ROMA, 22 SETTEMBRE 2026 – L’Istat conferma il deficit italiano del 2025 al 3,1% del Pil. L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche si è attestato al 3,1% del prodotto interno lordo, in miglioramento rispetto al 3,4% registrato nel 2024. Il dato conferma la precedente stima e mantiene l’Italia al di sopra della soglia del 3% prevista dalle regole europee.
Il risultato non consente quindi un’uscita anticipata dalla procedura per deficit eccessivo avviata dall’Unione europea. La verifica dei dati nell’ambito della procedura europea è attesa con la pubblicazione di Eurostat del 21 ottobre.
Nel 2025 il saldo primario, cioè l’indebitamento netto al netto della spesa per interessi, è risultato positivo e pari allo 0,8% del Pil, mentre la spesa per interessi ha raggiunto il 3,9% del Pil. Il debito pubblico a fine 2025 era pari a 3.095,9 miliardi di euro, corrispondenti al 137,1% del Pil.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha commentato il dato con rammarico, sottolineando che l’Italia non uscirà anticipatamente dalla procedura per deficit eccessivo.
«Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall’Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025. Purtroppo l’Italia non uscirà anticipatamente già quest’anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato, ma, coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027», ha dichiarato Giorgetti.
Sul dato sono intervenuti anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato. In una dichiarazione hanno sostenuto che il mancato raggiungimento della soglia del 3% dimostrerebbe, a loro giudizio, la necessità di puntare maggiormente sulla crescita attraverso investimenti pubblici e riduzione della pressione fiscale.
Il M5S ha inoltre criticato le politiche economiche degli ultimi anni, collegando il livello del deficit alla crescita economica e contestando alcune scelte di bilancio, tra cui la riclassificazione dei crediti d’imposta edilizi. Si tratta di valutazioni politiche espresse dal gruppo parlamentare.
La conferma dell’Istat arriva mentre il governo è impegnato nella definizione della prossima legge di bilancio. Il dato sul deficit rappresenta uno degli elementi che incidono sui margini disponibili per la programmazione della finanza pubblica e sul percorso di rientro previsto dalle regole europee.









