sabato 18 gennaio 2020

Crollate le ore lavorate: oltre 2 mld in meno


ROMA - Pur avendo recuperato il numero di occupati persi in tutti questi anni, rispetto all’anno pre-crisi (2007) il nostro monte ore lavorate è crollato di 2,3 miliardi (-5 per cento), anche se ad aver patito questa caduta verticale non sono stati i lavoratori dipendenti, bensì gli autonomi. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA.

Se i primi, infatti, tra il 2007 e la fine del 2018 hanno registrato una contrazione delle ore lavorate pari a 121 milioni (- 0,4 per cento), i secondi, invece, hanno perso quasi 2,2 miliardi di ore (-14,4 per cento) (vedi Graf. 1). Nei primi 9 mesi del 2019 (ultimo dato disponibile) la situazione è in via di miglioramento. Nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, infatti, autonomi e dipendenti hanno incrementato di 175 milioni lo stock di ore lavorate (+0,5 per cento) (vedi Tab. 1).

“Sebbene dal 2015 il monte ore lavorate sia tornato a crescere – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – il gap con il livello pre-crisi è ancora fortissimo e a pagare il conto sono stati, in particolar modo, gli artigiani e i piccoli commercianti. In questi ultimi 10 anni, infatti, il numero complessivo di queste piccole attività di vicinato è diminuito di 200 mila unità. Chiusure che hanno desertificato molti centri storici e altrettante periferie di piccole e grandi città, con una veemenza che dal secondo dopoguerra non si era mai verificata”.

Con un’occupazione in aumento e un monte ore lavorate ancora molto inferiore al livello pre-crisi, la produttività del lavoro , tuttavia, non ha registrato alcun incremento significativo (Vedi Graf. 2).

Oltre ad aver costretto alla chiusura molte piccolissime attività, la bassa crescita del Pil registratasi in questi ultimi 12 anni ha condizionato negativamente anche la qualità dei nuovi ingressi nel mercato del lavoro. Se i lavoratori dipendenti a tempo parziale sono aumentati di oltre 1 milione di unità (+40,2 per cento rispetto al 2008), lo stock di quelli full time, invece, è sceso di 341 mila unità (-2,3 per cento rispetto al 2008).

venerdì 17 gennaio 2020

Piazza Affari chiude in rialzo (+0,84%)

MILANO - Chiude in rialzo Piazza Affari. L'indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,84% a 24.141 punti.

Spread in calo a 161 punti

MILANO - Avvio in calo per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale tra titoli di Stato segna 161 punti rispetto ai 165 di ieri in chiusura di giornata. Il rendimento del decennale italiano è all'1,42%.

Piazza Affari apre in rialzo (+0,43%)

MILANO - Piazza Affari apre in rialzo. L'indice Ftse Mib guadagna lo 0,43% a 24.042 punti.

giovedì 16 gennaio 2020

Piazza Affari chiude in rialzo (+0,7%)

MILANO - Chiude in rialzo Piazza Affari. Il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,74% a 23.940 punti.

Spread apre a 159,7 punti

ROMA - Partenza di seduta sostanzialmente stabile per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale tra titoli di Stato segna 159,7 punti rispetto ai 160 di ieri in chiusura di giornata. Il rendimento del titolo decennale italiano è all'1,39%.

Piazza Affari apre a +0,41%

MILANO - La Borsa di Milano apre in rialzo dello 0,41% con il Ftse Mib a 23.861 punti.