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giovedì 28 maggio 2026

Borse europee deboli tra tensioni Usa-Iran e rialzo del petrolio


Milano - Le principali Borse europee chiudono in calo, penalizzate dal ritorno delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran legate alla situazione nello Stretto di Hormuz, che alimenta l’incertezza sui mercati energetici e finanziari.

Il petrolio prosegue la sua corsa: il Brent sale del 2,8% sfiorando i 97 dollari al barile, mentre il Wti guadagna il 2,75% e supera i 91 dollari. In aumento anche il gas naturale, con i contratti Ttf ad Amsterdam in rialzo del 2,7% a 47,7 euro al megawattora. In controtendenza i metalli preziosi, con l’oro in calo dell’1,2% a 4.394 dollari l’oncia e l’argento in flessione dell’1% a 73,5 dollari.

L’indice europeo Stoxx 600 arretra di oltre mezzo punto percentuale, con vendite diffuse soprattutto su farmaceutici e beni di consumo.

Andamento contrastato per Piazza Affari, con il Ftse Mib sostanzialmente stabile (+0,07%), ma con vendite sui titoli finanziari: Unipol (-1,94%), Fineco (-1,56%), Intesa Sanpaolo (-1,05%) e Generali (-1,03%). In evidenza invece Avio (+4%) e Leonardo (+3,1%).

Tra le altre piazze europee: Parigi perde lo 0,45%, Francoforte lo 0,18%, Madrid lo 0,33% e Londra lo 0,88%. Lo spread tra Btp e Bund sale a 73 punti base, con il rendimento del decennale italiano vicino al 3,73%.

Sul mercato valutario, l’euro si indebolisce sul dollaro, scambiato a 1,1611.

lunedì 4 maggio 2026

Borse europee in calo tra tensioni in Medio Oriente e rialzo del petrolio


Milano - Seduta in rosso per le Borse europee che chiudono sui minimi di seduta, con Wall Street che gira in calo mentre cresce la tensione in Medio Oriente.

Gli equilibri sono fragili, i missili iraniani hanno preso di mira gli Emirati Arabi Uniti mentre Teheran dice di aver rafforzato la sua presa sullo Stretto di Hormuz.

La prima conseguenza è il rialzo del petrolio, con il Brent che balza a 114 dollari. Sui listini, in particolare sul settore auto pesa poi l’annuncio di Trump di nuovi dazi. I listini scendono dai massimi (Londra è rimasta chiusa per festività), Parigi ha perso l’1,7%, Francoforte l’1,24% e Milano l’1,59 per cento. A Piazza Affari tra i peggiori troviamo Unipol (-3,65%), Intesa (-2,36%), Unicredit (-2,38) ed Enel (-2,5%). Sugli scudi, in controtendenza Diasorin (+2,5%) e Nexi (+2,7%). Stellantis (-1,4%) ha contenuto il calo rispetto ai competitor Bmw (-2,4%), Mercedes-Benz (-3,3%) e Volkswagen (-2,8%).

lunedì 23 marzo 2026

Borse europee in rosso: Francoforte, Parigi e Londra cedono con la nuova escalation in Iran e il rialzo del petrolio


Milano - Le borse europee segnano ribassi significativi in avvio di seduta mentre i mercati reagiscono alla nuova escalation della crisi in Medio Oriente e alla corsa del petrolio, che continua a salire oltre i livelli psicologici chiave.

A Francoforte l’indice principale perde l’1,94%, scendendo sotto quota 21.950 punti.
Anche Parigi chiude in forte calo: il CAC 40 lascia sul terreno l’1,61% a circa 7.540 punti, riflettendo il sentiment negativo legato alle prospettive economiche e ai costi dell’energia.
La Borsa di Londra non è da meno, con il FTSE 100 in ribasso dell’1,42% a circa 9.777 punti, in un quadro di avversione al rischio che spinge gli investitori verso asset considerati più sicuri.

La performance negativa dei listini europei segue un’ondata di vendite che ha colpito i mercati globali dopo nuove tensioni geopolitiche nella regione e minacce crescenti alla stabilità delle forniture energetiche. Il rialzo dei prezzi del petrolio, spinto dalle preoccupazioni per possibili interruzioni delle esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz, ha accentuato la pressione sugli indici azionari, penalizzando in particolare i settori più sensibili ai costi dell’energia come trasporti e industria.

La situazione resta altamente volatile: oltre ai timori per l’impatto sull’economia reale, gli investitori monitorano anche le possibili politiche monetarie restrittive da parte delle banche centrali, in risposta alla spinta inflazionistica derivante dall’aumento dei prezzi del greggio.

In questo contesto, i listini europei risentono di un clima di rischio globale, con gli operatori che preferiscono ridurre l’esposizione azionaria e spostarsi verso asset più difensivi. 

giovedì 26 giugno 2025

Borse europee in rialzo, focus su dazi USA e geopolitica in fase di distensione


MILANO – Le principali Borse europee proseguono la seduta in rialzo, trainate dall’andamento positivo dei future di Wall Street e dal raffreddamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che ha contribuito a rasserenare il clima tra gli investitori.

Con l’attenzione che si sposta nuovamente sul fronte commerciale, i mercati guardano ora alla scadenza del 9 luglio, termine ultimo per la sospensione dei dazi statunitensi decisa in precedenza da Donald Trump. L’incertezza sulla proroga o sul ripristino delle tariffe pesa sulle strategie degli operatori globali.

Nel mercato valutario, il dollaro registra un indebolimento nei confronti delle principali valute: l’euro sale a 1,1732 e la sterlina britannica si rafforza a 1,3752.

Sul fronte azionario, l’indice Stoxx 600 segna un +0,2%, sostenuto da acquisti diffusi. Tra le principali piazze europee spiccano Francoforte (+0,8%) e Madrid (+0,4%), mentre Londra e Parigi registrano progressi più contenuti (+0,1%).

Tra i settori, brillano le utility (+0,7%), favorite dal calo del prezzo del gas del 2%, attestatosi a 34,67 euro al megawattora. Bene anche il comparto difesa (+1,3%), sostenuto dalle previsioni di un incremento della spesa pubblica in ambito militare. Positivi anche banche (+0,3%) e assicurazioni (+0,4%).

Segno meno invece per l’energia (-0,1%), con il petrolio poco mosso: il WTI cala dello 0,08% a 64,96 dollari al barile, mentre il Brent resta stabile a 67,69 dollari. In calo anche il settore auto (-0,6%) e i tecnologici (-0,3%).

Sul fronte obbligazionario, si segnala un lieve calo dei rendimenti dei titoli di Stato: lo spread Btp-Bund resta stabile a 90 punti base, con il decennale italiano al 3,44% e quello tedesco al 2,54%.

Infine, in ambito materie prime, l’oro sale dello 0,7%, attestandosi a 3.348 dollari l’oncia, confermandosi come bene rifugio in un contesto ancora incerto.

venerdì 20 ottobre 2023

Tensioni in Medio Oriente scuotono i mercati europei: Piazza Affari apre in rosso con il comparto finanziario


MILANO - Le piazze finanziarie europee stanno affrontando una fase di instabilità a seguito delle crescenti tensioni in Medio Oriente. Nel corso del weekend, l'escalation del conflitto in Israele ha innescato una serie di reazioni nei mercati globali. L'indice principale di Milano, Piazza Affari, ha segnato una perdita significativa del 1,14%, in linea con le altre borse europee.

Questo calo è stato in gran parte causato dall'incremento dei prezzi del petrolio greggio WTI, che ha superato i 90 euro al barile, mentre il Brent si avvicina già ai 93 euro. Inoltre, l'oro, tradizionalmente considerato un rifugio sicuro, ha superato la soglia dei 2.000 dollari l'oncia.

Questi sviluppi geopolitici hanno aumentato l'incertezza nei mercati finanziari, portando ad una vendita generalizzata in vari settori.

Nel listino milanese a soffrire in particolare il comparto finanziario: la peggiore è Generali (-2,64%), seguita da Poste (-2,65%), Mps (-2,43%) e Bper (-2,31%). Terna (+0,03%) è invece l'unica col segno più nel paniere principale, dove tengono anche Hera (-0,06%), Nexi (-0,08%), su cui non cessano le ipotesi di opa da parte di Cvc magari con altri fondi, ed Eni (-0,22%) grazie al rialzo del petrolio.

venerdì 5 maggio 2023

Petrolio in rialzo a New York a 70,43 dollari

NEW YORK - In rialzo le quotazioni del petrolio a New York, dove guadagnano il 2,73% a 70,43 dollari al barile.

mercoledì 28 dicembre 2022

Russia, stop del petrolio ai paesi con il price cap

(Frederic Legrand - COMEO/Shutterstock)

PIERO CHIMENTI -
Il presidente Vladimir Putin ha firmato un decreto che prevede il blocco della fornitura di petrolio ai Paesi che hanno aderito al price cap, tra cui l'Italia, a partire dal 1°febbraio e durerà fino al 1° luglio. 

Tale decreto è in risposta: "In relazione alle azioni ostili e contrarie al diritto internazionale degli Stati Uniti, degli Stati stranieri e delle organizzazioni internazionali che vi hanno aderito", ma potrà essere annullato dal premier russo al verificarsi di determinate condizioni.

mercoledì 1 giugno 2022

Petrolio apre in recupero, Brent a 122,8 dollari


MILANO - Aprono in lieve rialzo questa mattina i prezzi del petrolio a livello internazionale. Il Wti americano con consegna a luglio registra un aumento dello 0,22% portandosi a 114,92 dollari al barile.

Il Brent con consegna ad agosto sale invece dello 0,96% a 122,84 dollari.

martedì 17 maggio 2022

Gas russo, Eni apre secondo conto in rubli: "Concordato con le istituzioni"


ROMA - Il colosso energetico continuerà a pagare il gas russo in euro, ma avvia "in via cautelativa" la procedura per l'apertura di due conti, di cui uno in rubli, presso Gazprom Bank. "Non accettiamo però le modifiche dei contratti richieste da Mosca', si legge in una nota.

Eni "in vista delle imminenti scadenze di pagamento per i prossimi giorni, ha avviato in via cautelativa le procedure relative all'apertura presso Gazprom Bank dei due conti correnti denominati K, uno in euro ed uno in rubli, indicati da Gazprom Export secondo una pretesa unilaterale di modifica dei contratti in essere, in coerenza con la nuova procedura per il pagamento del gas disposta" dalla Russia. Eni "ha già rigettato tali modifiche". "La decisione, condivisa con le istituzioni italiane - prosegue - è stata presa nel rispetto del quadro sanzionatorio internazionale e nel contesto di un confronto in corso con Gazprom Export".

Eni continuerà a pagare in euro il gas alla Russia. "Da un lato, a oggi, Gazprom Export e le autorità federali russe competenti hanno confermato che la fatturazione (giunta a Eni nei giorni scorsi nella valuta contrattualmente corretta) e il relativo versamento da parte di Eni continueranno a essere eseguiti in euro, così come contrattualmente previsto", spiega il gruppo italiano. "Le attività operative di conversione della valuta da euro a rubli - prosegue Eni - saranno svolte da un apposito clearing agent operativo presso la Borsa di Mosca entro 48 ore dall'accredito e senza coinvolgimento della Banca Centrale Russa".

venerdì 18 marzo 2022

Petrolio: Brent sfiora i 110 dollari


ROMA - I prezzi del petrolio salgono ancora sui mercati internazionali. Il Wti americano con consegna ad aprile registra un rialzo del 3% a 106,13 dollari al barile, mentre il Brent del Mare del Nord si avvicina a 110 dollari e segna un prezzo di 109,37 (+2,56%).

martedì 5 ottobre 2021

Carburante: raddoppiato in 24 ore il prezzo di Gpl e metano


ROMA - L'aumento del costo delle materie prime e la ripartenza post-pandemica spingono il prezzo dei carburanti alle stelle. Salgono anche benzina e gasolio, ma i rincari maggiori riguardano gli utenti che usano Gpl e metano.

venerdì 3 settembre 2021

Petrolio apre prezzo stabile a 69,95 dollari

ROMA - Apertura sostanzialmente stabile questa mattina del prezzo del petrolio sui mercati delle materie prime: il barile di greggio con consegna a ottobre è scambiato a 69,95 dollari con un calo dello 0,06%. Il Brent con consegna a novembre passa di mano a 73,15 dollari con un aumento dello 0,16%.

giovedì 15 luglio 2021

Piazza affari in rosso (-0,9%), giù banche e petroliferi

(ANSA)
MILANO - Piazza affari in calo in avvio di mattinata. A risultare peggiori i petroliferi, dall'impiantistica di Tenaris (-2,2%9 a Saipem (-1,9%) e Eni (-1,7%), col greggio in calo (wti -1,4%) a 72,1 dollari al barile, col mercato che guarda a un possibile accordo dell'Opec plus su un aumento delle quote di produzione di alcuni Paesi.

venerdì 22 gennaio 2021

Greggio in calo a 52,44 dollari al barile

ROMA - In calo le quotazioni del petrolio sul mercato after hour di New York. Il greggio Wti passa di mano a 52,44 dollari al barile, l'1,28% in meno rispetto alle quotazioni di ieri sera.

Il Brent scende a 55,44 dollari al barile (-1,16%). Ad incidere il rafforzamento del dollaro e le prospettive a breve termine di una domanda ridotta.

giovedì 24 settembre 2020

Piazza Affari in calo con i petroliferi

MILANO - Partenza negativa ma al momento senza scivoloni per la Borsa di Milano, nonostante il sentimenti resti negatico dopo le forti vendite a Wall street e sui mercati asiatici. L'indice Ftse Mib scende dello 0,7%, con Londra in calo dello 0,9%, Parigi dello 0,7% e Francoforte dello 0,6%. E' il settore dell'energia a pagare le vendite più consistenti: sospese Tenaris e Saipem in avvio in asta di volatilità per rientrare con cali superiori al 3%, con Eni che ondeggia attorno a un ribasso di due punti percentuali. Sullo stesso livello Leonardo e Stm, Fca perde circa l'1% assieme ad Exor. Tra le banche qualche vendita in partenza su Intesa, in controtendenza Banco Bpm che sale dell'1,4%.

venerdì 11 settembre 2020

Petrolio: chiusura in calo a Ny, -2%

NEW YORK - Chiude in calo il petrolio chiude a New York, dove le quotazioni perdono il 2% a 37,30 dollari al barile. (ANSA).

mercoledì 22 aprile 2020

Piazza Affari consolida trend positivo con Stm

MILANO - Apertura positiva per le borse europee insieme ai futures Usa, in un clima quantomai volatile in cui gli investitori monitorano il calo sul Brent e i risultati societari, alcuni dei quali (Stm, +4,8%), si sono rivelati meno peggiori delle attese.

Londra segna una crescita dell'1,27%, Francoforte dell'1,21% e Milano dell'1,13% mentre Parigi è più cauta (+0,62%). I mercati attendono un possibile annuncio della Bce che potrebbe accettare debito con rating a livello speculativo fra i titoli che le banche forniscono a garanzia della liquidità.

mercoledì 3 luglio 2019

Petrolio apre in rialzo a 56,43 dollari


ROMA - Petrolio apre in rialzo a 56,43 dollari per il barile Wti e a 62,61 dollari per il Brent.

martedì 23 aprile 2019

Petrolio: prezzo in picchiata dopo annuncio Trump


ROMA - Accelerazione del prezzo del petrolio, dopo la decisione di Trump di bloccare l'import di petrolio iraniano, con il Brent che tocca i massimi dell'anno a 74,7 dollari al barile, per poi assestarsi attorno a 74,2 dollari. Il Wti ha superato quota 66 dollari (66,2) per la prima volta da fine ottobre 2018 e ora oscilla attorno a 65,9 dollari al barile.

lunedì 28 gennaio 2019

Eni acquisisce 20% di Adnoc Refining


Siglata ad Abu Dhabi un'importante intesa tra Eni e Adnoc, con cui la società italiana acquisisce la quota del 20% del quarto complesso di raffinazione al mondo, che sarà orientato a una tecnologia low carbon. "Si tratta dell'operazione più rilevante mai condotta in Eau da un investitore straniero in campo energetico", sostiene il premier Giuseppe Conte, ad Abu Dhabi insieme all'ad Claudio Descalzi.

Eni ed ADNOC hanno firmato un accordo (Share Purchase Agreement) che consente al gruppo italiano di acquisire da ADNOC il 20% di ADNOC Refinining. Alla firma erano presenti Sua Altezza, lo Sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, principe della Corona di Abu Dhabi e vicecomandante supremo delle forze armate degli Emirati Arabi Uniti ed il premier italiano Giuseppe Conte. Con questa operazione - sottolinea una nota del gruppo italiano - Eni potrà incrementare del 35% la propria capacita' di raffinazione.

L'operazione attribuisce altresì a Eni il 20% in una nuova joint venture dedicata alla commercializzazione dei prodotti petroliferi che verrà costituita. I termini dell'intera operazione comprendono un corrispettivo cash da parte di Eni pari a circa 3,3 miliardi di dollari, al netto del debito netto e passibile di aggiustamenti al momento del closing.