Gli operatori restano cauti in apertura, con scambi ancora contenuti, in attesa di ulteriori indicazioni sui mercati europei e internazionali.
A Piazza Affari i cali più pesanti hanno colpito Diasorin (-5,8%) e Stellantis (-2,84%).
Il comparto bancario ha guidato le vendite, complice l’incertezza legata alle indiscrezioni sulla possibile estensione della sospensione dei crediti d’imposta (per un valore stimato tra 1 e 1,5 miliardi di euro) nell’ambito della prossima manovra fiscale. Il sottoindice bancario europeo ha lasciato sul terreno l’1,3%.
A Milano hanno sofferto Mps (-2,69%), Bper (-2,69%), Intesa Sanpaolo (-2,52%), Mediolanum (-2,28%), Banco di Sondrio (-1,65%) e Mediobanca (-1,47%). Unicredit è riuscita a limitare il calo allo 0,3% sul finale. Pesante anche la tedesca Commerzbank, crollata del 4,98% dopo il declassamento di Goldman Sachs.
Tra le blue chip italiane, lieve flessione per Tim (-0,26%), mentre hanno brillato i titoli del lusso e dell’energia. Moncler ha guadagnato il 2,3%, Brunello Cucinelli lo 0,98%. In evidenza anche Italgas (+1,57%), Terna (+1,45%) e Snam (+1,23%).
Gli operatori restano cauti e attendono i risultati di Nvidia, considerati un test decisivo per misurare la tenuta della domanda legata all’intelligenza artificiale e l’impatto sulle prossime mosse dei mercati.
L’andamento positivo segue l’apertura in rialzo di Piazza Affari, con il Ftse Mib in crescita dello 0,25%.
Tra i titoli in rialzo spiccano Unicredit (+0,96%), Saipem (+0,77%), Tenaris (+0,71%), Cucinelli (+0,65%) e Stellantis (+0,57%).
Tra i peggiori, Diasorin (-3,03%) è stata penalizzata dalla raccomandazione di JpMorgan di ridurre il peso del titolo in portafoglio (underweight). Deboli anche Mps (-1%), Prysmian (-0,82%), Bper (-0,62%), Mediobanca (-0,57%), Banco Bpm (-0,5%) e Intesa (-0,43%), mentre Popolare Sondrio resta quasi invariata (-0,16%).
Sul fronte obbligazionario, lo spread Btp-Bund decennali è sceso a 83,8 punti, con il rendimento italiano in calo al 3,57% e quello tedesco al 2,73%. Ai minimi storici il differenziale tra titoli italiani e francesi, a 5,8 punti.
Debole il comparto bancario, complice la crisi politica in Francia dopo la richiesta di fiducia del premier François Bayrou. Tra i peggiori: Unicredit (-3,61%), Popolare Sondrio (-3,08%), Mediobanca (-2,41%), Mps (-2,31%), Intesa (-1,9%), Bper (-1,29%) e Banco Bpm (-0,79%).
In controtendenza Diasorin (+4,72%), spinta dalla raccomandazione overweight di Morgan Stanley e dal rialzo del target price a 101 euro. Positivi anche Saipem (+1,03%), Prysmian (+0,99%), Pirelli (+0,92%) e Buzzi (+0,75%).
Deboli Stellantis (-1,87%), Campari (-1,81%), Nexi (-1,42%) ed Eni (-0,37%). Tra le mid-small cap spiccano Seco (+13,03%) e la Lazio (+9,09%), mentre crollano Bestbe (-10,45%), Bastogi (-7,65%) e Brioschi (-4,18%) dopo il balzo seguito allo sgombero del Leoncavallo a Milano.