Milano - I mercati azionari europei hanno chiuso la seduta in territorio positivo, con un andamento generalmente cauto ma sostenuto da un clima di fiducia legato alle prospettive geopolitiche e macroeconomiche internazionali. A Piazza Affari il FTSE MIB ha segnato un rialzo dello 0,55%, in linea con le principali Borse del Vecchio Continente.
L’avvio della giornata è stato caratterizzato da un sentiment moderatamente ottimistico, alimentato dalle attese per possibili nuovi negoziati tra Stati Uniti e Iran. In questo contesto, alcuni rappresentanti del Pakistan hanno incontrato a Teheran il ministro degli Esteri iraniano con l’obiettivo di favorire un secondo round di colloqui diplomatici. Sul piano geopolitico resta tuttavia alta la tensione: il segretario al Tesoro americano Scott Bessent ha avvertito che Washington è pronta a introdurre sanzioni secondarie contro gli istituti finanziari che intrattengono rapporti con l’Iran, definendo tale misura “l’equivalente finanziario di una campagna di bombardamenti”.
Sul fronte mediorientale si registra inoltre un nuovo attacco dell’esercito israeliano in Libano, mentre proseguono gli sforzi diplomatici per stabilizzare l’area dopo i recenti contatti tra le parti a Washington. Il presidente statunitense Donald Trump ha invitato Israele e Libano a mantenere aperto il dialogo, incoraggiando la prosecuzione dei negoziati.
A Milano l’attenzione degli investitori si è concentrata sul settore bancario, con la riconferma a sorpresa di Luigi Lovaglio alla guida di Monte dei Paschi di Siena che ha contribuito a sostenere il titolo e l’intero comparto. In evidenza anche Mediobanca e Banco BPM, protagoniste di una seduta brillante, mentre si rafforzano le ipotesi di nuove operazioni di consolidamento nel sistema bancario italiano.
Sul fronte macroeconomico arrivano segnali contrastanti dal Regno Unito. Secondo l’Office for National Statistics, la produzione industriale ha registrato a febbraio un incremento mensile dello 0,5%, superiore alle attese degli analisti, che prevedevano un +0,3%. Su base annua, tuttavia, il dato segna un calo dello 0,4%, peggiorando rispetto al mese precedente. Il commercio estero britannico ha inoltre evidenziato un deficit di 18,79 miliardi di sterline, in aumento rispetto al mese di gennaio.
In questo contesto, il mercato dei cambi è rimasto stabile, con l’euro/dollaro fermo a quota 1,18. L’oro ha continuato a guadagnare terreno, salendo a 4.827,5 dollari l’oncia (+0,76%), mentre il petrolio ha registrato un lieve rialzo dello 0,67%. In calo lo spread tra Btp e Bund, sceso a 75 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,76%.
Le principali piazze europee hanno chiuso con variazioni contenute: Francoforte +0,12%, Londra +0,26% e Parigi +0,22%. A Milano, oltre al FTSE MIB, in progresso anche il FTSE Italia All Share (+0,55%), il Mid Cap (+0,76%) e lo Star (+0,72%).
Tra i titoli principali di Piazza Affari si sono distinti Banco BPM (+4,23%), Mediobanca (+3,8%), Banca MPS (+3,02%) e Recordati (+1,20%). Sul versante opposto hanno chiuso in calo Diasorin (-1,58%), Eni (-0,97%), Campari (-0,85%) e Amplifon (-0,62%).
Nel comparto delle mid cap spiccano invece MFE A (+5,56%), MFE B (+5,38%), BFF Bank (+2,86%) e Technoprobe (+2,50%), mentre tra i ribassi figurano D’Amico, NewPrinces e Philogen.