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lunedì 18 luglio 2022

Istat: export a maggio +29,5% su anno

(Pixabay)
ROMA - Si rafforza per l'Istat nel mese di maggio la crescita congiunturale dell'export, ininterrotta da inizio anno, sostenuta dal commercio con i paesi sia Ue sia extra Ue e trainata soprattutto dalle vendite di beni strumentali e beni intermedi. A renderlo noto l'Istituto che registra, rispetto al mede di aprile, una crescita congiunturale "più intensa per le esportazioni" italiane (+4,8%) e lieve per le importazioni (+0,3%).

L'export su base annua segna "una netta accelerazione (+29,5%, da +15,1% di aprile), con incrementi diffusi a tutti i settori e a tutti i principali paesi partner, a esclusione di Russia e Cina".

Per l'import l'incremento tendenziale è del 48,8%. Il deficit energetico dell'Italia a maggio "resta ampio ma si riduce rispetto ad aprile" fino a 8,26 miliardi (era 9,11 miliardi il mese prima ma 2,98 miliardi un anno prima), "per effetto principalmente dei ribassi dei valori medi unitari all'import di gas, greggio ed energia elettrica", secondo l'Istat.

giovedì 9 luglio 2020

Germania, export recupera a maggio su ripresa domanda post-lockdown


BERLINO (Reuters) - Le esportazioni tedesche recuperano terreno a maggio su un aumento della domanda innescato dall'allentamento delle misure di lockdown introdotte per contenere la diffusione del coronavirus. Lo riporta l'Ufficio federale di statistica.

Le esportazioni destagionalizzate sono aumentate del 9% dopo essere crollate del 24% nel mese di aprile. Le importazioni sono aumentate del 3,5%, a seguito di una flessione del 16,6% nel mese precedente. Il surplus commerciale è salito a 7,6 miliardi di euro.

Un sondaggio condotto da Reuters fra gli economisti aveva previsto che le esportazioni e le importazioni sarebbero cresciute rispettivamente del 13,8% e del 12%. Le stime riguardo al surplus commerciale si attestavano a 5,2 miliardi di euro.

venerdì 10 maggio 2019

Dazi: scattano tariffe Usa su 200 miliardi di export della Cina


PECHINO - Sono entrati in vigore oggi le tariffe Usa al 25% su 200 miliardi di dollari di merci esportate dalla Cina verso gli Stati Uniti. A confermarlo una nota emessa dalla Us Customs and Border Protection. Le merci erano già sottoposte a tariffe del 10% dal 24 settembre scorso, ma Cina e Stati Uniti avevano concordato una tregua sul loro innalzamento al 25% nel corso dell’incontro tra il presidente Usa, Donald Trump, e il collega Xi Jinping, a margine del vertice del G20 di Buenos Aires, l'1 dicembre scorso. La Cina esprime “profondo rammarico” e annuncia che prenderà le “necessarie contromisure”, scrive il ministero del Commercio sul proprio sito web, citando la delegazione cinese presente negli Stati Uniti per i colloqui in corso.

mercoledì 24 aprile 2019

Commercio: a marzo export -0,4%


ROMA - In calo l'export italiano. Nel mese di marzo 2019, le esportazioni dell'Italia verso i paesi extra europei sono in flessione su base mensile dello 0,4% e su base annua del 2,7%, secondo gli ultimi dati Istat. 

Il primo trimestre registra invece una crescita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. Le importazioni dai paesi extra Ue salgono, invece dello 0,4% a marzo da febbraio, calano dello 0,5% su base annua e perdono il 4,7% nel primo trimestre, affossate dall'energia. 

La flessione congiunturale delle esportazioni è marcata per i beni strumentali (-4,9%) mentre quasi tutti gli altri raggruppamenti principali di industrie sono in aumento.

giovedì 24 gennaio 2019

Giappone, manifattura in stallo a gennaio con calo export

TOKYO (Reuters) - La crescita della manifattura giapponese ha subito uno stallo a gennaio, con gli ordini per l'export che hanno subito il calo più netto in due anni e mezzo e le aziende che hanno dovuto tagliare la produzione. Lo mostra il dato preliminare del Pmi pubblicato oggi.

La rilevazione sembra essere l'ennesimo segnale che nel nuovo anno potrebbero rafforzarsi i timori di un rallentamento della crescita globale a causa del peggioramento del conflitto commerciale tra Cina e Stati Uniti.

Gli economisti interpellati da Reuters avevano già preso in considerazione la possibilità che il Giappone possa andare in recessione quest'anno a causa del raffreddamento della domanda interna e estera e per un aumento delle tasse sulle vendite previsto per ottobre.

Il Pmi Flash Markit/Nikkei del manifatturiero destagionalizzato a gennaio è sceso a 50 dal 52,6 finale di dicembre, toccando il limite di demarcazione tra espansione e contrazione.

Oltre al calo degli ordini dall'estero, che hanno portato gli imprenditori del manifatturiero a tagliare la produzione, la fiducia è scesa al minimo in sei anni, anche se è rimasta in territorio positivo.

La voce che misura l'andamento dei nuovi ordini suggerisce ulteriore debolezza nei mesi a venire: l'export scende a 46,1 da 49,1 di dicembre.

L'economia giapponese è sensibile ai cambiamenti della domanda globale, in particolar modo quella cinese, il suo maggior partner commerciale.

sabato 19 gennaio 2019

Istat: "A novembre 2018 export +1% su base annua"

Buone notizie sullo stato di salute dell'export italiano. "A novembre 2018 entrambi i flussi commerciali con l'estero registrano una flessione congiunturale, più intensa per le importazioni (-2,2%) che per le esportazioni (-0,4%). La diminuzione congiunturale dell'export è da ascrivere al calo delle vendite verso i mercati Ue (-1,3%) mentre l'area extra Ue registra una contenuta crescita (+0,6%)" ha dichiarato l'Istat in una nota stampa.

"Nel trimestre settembre-novembre 2018, rispetto al precedente, si registra una diminuzione per le esportazioni (-0,5%) e un aumento per le importazioni (+1,0%). A novembre 2018 l'aumento dell'export su base annua è pari a +1% e coinvolge sia l'area Ue (+1,4%) sia i paesi extra Ue (+0,4%). La crescita dell'import (+3,4%) è trainata dal forte incremento degli acquisti dai paesi extra Ue (+10,1%). Tra i settori che contribuiscono in misura più rilevante alla crescita tendenziale dell'export nel mese di novembre, si segnalano articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+16,0%), computer, apparecchi elettronici e ottici (+18,4%) e articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (+12,8%). In diminuzione, su base annua, le esportazioni di autoveicoli (-16,2%) e di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (-8,7%). Su base annua, i paesi che contribuiscono maggiormente all'incremento delle esportazioni sono Stati Uniti (+15,8%), Spagna (+5,1%), Austria (+7,6%), Paesi Bassi (+4,9%) e Cina (+3,3%).

Nel periodo gennaio-novembre 2018, la crescita tendenziale dell'export è pari a +3,5% ed è sospinta da prodotti tessili e dell'abbigliamento, pelli e accessori (+3,6%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+5,7%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+6,3%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+8,0%) e articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (+3,7%). Il surplus commerciale si riduce di 825 milioni di euro (da +4.668 milioni a novembre 2017 a +3.843 milioni a novembre 2018). Nei primi undici mesi dell'anno l'avanzo commerciale raggiunge +36.143 milioni (+73.672 milioni al netto dei prodotti energetici). Nel mese di novembre 2018 si stima che l'indice dei prezzi all'importazione diminuisca dell'1,2% rispetto al mese precedente ed aumenti del 3,1% in termini tendenziali.

A novembre l'export registra una lieve flessione congiunturale che segue l'ampio incremento di ottobre. La flessione delle vendite di beni di consumo e di beni intermedi contribuisce al calo congiunturale. Le  vendite di prodotti dell'industria farmaceutica (+0,9 punti percentuali), con particolare riguardo a quelle realizzate in Francia, e di prodotti dell'elettronica (+0,6 punti percentuali), in particolare verso la Spagna, forniscono il contributo più ampio all'aumento dell'export. La crescita su base annua dei prezzi all'importazione è la più bassa da maggio 2018".

lunedì 17 settembre 2018

Istat: "A luglio 2018 in calo le esportazioni e crescono le importazioni"

"A luglio 2018" si legge nella nota dell'Istat "si stima un calo congiunturale per le esportazioni (-2,6%) e un aumento per le importazioni (+2,4%). La flessione congiunturale dell'export è da ascrivere prevalentemente all'ampia diminuzione delle vendite verso i mercati extra Ue (-5,5%) mentre quella verso l'area Ue è meno intensa (-0,4%). Nel trimestre maggio-luglio, rispetto al precedente, si registrano incrementi per entrambi i flussi, più intensi per le importazioni (+3,0%) che per le esportazioni (+1,2%). A luglio l'aumento dell'export su base annua è pari al 6,8% e coinvolge sia l'area Ue (+8,5%) sia i paesi extra Ue (+4,8%).

La correzione per gli effetti di calendario porta la variazione dell'export a +5,1% e quella dell'import a +8,7%. Tra i settori che contribuiscono in misura più rilevante alla crescita tendenziale dell'export nel mese di luglio, si segnalano metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+12,4%), macchinari e apparecchi n.c.a. (+7,0%), prodotti petroliferi raffinati (+41,6%) e mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+12,0%). In diminuzione, su base annua, le esportazioni di autoveicoli (-6,0%) e articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (-2,8%).

Su base annua, i paesi che contribuiscono maggiormente all'incremento delle esportazioni sono Francia (+11,9%), Germania (+9,0%), Svizzera (+14,4%) e Spagna (+8,7%). Nel periodo gennaio-luglio, la crescita tendenziale dell'export è pari a +4,2% ed è sospinta da metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+7,8%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,7%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+11,9%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici e apparecchi elettrici (+5,0% entrambi).

Si stima inoltre che il surplus commerciale si riduca di 886 milioni (da +6.562 milioni a luglio 2017 a +5.676 milioni a luglio 2018). Nei primi sette mesi dell'anno l'avanzo commerciale raggiunge +24.734 milioni (+47.623 milioni al netto dei prodotti energetici). A luglio l'indice dei prezzi all'importazione è stimato che aumenti dello 0,2% sul mese precedente e del 4,3% su base annua. Al netto dei prodotti energetici l'indice aumenta dello 0,1% in termini congiunturali e dello 0,5% in termini tendenziali".

lunedì 16 aprile 2018

De Luca, "L'export campano del vino è in forte crescita"

VERONA - "In passato ogni produttore arrivava singolarmente" ha dichiarato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, presente all'evento di Vinitaly.

"Ora abbiamo risolto i problemi, abbiamo unito i produttori campani: essere uniti significa essere più forti sui mercati nazionali e internazionali. L’export campano di vino è in forte crescita: negli ultimi 12 anni l’export italiano dei vini è cresciuto del 102%, quello della Campania del 300%. Vuol dire che siamo sulla strada giusta".

martedì 9 gennaio 2018

Germania,sale export e produzione

(ANSA) - ROMA, 9 GEN - Sale oltre le attese la produzione industriale della Germania a novembre e cresce ancora l'export. Secondo quanto riporta l'ufficio nazionale di statistica Destatis la produzione è crescita del 3,4% contro una stima dell'1,8% degli analisti consultati da Bloomberg. A ottobre si era registrato un calo dell'1,2%. Per quanto riguarda l'export, i dati mostrano un aumento dell'8,2% rispetto allo stesso mese del 2016 e una crescita, dopo gli effetti di calendario e stagionali, del 4,1% rispetto ad ottobre. Il surplus commerciale si è ulteriormente allargato a 23,7 miliardi di euro. I dati di novembre confermano così il momento di espansione dell'economia tedesca.

lunedì 18 dicembre 2017

Commercio estero: Istat, a ottobre surplus sale a 5 mld

ROMA - Crescono nel mese di ottobre le importazioni e le esportazioni: a rilevarlo l'Istat aggiungendo che il surplus commerciale nel mese è di 5,0 miliardi (+4,2 miliardi a ottobre 2016).

Nel dettaglio rispetto al mese precedente, a ottobre si registra un aumento sia per le importazioni (+2,6%) sia, in misura più contenuta, per le esportazioni (+0,5%).

La crescita congiunturale dell’export è la sintesi dell’aumento delle vendite verso i mercati Ue (+2,8%) e della flessione di quelle dell’area extra Ue (-2,4%). Tutti i raggruppamenti principali di industrie sono in espansione, a eccezione dei beni strumentali (-0,6%).

La crescita tendenziale dell’export si mantiene ampiamente positiva (+11,3%) e riguarda sia l’area Ue (+12,8%) sia i paesi extra Ue (+9,5%); l’aumento dell’import (+10,4%) è determinato dall’espansione degli acquisti da entrambe le aree di sbocco (+11,7% per l’area Ue e +8,4% per l’area extra Ue). Al netto delle differenze nei giorni lavorativi (22 a ottobre 2017 rispetto a 21 di ottobre 2016), l’aumento risulta più contenuto: +9,4% per l’export e +8,3% per l’import.

martedì 12 dicembre 2017

Istat: nel terzo trimestre del 2017 export in crescita

ROMA - "Nel terzo trimestre 2017, rispetto ai tre mesi precedenti, l'export risulta in crescita per tutte le zone del Paese: +3% per le regioni nord-orientali, +1,4% per l'Italia meridionale e insulare, +0,9% per le regioni nord-occidentali e +0,7% per l'Italia centrale" si legge in una nota dell'Istat.

"Rispetto ai primi nove mesi del 2016, nel periodo gennaio-settembre 2017, a fronte di un aumento medio nazionale del 7,3%, si registrano incrementi delle vendite sui mercati esteri per le regioni delle aree insulare (+33,8%), centrale (+8,2%), nord-occidentale (+8%) e nord-orientale (+5,5%). Si rileva invece una leggera diminuzione per le regioni dell'area meridionale (-0,1%). Nel periodo gennaio-settembre 2017 tra le regioni che forniscono il maggiore contributo alla crescita tendenziale delle esportazioni nazionali si segnalano Lombardia (+7,3%), Piemonte (+8,9%), Lazio (+17,7%), Emilia-Romagna (+5,8%) e Veneto (+5,1%). Diversamente, si registrano segnali negativi in particolare per Basilicata (-16,4%) e Molise (-30,4%). Nei primi nove mesi del 2017, l'aumento tendenziale delle vendite di autoveicoli dal Lazio, di prodotti petroliferi raffinati dalla Sicilia, di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici e di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti dalla Lombardia contribuisce alla crescita dell'export nazionale per oltre un punto percentuale (1,6 punti)".

venerdì 24 novembre 2017

Istat: a ottobre 2017 export extra-Ue +11,2% annuo

ROMA - "A ottobre 2017, rispetto al mese precedente, le esportazioni verso i Paesi extra-Ue sono in flessione (-1,3%) mentre le importazioni sono in aumento (+1,7%)" lo rende noto l'Istat in una nota .

"La diminuzione congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue segue due mesi di espansione e coinvolge quasi tutti i raggruppamenti principali di industrie. Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue, risulta comunque ampiamente positiva (+3,1%) ed estesa a tutti i raggruppamenti principali di industrie. Dal lato dell'import, l'incremento congiunturale registrato a ottobre è esteso a quasi tutti i raggruppamenti principali di industrie, a eccezione dei beni intermedi (-0,3%). I beni strumentali (+8,3%) registrano un aumento particolarmente intenso. A ottobre 2017 le esportazioni sono in forte aumento su base annua (+11,2%, che passa a +9,4% eliminando l'effetto prodotto dal diverso numero di giorni lavorativi). La crescita è marcata per l'energia (+45,5%) e per i beni di consumo non durevoli (+13,3%); di intensità minore per i beni strumentali (+11,9%) e i beni di consumo durevoli (+7,4%). Anche le importazioni sono in espansione (+8,4%, che si riduce a +5,6% eliminando l'effetto prodotto dal diverso numero di giorni lavorativi) coinvolgendo tutti i comparti. Il surplus commerciale (+4.554 milioni) è in significativo aumento rispetto a quello dello stesso mese del 2016 (+3.803 milioni). Il surplus nell'interscambio di prodotti non energetici (+7.025 milioni) è in forte crescita rispetto a ottobre 2016 (+6.107 milioni). A ottobre 2017, rispetto allo stesso mese del 2016, l'export verso Turchia (+26,9%), paesi MERCOSUR (+25,6%), Stati Uniti (+17,0%), Cina (+15,6%), Russia (+14,3%), Svizzera (+12,7%) e Giappone (+12,6%) aumenta in misura superiore rispetto a quello medio delle esportazioni. In flessione le vendite di beni verso i paesi OPEC (-11,6%). Gli acquisti di beni da paesi OPEC (+35,2%) e Svizzera (+13,5%) registrano aumenti superiori a quello medio delle importazioni. Con riguardo ai paesi ASEAN (-18,2%) e Russia (-5,9%), si segnala invece un forte calo".

giovedì 16 novembre 2017

Istat: a settembre 2017 export +5,7% annuo

ROMA - "Rispetto al mese precedente, a settembre 2017 si registra una diminuzione sia per le importazioni (-4,4%) sia, in misura più contenuta, per le esportazioni (-0,7%)" ha dichiarato l'Istat in una nota.

"Il calo congiunturale dei flussi commerciali segue forti incrementi registrati ad agosto, e si concentra su acquisti e vendite da e verso i paesi Ue. La lieve contrazione mensile dell'export è la sintesi della flessione delle vendite verso i mercati Ue (-2,8%) e dell'aumento di quelle dell'area extra Ue (+1,9%). Solo i prodotti energetici (+5,2%) e i beni di consumo non durevoli (+0,7%) sono in espansione. Nel trimestre luglio-settembre 2017, si rileva una crescita congiunturale delle esportazioni dell'1,1%, che coinvolge sia l'area extra Ue (+1,2%) sia l'area Ue (+1%). Nello stesso periodo l'import cresce dello 0,8%. A settembre 2017 la crescita su base annua dell'export si mantiene ampiamente positiva (+5,7%) e riguarda sia l'area extra Ue (+8,1%) sia, in misura minore, i paesi Ue (+4,0%); l'aumento dell'import (+5,5%) è determinato dall'espansione degli acquisti da entrambe le aree di sbocco (+6,0% per l'area Ue e +4,7% per l'area extra Ue). Tra i settori che contribuiscono in misura più rilevante alla crescita tendenziale dell'export, si segnalano articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+16,7%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+13,3%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+7,6%), articoli in pelle e simili, escluso abbigliamento (+6,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+6,5%). Rispetto ai principali mercati di sbocco, l'Istat segnala la marcata crescita tendenziale delle esportazioni verso Spagna (+10,5%) e Stati Uniti (+8,3%). A settembre 2017 il surplus commerciale è di 4,0 miliardi (+3,7 miliardi a settembre 2016). Nei primi nove mesi dell'anno l'avanzo commerciale raggiunge 32,4 miliardi (+57,1 miliardi al netto dei prodotti energetici) con una crescita sostenuta sia per l'export (+7,3%) sia per l'import (+9,5%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nel mese di settembre 2017 l'indice dei prezzi all'importazione dei prodotti industriali aumenta dello 0,6% rispetto al mese precedente e del 2,4% rispetto a settembre 2016. L'aumento tendenziale dei prezzi all'importazione dipende principalmente dalle dinamiche del comparto energetico, al netto del quale l'indice rimane invariato in termini congiunturali e aumenta dell'1,1% in termini tendenziali".

martedì 24 ottobre 2017

Istat: a settembre 2017 nel commercio export +2% e import -3,4%

ROMA - "A settembre 2017, rispetto al mese precedente, le esportazioni sono in aumento (+2%) mentre le importazioni registrano una flessione (-3,4%)" si legge in una nota dell'Istat.

"L'incremento congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue è esteso a quasi tutti i raggruppamenti principali di industrie. L'energia (+12,7%) e i beni strumentali (+5,6%) registrano incrementi particolarmente intensi. Flettono i beni intermedi (-4,3%) e i beni di consumo durevoli (-3,2%). Dal lato dell'import, la flessione congiunturale è estesa a tutti i raggruppamenti principali di industrie, a eccezione dei beni di consumo non durevoli (+0,5%). I beni di consumo durevoli (-8,6%) e i beni strumentali  (-6,3%) registrano un calo più marcato della media. Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue, risulta positiva (+1,2%) ed estesa a tutti i raggruppamenti principali di industrie. Nello stesso periodo, le importazioni sono invece in netto calo (-3,4%), particolarmente ampio per i beni strumentali (-11,7%) e i beni di consumo durevoli (-6,8%). Contrastano la tendenza decrescente i beni intermedi (+2,1%) che registrano un aumento rispetto al trimestre precedente. A settembre le esportazioni sono in forte aumento su base annua (+8,1%, che passa a +10% eliminando l'effetto prodotto dal diverso numero di giorni lavorativi). La crescita è marcata per l'energia (+46,4%) e per i beni strumentali (+10,1%); di intensità minore per i beni di consumo non durevoli (+8%) e i beni di consumo durevoli (+5,3%). Anche le importazioni sono in espansione (+4,7%, che aumenta a +6,5% eliminando l'effetto prodotto dal diverso numero di giorni lavorativi) coinvolgendo tutti i comparti a eccezione dei beni strumentali (-9%) e dei beni di consumo non durevoli (-0,2%). Il surplus commerciale (+3.540 milioni) è in aumento rispetto a quello dello stesso mese del 2016 (+2.892 milioni). Il surplus nell'interscambio di prodotti non energetici (+5.753 milioni) è in forte crescita rispetto a settembre 2016 (+4.860 milioni). A settembre, rispetto allo stesso mese del 2016, l'export verso Russia (+21,8%), Turchia (+21,3%), Cina (+18,7%), paesi MERCOSUR (+15,1%) e Stati Uniti (+8,3%) aumenta in misura superiore rispetto a quello medio delle esportazioni. In flessione le vendite di beni verso i paesi OPEC (-5,4%). Gli acquisti di beni da India (+16,2%), paesi OPEC (+13,3%) e Russia (+7,4%) registrano aumenti superiori a quello medio delle importazioni. Con riguardo a Svizzera (-9,7%), paesi ASEAN (-8,7%) e Giappone (-8,1%), si segnala invece un forte calo".

lunedì 18 settembre 2017

Istat: a luglio 2017 export -1,4% ed import +0,9%

ROMA - "A luglio 2017, rispetto al mese precedente, si registra una diminuzione per le esportazioni (-1,4%) e una crescita per le importazioni (+0,9%)" ha dichiarato l'Istat in una nota. "Il calo congiunturale dell'export coinvolge sia i mercati extra Ue (-1,8%) sia, in misura minore, l'area Ue (-1,1%). Tutti i raggruppamenti principali di industrie sono in diminuzione, a eccezione dei beni di consumo (+0,6%).

Nel trimestre maggio-luglio 2017, rispetto al trimestre precedente, l'export risulta stazionario ed è sintesi dell'aumento delle vendite dell'area Ue (+0,7%) e della diminuzione di quelle dell'area extra Ue (-0,8%). Nello stesso periodo le importazioni registrano una crescita (+1,0%). A luglio la crescita tendenziale dell'export si mantiene positiva (+5,1%) e riguarda sia l'area Ue (+6,2%) sia quella extra Ue (+3,8%); l'aumento dell'import (+10,5%) è determinato da un forte dinamismo degli acquisti da entrambe le aree di sbocco (+12,1% per l'area Ue e +8,2% per l'area extra Ue).

Tra i settori che contribuiscono in misura più rilevante alla crescita dell'export, si segnalano articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+22,8%), autoveicoli (+14,0%), sostanze e prodotti chimici (+7,9%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+7,6%), prodotti delle altre attività manifatturiere (+5,7%) e macchine e apparecchi n.c.a. (+5,4%). Rispetto ai principali mercati di sbocco, si segnala la marcata crescita tendenziale delle esportazioni verso Stati Uniti (+9,9%) e Regno Unito (+7,9%). A luglio il surplus commerciale è di 6,6 miliardi (+7,8 miliardi a luglio 2016). Nei primi sette mesi dell'anno l'avanzo commerciale raggiunge 25,6 miliardi (+45,3 miliardi al netto dei prodotti energetici) con una crescita sostenuta sia per l'export (+7,6%) sia per l'import (+11,2%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. A luglio l'indice dei prezzi all'importazione dei prodotti industriali diminuisce dello 0,3% rispetto al mese precedente e aumenta dell'1,8% nei confronti di luglio 2016".

giovedì 13 luglio 2017

Cina, esportazioni e importazioni crescono oltre attese in giugno

PECHINO (Reuters) - Dati commerciali migliori delle attese in giugno per la Cina, sostenuti dalla buona domanda internazionale per i prodotti cinesi e, internamente, dalla consistente richiesta di materiali da costruzione.

Le esportazioni solo salite dell'11,3% annuo, dopo il +8,7% del mese precedente; le stime erano per un incremento in linea con quello di maggio. Per le importazioni l'aumento è stato del 17,2% contro il 14,8 del mese precedente e il 13,1% delle attese.
Se da una parte le esportazioni hanno beneficiato della solida domanda di prodotti elettronici e industriali, dall'altra il crescente surplus commerciale cinese, specie nei confronti degli Stati Uniti, potrebbe essere fonte di nuove tensioni politiche, di fronte alle dichiarate intenzioni protezionistiche del presidente Usa Trump.

"Guardando avanti, ci aspettiamo che la crescita dell'export rallenti per via delle incertezze sulla domanda esterna, legate all'aumento dei rischi geopolitici e all'apprezzamento del cambio yuan-dollaro nella prima metà del 2017", si legge in una nota di commento al dato di Nomura.
Sull'import invece, segnalano gli osservatori, nei prossimi mesi potrebbe farsi sentire l'effetto del contenimento del credito interno che le autorità di Pechino stanno cercando di mettere in atto.

Il saldo di bilancia commerciale è risultato in attivo di 42,77 miliardi di dollari, grossomodo in linea con le previsioni (42,44 miliardi) e in allargamento rispetto ai 40,81 miliardi di maggio.

mercoledì 22 marzo 2017

Giappone, export febbraio balza 11,3% su anno, cresce surplus con Usa

TOKYO (Reuters) - Le esportazioni del Giappone sono aumentate a febbraio a un ritmo più veloce da oltre due anni dopo il rallentamento di gennaio e con un allargamento del surplus commerciale con gli Usa che potenzialemnte solleva tensioni rispetto al crescente protezionismo degli Stati Uniti.

L'export il mese scorso è cresciuto dell'11,3%, superando le attese degli economisti in un sondaggio Reuters di un aumento del 10,6% e segue il +1,3% di gennaio. Si tratta del rialzo maggiore da gennaio del 2015, secondo i dati pubblicati dal ministero delle Finanze.
Le importazioni sono salite dell'1,2% a fronte di una stima di +0,6%.
La bilancia commerciale vede un surplus di 813,4 miliardi di yen contro attese per un surplus di 822 miliardi.
Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono aumentate dello 0,4%, un incremento in gran parte dovuto alle vendite di automobili e ricambi auto.
Il surplus commerciale verso gli Usa è salito ad un tasso annuo dell'1,5% a 611,3 miliardi di yen, registrando il primo aumento dal novembre.

venerdì 27 gennaio 2017

Usa, Pil trim4 frena a +1,9%, pesa calo export

WASHINGTON (Reuters) - L'economia Usa rallenta la sua crescita più di quanto previsto nel quarto trimestre 2016 risentendo delle deboli esportazioni, ma la tenuta della spesa per i consumi e l'aumento degli investimenti indicano un sentiero ancora espansivo.

Secondo la prima lettura del Dipartimento del Commercio il Pil Usa del quarto trimestre è cresciuto ad un tasso annuale dell'1,9%, in decisa frenata dal +3,5% del terzo trimestre, e sotto le stime degli economisti di +2,2%.

L'intero 2016 ha visto quindi un Pil a +1,6% (da +2,6% del 2015) al ritmo di crescita più debole dal 2011 per effetto del calo dei prezzi del petrolio e del dollaro forte che hanno pesato sui profitti e investimenti delle aziende.

Nel quarto trimestre le esportazioni sono scese del 4,3% con una inversione di tendenza rispetto al +10% toccato nel terzo trimestre e registrando il maggiore calo dal primo trimestre del 2015.

Grazie ad un mercato del lavoro in una situazione di piena (o quasi piena) occupazione che inizia a spingere al rialzo i salari e i consumi, le prospettive dell'economia statunitense sono comunque abbastanza brillanti.

Una accelerazione alla crescita potrebbe inoltre arrivare dagli impegni presi dal presidente Donal Trump sull'aumento della spesa per le infrastrutture, tagli alle tasse e allentamento della regolamentazione.

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sabato 7 gennaio 2017

Coldiretti, record delle esportazioni agroalimentari a quota 38 mld

ROMA - Record storico per il valore delle esportazioni di prodotti agroalimentari italiani che nel 2016 ha raggiunto il massimo di sempre, arrivando a quota 38 miliardi di euro, grazie a una crescita del 3 per cento. E’ quanto emerge da una proiezione della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nei primi nove mesi del 2016.

"Quasi i tre quarti delle esportazioni" ha dichiarato la Coldiretti "interessano i Paesi dell’Unione Europea con il mercato comunitario che aumenta il proprio peso grazie a un incremento del 4%, ma il Made in Italy a tavola continua a crescere su tutti i principali mercati, dal Nordamerica all’Asia fino all’Oceania. Solo in Russia l’export continua a soffrire pesantemente gli effetti dell'embargo. Tra i principali settori dell’export tricolore il prodotto più acquistato all’estero si conferma il vino (per un valore di 5,6 miliardi e una crescita del 3%) davanti all’ortofrutta fresca (5 miliardi e +4%), ai formaggi (2,4 miliardi e +7 per cento) e all’olio che fa segnare un +6%. Balzo in avanti anche dai salumi, con un +8 per cento. Analizzando le performance dei prodotti nei singoli Stati si scoprono aspetti sorprendenti a partire del successo del vino tricolore in casa degli altri principali produttori, con gli acquisti che crescono in Francia (+5%), Stati Uniti (+3%), Australia (+14%) e Spagna (+1%). Ma va sottolineato che nel Paese transalpino, patria dello Champagne, lo spumante tricolore fa addirittura segnare un incremento in doppia cifra, pari al +57%. Oltre al vino, i francesi gradiscono anche il formaggio italiano, le cui vendite sono cresciute dell’8%, ma i latticini nostrani vanno forte anche in Cina (+34%). Nel gigante asiatico, che alcuni vorrebbero come inventore degli spaghetti, trionfa anche la pasta che registra un +16%. Ottimi risultati anche dalla birra che conferma la crescita nei paesi nordici, dalla Germania (+6%), alla Svezia (+7%), fino ai pub della Gran Bretagna (+3%), con un vero e proprio exploit nell’Irlanda della Guinness (+31%). Bene anche salumi e prosciutti che spopolano in terre di salsicce come la Germania (+9%) e di hamburger come gli Stati Uniti (+19%), in quest’ultimo caso grazie anche al superamento del blocco durato 15 anni delle esportazioni nazionali in Usa".

venerdì 16 settembre 2016

Istat, in calo export a luglio -7,3%

ROMA - In deciso calo l'export nel mese di luglio. L'Istat rileva una contrazione delle esportazioni dello 0,6% su base mensile e del 7,3% su base annua nei dati grezzi. Le flessioni tendenziali sono "di ampia intensità" sia per l'area extra Ue (-8,8%) sia per l'area Ue (-6,1%), ma "significativamente condizionate dalla differenza nei giorni lavorativi (21 a luglio 2016 contro i 23 di luglio 2015)". Al netto di questo effetto, la flessione tendenziale delle vendite estere si riduce a -0,9%.

Le importazioni aumentano dello 0,5% sul mese e si riducono dell'8,3% nell'anno.