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mercoledì 29 gennaio 2025

DeepSeek sotto accusa: sicurezza nazionale, furto intellettuale e stop in Italia

Il chatbot cinese DeepSeek continua a essere al centro di polemiche internazionali. Da un lato, i funzionari statunitensi valutano i rischi per la sicurezza nazionale, dall’altro, OpenAI – la società proprietaria di ChatGPT – ha accusato DeepSeek di aver utilizzato il proprio modello per sviluppare la propria intelligenza artificiale. Anche Microsoft starebbe conducendo un’indagine su un possibile furto di proprietà intellettuale.

Le accuse sono state rafforzate da David Sacks, consigliere speciale del presidente USA Donald Trump per l’IA e le criptovalute. In un’intervista a Fox News, Sacks ha parlato di "prove sostanziali" contro DeepSeek, facendo riferimento a una tecnica di apprendimento automatico chiamata distillazione, che permetterebbe a un modello di IA di "succhiare la conoscenza" da un altro modello.

Nel frattempo, dopo il suo lancio il 10 gennaio, DeepSeek ha rapidamente scalato il mercato tecnologico, superando il valore di aziende statunitensi già il 27 gennaio. Tuttavia, in Italia il chatbot è stato improvvisamente rimosso dagli store digitali di Apple e Google.

DeepSeek rimosso dagli store in Italia: interviene il Garante per la Privacy

L’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali ha inviato una richiesta ufficiale alle società Hangzhou DeepSeek Artificial Intelligence e Beijing DeepSeek Artificial Intelligence, chiedendo chiarimenti su:

  • Quali dati personali vengono raccolti e da quali fonti
  • Le finalità e la base giuridica del trattamento dei dati
  • L’eventuale conservazione su server in Cina

Il presidente del Garante, Pasquale Stanzione, ha dichiarato all'ANSA che DeepSeek ha 20 giorni di tempo per rispondere. Dopodiché, si aprirà un’istruttoria approfondita per verificare il rispetto delle norme italiane ed europee sulla protezione dei dati.

Tra i punti critici segnalati dall’Autorità:

  • Il codice sorgente dell’app e le sue fonti
  • L’eventuale presenza di bias nei modelli di IA
  • Le misure di protezione per i minori
  • Il rischio di interferenze nei diritti fondamentali, specialmente in occasione di elezioni

Non è ancora chiaro se la scomparsa di DeepSeek dagli store italiani sia una conseguenza diretta dell’intervento del Garante. Tuttavia, la questione resta aperta e potrebbe portare a ulteriori restrizioni per il chatbot cinese in Europa.

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mercoledì 27 settembre 2023

Google, arriva l’update contro le false recensioni


MILANO
- Con la crescente digitalizzazione e l'importanza sempre maggiore dei feedback online, le recensioni sono diventate uno degli strumenti principali per le decisioni d'acquisto dei consumatori. Si stima che una recensione positiva possa portare ad un incremento delle vendite fino al 75%, sottolineando ulteriormente l'importanza di garantire l'autenticità e la veridicità delle opinioni online.

Google, il motore di ricerca più usato a livello globale, è ben consapevole di questo fenomeno. Infatti, l'azienda ha recentemente annunciato miglioramenti significativi al suo algoritmo, in particolare riguardo alla visualizzazione e classificazione delle recensioni. Queste modifiche, che per ora sono attive solo per le ricerche in lingua inglese, verranno presto estese anche ad altre lingue, tra cui l'italiano.
L'obiettivo principale del nuovo aggiornamento, denominato "Product Reviews Update", è valorizzare e dare priorità alle recensioni più dettagliate e basate su esperienze autentiche. Questo significa che le opinioni superficiali o di bassa qualità verranno relegate in posizioni inferiori, mentre quelle ben argomentate e dettagliate guadagneranno visibilità.
Mentre Google cerca di garantire autenticità, esistono siti che si pongono l'obiettivo di aiutare le aziende a costruire una solida brand reputation online. Un esempio di ciò è www.comprarerecensioni.it, piattaforma che, attraverso circuiti di ghost buyer, permette alle aziende di incrementare le proprie recensioni, assicurando che queste siano genuine e frutto di esperienze reali. Questo contrasta con la pratica di alcuni siti che, al contrario, offrono recensioni false, minando la fiducia dei consumatori e compromettendo la credibilità del marchio.
L'approccio di www.comprarerecensioni.it si allinea con l'essenza delle nuove linee guida di Google, focalizzandosi sulla qualità, l'unicità e la veridicità delle recensioni. Dimostrare una reale esperienza con il prodotto, sottolineare le sue specificità e differenziarsi da prodotti simili sono tutti aspetti che guadagnano visibilità in un mercato sempre più saturo.
Allo stesso tempo, Google ha delineato chiaramente i parametri di qualità che determineranno la posizione di una recensione nei risultati di ricerca. Tra questi, l'importanza di avere contenuti unici, la necessità di dimostrare una vera esperienza con il prodotto e la capacità di distinguere tra prodotti simili, evidenziando le caratteristiche salienti di ciascuno.
La mossa di Google è chiaramente un tentativo di combattere il fenomeno delle false recensioni, che in passato ha sollevato molte preoccupazioni sia tra i consumatori che tra gli imprenditori. Con un mercato online in costante crescita e un numero sempre maggiore di consumatori che si affidano alle recensioni per le loro decisioni d'acquisto, l'integrità e l'autenticità delle opinioni online sono diventate essenziali per garantire la fiducia del pubblico.
In conclusione, la recente iniziativa di Google rappresenta un passo importante nella lotta contro le recensioni false e nella promozione di un ecosistema di feedback online più trasparente e affidabile. Resta da vedere come il mercato risponderà a queste novità e quale sarà l'impatto effettivo di questo aggiornamento sul comportamento dei consumatori e delle aziende.

sabato 16 maggio 2020

La Cgia contro i giganti del web


MESTRE - La CGIA alza il tiro e si “scaglia” contro le multinazionali del web che in Italia producono fatturati milionari, anche se solo una piccolissima parte viene successivamente dichiarata in Italia. Questa anomalia, pertanto, consente a queste realtà di versare al nostro fisco pochissime imposte.

Nel 2018, ad esempio, l’aggregato delle controllate in Italia appartenenti a una quindicina circa di big tecnologici ha fatturato 2,4 miliardi di euro (pari allo 0,3 per cento del totale WebSoft mondiale). Gli addetti che lavorano nel nostro Paese sono quasi 10 mila e al fisco italiano questi colossi dell’hi-tech fanno pervenire poche “briciole”: solo 64 milioni di euro.

Nello stesso anno, invece, le nostre micro e piccole imprese, con meno di 5 milioni di fatturato, hanno generato un volume di affari di 926,7 miliardi, dando lavoro a più di 10 milioni di addetti. Il contributo fiscale giunto all’erario da queste piccole realtà è stato di quasi 39,5 miliardi di euro: un importo di 600 volte superiore al gettito versato dalle multinazionali del web. Dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo:

“Ormai è diventata una questione di giustizia sociale. Grazie al boom dell’ e-commerce, in questi due mesi di lockdown le multinazionali del web presenti in Italia hanno aumentato i ricavi in misura esponenziale, mentre la grandissima parte delle piccole imprese è stata costretta a chiudere l’attività per decreto. Se ai primi il peso delle tasse continua a rimanere insignificante, ai secondi il carico fiscale ha raggiunto livelli non più sopportabili che il decreto Rilancio è stato in grado di alleviare solo marginalmente. In altre parole: è giunto il momento di introdurre una web tax a livello europeo per far pagare il giusto anche a questi giganti tecnologici”.

domenica 2 dicembre 2018

Addio allo Geoblocking: shopping online senza più limiti nell'Ue

ROMA - Da lunedì 3 dicembre cambia in maniera sostanziale l’esperienza di acquisti online dei cittadini europei. In tutti i Paesi dell’UE diventa infatti applicabile un nuovo regolamento che vieta il “geoblocking” ingiustificato. Ovvero, sarà possibile fare acquisti on line in tutti i Paesi Ue, senza essere più indebitamente bloccati perché non si risiede nello stato del venditore o perché si effettua il pagamento con una carta bancaria straniera. Nello specifico, a molti sarà capitato di cercare di visitare il sito francese o britannico di un portale di shopping online o di un produttore e di essere continuamente rimandati a quello italiano. Oppure di provare a fare un ordine e dover rinunciare perché non è prevista la consegna là dove abitate.

Tutte queste limitazioni agli acquisti online da un Paese all’altro si definiscono “geoblocking”, dei blocchi spesso usati per sfruttare il maggiore potere d’acquisto di un Paese rispetto all’altro. Da domani queste pratiche saranno vietate dal regolamento UE 302/2018 quando non siano motivate da effettivi maggiori costi o difficoltà logistiche. Un tedesco potrà insomma comprare un prodotto super scontato sull’Amazon francese. Un italiano dovrà poter accedere a offerte che finora erano riservate ai clienti danesi.

Il geoblocking, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ha un impatto importante sugli acquisti online nell’UE. Finora, il 63% dei portali visibili nell’Unione prevedeva limitazioni che in un modo o nell’altro dissuadevano l’utente dall’acquistare in un Paese diverso dal proprio. Il risultato: solo il 19% dei consumatori europei fa shopping online sui siti di un altro Paese membro. Ora,"il 3 dicembre mettiamo fine a questa pratica. Vogliamo un'Europa senza barriere, e questo vuol dire anche eliminare gli ostacoli agli acquisti online", sulla falsa riga di quanto già fatto mettendo fine ai sovraccosti del roaming a giugno 2017, ha spiegato il vicepresidente della Commissione Ue per il mercato unico digitale Andrus Ansip.

giovedì 27 settembre 2018

E-commerce italiano e settori in continua espansione


Investire e lavorare nell’e-commerce è ideale se si cerca un settore nuovo, in continua espansione ed evoluzione e particolarmente vivace. Tutti gli esperti sono d’accordo nell’affermare che nem 2018 si decreterà in maniera definitiva il successo dello shopping online. In Italia, è stata registrata una crescita costante del settore: continuano ad aumentare gli utenti che acquistano su internet, ma anche i negozi “classici” che si dilettano a vendere nel mondo virtuale, entrando in questa nuova realtà. 

Ma quali sono i settori che prevedono una maggiore crescita?
I tre settori che registreranno con tutta probabilità una grande crescita nel mondo dell’e-commerce sono quello del turismo, della moda e dell’arredamento.

Per quanto riguarda il settore turistico, la tendenza è quella di utilizzare sempre più internet per prenotare viaggi a prezzi vantaggiosi e con qualche semplice click. Per prenotare un volo non è più necessario andare in agenzia. Idem per la prenotazione di pacchetti per vacanze low cost e last minute. Stesso discorso vale per i siti che offrono camere d’albergo e appartamenti a prezzi concorrenziali, con un servizio che soddisfa ampiamente anche i clienti più esigenti.

Non sorprende la crescita del settore moda nell’e-commerce: anche i brand di lusso sono coinvolti in questo processo, che vede un aumento delle vendite che riguardano diverse griffe. Le classiche boutique fisiche non sono state superate, ma i clienti online apprezzano molto l’efficienza, la convenienza e la vasta scelta che i negozi virtuali propongono per quanto riguarda vestiti, ma anche accessori come borse, scarpe e tanto altro. Quasi tutte le marche hanno ormai uno store online o fanno parte di qualche sito-piattaforma come Zalando che riunisce diversi brand alla moda.
Il settore favorito nella crescita dell’e-commerce è indubbiamente quello dell’arredamento. Le opportunità per acquistare online mobili ed altri accessori per la casa sono molte. 

Questa tipologia di siti si è moltiplicata per rispecchiare i gusti di tutti gli internauti che scelgono ogni singolo dettaglio del loro arredamento e che possono, con qualche click e stando seduti comodamente sul divano, acquistare tutto quello di cui hanno bisogno. Gli amanti del design trovano facilmente articoli che li soddisfino, dalle grandi marche alle eccellenze dell’artigianato. Come per l’abbigliamento, anche in questo settore sono state create delle piattaforme sulle quali il cliente può trovare diversi tipi di articoli ed accessori di arredamento, con prezzi e marche differenti. Il mondo dell’e-commerce permette di risparmiare anche su prodotti di grande qualità, presenti in un catalogo tanto vasto quanto vario.

Dopo questi settori, seguono quello del food & beverage, il settore che si occupa della cura della persona con i prodotti di bellezza, il settore della tecnologia e dell’elettronica, la stampa ed altri settori di intrattenimento. In particolare, è stata registrata una crescita nelle vendite di articoli per feste come vestiti di carnevale e travestimenti, accessori e decorazioni per ogni tipo di evento. Non si tratta più di vendite relative a precisi e determinati periodi dell’anno come Halloween, Natale o Carnevale: questi tipi di acquisti riguardano ormai tutto l’anno, grazie alla diffusione di nuove tendenze come quelle delle feste a tema ed in maschera, utilizzate per ogni tipo di evento e ricorrenza. 

Sono tanti i negozi online che propongono una vasta gamma di costumi per grandi e bambini, anche per rappresentazioni teatrali, saggi di danza ed altri tipi di spettacoli.

Insomma, i negozi fisici continuano e continueranno ad essere presenti sul mercato e a produrre il loro fatturato, ma non si può più ignorare il peso sempre più grande che acquisisce il settore dell’e-commerce in diversi ambiti commerciali. Il mondo dell’e-commerce non fa altro che creare delle nuove e comode esperienze per i clienti, sempre più adattate alle loro esigenze e richieste. Si tratta di un settore in costante innovazione e sperimentazione, che potrà riservarci in futuro delle belle e nuove sorprese.

martedì 25 settembre 2018

Instagram: lasciano la società i cofondatori Kevin Systrom e Mike Krieger

LOS ANGELES - Novità per il social network Instagram: i cofondatori Kevin Systrom e Mike Krieger lasciano la società a cui avevano dato vita nel 2010.

"Lasciamo per tornare a esplorare la nostra curiosità e creatività" ha dichiarato Kevin Systrom. "Siamo pronti per il nostro prossimo capitolo. Costruire cose nuove richiede un passo indietro, di capire cosa di ispira e incrociarlo con ciò di cui ha bisogno il mondo. Questo è quanto intendiamo fare".

Per quel che riguarda la piattaforma social per la condivisione di fotografie, ha mille uffici in tutto il mondo e oltre un miliardo di utenti. Quando nacque come startup, aveva 13 dipendenti. Nel 2012 è stata acquistata da Facebook per un miliardo di dollari. 

sabato 16 dicembre 2017

Amazon: verserà 100 mln al Fisco italiano

ROMA - Il colosso del commercio online statunitense Amazon verserà al Fisco italiano 100 milioni di euro. Si tratta dell'esito dell'accertamento con adesione siglato tra il gigante del web e l'Agenzia delle Entrate per risolvere le potenziali controversie relative alle indagini fiscali, condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano, relative al periodo tra il 2011 e il 2015. Amazon pagherà nel complesso 100 milioni di euro. Gli importi sono riferibili sia ad Amazon EU S.ar.l che ad Amazon Italia Services srl.

Con Amazon sarà inoltre ripreso il percorso, a suo tempo sospeso a seguito dei controlli attivati, finalizzato alla stipula di accordi preventivi per la corretta tassazione in Italia in futuro delle attività riferibili al nostro Paese.

L’Agenzia delle Entrate conferma il suo impegno nel perseguire una politica di controllo fiscale attenta alle operazioni in Italia delle multinazionali del web.

giovedì 25 agosto 2016

Facebook userà dati WhatsApp per pubblicità mirata

(Reuters) - WhatsApp, il popolare servizio di messaggistica di Facebook (NASDAQ:FB), inizierà a condividere i numeri di telefono dei propri utenti con il social network consentendo a quest'ultimo di inserire le inserzioni pubblicitarie più pertinenti e i migliori suggerimenti di amici.

La novità comporta per WhatsApp il primo aggiornamento della policy relativa alla privacy da quando è stata acquisita da Facebook nel 2014.

Le chat e il numero di telefono non verranno condivise con i server dei social network, né con gli inserzionisti, assicura WhatsApp in un post del suo blog.

WhatsApp testerà nei prossimi mesi anche modi in cui le imprese potranno mandare messaggi usando la sua piattaforma.