Milano - Chiusura in ribasso per la Borsa di Piazza Affari, che nel corso della seduta ha ridotto le perdite dopo essere partita in rialzo e aver toccato un calo fino al 2%. L’indice FTSE MIB ha terminato gli scambi in flessione dell’1,02% a 44.152 punti, con volumi pari a 4,8 miliardi di euro, inferiori alla media delle ultime quattro sedute.
In aumento lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi decennali, salito a 76,1 punti base.
Tra le blue chip ha sofferto in particolare STMicroelectronics, che ha perso il 5,06% insieme ai principali concorrenti europei. A pesare sul settore sono i timori di un rallentamento della domanda nel comparto delle memorie, in vista del passaggio a nuovi standard tecnologici.
Vendite anche su Buzzi (-3,2%) e TIM (-2,69%), mentre il comparto bancario si è mosso in territorio negativo. In particolare hanno chiuso in calo BPER Banca (-3,8%), Banca Popolare di Sondrio (-3,26%), Monte dei Paschi di Siena (-2,74%) e Mediobanca (-2,15%).
Segno meno anche per Intesa Sanpaolo (-2,09%) e Banco BPM (-1,88%), mentre UniCredit ha limitato le perdite all’1,21%.
In difficoltà anche Campari Group (-2,48%), dopo un report sul settore diffuso da JPMorgan Chase. Tra gli altri titoli in calo figurano Ferrari (-2,11%), Unipol (-1,95%), Stellantis (-1,91%), Assicurazioni Generali (-1,84%), Italgas (-1,42%) e Saipem (-1,01%).
Pochi invece i titoli in rialzo. In testa Leonardo (+3,39%), sostenuta dalle tensioni geopolitiche legate agli attacchi all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele. Bene anche Fincantieri (+2,59%).
Segno positivo inoltre per Eni (+1,51%), favorita dal rialzo del prezzo del petrolio, seguita da Lottomatica Group (+1,14%), Moncler (+0,92%), A2A (+0,91%) e Prysmian (+0,51%).









