La società che sviluppa Claude ha depositato il prospetto presso la Sec e punta a quotarsi al Nasdaq con il simbolo “ANT”. Secondo le indiscrezioni, l’operazione potrebbe raccogliere fino a 100 miliardi di dollari.
Anthropic si prepara a sbarcare a Wall Street con un’offerta pubblica iniziale che potrebbe entrare nella storia dei mercati finanziari. L’azienda statunitense, fondata nel 2021 e protagonista della crescita dell’intelligenza artificiale generativa, ha depositato presso la Securities and Exchange Commission (Sec) il prospetto per la quotazione in Borsa.
La società, sviluppatrice del chatbot Claude, ha indicato nel documento l’intenzione di quotarsi sul Nasdaq con il simbolo azionario “ANT”. Il debutto è atteso a novembre e, secondo fonti informate sui fatti citate dalla stampa finanziaria, potrebbe avvenire nella settimana del 16 novembre, anche se il calendario non è ancora definitivo.
Un’operazione da record
Le stime riportate dal Wall Street Journal indicano che l’Ipo potrebbe raccogliere fino a 100 miliardi di dollari, o anche di più. La valutazione complessiva di Anthropic potrebbe collocarsi tra 1.500 e 2.000 miliardi di dollari, sebbene il valore definitivo e l’ammontare dell’offerta non siano ancora stati stabiliti.
Se confermate, queste cifre renderebbero la quotazione una delle più importanti mai realizzate, segnando un passaggio decisivo per il settore dell’intelligenza artificiale e per il mercato delle nuove tecnologie.
Fondata nel 2021 da ex dirigenti e ricercatori di OpenAI, Anthropic è cresciuta rapidamente grazie allo sviluppo dei propri modelli di intelligenza artificiale e alla diffusione di Claude, utilizzato anche da aziende e organizzazioni per attività professionali.
La quotazione offrirà per la prima volta al mercato una visione dettagliata dei conti della società e delle prospettive economiche di un comparto nel quale gli investimenti in infrastrutture e capacità di calcolo raggiungono dimensioni sempre più elevate. Il debutto sarà anche un importante banco di prova per misurare la fiducia degli investitori nella sostenibilità finanziaria del boom dell’intelligenza artificiale.









