lieve rialzo. Il primo Ftse Mib segna un +0,1% a 20.231 punti.

Lo spread apre stabile a 268 punti


Il differenziale tra Btp e Bund tedeschi apre stabile a 268 punti, dai 270 punti della chiusura di venerdì scorso. Il rendimento del decennale è al 2,789%.

sabato 16 febbraio 2019

Imprese: Cgia, frena caduta prestiti bancari

(Pixabay)
MESTRE - E’ in frenata la contrazione dei presti bancari alle imprese. Nell’ultimo anno (novembre 2017 su novembre 2018) gli impieghi vivi (prestiti al netto delle sofferenze) sono scesi di 4,9 miliardi di euro (-0,7 per cento). Nulla a che vedere, comunque, con quanto è accaduto negli ultimi 7 anni. Dal novembre 2011 (anno di picco massimo delle erogazioni bancarie alle imprese) allo stesso mese del 2018, la diminuzione è stata del 27 per cento: in termini assoluti si conta una riduzione di impieghi vivi per 252,8 miliardi di euro.

Nell’ultimo anno, tuttavia, in alcune regioni, come la Lombardia e il Piemonte, i prestiti sono tornati con il segno positivo. E questo lascia presagire che il peggio, probabilmente, è alle nostre spalle. A segnalarlo è l’Ufficio studi della CGIA che ha elaborato i dati della Banca d’Italia.

“E’ vero – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – che la domanda di credito da parte delle imprese è diminuita sia in termini di qualità che di quantità. Inoltre, non va nemmeno dimenticato che le sofferenze bancarie hanno assunto dimensioni preoccupanti, inducendo molte banche a chiudere i rubinetti del credito o a concedere i prestiti a condizioni più rigide. Tuttavia, la contrazione registrata in questi ultimi anni è stata eccessiva, soprattutto nei confronti delle piccole realtà produttive che, tradizionalmente più solvibili delle altre imprese, sono state, invece, le più penalizzate”.