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giovedì 10 settembre 2026

Bce alza i tassi al 2,5%: seconda stretta, il mercato scommette su altri tre rialzi


Francoforte - La Banca centrale europea ha deciso all’unanimità di alzare i tassi di interesse di 25 punti base, portando il tasso di riferimento al 2,5%. Una decisione ampiamente attesa dai mercati, mentre l’attenzione degli investitori si concentra ora sulle prossime mosse di Francoforte.

Dalle parole della presidente Christine Lagarde emerge infatti un atteggiamento particolarmente attento ai rischi inflazionistici legati alla guerra in Medio Oriente e allo shock energetico. Il conflitto continua a esercitare pressioni sui prezzi, mentre il petrolio ha superato i 105 dollari al barile e il gas gli 81 euro.

Il rialzo odierno rappresenta il secondo della fase di stretta monetaria avviata a giugno. La Bce ha contestualmente rivisto le proprie previsioni, portando la crescita dell’area euro allo 0,9% nel 2026, all’1,4% nel 2027 e all’1,5% nel 2028. Sul fronte dell’inflazione, le stime indicano il 3% per quest’anno, il 2,5% nel 2027 e il 2,1% nel 2028.

Secondo Lagarde, l’economia dell’area euro si sta dimostrando “resiliente”: nel secondo trimestre la crescita ha raggiunto lo 0,6%, ai massimi degli ultimi quattro anni, e la presidente della Bce prevede che la dinamica positiva prosegua anche nel terzo trimestre.

A preoccupare maggiormente è però l’evoluzione dello shock energetico. In uno scenario grave, la Bce ipotizza per il 2027 una crescita ferma allo 0,4% e un’inflazione che potrebbe arrivare al 5,4%. Lagarde ha ribadito che l’istituto è determinato a riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%.

I mercati hanno interpretato le parole della presidente in chiave decisamente “hawkish”, arrivando a scontare tre ulteriori rialzi dei tassi entro ottobre 2027. Gli economisti restano tuttavia più prudenti, considerando il rallentamento dell’inflazione di fondo, dei prezzi dei servizi e delle pressioni salariali.

La prospettiva di ulteriori aumenti preoccupa imprese e famiglie. Il Codacons parla di un ulteriore aggravio per i bilanci familiari, mentre Confartigianato sottolinea la maggiore pressione sulle imprese. Di segno diverso la valutazione di Confcommercio, che definisce la decisione della Bce “difficile ma necessaria” per contrastare il rischio di un’inflazione persistente.

giovedì 23 luglio 2026

Bce, tassi fermi al 2,25%. Lagarde: “Crescita modesta e rischi per l’inflazione orientati al rialzo”


Francoforte - Come da attese, la Banca centrale europea ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse. Il tasso sui depositi resta al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40%, mentre il tasso sui prestiti marginali rimane al 2,65%.

La decisione, ha spiegato la presidente della Bce Christine Lagarde, è stata unanime, anche se all'interno del Consiglio direttivo ci sarebbe stato chi si è interrogato sulla possibilità di prendere in considerazione un rialzo dei tassi. I mercati continuano a scommettere su un possibile nuovo aumento entro la fine dell'anno, con settembre e dicembre indicati come le finestre temporali più probabili.

Lagarde: «Crescita modesta nel breve termine»

Secondo Lagarde, la crescita economica dell'Eurozona «rimane modesta nel breve termine». La presidente della Bce ha evidenziato come il mercato del lavoro, le imprese e le famiglie siano in una situazione più debole rispetto al periodo precedente al conflitto, mentre segnali positivi arrivano dai servizi digitali e da una parziale ripresa del comparto dei servizi.

«Le misure contro il caro energia siano temporanee»

Particolare attenzione è rivolta all'impatto dello shock energetico sull'inflazione. Secondo Lagarde, le misure pubbliche adottate per fronteggiare il caro energia dovrebbero essere «circoscritte e temporanee».

L'aumento dei costi energetici, ha spiegato la presidente, rischia di alimentare la crescita dei prezzi e di pesare sui salari reali. A questo si aggiungono i rischi legati alla crisi climatica: eventi meteorologici estremi potrebbero provocare nuovi aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari, incidendo sulle prospettive dell'inflazione.

Preoccupazione per l'escalation in Medio Oriente

Lo scenario internazionale continua a rappresentare un elemento di forte incertezza. L'escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran ha contribuito alla volatilità dei mercati e al rialzo dei prezzi di petrolio e gas naturale, alimentando i timori di nuove pressioni inflazionistiche.

L'obiettivo della Bce resta quello di riportare e mantenere l'inflazione al 2%. Tuttavia, secondo l'istituto centrale, i rischi per le prospettive dei prezzi sono attualmente orientati al rialzo. Un ulteriore peggioramento dello shock energetico potrebbe infatti avere ripercussioni più forti del previsto anche sui prezzi e sui salari.

Politica monetaria «guidata dai dati»

Il Consiglio direttivo ha ribadito che non intende vincolarsi a un percorso prestabilito per i tassi. Le future decisioni saranno prese sulla base dei dati disponibili e valutate di volta in volta, in un contesto geopolitico considerato ancora altamente incerto.

Intanto, l'ultima Bank Lending Survey della Bce, pubblicata il 21 luglio, ha evidenziato un moderato irrigidimento delle condizioni del credito bancario nell'area euro per le imprese, legato soprattutto all'aumento dei rischi percepiti dagli istituti, in particolare nei settori dell'auto e dell'industria manifatturiera ad alta intensità energetica.

Lagarde sul futuro: «Non vi libererete di me prima del 2027»

Durante la conferenza stampa, Lagarde ha anche fatto chiarezza sul proprio futuro alla guida della Bce. Il suo mandato scadrà nell'ottobre 2027, ma nelle ultime settimane si era riacceso il dibattito su una possibile uscita anticipata.

La presidente ha però escluso questa eventualità con una battuta: «Questo capitano resterà a bordo della nave, non vi libererete di me prima del 2027».

giovedì 11 giugno 2026

Banca Centrale Europea alza i tassi di 25 punti base: inflazione in rialzo e crescita rivista al ribasso tra le tensioni energetiche globali


Francoforte - La Banca Centrale Europea ha annunciato un nuovo rialzo dei tassi d’interesse di 25 punti base, portando il tasso sui depositi dal 2% al 2,25%. Si tratta di una decisione ampiamente attesa dagli analisti, maturata in un contesto economico segnato dall’aumento delle pressioni inflazionistiche e dalle tensioni sui mercati energetici.

Con il nuovo intervento, il tasso sui rifinanziamenti principali sale dal 2,15% al 2,40%, mentre quello sui prestiti marginali passa dal 2,40% al 2,65%. La mossa rappresenta, secondo gli osservatori, la prima stretta monetaria significativa dopo la fase di stabilizzazione seguita allo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente.

Nel nuovo quadro macroeconomico, la BCE ha inoltre rivisto al ribasso le stime di crescita per l’area euro. Le previsioni indicano ora un incremento del PIL pari allo 0,8% nel 2026 (contro lo 0,9% stimato in precedenza), all’1,2% nel 2027 (da 1,3%) e all’1,5% nel 2028 (da 1,4%). Contestualmente, sono state riviste al rialzo le stime sull’inflazione, attesa al 3% per l’anno in corso, al 2,3% nel 2027 e al 2% nel 2028.

Secondo l’istituto centrale europeo, lo scenario resta caratterizzato da forte incertezza. Le prospettive di inflazione e crescita dipenderanno infatti dall’evoluzione dello shock energetico, dalla sua durata e dagli effetti indiretti sull’economia reale e sui prezzi al consumo.

“La guerra e le tensioni geopolitiche continuano a rappresentare un fattore determinante per le dinamiche economiche”, si legge nella nota della BCE, che sottolinea come i rischi restino bilanciati ma elevati, con possibili pressioni sia al rialzo sull’inflazione sia al ribasso sulla crescita.

L’istituzione guidata dalla politica monetaria europea continuerà a monitorare attentamente l’evoluzione dello scenario macroeconomico, lasciando aperta la possibilità di ulteriori interventi nei prossimi mesi in base ai dati sull’andamento dei prezzi e dell’attività economica nell’area euro.

mercoledì 7 maggio 2025

Borse europee caute nel giorno della Fed: focus su tassi e tensioni geopolitiche


MILANO - Le principali Borse europee si muovono con cautela in una giornata cruciale per i mercati, che attendono con attenzione le indicazioni della Federal Reserve sul futuro della politica monetaria. Gli operatori guardano in particolare alla possibilità di conferma dei tagli dei tassi d’interesse, con quasi quattro interventi al ribasso attualmente prezzati entro la fine dell’anno.

A pesare sull’umore degli investitori sono anche le incertezze legate ai negoziati sui dazi tra Stati Uniti e Cina, in programma questa settimana in Svizzera, e le crescenti tensioni tra India e Pakistan, che alimentano l’avversione al rischio.

Nel Vecchio Continente, l’indice paneuropeo Stoxx 600 registra un calo di quasi mezzo punto percentuale, penalizzato dalle vendite nei settori farmaceutico e immobiliare. Tengono invece i comparti finanziario e tecnologico, che mostrano maggiore resilienza.

A livello nazionale, Milano si distingue in positivo: il Ftse Mib segna un progresso dello 0,29%, attestandosi a quota 38.641 punti. Spiccano Amplifon (+4,45%) e Ferrari (+2,3%), seguite da Italgas (+1,7%), Iveco e Saipem (entrambe +1,5%). In controtendenza, soffrono Buzzi Unicem (-1,94%), FinecoBank (-1,88%) e Recordati (-1,7%).

Le altre principali piazze europee restano deboli: Parigi perde lo 0,47%, Londra arretra dello 0,26%, stessa variazione per Madrid, mentre Francoforte si muove sulla parità (+0,02%).

Stabile lo spread tra Btp e Bund tedeschi, che si mantiene a 108 punti base, con il rendimento del decennale italiano in lieve calo al 3,61%.

Sul fronte materie prime, si registra una risalita del prezzo del petrolio: il WTI avanza dell’1,6% attestandosi sui 60 dollari al barile, mentre il Brent si avvicina ai 63 dollari (+1,4%). Il gas naturale invece flette leggermente dello 0,25%, scendendo a 34,6 euro al megawattora.

Infine, sul mercato dei cambi, l’euro mostra segni di debolezza nei confronti del dollaro, scambiando a 1,1358 sul biglietto verde, in attesa delle decisioni della Fed che potrebbero influenzare la traiettoria dei cambi globali.

Il clima resta dunque improntato alla prudenza, in attesa di sviluppi chiave su più fronti. Vuoi un focus dettagliato anche sulle decisioni della Fed quando saranno disponibili?

giovedì 17 aprile 2025

La BCE taglia i tassi: settima riduzione consecutiva, crescono i timori per l’economia dell’Eurozona


FRANCOFORTE - 
La Banca Centrale Europea ha deciso di tagliare nuovamente i tassi d’interesse di 25 punti base, portando il tasso sui depositi – il principale riferimento per i mercati – dal 2,50% al 2,25%. Si tratta del settimo intervento al ribasso dalla scorsa estate. Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali scende al 2,40% (dal 2,65%) e quello sui prestiti marginali al 2,65% (dal 2,90%).

Una mossa ampiamente prevista dagli analisti, che arriva in un momento di crescenti tensioni sul commercio globale e di rafforzamento dell’euro sui mercati valutari. Durante il consiglio direttivo, secondo quanto riferito dalla presidente Christine Lagarde, qualcuno ha anche proposto un taglio più deciso, da 50 punti base, ma "nessuno ha portato argomenti in favore" e la proposta è stata subito accantonata.

Lagarde: "Prospettive offuscate da incertezze eccezionali"

A preoccupare la BCE è lo scenario economico globale, sempre più instabile. "Le prospettive economiche sono offuscate da incertezze eccezionali", ha spiegato Lagarde, indicando nello "sconvolgimento del commercio internazionale", nelle tensioni geopolitiche e nella volatilità dei mercati i principali fattori di rischio. Questi elementi stanno già influenzando negativamente consumi e investimenti, rallentando la crescita dell’Eurozona.

BCE: "I dazi colpiscono l’Eurozona"

Nel comunicato finale del consiglio direttivo, la Banca centrale sottolinea come le guerre commerciali stiano deteriorando le prospettive economiche. “L’economia dell’area euro ha mostrato una certa resilienza, ma l’incertezza crescente può ridurre la fiducia di famiglie e imprese. La risposta volatile dei mercati alle tensioni commerciali può tradursi in un inasprimento delle condizioni di finanziamento”, avverte la BCE.

I rischi restano al ribasso

Lagarde ha ribadito che i rischi per l’area euro sono “orientati al ribasso”. L’export debole, gli investimenti frenati e la minore fiducia rischiano di trascinare l’economia verso una fase di stagnazione. Tuttavia, secondo la presidente della BCE, esistono anche leve per sostenere la crescita: “Un aumento della spesa per la difesa – ha dichiarato – rafforzerebbe l’economia”.

In un contesto così fragile, la politica monetaria della BCE si conferma ancora una volta espansiva, con l’obiettivo di sostenere la domanda interna e mitigare gli effetti negativi delle tensioni esterne. Resta però alta l’attenzione sui prossimi sviluppi: ogni ulteriore peggioramento dello scenario globale potrebbe richiedere nuove misure. 

giovedì 6 marzo 2025

Bce: sesto taglio dei tassi, Lagarde avverte sull'incertezza economica


BRUXELLES - La Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso di tagliare i tassi di interesse di 25 punti base per la sesta volta consecutiva da giugno scorso, portando il tasso sui depositi – il principale tasso di riferimento – dal 2,75% al 2,50%. Contestualmente, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali è stato ridotto dal 2,90% al 2,65%, mentre quello sui prestiti marginali è sceso dal 3,15% al 2,90%.

Lagarde: "Elevata incertezza, decisioni dipenderanno dai dati"

La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha spiegato che l'economia dell'Eurozona ha registrato una "crescita modesta" nell'ultimo trimestre del 2024 e che i primi mesi del 2025 hanno confermato la tendenza dello scorso anno. Tuttavia, permangono fattori di rischio: "Un clima di elevata incertezza trattiene gli investimenti e la ripresa dipenderà dalla domanda, purché non vi siano ulteriori escalation nelle tensioni commerciali", ha dichiarato Lagarde.

Inoltre, ha sottolineato che "un aumento della spesa per la difesa e per le infrastrutture potrebbe sostenere la crescita", ma ha ribadito che la BCE "non si impegna su alcun percorso prestabilito" per i tassi di interesse: "Se i dati ci diranno che non è il momento di tagliare, faremo una pausa", ha precisato la presidente dell’Eurotower.

La BCE e il finanziamento della spesa militare europea

Rispondendo a una domanda sul possibile coinvolgimento della BCE nel finanziamento dello sforzo militare annunciato dall’UE, Lagarde ha chiarito che "non spetta alla BCE" occuparsi di tale questione e che esistono altre istituzioni, come la Banca Europea degli Investimenti (BEI), preposte a questo tipo di operazioni. "Il nostro mandato è la stabilità dei prezzi", ha ribadito, evitando di commentare se la situazione attuale rappresenti per la Germania un nuovo "whatever it takes".

Previsioni al ribasso per la crescita economica

La BCE ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica per l'Eurozona nei prossimi anni:

  • 2025: 0,9% (contro l’1,1% previsto a dicembre)
  • 2026: 1,2% (rispetto al precedente 1,4%)
  • 2027: 1,3%

Questa correzione riflette la debolezza degli investimenti e il calo delle esportazioni, influenzati dall’incertezza sulle politiche commerciali ed economiche globali.

Inflazione sotto controllo, ma con pressioni sui prezzi dell'energia

Secondo la BCE, il processo disinflazionistico è in corso, con previsioni aggiornate sull’inflazione:

  • 2025: 2,3% (rivisto al rialzo a causa dell’aumento dei prezzi dell'energia)
  • 2026: 1,9%
  • 2027: 2%

L’inflazione al netto di energia e alimentari si attesterebbe invece al 2,2% nel 2025, al 2% nel 2026 e all'1,9% nel 2027.

La politica monetaria si allenta, ma il credito resta debole

Nel comunicato finale, la BCE evidenzia che la politica monetaria sta diventando meno restrittiva, grazie ai tagli dei tassi che rendono i prestiti più accessibili a famiglie e imprese. Tuttavia, gli effetti dei precedenti rialzi continuano a pesare sui crediti in essere, mantenendo il volume complessivo dei prestiti contenuto.

L'Eurotower resta quindi in una posizione di prudenza, monitorando attentamente i dati economici prima di decidere eventuali ulteriori riduzioni dei tassi nei prossimi mesi.

martedì 11 febbraio 2025

Bankitalia: calano i tassi sui mutui, prestiti al settore privato in lieve ripresa

MILANO - A dicembre i tassi di interesse sui prestiti per l’acquisto di abitazioni concessi alle famiglie sono scesi al 3,55%, in calo rispetto al 3,71% registrato a novembre. È quanto emerge dai dati dell’ultima pubblicazione “Banche e Moneta” di Bankitalia, che fotografa l’andamento del credito nel Paese.

Credito al consumo e mutui a tasso variabile

Il Taeg (Tasso annuale effettivo globale) sui nuovi prestiti per il credito al consumo si è attestato al 10,09%, in leggera flessione rispetto al 10,24% di novembre. La quota di mutui con tasso iniziale fissato fino a un anno è rimasta stabile al 6,5%, segnalando una sostanziale continuità nelle preferenze dei mutuatari.

Prestiti e depositi: il quadro generale

Sul fronte dell’erogazione del credito, i dati evidenziano una riduzione dello 0,3% nei prestiti al settore privato rispetto a dicembre 2022, un miglioramento rispetto al calo dell’1,1% registrato a novembre. Nello specifico:

  • I prestiti alle famiglie sono cresciuti dello 0,2% su base annua, in ripresa rispetto al -0,1% del mese precedente.
  • I prestiti alle imprese (società non finanziarie) hanno invece continuato a ridursi, registrando un calo del 2,3%, seppur in miglioramento rispetto al -3,6% di novembre.

Anche i depositi del settore privato hanno mostrato un rallentamento della crescita, con un aumento dell’1,9% rispetto al 4,4% di novembre. La raccolta obbligazionaria delle banche è cresciuta del 6,8%, contro il 7,2% del mese precedente.

Uno sguardo al futuro

I dati di dicembre mostrano un lieve allentamento delle tensioni sui tassi d’interesse, ma il costo del credito resta elevato. Le prossime mosse della Banca Centrale Europea sulla politica monetaria saranno decisive per capire se questa tendenza al ribasso dei tassi potrà consolidarsi nei prossimi mesi.

giovedì 30 gennaio 2025

BCE: nuovo taglio dei tassi, ma l'inflazione resta sotto osservazione

FRANCOFORTE - Come previsto dai mercati, la Banca Centrale Europea ha deciso un ulteriore taglio dei tassi di interesse, il quinto dall’inizio della fase di allentamento monetario. Il tasso sui depositi scende così dal 3% al 2,75%, il tasso di rifinanziamento dal 3,15% al 2,90%, mentre il tasso sui prestiti marginali passa dal 3,40% al 3,15%. Complessivamente, la politica di riduzione dei tassi ha portato a una diminuzione di 125 punti base per il tasso sui depositi.

Inflazione in calo, ma ancora elevata

Secondo la BCE, il processo di disinflazione è in corso e procede in linea con le previsioni di dicembre, con l’obiettivo di riportare l’inflazione al 2% entro l’anno. Tuttavia, i prezzi continuano a crescere a un ritmo sostenuto, soprattutto a causa del ritardato adeguamento di salari e prezzi in alcuni settori rispetto agli aumenti del passato. La crescita delle retribuzioni sta comunque rallentando, attenuando l'impatto sull'inflazione.

La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha segnalato un ulteriore elemento di rischio: le tensioni nel commercio internazionale, che potrebbero rendere più incerta l’evoluzione dei prezzi nell’area euro.

Finanziamenti ancora rigidi, incertezza sulle prossime mosse

Nonostante il taglio dei tassi, le condizioni di finanziamento restano rigide. La BCE ha evidenziato che gli effetti dei precedenti rialzi dei tassi si stanno ancora trasmettendo ai prestiti in essere, con le banche che rinnovano i finanziamenti a condizioni più restrittive e con maggiore attenzione ai rischi della clientela.

Quanto ai futuri interventi, Lagarde ha ribadito che la BCE continuerà a prendere decisioni riunione dopo riunione, senza fornire indicazioni precise sul momento in cui la fase di tagli potrebbe interrompersi. Secondo la numero uno dell’Eurotower, un’anticipazione sulle prossime mosse sarebbe “irrealistica” date le attuali incertezze economiche, che potrebbero addirittura aumentare nei prossimi mesi.

mercoledì 8 gennaio 2025

Piazza Affari e le Borse europee risalgono, ma le previsioni sui tassi Fed restano incerte


MILANO - Dopo un avvio piuttosto piatto, Piazza Affari e le altre principali Borse europee hanno trovato coraggio, segnando un progresso generalizzato, supportate anche dal recupero dei futures Usa. Questo miglioramento è arrivato dopo una seduta difficile a Wall Street, dove il Nasdaq ha registrato un calo significativo, alimentando l'idea che a causa dell'inflazione, un eventuale taglio dei tassi da parte della Federal Reserve potrebbe arrivare solo nella seconda metà dell’anno.

Oggi, in attesa dei verbali della riunione di dicembre della Federal Reserve, che saranno resi pubblici stasera, gli investitori continuano a monitorare attentamente le politiche monetarie in arrivo. I verbali potrebbero offrire nuove indicazioni su come la Fed intende gestire l'inflazione e il ciclo economico.

Milano in positivo, spinta da Leonardo e Mediolanum

A Milano, il principale indice, il FTSE MIB, registra un guadagno dello 0,37%, con Leonardo (+4%) che ha segnato un forte rialzo, toccando i massimi da tempo. Buone performance anche per Tenaris (+2,29%) e Mediolanum (+1,88%), quest'ultima beneficiata dalla notizia di una raccolta record nel 2024. Le banche hanno visto guadagni, con Unicredit (+1,82%) in testa, nonostante l'esposto di Banco Bpm (+0,44%) all'Antitrust.

Dollaro in lieve recupero, vendite su Stm e A2A

Il dollaro ha registrato un lieve recupero, con il cambio euro/dollaro a 1,032. Tra i titoli in calo a Milano, invece, si segnala una giornata negativa per Stm (-1,41%), Interpump (-1,09%) e A2A (-1%), che hanno subito vendite. Fuori dal paniere principale, Illimity (+7,86%) ha guadagnato terreno grazie all'offerta d'acquisto in azioni e contante da parte di Banca Ifis (-0,75%), che ha valutato la banca di Corrado Passera a 3,55 euro per azione, in base alle quotazioni di ieri.

Borse europee: Francoforte in crescita nonostante i dati tedeschi

Sebbene i dati sugli ordinativi di fabbrica in Germania per il mese di novembre abbiano registrato una decisa flessione, non sono riusciti a influenzare negativamente la Borsa di Francoforte, che ha chiuso in positivo (+0,28%). Questo perché, senza i grandi ordini su larga scala, il dato ha mostrato una leggera crescita, suggerendo una certa resilienza dell’economia tedesca. Al contrario, Parigi ha chiuso in calo (-0,16%) e Londra ha mostrato una performance cauta (+0,16%).

giovedì 12 dicembre 2024

La BCE taglia i tassi di interesse: nuova riduzione di 25 punti base

FRANCOFORTE - La Banca Centrale Europea (BCE) ha annunciato oggi un nuovo taglio dei tassi di interesse, il quarto consecutivo dall'inizio del ciclo di allentamento monetario avviato a giugno. La riduzione, pari a 25 punti base, conferma l'impegno dell'istituto guidato da Christine Lagarde nel sostenere l'economia dell'Eurozona in un contesto di inflazione in rallentamento e crescita moderata.

Con questa decisione, i tassi di riferimento scendono ulteriormente:

  • Tasso sui depositi: Ridotto al 3%.
  • Tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali: Portato al 3,15%.
  • Tasso sui prestiti marginali: Ridotto al 3,40%.

Obiettivi della politica monetaria

La mossa della BCE riflette l’intento di stimolare la domanda interna e favorire condizioni di credito più favorevoli per imprese e famiglie. Il taglio arriva in un momento in cui l’inflazione, pur essendo ancora sopra il target del 2%, sta mostrando segni di rallentamento rispetto ai picchi raggiunti nei mesi scorsi.

In una nota ufficiale, la BCE ha ribadito la necessità di mantenere un approccio flessibile e attento ai dati economici futuri. “La politica monetaria continuerà ad essere calibrata per assicurare la stabilità dei prezzi nel medio termine, sostenendo al contempo la crescita economica”.

Implicazioni per l'Eurozona

La riduzione dei tassi avrà un impatto diretto sul costo del credito:

  • Mutui e prestiti: I consumatori potrebbero beneficiare di tassi più bassi sui finanziamenti, favorendo l’acquisto di case e beni durevoli.
  • Imprese: Le condizioni di finanziamento più favorevoli potrebbero incentivare nuovi investimenti e aumentare la competitività delle aziende.

Tuttavia, gli analisti restano divisi sull'efficacia di ulteriori tagli in un contesto di politiche monetarie già espansive. Alcuni temono che il margine di manovra della BCE stia diventando sempre più ristretto, mentre altri sottolineano l'importanza di accompagnare queste misure con politiche fiscali più incisive da parte dei governi nazionali.

giovedì 28 novembre 2024

Borsa di Milano chiude in rialzo (+0,51%), trainata da Iveco e Nexi

MILANO - La Borsa di Milano archivia una giornata positiva, con l’indice principale che segna un incremento dello 0,51%, in linea con le altre piazze europee, sostenute dalle aspettative di un possibile taglio dei tassi da parte della Banca Centrale Europea già a partire dalla riunione di dicembre.

I titoli migliori della giornata

  • Iveco registra un forte balzo in avanti, chiudendo a +4,23%, seguita da Nexi (+3,97%), quest'ultima al centro di indiscrezioni di stampa che vedono il suo azionista Cdp interessato all'acquisizione della rete interbancaria dei pagamenti.
  • Bene anche il settore industriale con Leonardo che guadagna il 2,12%.
  • Nel comparto bancario, continuano i rialzi per Banco Bpm (+1,97%) e Unicredit (+1,13%).

I peggiori in Borsa

Non tutti i titoli hanno brillato nella seduta odierna:

  • Diasorin chiude in calo del 1,4%, seguita da Tim (-1,2%) e Campari (-1,04%). Quest’ultima ha risentito della volatilità del suo concorrente Rémy Cointreau, che ha visto una giornata altalenante sulla Borsa di Parigi, chiudendo comunque in rialzo del 2,96% grazie alle previsioni positive del gruppo francese sui cognac.
  • In difficoltà anche Unipol (-0,79%) e Recordati (-0,68%). Per quest'ultima, il mercato ha reagito senza particolare entusiasmo al ritorno di voci su una possibile fusione con il gruppo Angelini.

lunedì 11 novembre 2024

Spread apre in calo a 127 punti

MILANO - Sul fronte dei tassi, continua a scendere lo spread, che si porta a 127,7 punti, con il rendimento del BTP decennale che si attesta sotto il 3,62%.

giovedì 17 ottobre 2024

Banca Centrale Europea: terzo taglio dei tassi di interesse del 2024

LUBIANA - La Banca Centrale Europea (BCE) ha annunciato un nuovo taglio dei tassi di interesse, il terzo dall'inizio dell'anno, con una diminuzione di 25 punti base. Dopo la riunione tenutasi nei pressi di Lubiana, in Slovenia, il tasso sui depositi scende al 3,25%, mentre il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali è fissato al 3,40% e quello sui prestiti marginali al 3,65%.

In un comunicato, la BCE ha affermato che "le ultime informazioni sull'inflazione indicano che il processo disinflazionistico è ben avviato" e che le prospettive inflazionistiche sono state influenzate da "recenti sorprese al ribasso degli indicatori dell'attività economica". Secondo le analisi, l'attività economica nell'area euro risulta essere "in qualche modo più debole del previsto", evidenziando "rischi orientati al ribasso". Tuttavia, la presidente della BCE, Christine Lagarde, ha espresso fiducia nel fatto che l'economia si rafforzerà nel tempo, grazie a una ripresa dei redditi che potrebbe incentivare un aumento dei consumi delle famiglie, nonostante la disoccupazione si mantenga ai minimi storici.

Lagarde ha sottolineato l'approccio "guidato dai dati" della BCE, specificando che le decisioni vengono prese di volta in volta durante ogni riunione. Questo implica che non è stata introdotta una 'forward guidance', una previsione orientativa sulle decisioni future, come alcuni analisti si aspettavano. La presidente ha chiarito: "Oggi abbiamo preso una decisione basata sulle attuali informazioni disponibili".

Riguardo le prospettive economiche, Lagarde ha escluso l'ipotesi di una recessione per l'area euro, affermando che ci si dirige verso un "atterraggio morbido". Tuttavia, ha messo in guardia sui rischi legati alla crescita economica, evidenziando che un ulteriore inasprimento delle barriere commerciali rappresenterebbe un "rischio al ribasso". La BCE, inoltre, sta monitorando attentamente gli sviluppi in Medio Oriente e in Ucraina, i prezzi del petrolio e le misure di stimolo economico in fase di studio per la Cina.

Questa decisione della BCE potrebbe avere un impatto significativo sulle politiche economiche dei paesi membri dell'Eurozona, contribuendo a creare un contesto di maggiore stabilità per famiglie e imprese. La speranza è che i tagli ai tassi favoriscano una ripresa sostenuta e aiutino a contrastare eventuali difficoltà economiche future.

mercoledì 18 settembre 2024

La Fed apre una nuova era: taglio dei tassi di interesse per la prima volta dal 2020


La Federal Reserve ha annunciato una storica riduzione dei tassi di interesse di mezzo punto percentuale, portando il costo del denaro in una fascia compresa tra il 4,75% e il 5%. Si tratta del primo taglio dal 2020, una mossa che segna l'inizio di una nuova fase nella politica monetaria statunitense, orientata a prevenire un blocco del mercato del lavoro, il cui raffreddamento è in corso, ma che rischia di degenerare in un completo arresto. La decisione dimostra la volontà della Fed di perseguire un atterraggio morbido per l’economia, cercando di evitare una recessione temuta da molti analisti.

Gli analisti prevedono ulteriori riduzioni dei tassi, con un ulteriore taglio di mezzo punto previsto entro la fine dell'anno. Tuttavia, ogni decisione sarà presa riunione per riunione, segno della cautela con cui la Fed sta affrontando l'incertezza economica globale.

Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha ribadito l’impegno della banca centrale a mantenere un'economia forte. "L'economia è solida e siamo impegnati a mantenerla così forte", ha dichiarato Powell. La Fed prevede una crescita del PIL del 2% nel 2024, con un tasso di disoccupazione che dovrebbe attestarsi al 4,4% entro la fine dell'anno, mentre l'inflazione dovrebbe raggiungere il target del 2,1% nel 2025. "I rischi al rialzo per l'inflazione sono diminuiti", ha aggiunto Powell, sottolineando i benefici dell'approccio paziente adottato dalla banca centrale nell'ultimo anno, che ha contribuito a stabilizzare i prezzi.

L'annuncio della Fed ha avuto un impatto immediato sui mercati finanziari. Wall Street ha reagito positivamente, registrando una crescita, mentre l'oro ha raggiunto nuovi massimi storici. La Fed ha ribadito il suo impegno verso i due obiettivi fondamentali del suo mandato: massima occupazione e inflazione al 2%.

Il comunicato diffuso al termine della riunione ha evidenziato che, nonostante la riduzione dei tassi, le prospettive economiche rimangono incerte. "Abbiamo guadagnato maggiore fiducia in un calo sostenibile dell'inflazione verso il 2%, e riteniamo che i rischi per centrare i nostri obiettivi sull'occupazione e l'inflazione siano ora più bilanciati. Tuttavia, le prospettive economiche sono incerte, e saremo attenti ai rischi", si legge nel documento.

Nonostante la decisione sia stata in gran parte condivisa all'interno del comitato, non è stata unanime. La governatrice Michelle Bowman avrebbe preferito un taglio più moderato di un quarto di punto, dimostrando che all'interno della Fed esistono ancora diverse opinioni su come affrontare le sfide economiche future.

Borse europee fiacche in attesa della decisione della Fed


MILANO – Le borse europee hanno mostrato una performance fiacca nella prima parte della seduta, in attesa della decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse. Gli investitori sono divisi tra chi prevede un taglio di 50 punti base e chi si aspetta una riduzione più contenuta di 25 punti base.

Londra ha ceduto lo 0,5%, Parigi ha segnato una flessione dello 0,2%, e Francoforte è scesa dello 0,1%. Milano, al contrario, si è mantenuta invariata durante le contrattazioni.

Sul fronte dei bond, i rendimenti sono tornati a salire. Il rendimento del Btp è aumentato di 4 punti base, attestandosi al 3,53%, mentre lo spread con il Bund è rimasto stabile a 136 punti base.

I future su Wall Street sono poco mossi, nonostante il recente record dell'S&P 500. Gli investitori attendono anche il dato finale sull'inflazione dell'Unione Europea, prevista in crescita del 2,2% ad agosto. Questo dato segue la conferma dell'inflazione britannica al 2,2%, in linea con le previsioni.

Nel mercato delle materie prime, il petrolio ha mostrato segni di debolezza. Il Wti è sceso dell'1,2% a 70,3 dollari al barile, e il Brent ha ceduto l'1,1% a 77,9 dollari, influenzato dalle tensioni in Medio Oriente. Il gas europeo è arretrato dell'1,8% a 34,88 euro ad Amsterdam, mentre l'oro ha ritracciato dai massimi, segnando una flessione dello 0,8% a 2.569 dollari l'oncia.

A Piazza Affari, Campari ha registrato un calo del 4% dopo l'uscita del CEO Matteo Fantacchiotti, e Poste Italiane ha perso il 2,2%. In controtendenza, Banco Bpm ha visto un incremento del 2,3%, mentre Leonardo è avanzata dell'1,8%.

giovedì 12 settembre 2024

Bce: nuovo taglio dei tassi di 25 punti base, impatto sui mutui e prospettive future

BRUXELLES - Come previsto, la Banca Centrale Europea (Bce) ha annunciato un ulteriore taglio dei tassi d'interesse di 25 punti base, una mossa che conferma il trend discendente dei tassi già in atto. Questo intervento avrà effetti diretti sulle rate dei mutui, in particolare quelli a tasso variabile, che secondo il Codacons hanno già registrato una diminuzione complessiva dello 0,98%. I tassi variabili, che a novembre 2023 avevano raggiunto un picco del 4,92%, sono scesi al 3,94% a luglio, e si prevede un ulteriore alleggerimento per i mutuatari.

Lagarde: "Tassi ancora restrittivi finché serve"

La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha sottolineato che, nonostante il taglio, i tassi resteranno restrittivi per il tempo necessario a garantire la stabilità economica. Il nuovo taglio rappresenta un passo significativo verso la normalizzazione della politica monetaria, dopo un periodo di rialzi che aveva reso il credito più oneroso per famiglie e imprese.

Prospettive a medio-lungo termine

Nicoletta Papucci, portavoce di MutuiOnline.it, ha spiegato che, nonostante il taglio, le prospettive a medio-lungo termine per il mercato dei mutui rimangono caute. L'Euribor a 1 mese è sceso al 3,54%, rispetto al 3,90% di inizio anno, ma resta oltre 100 punti base più alto rispetto all'Eurirs, che ha raggiunto i minimi degli ultimi 20 mesi. Questo significa che i mutui a tasso fisso continuano a rappresentare una scelta conveniente per chi cerca stabilità finanziaria.

Mutui a tasso fisso: la scelta più sicura

Secondo Papucci, i mutui a tasso fisso offrono maggior sicurezza e sono ancora la scelta migliore per i consumatori, soprattutto in un contesto di incertezza economica. L'opzione di mutui green, legati a progetti di efficientamento energetico, è particolarmente vantaggiosa, con condizioni agevolate che promuovono una transizione verso un'economia più sostenibile.

Riduzione dei tassi variabili

Il gruppo MutuiOnline.it ha osservato una significativa riduzione dei tassi variabili negli ultimi mesi. A maggio 2024, il Tan medio per i mutui variabili era del 5,08%, mentre ad agosto è sceso al 4,64%. Al contrario, i mutui a tasso fisso hanno mantenuto una certa stabilità, con un Tan medio intorno al 3,20%.

Questa dinamica incoraggia un rinnovato ottimismo verso una graduale ripresa del settore dei mutui, sostenuto da politiche monetarie più favorevoli e una maggiore stabilità economica.

giovedì 6 giugno 2024

La BCE taglia i tassi d'interesse di 25 punti base

Francoforte, 6 Giugno 2024 - La Banca Centrale Europea (BCE) ha annunciato un taglio dei tassi d'interesse di 25 punti base, segnando il primo intervento di questo tipo dopo una serie di rialzi iniziata nel luglio 2022. La decisione è stata comunicata al termine della riunione del Consiglio Direttivo.

Con questa mossa, il tasso sui rifinanziamenti principali scende dal 4,50% al 4,25%, quello sui depositi dal 4% al 3,75%, e quello sui prestiti marginali dal 4,75% al 4,

Inflazione e Prospettive Economiche

La BCE ha anche rivisto al rialzo le sue previsioni sull'inflazione nell'area euro per il 2024, portandola al 2,5% rispetto al 2,3% stimato a marzo. Per il 2025, la previsione è stata aumentata dal 2% al 2,2%, mentre per il 2026 rimane stabile all'1,9%.

Le stime di crescita economica per l'Eurozona sono migliorate per il 2024, con una previsione di crescita dello 0,9% rispetto al +0,6% indicato nelle proiezioni di marzo. Per il 2025, la crescita stimata è ora dell'1,4% (dal 1,5% precedente), e per il 2026 è confermata all'1,6%.

Dichiarazioni della Presidente Christine Lagarde

La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha spiegato che la decisione di tagliare i tassi è stata presa sulla base di una crescente fiducia nel percorso dell'inflazione. Tuttavia, Lagarde ha sottolineato che la BCE continuerà a valutare le prospettive di inflazione in base ai nuovi dati economici e finanziari, senza vincolarsi a un percorso prestabilito dei tassi.

"Non posso confermare che siamo in un processo di rientro dei tassi rispetto alla stretta iniziata nel 2022", ha dichiarato Lagarde. Ha inoltre avvertito che il percorso di allentamento della stretta monetaria sarà irto di ostacoli e che potrebbero verificarsi scossoni imprevisti.

Lagarde ha riconosciuto che, nonostante i progressi degli ultimi trimestri, persistono forti pressioni interne sui prezzi a causa dell'elevata crescita delle retribuzioni. Di conseguenza, "l'inflazione resterà probabilmente al di sopra dell'obiettivo fino a gran parte del prossimo anno".

Prospettive Future

Christine Lagarde ha delineato due fasi nelle recenti decisioni monetarie della BCE: una prima fase di stretta rapida e robusta, con un aumento dei tassi di 450 punti base tra luglio 2022 e settembre 2023, seguita da una fase di pausa fino a oggi. L'inflazione è passata dal picco del 10,6% di ottobre 2022 al 5,2% di settembre 2023, e al 2,6% attuale. La BCE ha quindi deciso di agire ad ogni significativo calo dell'inflazione.

La decisione di oggi segna un'importante tappa nella politica monetaria della BCE, riflettendo una strategia adattiva volta a sostenere la stabilità economica nell'Eurozona.

martedì 16 aprile 2024

La presidente della Bce Lagarde: "Osserviamo un processo disinflazionistico"

Durante un'intervista a Cnbc ai margini dei lavori del Fondo Monetario Internazionale, la presidente della Banca Centrale Europea (Bce) Christine Lagarde ha evidenziato un processo disinflazionistico in atto, sottolineando che il percorso verso un'inflazione al target del 2% è "accidentato".

Lagarde ha dichiarato che se il processo si muove in linea con le attese, si avvierà un momento in cui la politica monetaria potrà essere moderata, a condizione che non si verifichino altri shock. Tuttavia, non ha commentato direttamente sulla possibilità di tre tagli dei tassi nel corso del 2024, limitandosi a sottolineare che la Bce non dipende dalle azioni della Federal Reserve, ma piuttosto dai dati economici, sui quali "dobbiamo decidere".

La dichiarazione della presidente della Bce arriva in un momento di attenta valutazione delle dinamiche inflazionistiche, con una crescente attenzione verso la necessità di mantenere stabili i livelli di prezzo e di garantire una ripresa economica sostenibile.

Resta da vedere come si evolveranno i dati economici nei prossimi mesi e quale sarà la risposta della Bce di fronte a eventuali cambiamenti nelle condizioni economiche globali.

giovedì 11 aprile 2024

Piazza Affari in attesa della decisione della BCE: Ftse Mib senza direzione precisa


MILANO - Nella sessione dei primi scambi, Piazza Affari conferma di navigare senza una direzione precisa, seguendo il trend delle altre Borse europee. Gli operatori di mercato sembrano in attesa del Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE), il quale dovrebbe optare per il mantenimento dei tassi di interesse invariati. Tuttavia, l'attenzione è rivolta verso possibili segnali o dichiarazioni da parte della presidente Christine Lagarde, la quale potrebbe annunciare un primo micro-taglio dei tassi a giugno.

In questo contesto, l'indice Ftse Mib oscilla attorno alla parità. Tra i titoli principali, Saipem si distingue con un rialzo del 2%, seguito da Eni con un aumento dello 0,9% e da Tim con un incremento dello 0,5%. Al contrario, si registra un calo della Popolare di Sondrio (-1%) e di Recordati (-1,6%). I titoli di Iveco, invece, sono in ribasso del 3%.

Tra i gruppi a bassa capitalizzazione quotati sulla Borsa di Milano, Maire segna un calo dell'8%, mentre ad Amsterdam il gruppo Exor si mantiene sui livelli di parità dopo la pubblicazione dei risultati finanziari.

La cautela degli investitori rispecchia l'attesa e l'incertezza riguardo alle decisioni della BCE e alla direzione che potrebbe prendere la politica monetaria europea nei prossimi mesi.

Inflazione negli Stati Uniti: aumento dei prezzi al consumo sopra le attese


I dati sull'inflazione negli Stati Uniti per il mese di marzo hanno superato le previsioni degli analisti, segnalando un aumento significativo dei prezzi al consumo. Secondo i dati del Dipartimento del Lavoro statunitense, l'indice dei prezzi al consumo è salito del 3,5% su base annua, superando le aspettative che si attestavano su un aumento del 3,4%. Questo incremento è anche superiore al 3,2% registrato nel mese di febbraio.

L'aumento dei prezzi è stato particolarmente evidente su base mensile, con un aumento dello 0,4%, oltre il +0,3% previsto dagli analisti.

L'indice core, che esclude i prezzi di cibo e energia, ha segnato un aumento del 3,8% rispetto a marzo 2023, superando le attese degli esperti, e un aumento dello 0,4% su base mensile.

Questi dati sull'inflazione hanno un impatto significativo sulle aspettative di politica monetaria della Federal Reserve. L'aumento dei prezzi al consumo potrebbe portare la Fed a riconsiderare un eventuale taglio dei tassi di interesse già a giugno, un'opzione che sembra ora essere stata definitivamente esclusa. Inoltre, anche un taglio a luglio non è più considerato scontato dagli analisti.

Attualmente, gli esperti scommettono su al massimo due riduzioni del costo del denaro nel corso del 2024, ognuna delle quali potrebbe essere di un quarto di punto percentuale, per un totale dello 0,50%. La Fed potrebbe adottare una politica più cauta rispetto alle precedenti previsioni, tenendo conto dell'attuale scenario inflazionistico e delle sue implicazioni sull'economia statunitense.