Milano - Chiusura debole per i principali listini europei, con Piazza Affari leggermente sotto la parità in un contesto dominato dalle incertezze geopolitiche e dalle valutazioni degli investitori sulla possibile evoluzione dei rapporti tra Stati Uniti e Iran.
Il sentiment di mercato resta condizionato dalle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che ha parlato di un conflitto “vicino alla risoluzione”, alimentando aspettative di de-escalation. Tuttavia, la situazione sul campo in Medio Oriente continua a rimanere tesa, con rischi ancora elevati legati ai flussi energetici e alla stabilità dello Stretto di Hormuz.
Sul fronte macroeconomico, la lettura finale dell’inflazione nell’Eurozona per il mese di marzo è stata rivista leggermente al rialzo: +1,3% su base mensile e +2,6% su base annua, con un contributo significativo dei prezzi dei carburanti. L’inflazione core resta stabile al +2,3% annuo, mentre negli Stati Uniti segnali positivi arrivano dall’indice Philadelphia Fed Index, salito oltre le attese, e da richieste di sussidi di disoccupazione in calo.
Sul mercato valutario, l’euro si mantiene stabile sul dollaro, mentre le materie prime mostrano dinamiche divergenti: l’oro avanza leggermente a 4.809 dollari l’oncia, mentre il petrolio registra un deciso rialzo (+2,23%), riflettendo le persistenti tensioni sull’offerta.
Lo spread tra Btp e Bund si amplia lievemente a 78 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,81%.
Tra le principali Borse europee, Francoforte chiude in moderato rialzo (+0,36%), Londra segna un +0,29%, mentre Parigi termina leggermente negativa (-0,14%). A Milano, il FTSE MIB cede lo 0,27%, con il FTSE Italia All-Share in calo a 50.489 punti.
Tra le blue chip in evidenza spiccano Amplifon (+5,68%), Mediobanca (+2,37%), Banca MPS (+2,17%) e Moncler (+1,58%). Sul fronte opposto, pesano le vendite su Nexi (-2,59%), A2A (-1,99%), Italgas (-1,91%) e DiaSorin (-1,90%).
Nel segmento Mid Cap brillano i titoli del gruppo MFE-MediaForEurope, con le azioni A e B in forte rialzo, seguite da WIIT e Sesa. Tra i peggiori, invece, si segnalano NewPrinces, Banca Popolare di Sondrio e Maire.
Il quadro complessivo resta improntato alla cautela, con gli investitori che continuano a bilanciare segnali macroeconomici incoraggianti e un contesto geopolitico ancora incerto.









