MILANO – Chiusura in ribasso per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha terminato la seduta in calo dell’1,55%, attestandosi a quota 49.086 punti.
Tra i principali listini, Milano cede l’1,5% e Parigi l’1,34%. In entrambe le città, le manifestazioni contro il carovita dello scorso fine settimana sono sfociate in episodi di saccheggio e atti vandalici. In calo anche Madrid (-1,42%), Francoforte (-1,11%) e Londra (-0,88%). L’indice Stoxx 600, che rappresenta le principali società europee, perde lo 0,75%, con vendite soprattutto sui titoli finanziari e industriali.
A Piazza Affari, con il Ftse Mib a 49.145 punti, tra i titoli più penalizzati figura Stellantis, in calo del 4,3%. Deboli anche Banco Bpm (-2,46%) e Generali (-2,33%). In controtendenza Eni, che guadagna l’1,04%, e St, in rialzo dello 0,5%.
Sul fronte obbligazionario si amplia lo spread tra Btp e Bund, che raggiunge quota 111 punti base. In aumento i rendimenti: il decennale italiano sale di cinque punti base, avvicinandosi al 4,54%, mentre l’Oat francese avanza di otto punti base fino al 4,88%. Più stabile il rendimento del Bund tedesco a dieci anni, al 3,43%.
Energia, petrolio e gas sotto osservazione
Sul mercato petrolifero il Wti recupera le perdite e supera i 101 dollari al barile, mentre il Brent arretra dell’1,15%, attestandosi a 108 dollari.
Continua a salire il gas naturale, che si mantiene sui livelli più alti dal dicembre 2022. I contratti Ttf registrano un rialzo dell’1,98% a 89,3 euro per megawattora. A preoccupare sono i nuovi attacchi alle petroliere nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz, che alimentano i timori sulla sicurezza delle forniture, anche in considerazione dei bassi livelli degli stoccaggi e delle incertezze in vista della stagione invernale.
Sul mercato valutario, infine, l’euro rimane debole nei confronti del dollaro e viene scambiato a 1,1208 sul biglietto verde.
In evidenza anche Buzzi, che sale del 3,9%, Fincantieri (+3,4%), Amplifon (+2,9%), Unipol e Stellantis, entrambe in rialzo del 2,8%. Positive anche Inwit e Nexi, che guadagnano il 2,5%.
In territorio positivo anche il comparto bancario, nonostante il contributo da 5 miliardi di euro che il governo intende chiedere al settore finanziario per sostenere la manovra. UniCredit sale dell'1,4%, mentre Bper e Monte dei Paschi di Siena avanzano entrambe dell'1,2%.
In fondo al listino si collocano invece alcuni titoli legati all'intelligenza artificiale, con Technoprobe che cede il 5,1%. Debole anche STMicroelectronics (-0,6%). Tra le altre flessioni spiccano Moncler (-2,6%), Banco BPM (-1,6%) e TIM (-1,6%), coinvolta nel blocco della rete dell'ENAV che ha avuto pesanti ripercussioni sul traffico aereo in Italia.
A Piazza Affari spicca Brunello Cucinelli, che guadagna il 2,5% dopo i risultati in crescita dei primi nove mesi e il miglioramento delle stime per il 2026.
Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund si attesta a 107 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano sale al 4,47%.
Tra le banche, Unicredit avanza dell’1% dopo il via libera della Bce al controllo di Commerzbank. In rialzo anche Intesa Sanpaolo e Mps, entrambe a +1,1%, mentre Bper guadagna lo 0,9% e Banco Bpm lo 0,3%.
Positiva anche la performance del comparto assicurativo, con Unipol in crescita dello 0,7% e Generali dello 0,4%.
Gli acquisti interessano anche il settore della difesa: Fincantieri, Avio e Leonardo registrano tutti un rialzo del 2,5%.
Tra i titoli più deboli figurano StMicroelectronics, in calo dello 0,2%, Technoprobe ed Eni, entrambe a -0,1%. Poco mossa Moncler, che cede lo 0,09%.
Sul fronte dei titoli energetici, Saipem cede il 3,3%, Tenaris l’1,5% ed Eni lo 0,2%. In flessione anche Avio (-2,1%) e Fincantieri (-1%).
Si muove invece in territorio positivo il comparto bancario, con gli investitori che continuano a guardare alle possibili operazioni di consolidamento del settore. Mps, Banco Bpm e Intesa Sanpaolo guadagnano lo 0,2%, mentre Unicredit e Bper risultano sostanzialmente stabili, con un rialzo dello 0,02% per quest’ultima.
Tra le migliori performance della giornata spiccano Nexi (+2%) e Hera (+1,9%). In rialzo anche Snam (+1,8%), Terna (+1,5%) e Campari (+1,4%). Sale dello 0,9% Brunello Cucinelli, in attesa della pubblicazione dei risultati societari.
Sul mercato obbligazionario, lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi scende a 107 punti base, mentre il rendimento del titolo di Stato decennale italiano si attesta al 4,46%.
La Borsa di Milano chiude la seduta in territorio negativo, in controtendenza rispetto agli altri principali listini europei. Il Ftse Mib cede lo 0,61%, appesantito soprattutto dalle vendite sui titoli bancari. A Piazza Affari la flessione più marcata tra i principali titoli è quella di Prysmian, che perde il 5,5%.
Sul fronte dei titoli di Stato, lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi sale a 108 punti base. In rialzo anche il rendimento del decennale italiano, che raggiunge il 4,54%.
Tra le società del listino principale, seduta negativa per Amplifon, in calo del 2,4%, Stellantis (-2,3%) e Nexi (-2%). Tra le banche arretra Bper (-1,9%), seguita da Banco Bpm (-1,6%). Più contenuta la flessione di Intesa Sanpaolo (-0,6%), alle prese con l’Opas su Mps, che perde lo 0,3%.
Sul dossier senese pesa anche la posizione di Glass Lewis: il proxy advisor, dopo Iss, boccia il piano difensivo dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio in vista dell’assemblea del 29 ottobre a Siena. Debole anche Unicredit (-0,3%), in attesa del via libera della Bce per l’operazione relativa a Commerzbank. In calo Unipol (-0,7%), mentre Generali resta sostanzialmente stabile con un rialzo dello 0,07%.
Non mancano, tuttavia, i rialzi. Avio guida i guadagni del listino principale con un progresso del 5,3%. Bene anche Campari (+2,9%) e Italgas (+2,2%). Positivi i titoli del lusso Brunello Cucinelli e Moncler, entrambi in crescita dell’1,8%, con Cucinelli in vista della pubblicazione dei risultati.
In rialzo dell’1,1% Inwit, mentre il direttore generale Diego Galli non ha commentato le indiscrezioni su un possibile delisting attraverso l’acquisto da parte di due fondi.
Tra i titoli più vivaci spicca infine Geox, che guadagna il 5,8% dopo che il consiglio di amministrazione ha approvato i termini definitivi dell’aumento di capitale riservato all’azionista di controllo Lir, riconducibile alla famiglia Moretti Polegato.
Le Borse europee si confermano in territorio positivo, ma procedono con cautela in attesa dei dati sull’inflazione negli Stati Uniti, attesi nel primo pomeriggio. Il dato potrebbe offrire indicazioni sul futuro orientamento della Federal Reserve e sulle prossime decisioni di politica monetaria per il resto dell’anno.
A condizionare i mercati resta anche la situazione geopolitica in Medio Oriente. Gli attacchi con missili e droni degli Houthi contro l’Arabia Saudita hanno accresciuto le preoccupazioni degli investitori sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio continua a risentire delle tensioni nell’area. Il Wti registra un rialzo dello 0,25%, portandosi a 94 dollari al barile, mentre il Brent del Mare del Nord si mantiene stabile intorno a 105 dollari.
In calo, invece, il prezzo del gas, che cede il 2,6% a 84,9 euro per megawattora.
Sul mercato obbligazionario, lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi risale a 106,9 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano si attesta al 4,51%.
Tra le principali piazze finanziarie europee, Milano si muove poco e segna un +0,09%. Più decise le variazioni degli altri listini: Parigi guadagna lo 0,45%, Francoforte lo 0,40% e Madrid lo 0,41%.
Sul mercato valutario, l’euro resta sostanzialmente stabile a 1,1195 dollari.
Gli operatori attendono ora il dato sull’inflazione statunitense, osservato con particolare attenzione per le possibili ripercussioni sulle aspettative relative ai tassi d’interesse e sull’andamento dei mercati finanziari.