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venerdì 20 marzo 2026

Borsa di Milano in rosso (-1,97%) tra tensioni geopolitiche e vendite diffuse


Milano - La Borsa di Milano ha chiuso la seduta odierna in calo dell’1,97%, allineandosi agli altri listini europei, mentre proseguono la guerra in Medio Oriente e le tensioni nello Stretto di Hormuz.

A Piazza Affari, nuovo tonfo per Inwit (-7,5%) dopo il taglio della guidance, a seguito dell’accordo tra Tim (-2,1%) e Fastweb + Vodafone sulle torri.

Lo spread tra BTP e Bund ha archiviato la seduta in rialzo a 92 punti, ai massimi da giugno 2025, mentre il rendimento del decennale italiano ha registrato un aumento di 18 punti base al 3,93%, ai massimi dal dicembre 2024.

Vendite diffuse hanno colpito anche Leonardo (-4,1%) e il settore bancario, con Unicredit (-3,8%), Banco BPM (-2,9%), BPER e Popolare di Sondrio (-2,4%) e Intesa (-2,1%). In controtendenza MPS (+1,4%), alle prese con le vicende di governance e l’integrazione con Mediobanca (+1,1%).

Seduta negativa anche per STM (-3,5%), Enel (-3,2%) e Cucinelli (-2,5%), mentre hanno registrato un balzo Amplifon (+4,2%) in attesa dell’acquisizione di GN Hearing. Bene anche Tenaris (+1,2%), Moncler (+0,7%) e Recordati (+0,4%).

giovedì 19 marzo 2026

Piazza Affari chiude in forte calo per l’escalation in Medio Oriente


Milano – La Borsa italiana ha chiuso oggi in netto calo, risentendo degli effetti dell’escalation di guerra in Medio Oriente. L’indice Ftse Mib ha perso il 2,32%, fermandosi a 43.701 punti, con volumi elevati per oltre 4,8 miliardi di euro, il valore più alto delle ultime quattro sedute.

Il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi è rimasto sostanzialmente stabile a 82 punti, con il rendimento annuo del titolo italiano in rialzo a 3,77% e quello tedesco a 2,95%.

Le vendite hanno colpito soprattutto Inwit (-15,6%) dopo l’accordo tra Tim (-5,7%) e Fastweb per la gestione e costruzione delle torri telefoniche. Sotto pressione anche Prysmian (-5,39%), che sta valutando l’ampliamento dell’impianto texano per la produzione di cavi di rame, Stm (-4,52%), Mediobanca (-4,03%) e il settore bancario: Bper (-3,9%), Mps (-3,77%), Unicredit (-2,94%) e Banco Bpm (-2,69%). In rosso anche i titoli industriali e dell’auto, tra cui Ferrari (-5,41%), Stellantis (-3,3%) e Fincantieri (-3,88%), mentre Leonardo limita le perdite a -1,65%.

Tra i pochi rialzi si segnalano Eni (+3,75%), che ha aggiornato il piano al 2030 con lo scorporo di Plenitude, Nexi (+1,91%) e Saipem (+0,86%), quest’ultima protagonista del test del drone sottomarino FlatFish per Petrobras.

Gli investitori restano cauti in attesa di sviluppi geopolitici e possibili ripercussioni sui mercati energetici e finanziari.

martedì 1 settembre 2020

Piazza Affari apre in rialzo +0,7%, rally di Tim


MILANO - Piazza Affari apre tonica la seduta sotto il segno di Tim. L'indice Ftse Mib sale dello 0,7% a 19.761 punti e tra i titoli in evidenza c'è quello del gruppo telefonico (+1,7% a 0,4 euro) che ieri ha annunciato l'accordo con Cdp per lavorare alla rete unica e l'accordo con Kkr e Fastweb per creare FiberCop.

mercoledì 3 maggio 2017

Fastweb, in primo trimestre salgono ricavi e margini, aumenta base clienti

MILANO (Reuters) - Fastweb, società italiana controllata da Swisscom, ha chiuso il primo trimestre con ricavi e margini in crescita, ampliando la base clienti.

I ricavi, si legge in un comunicato, sono stati pari a 453 milioni di euro, in crescita del 3%. L'ebitda si è attestato a 145 milioni (+11%). L'ebitda margin è aumentato di circa due punti percentuali, raggiungendo il 32%.

Tra gennaio e marzo Fastweb ha acquisito 45.000 nuovi clienti, portando la base clienti a 2,4 milioni. Rispetto al primo trimestre dell'anno scorso i clienti sono aumentati di 159.000 unità (+7%).

A fine marzo erano 7,7 milioni le abitazioni e le imprese complessivamente raggiunte dalla fibra ottica di Fastweb, in 130 città. Di queste, 2,5 milioni erano in tecnologia fiber to the home.

Dall'inizio dell'anno Fastweb ha investito 155 milioni di euro. I clienti attivi in fibra ottica con collegamenti da 100 mbs a 1 giga a fine marzo erano 864.000, in crescita del 29%.