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venerdì 26 agosto 2022

Energia, Bonomi: emergenza nazionale, subito nuove misure

ROMA - I partiti "pensano alla campagna elettorale, che è su altri temi". Di fronte all'"emergenza nazionale" del caro energia, "penso che Quirinale e palazzo Chigi dovrebbero chiedere ai partiti uno sforzo immediato per varare nuove misure". A dirlo in un'intervista al Corriere della Sera Carlo Bonomi, presidente di Confindustria. I partiti "devono essere responsabili, ma il governo deve agire. Se ci fosse un terremoto, un governo dimissionario interverrebbe o no? Be', oggi c'è un terremoto economico e non sarebbe comprensibile se il governo non reagisse. Aspettare il prossimo ci farebbe perdere due mesi e non possiamo permettercelo". Finora le imprese italiane "sono state abbastanza capaci e flessibili da difendersi meglio di altre". Ma "ora nell'industria abbiamo casi di bollette decuplicate, non possiamo reggere - spiega - Solo nei primi sette mesi del 2022 la cassa integrazione straordinaria è salita del 45% rispetto a un anno fa e non abbiamo ancora visto il peggio". In autunno "arriveranno nuovi rincari energetici, mentre l'inflazione dei mesi scorsi sulle materie prime continuerà a scaricarsi sui prezzi al consumo. Ci saranno seri problemi su redditi e potere d'acquisto delle famiglie. Il grido di dolore delle imprese fin qui è stato un po' ignorato, ma ora c'è urgenza di nuovi interventi".

lunedì 8 novembre 2021

Confindustria: +1% produzione industriale nel 3° trim

ROMA - "Nel terzo trimestre del 2021, la produzione industriale italiana è cresciuta dell'1,0% rispetto al secondo, un ritmo più contenuto di quanto osservato nei primi due (rispettivamente +1,5% e +1,2% trimestrale). Il quarto si sarebbe aperto in crescita (+0,2% in ottobre). In settembre si era rilevata una riduzione dell'attività dello 0,1%". E' la stima degli economisti del Centro studi di Confindustria che spiegano: "Le ragioni del rallentamento tra luglio e settembre sono riconducibili a fattori limitativi della produzione, quali la scarsità di alcune componenti e materie prime, al maggior ricorso alle scorte di magazzino, al rallentamento produttivo dei principali partner commerciali e al maggior grado di incertezza".

Un "fattore negativo" è stato anche " 'incremento dell'incertezza di politica economica. L'indice calcolato da Baker, Bloom e Davis è salito del 149% in settembre, per ridursi in ottobre", rilevano ancora gli economisti di via dell'Astronomia che, nello scenario complessivo, indicano che "un altro elemento che potrebbe aver inciso negativamente a settembre e potrebbe dispiegare alcuni effetti sfavorevoli anche nei mesi a venire, è la moderazione dell'attività economica dei partner commerciali: la produzione tedesca nel terzo trimestre è scesa del 2,8% rispetto al secondo, quella francese è salita dello 0,9%".

sabato 21 novembre 2020

Confindustria: "Economia italiana a rischio di nuova caduta"

MILANO - Dopo il rimbalzo del PIL nel terzo trimestre, la fine dell'anno rischia di far registrare un nuovo contraccolpo all'economia italiana. Negativa anche la previsione sull'occupazione del Centro Studi di Confindustria.

lunedì 22 giugno 2020

Confindustria: nel secondo trimestre Pil a -9%


Ancora in calo la produzione in Italia nel secondo trimestre del 2020. Lo riporta Confindustria nel suo ultimo report. Nella seconda metà dell'anno, annuncia però viale dell'Astronomia, ci potrebbe essere una ripresa. Sempre che il virus non torni a bloccare il commercio.

mercoledì 17 giugno 2020

Bonomi: "Gravi ritardi sulla cassa integrazione"


ROMA - Intervenuto agli Stati generali dell'economia, il presidente di Confindustria critica apertamente il Governo. "Le misure economiche italiane si sono rivelate più problematiche di quelle europee", dice Bonomi. Poi arriva la replica di Conte.

venerdì 15 maggio 2020

Covid-19, Confindustria: nel 2020 Pil crollerà del 9,6%


ROMA - Il Pil italiano nel 2020 calerà del 9,6%. Ad accentuare la già profonda caduta del Pil attesa nel 2020 (-9,6%, dal -6% previsto il 31 marzo) due fattori: il prolungamento per decreto dal 13 aprile al 4 maggio, con poche eccezioni, della chiusura parziale dell’attività economica in Italia; un più forte calo della domanda, domestica ed estera, che frena anche l’attività delle imprese autorizzate a riaprire. Lo stima il Centro Studi di Confindustria nella Congiuntura flash.

Nel primo trimestre il Pil ha subito un crollo oltre le attese (-4,7%). Nell’industria, che ha riaperto a inizio maggio, la produzione è calata del 28% a marzo ed è stimata in ulteriore caduta in aprile (-23%, indagine Csc); il pmi (Purchasing Managers’ Index) ha registrato un tonfo (31,1). Nei servizi, l’attività è più ridotta (Pmi a 10,8) e la riapertura completa sarà a giugno.

Nel secondo trimestre quindi il Csc prevede un calo molto forte del Pil (-9%). Nel terzo e quarto, con il 100% di settori aperti, è atteso un parziale recupero, frenato da scorte accumulate e difficoltà di molte imprese, che proseguirà nel 2021 (+5,6%)

martedì 20 novembre 2018

Allarme di Confidustria: crescita debole Pil nel quarto trimestre

(Pixabay)
ROMA - Le stime di Confindustria prevedono una crescita debole del Pil nel quarto trimestre, dopo la stagnazione nel terzo. Si tratta della previsione del centro studi di Confindustria. "Gli indicatori - si apprende in Congiuntura flash - non mostrano un’inversione di tendenza. La produzione industriale recupera appena (+0,1% in ottobre, -0,1% nel 3° trimestre); la fiducia delle imprese peggiora, specie nel manifatturiero, con il calo degli ordini interni; associato all’accumulo di scorte, ciò annuncia domanda debole; giudizi più negativi anche nel PMI. Tra le famiglie, invece, la fiducia è quasi stabile", si legge nel report.

martedì 2 ottobre 2018

Manovra, Boccia: "Siamo moderatamente preoccupati ma corretti"

ROMA - "Siamo moderatamente preoccupati ma corretti, perchè non critichiamo ancor prima di conoscere e aggiungo no partisan. Noi siamo Confindustria, non saremo il partito di nessuno ed evidentemente esprimiamo le nostre opinioni sui singoli provvedimenti: qualche volta qualche singolo provvedimento ci piacerà, qualche volta no e questo non significa che quando lo diciamo siamo di questo o di quel partito" ha dichiarato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ospite a Circo Massimo su Radio Capital.

"Se qualcuno pensa che dovremmo essere il suo partito sbaglia palazzo. Il punto non è sforare in termini di deficit, ma spiegare se lo sforamento comporta più crescita e più occupazione per il Paese che renderebbe sostenibile la manovra per ridurre il debito e per incrementare crescita e occupazione. Se lo è spiegatelo, caro governo, se non lo è correte ai ripari e modificate la vostra linea d'azione perché se fosse solo ricorso al deficit per fare i punti oggetto dei fini di governo e quindi incremento del debito pubblico, nè il mercato nè l'Europa ci fa lo sconto. Il punto è quanto in termini di risorse questa manovra prevede realmente per la crescita, investimenti pubblici e privati. Qual è il quantum delle risorse della manovra legate allo sviluppo e alla crescita?. Quindi lo spiegasse quanto prima, perchè occorre una valutazione d'impatto cioè se quello che si fa nella manovra di bilancio ha effetti reali in termini positivi: genera più occupazione, più crescita per il Paese?. E' evidente che il governo deve capire che solo attraverso la crescita riesce a sostenere la manovra, senza è solo una manovra a deficit e debito e porta il Paese a un incremento del debito pubblico. Da parte di Confindustria non c'è stato alcun endorsement alla Lega, anzi una provocazione alla Lega per dire 'non e' che fate i verdi in Veneto e i gialloverdi a Roma'. Per noi i provvedimenti che fate a Roma sono quelli del governo e quindi che cosa intendete fare, perchè vediamo delle incoerenze e su queste abbiamo voluto riferirci a tutti".

mercoledì 18 luglio 2018

Dl dignità: Confindustria, va corretto

(ANSA) - ROMA, 18 LUG - Il decreto dignità "pur perseguendo obiettivi condivisibili" rende "più incerto e imprevedibile il quadro delle regole" per le imprese "disincentivando gli investimenti e limitando la crescita". Lo dice il dg di Confindustria Marcella Panucci in audizione alla Camera. Per le imprese occorre "evitare brusche retromarce sui processi di riforma avviati" e vanno approvati "alcuni correttivi", che intervengano sulle causali per i contratti a termine e sulle norme ora "punitive e poco chiare" sulle delocalizzazioni.

sabato 7 luglio 2018

Boccia: "Bisogna evitare le delocalizzazioni selvagge e ridurre le dimensioni della precarietà"

ROMA - "Noi comprendiamo i fini del decreto dignità: evitare le delocalizzazioni selvagge e ridurre le dimensioni della precarietà. Critichiamo gli strumenti che sono stati individuati" ha dichiarato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in un'intervista a Repubblica.

"Nessuna marcia indietro, abbiamo sempre espresso critiche sugli strumenti individuati dal governo. Il decreto dignità può ancora essere corretto in Parlamento. Ripeto, ne comprendiamo gli obiettivi ma non l’avremmo fatto così. Le proposte di Confindustria? Sul fronte delle delocalizzazioni vanno evitate aree grigie, dal punto di vista normativo, che possano dar luogo a conflitti interpretativi. Per quel che riguarda i contratti a termine pensiamo che sia un errore passare da 36 mesi di contratti senza causale a 12. È un meccanismo che provocherà un maggiore turn over dei lavoratori. La nostra proposta è di allungare a 24 mesi il periodo entro il quale poter ricorrere al contratto a termine senza dover specificare la motivazione".

giovedì 9 novembre 2017

Confindustria: "Prosegue la crescita industriale in Italia, ma è lenta"

ROMA - "Il recupero dell'ultimo triennio ha ridotto parzialmente la mancata caduta registrata nelle due recessioni susseguitesi dal 2008. Nel secondo trimestre del 2017 il livello del Pil è risultato inferiore dell'1,8% rispetto al secondo del 2011, picco precedente, e del 6,4% rispetto al primo trimestre 2008, massimo pre-crisi. Proseguendo la crescita al passo attuale, in Italia il recupero dei livelli persi nel corso della crisi si concluderebbe nel 2021" si legge in una nota dei dati dal Centro Studi Confindustria nel rapporto sugli scenari industriali.

"Nonostante il buon andamento registrato negli ultimi anni, la produzione industriale rimane ben lontana dal picco pre-crisi del 2008 (-18,4%) e in alcuni settori manifatturieri ha continuato a diminuire fino ad un terzo del trimestre 2017 nonostante il contesto più favorevole. La distanza rispetto al massimo precedente risulta pari a -3,7%. La variazione media trimestrale dall'inizio del recupero è stata dello 0,7%, ma nell'ultimo anno ha raggiunto l'1,1%. Se il recupero dell'attività preseguisse a questa velocità tornerebbe al picco del primo  trimestre del 2008 nel 2022".

lunedì 23 ottobre 2017

Padoan: "La crescita in Italia è più elevata e sostenibile"

ROMA - "Questa legge di Bilancio si colloca in continuità con le precedenti, quindi allunga l'orizzonte temporale della stabilità e della sostenibilità della crescita, pone una precondizione essenziale per gli investimenti" ha dichiarato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, in un video messaggio inviato al 32esimo convegno dei giovani di Confindustria.

"Anche a seguito di queste misure, gli investimenti continueranno a crescere e l'Italia continuerà a prosperare. A volte mi si accusa di essere troppo ottimista, invece credo nell'ottimismo e francamente, oggi, ci sono buone ragioni per essere ottimisti nel nostro Paese. Lo dicono le cifre. Si cresce di più. La crescita è più elevata e più sostenibile. C'è molta più occupazione, di buona qualità, in gran parte a tempo indeterminato. C'è più stabilità. Sia nella finanza pubblica, sia nel sistema bancario che ha attraversato la più grande crisi di questo dopoguerra e che è stato messo al sicuro da azioni di governo. E adesso, con il Pil, sta riprendendo a prosperare. L'ottimismo può nascondere un rischio, quello di lasciarsi andare, di accontentarsi dei primi risultati, come quelli che stiamo osservando, e dire basta, mi fermo qui. Questo sarebbe, secondo me, un grave errore. Bisogna invece insistere nella strategia di crescita, nella stabilità, di riforme strutturali. Bisogna ricordarsi che questa legislatura che sta finendo sta dando a quella che verrà un quadro complessivo molto più solido di quello che aveva ricevuto dalla precedente. Quindi costruiamo sul successo. L'ottimismo alimenta se stesso e quindi non bisogna fermarsi. Se ci si ferma si rischia di tornare indietro".

mercoledì 28 giugno 2017

Confindustria, stime Pil riviste in forte rialzo: in 2017 +1,3%

ROMA - Confindustria rivede in forte rialzo le stime sul Pil per il 2017, indicando una crescita del +1,3%, contro il precedente +0,8%. Secondo le nuove previsioni del Csc, il Centro studi di Confindustria, va meglio anche il Pil del 2018, al +1,1% (dal +1,0%). La correzione, rispetto ai dati di dicembre, è in buona parte dovuta all'innalzamento delle statistiche dell'Istat, viene spiegato. In generale, per il Csc l'accelerazione è stata trainata da "export e investimenti".

"Non bisogna dimenticare" che in Italia ci sono "7,7 milioni di persone cui manca il lavoro, in tutto o in parte". Così il Csc, il Centro studi di Confindustria, nel rapporto sugli scenari economici. Un bacino "ancora ampio" fatto da disoccupati ma anche da occupati part time involontari o persone disponibili a lavorare ma che non cercano. Ciò nonostante "i miglioramenti registrati negli ultimi anni".

lunedì 13 marzo 2017

Confindustria, produzione febbraio +1,3% dopo tonfo gennaio, 1° trimestre a -0,3%

ROMA (Reuters) - Il Centro studi di Confindustria stima per febbraio una crescita delle produzione industriale dell'1,3% su mese dopo il -2,3% di gennaio rilevato oggi da Istat, dato che annulla il +1,4% di dicembre 2016 riducendo il primo trimestre a -0,3%.

"La produzione industriale italiana mostra un'estrema volatilità tra fine 2016 e inizio 2017, dovuta soprattutto a fattori statistici legati agli effetti di calendario", commenta il Csc.

Il calo di gennaio è stato più profondo di quanto stimato dal Csc (-1,2%) e dal consenso (-0,6%) ed è in parte riconducibile a una correzione tecnica che "ha più che annullato la variazione ereditata da fine 2016" determinando un acquisito dei primi 3 mesi a -0,3% congiunturale.
Tuttavia, secondo Confindustria, gli indicatori qualitativi continuano a mostrare a inizio 2017 un'intonazione positiva, in particolare sul fronte della domanda interna che "dovrebbe sostenere l’attività nei mesi primaverili".

giovedì 31 marzo 2016

Confindustria: Vincenzo Boccia designato presidente

MILANO - L'industriale salernitano Vincenzo Boccia è stato designato presidente di Confindustria. Per l'elezione definitiva andrà al voto dell'assemblea privata il prossimo 25 maggio.  

Su 198 aventi diritti al voto, e 192 votanti, Boccia è stato designato presidente di Confindustria con 100 voti. Esce di scena il 'rivale', l'industriale bolognese Alberto Vacchi, che ha avuto 91 dei voti espressi dal consiglio generale di via dell'Astronomia. Una scheda bianca.

"Non esistono eventi positivi o negativi ma - dice Boccia - solo condizioni da cui ripartire. Confindustria guarda avanti senza spaccature. Riteniamo che si possa costruire un percorso di evoluzione, continuità e cambiamento, perché le complessità che abbiamo di fronte non ci concedono il lusso di litigare". Parlando al consiglio aveva sottolineato che, come accaduto per l'elezione a leader della Piccola Industria, il suo avversario possa diventare il suo "migliore amico".

"Questo voto - commento di Alberto Vacchi dopo la 'sconfitta' per uno "scarto minimo"- testimonia che in Confindustria ci sono due posizioni diverse ma ora non deve emergere una spaccatura. La priorità adesso - dice - è identificare una squadra forte per il prossimo futuro perchè ci attendono sfide non banali".