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venerdì 11 ottobre 2024

Giorgetti risponde alle polemiche: 'I sacrifici devono farli tutti, anche i banchieri'

ROMA - Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha risposto alle critiche riguardo le sue recenti dichiarazioni sui sacrifici economici, chiarendo il contesto e ribadendo la necessità di un impegno collettivo, inclusi i banchieri. Durante un’intervista in videocollegamento all’evento di Fratelli d’Italia, intitolato Far crescere insieme l’Italia, Giorgetti ha commentato le sue parole che hanno suscitato forti reazioni.

“C'è stata una grandissima polemica e travisamento dei fatti sulla storia dei sacrifici”, ha spiegato Giorgetti. “Davanti a un consesso di banchieri e finanzieri ho detto che i sacrifici dovevano farli tutti, anche loro. Non mi sembrava una bestemmia. Ha suscitato un dibattito incredibile, però ripeterei esattamente la stessa cosa davanti a una platea di banchieri”.

Giorgetti ha poi garantito che la prossima Manovra economica sarà equilibrata e che metterà fine a quelle che ha definito "polemiche gonfiate e astruse" che fanno parte del dibattito politico, ma che “aggirano il problema”.

La Manovra e i prossimi passi

Durante l’intervista, il ministro ha sottolineato che il taglio del cuneo fiscale, già introdotto, verrà reso strutturale. "Le tasse le abbiamo ridotte, il taglio del cuneo l'abbiamo fatto noi e adesso lo rendiamo definitivo. Rispondiamo con i fatti", ha detto Giorgetti.

In merito ai prossimi appuntamenti economici, il ministro ha fissato date chiave: il 15 ottobre, il governo dovrà inviare il Documento Programmatico di Bilancio (Dpb) alla Commissione Europea, mentre il 20 ottobre sarà il giorno in cui la Manovra verrà presentata alla Camera.

Giorgetti ha anticipato che ci saranno “ritocchi sulle entrate” per coloro "che se lo meritano", rassicurando comunque che persone fisiche e imprese non avranno nulla da temere. L'obiettivo principale sarà la conferma del taglio del cuneo fiscale e contributivo, che ha portato un risparmio medio di 100 euro al mese per i redditi fino a 35.000 euro.

Il ministro ha ribadito l’impegno del governo verso politiche di sostegno alle famiglie, legando la sfida economica al problema della denatalità e alla "tenuta del sistema" del Paese.

Il Piano strutturale di bilancio

Infine, Giorgetti ha discusso il Piano strutturale di bilancio, sottolineando che questo percorso condurrà l’Italia a “navigare in acque sicure”, rafforzando la credibilità del Paese a livello internazionale. Ha inoltre evidenziato i risultati positivi raggiunti dal governo in questi due anni, come la riduzione del tasso di disoccupazione e una crescita economica superiore a quella di altri grandi Paesi europei, come la Germania, in recessione da due anni.

Il ministro ha anche ribadito l'ambizione del governo di portare avanti la riforma fiscale: “Vogliamo liberare le forze vitali dell’economia da un peso fiscale che è oggettivamente asfissiante”.

Con queste parole, Giorgetti ha voluto rassicurare sul fatto che il governo continuerà a lavorare per costruire un sistema economico più solido, nonostante le critiche e le difficoltà.

giovedì 3 ottobre 2024

Giorgetti annuncia manovra con sacrifici per tutti: Milano in calo dopo le dichiarazioni del ministro


ROMA – Durante l'evento Bloomberg Future of Finance Italy, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato che la prossima manovra economica richiederà sacrifici da parte di tutti i cittadini e le imprese.

"Approveremo una manovra che richiederà sacrifici da tutti," ha dichiarato il ministro, sottolineando che verranno tassati "profitti e ricavi", coinvolgendo non solo gli individui, ma anche le piccole, medie e grandi aziende del Paese. Giorgetti ha spiegato che questo sforzo sarà necessario per far fronte alle esigenze finanziarie dell'Italia in un momento delicato per l'economia.

Le sue parole hanno avuto un impatto immediato sulla Borsa di Milano, dove il principale indice Ftse Mib ha perso l'1,5%, riflettendo le preoccupazioni degli investitori circa le misure annunciate. Tra i titoli più penalizzati, spiccano Saipem, in calo del 5,2%, e Stellantis, che ha chiuso in ribasso del 4,2%.

Inoltre, Giorgetti ha fatto sapere che il governo sta pianificando una nuova vendita di una quota di Monte dei Paschi di Siena (Mps) entro la fine dell'anno. La notizia ha provocato un calo del 2,8% del titolo dell'istituto bancario, alimentando ulteriori incertezze sui mercati.

Tuttavia, nel tentativo di rassicurare, il sottosegretario al MEF Federico Freni, interpellato in Transatlantico, ha invitato a evitare interpretazioni allarmistiche delle parole del ministro. "Non c'è allo studio nessun aumento delle tasse per nessuno," ha dichiarato Freni, ribadendo che "le nuove tasse non fanno parte del DNA di questo governo". Ha concluso affermando che è necessario evitare speculazioni su misure fiscali non ancora decise.

Nonostante ciò, il clima di incertezza sembra persistente, con gli investitori che attendono ulteriori dettagli sulla manovra economica e sulle misure fiscali che potrebbero essere adottate nei prossimi mesi.

lunedì 9 settembre 2024

Mario Draghi presenta a Bruxelles il report sulla competitività dell'UE: 'Serve un cambiamento radicale'


BRUXELLES - L'ex presidente del Consiglio e della BCE, Mario Draghi, ha presentato a Bruxelles un report di 400 pagine con circa 170 proposte mirate a rilanciare la competitività dell'Unione Europea. L'obiettivo è quello di superare i freni strutturali che hanno portato l'UE a perdere terreno rispetto a Stati Uniti e Cina. "L'unico modo per diventare più produttivi è che l'Europa cambi radicalmente", si legge nel documento, che Draghi ha illustrato in conferenza stampa accanto alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

"La crescita rallenta, non possiamo più ignorarlo"

Durante la presentazione, Draghi ha sottolineato come il rallentamento della crescita economica sia stato a lungo ignorato: "Fino a due anni fa non avremmo mai avuto una conversazione del genere, ma ora le condizioni sono cambiate". Ha poi rimarcato l'importanza di un intervento urgente e concreto per rilanciare la competitività dell'UE.

I pilastri del report

Il report si fonda su tre pilastri principali:

  1. Innovazione: Draghi evidenzia l'importanza cruciale dell'innovazione, che attualmente è frenata da "troppe barriere" in Europa. È necessario creare condizioni favorevoli per un progresso tecnologico.

  2. Decarbonizzazione: Viene vista come una grande opportunità per la crescita economica. Tuttavia, Draghi ha sottolineato la necessità di un miglior approvvigionamento di energia pulita e di un piano europeo congiunto, poiché la concorrenza cinese minaccia l'industria green europea.

  3. Sicurezza e riduzione delle dipendenze: Questo pilastro si concentra sul rafforzamento della sicurezza energetica e industriale, riducendo le dipendenze critiche dell'UE.

Una "sfida esistenziale" per l'Europa

Nel report si avverte che l'UE rischia un'erosione della propria posizione globale: il divario di PIL con gli Stati Uniti è in crescita, così come le difficoltà causate dalla mancanza di accesso a risorse energetiche e mercati esteri. Se l'Europa non aumenterà la propria produttività, sarà costretta a rivedere le proprie ambizioni, che comprendono il ruolo di leader tecnologico e di modello per la sostenibilità climatica.

Von der Leyen: "Definire priorità comuni, poi i fondi"

Ursula von der Leyen ha sottolineato l'importanza di identificare priorità e progetti comuni prima di decidere le risorse. "La volontà dei Paesi membri sarà cruciale nel determinare il percorso da seguire", ha dichiarato, lasciando aperta la questione dei finanziamenti, che potrebbero essere nazionali o basati su nuove risorse europee.

lunedì 8 luglio 2024

Elezioni francesi, S&P: 'Un risultato non decisivo genera incertezza economica'


MILANO - Il risultato non decisivo delle recenti elezioni francesi ha generato un clima di incertezza riguardo ai dettagli della futura strategia di politica economica e fiscale del prossimo governo. Questa situazione è stata evidenziata da S&P Global Ratings, che ha sottolineato l'importanza delle scelte del governo transalpino in materia di accelerazione della crescita economica e riduzione del deficit statale per determinare l'affidabilità creditizia della Francia.

Secondo S&P, i rating AA-/Stabile/A- della Francia potrebbero essere messi sotto pressione se la crescita economica risultasse significativamente inferiore alle previsioni per un periodo prolungato, oppure se il Paese non riuscisse a ridurre il suo ampio deficit di bilancio.

Le sfide del nuovo Governo

Il prossimo governo francese dovrà affrontare diverse sfide cruciali per mantenere la stabilità economica e preservare la fiducia degli investitori. Tra queste:

  • Crescita Economica: Sarà fondamentale implementare politiche che stimolino una crescita economica sostenibile. Un rallentamento economico prolungato potrebbe compromettere la capacità del Paese di mantenere il proprio rating creditizio.
  • Riduzione del Deficit: La riduzione del deficit di bilancio è un altro elemento chiave. Il governo dovrà adottare misure efficaci per contenere la spesa pubblica e migliorare le entrate fiscali.
  • Strategie di Politica Fiscale: Definire una strategia chiara e credibile in termini di politica fiscale sarà essenziale per rassicurare i mercati e gli investitori sulla stabilità economica del Paese.
  • Implicazioni per il rating creditizio

S&P Global Ratings ha chiarito che le scelte economiche del nuovo governo francese saranno determinanti per il mantenimento del rating AA-/Stabile/A-. In particolare, qualsiasi deviazione significativa dalle previsioni di crescita economica o fallimento nella riduzione del deficit di bilancio potrebbe esercitare una pressione negativa sul rating del Paese.

mercoledì 27 marzo 2024

Bonus edilizi: stop a sconto in fattura e cessione del credito, Giorgetti: "Misure tese a chiudere la eccessiva generosità"


Il Governo ha approvato un decreto che elimina lo sconto in fattura e la cessione del credito per tutti i bonus edilizi che ancora li prevedevano. Lo ha annunciato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.

"Abbiamo eliminato la disposizione della remissione in bonis che avrebbe consentito fino al 15 ottobre le correzioni con il pagamento di minime sanzioni di tutte le comunicazioni già intervenute e previsto per tutte le nuove fattispecie una nuova comunicazione preventiva, quando si inizia il lavoro, in modo da avere un monitoraggio del fenomeno e non solo quando le fattura vengono caricate", ha spiegato Giorgetti.

Le misure adottate con il decreto "sono tese a chiudere definitivamente la eccessiva generosità di una misura che come è noto ha causato gravi effetti sulla finanza pubblica e i cui effetti, definitivamente, potremo contabilizzare tra pochi giorni quando si caricherà la finestra per tutte le fatture e i lavori eseguiti entro il 31 dicembre 2023".

"Il fatto che introduciamo norme di monitoraggio testimonia che queste norme sono nate in modo scriteriato e hanno prodotto risultati devastanti per la finanza pubblica, l'ho detto dall'inizio, continuo a sostenerlo, qualcuno sorrideva sul mal di pancia, confermo che fa malissimo a me a tutti gli italiani", ha aggiunto il ministro.

Le critiche

Le nuove misure del Governo sono state criticate da alcune associazioni di categoria, che hanno paventato un blocco del settore edile.

"Con la stretta sui bonus edilizi il Governo rischia di frenare la ripresa economica e di mettere a rischio migliaia di posti di lavoro", ha affermato il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa.

La replica di Giorgetti

Giorgetti ha replicato alle critiche, affermando che il Governo non ha intenzione di danneggiare il settore edile.

"Non abbiamo nulla contro il settore edile, anzi, lo vogliamo tutelare", ha detto il ministro. "Ma non possiamo continuare a sostenere una misura che ha creato un buco di 110 miliardi di euro nelle casse dello Stato".

Il futuro dei bonus edilizi

Il futuro dei bonus edilizi è incerto. Il Governo ha annunciato che sta lavorando a una nuova formula per rendere le agevolazioni più sostenibili per le casse dello Stato.

Le conclusioni

La decisione del Governo di stoppare lo sconto in fattura e la cessione del credito per i bonus edilizi è stata accolta con favore da alcuni e con critiche da altri.

Le nuove misure avranno un impatto significativo sul settore edile e il loro effetto sulla ripresa economica è ancora tutto da vedere.

mercoledì 21 febbraio 2024

Ponte sullo Stretto, aperta un'indagine sulla progettazione

ROMA - La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine, privo al momento di ipotesi di reato e indagati, in seguito a un esposto presentato da politici di varie fazioni. Tra i firmatari figurano il deputato di Avs Angelo Bonelli, la segretaria del Pd Elly Schlein e Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italia. 

L'esposto, costituito da nove pagine, è stato depositato il primo febbraio a piazzale Clodio e riguarda l'attività di progettazione e realizzazione del Ponte dello Stretto di Messina.

L'apertura dell'indagine suggerisce un'attenzione crescente su un progetto infrastrutturale di grande portata e dibattito, che ha suscitato opinioni contrastanti all'interno della classe politica e dell'opinione pubblica.

martedì 14 novembre 2023

Sciopero 17 novembre: Mit convoca sindacati dopo mancato accordo

ROMA - Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), guidato da Matteo Salvini, ha convocato oggi i sindacati coinvolti nello sciopero del 17 novembre, in seguito al mancato accordo dopo l'intervento del Garante e alla mancata risposta alla lettera ufficiale del dicastero con invito a desistere. La riunione è prevista per le 18, come comunicato dal Mit.

Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha confermato che la Commissione di Garanzia ha un'interpretazione "compiacente" nei confronti del governo, definendo questa lettura "sbagliata" e affermando che mette in discussione il diritto di sciopero. Landini ha ribadito la decisione di procedere con lo sciopero generale di venerdì, con l'esclusione del trasporto aereo e una riduzione a quattro ore per i vigili del fuoco.

Rispondendo a una possibile precettazione dei lavoratori, Landini ha dichiarato che il Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, può fare quanto vuole, ma questa mossa non fermerà la mobilitazione. Landini ha affermato che il governo sta mettendo in croce il Paese e che la precettazione non impedirà gli scioperi, sottolineando che si tratta solo dell'inizio di una serie di azioni di protesta.

Nel frattempo, i membri della commissione Lavoro della Camera del Partito Democratico hanno inviato una lettera al presidente Walter Rizzetto, chiedendo l'immediata convocazione del Presidente della Commissione di garanzia, alla luce dei recenti pronunciamenti sulla legittimità dell'esercizio del diritto di sciopero. La lettera esprime la necessità di una valutazione parlamentare più completa e circostanziata in merito al rispetto del diritto di sciopero.

lunedì 16 ottobre 2023

Consiglio dei Ministri approva una manovra da 24 miliardi di euro

(CC-BY-NC-SA 3.0 IT)

ROMA - Il Consiglio dei Ministri italiano ha approvato un disegno di legge di bilancio da 24 miliardi di euro, come annunciato dalla Premier Giorgia Meloni in una conferenza stampa. Questa manovra, denominata Manovra 2024, è stata elaborata in un tempo record, evidenziando l'unità di vedute all'interno del Consiglio dei Ministri e della maggioranza che supporta il governo.

Il bilancio complessivo di 24 miliardi di euro è il risultato di 16 miliardi di extragettito e di tagli alle spese. La Premier Meloni ha sottolineato la serietà e la realistica natura di questa manovra, sottolineando l'obiettivo di concentrare le risorse su priorità importanti in linea con la visione del governo sin dall'inizio del suo mandato, nonostante il quadro complesso che l'Italia affronta.

La situazione economica è complicata, con previsioni di circa 13 miliardi di euro in maggiori interessi sul debito nel 2024 dovuti a decisioni della Banca Centrale Europea (BCE), oltre a circa 20 miliardi di euro relativi ai cosiddetti "superbonus". Questi fattori sono significativi all'interno del bilancio di bilancio.

La Premier ha chiarito che le risorse limitate saranno concentrate su coloro che ne hanno più bisogno. Un'iniziativa chiave in questo senso è un taglio del "cuneo fiscale" di 6 punti per chi ha redditi fino a 35.000 euro e di 7 punti per chi guadagna fino a 25.000 euro. Questo taglio del cuneo fiscale dovrebbe tradursi in un aumento medio di circa 100 euro al mese nelle buste paga di circa 14 milioni di cittadini italiani.

La manovra prevede anche significativi investimenti nei contratti pubblici, con oltre 7 miliardi di euro a disposizione, di cui più di 2 miliardi destinati al settore sanitario. Inoltre, sono previsti 3 miliardi di euro aggiuntivi per il sistema sanitario, con l'obiettivo di ridurre le liste d'attesa e sostenere il personale medico e infermieristico attraverso la detassazione degli straordinari.

Alcune importanti riforme previdenziali sono state annunciate, inclusa l'eliminazione del vincolo che impone ai contribuenti che sono nel sistema previdenziale contributivo di andare in pensione solo se l'importo della loro pensione è inferiore all'1,5 volte la pensione sociale.

Infine, tra le misure chiave, c'è una nuova struttura di Irpef a tre aliquote per il 2024, con una revisione delle detrazioni per chi ha un reddito complessivo superiore a 50.000 euro. La manovra prevede anche incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato, con una deduzione per le aziende che assumono personale in questa modalità, in particolare giovani, donne e precedenti beneficiari del reddito di cittadinanza.

Complessivamente, questa manovra di bilancio rappresenta un tentativo di affrontare le sfide economiche dell'Italia in modo responsabile, concentrando le risorse su settori chiave e su chi ne ha più bisogno. Sarà interessante vedere come verrà accolta dal Parlamento e dalla popolazione italiana.

sabato 12 agosto 2023

Incontro a Palazzo Chigi sul salario minimo: posizioni distanti tra Governo e opposizioni

(https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/)
ROMA - Un incontro di circa due ore è avvenuto a Palazzo Chigi tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i leader delle opposizioni per discutere della proposta unitaria di un salario minimo non inferiore a 9 euro all'ora. L'incontro ha visto un confronto serrato tra le parti, evidenziando distanze nelle posizioni ma anche la volontà di continuare il dialogo.

L'incontro ha preso avvio con un'introduzione da parte della premier, seguita dagli interventi dei leader dei partiti di minoranza, ognuno dei quali ha presentato le proprie visioni e proposte. Tuttavia, sembra che siano emerse differenze sostanziali tra governo e opposizioni in merito alla proposta di salario minimo.

Meloni ha criticato l'impianto della proposta avanzata dalle opposizioni e ha sottolineato l'importanza di un confronto più ampio che coinvolga il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (Cnel). La premier ha proposto di affidare al Cnel il compito di elaborare una proposta sul lavoro povero e i salari bassi, al fine di arrivare a una soluzione condivisa.

Secondo Meloni, il rinvio della discussione in Parlamento sul salario minimo, di circa 60 giorni, può essere utilizzato per coinvolgere le parti sociali e giungere a una proposta di legge da presentare al Parlamento e al Governo. La presidente del Consiglio ha sottolineato che il lavoro povero non può essere risolto solo con l'implementazione di un salario minimo e ha ribadito l'importanza di una soluzione più completa.

Elly Schlein, segretaria del Pd, ha criticato il governo per non aver presentato una propria proposta o alternative chiare. Ha affermato che la proposta delle opposizioni si basa su due pilastri fondamentali: il rafforzamento della contrattazione collettiva e una soglia legale minima di 9 euro all'ora. Tuttavia, il governo non ha fornito risposte o proposte alternative in merito.

L'incontro si è concluso con la decisione di ribadire e confermare la linea delle opposizioni, che difendono la proposta unitaria di legge, e di promuovere la raccolta di firme nel Paese. Nonostante le differenze, sia il governo che le opposizioni sembrano essere impegnati a continuare il dialogo al fine di trovare una soluzione condivisa che affronti le questioni legate al salario minimo e al lavoro povero.

martedì 1 agosto 2023

Il Ministro Raffaele Fitto conferma la regolarità degli interventi del Pnrr


ROMA - Il Ministro per gli Affari Europei, Raffaele Fitto, ha dichiarato che gli interventi previsti all'interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) stanno procedendo regolarmente, senza alcuna interruzione rispetto a quanto programmato.

In un'audizione alla Camera sulla revisione complessiva degli investimenti del Pnrr, il Ministro Fitto ha assicurato che non ci sarà alcuna definanziamento per le nuove misure individuate. Ha sottolineato che il governo sta garantendo il finanziamento per tutti gli interventi previsti, mantenendo l'impegno verso i progetti di ripresa e sviluppo del paese.

Il confronto e il coordinamento costante con l'Unione Europea hanno portato a risultati positivi, come dimostrato dalla recente approvazione da parte della Commissione Ue delle proposte avanzate dal governo italiano per la terza e quarta rata del Pnrr.

Il Ministro Fitto ha evidenziato che il lavoro svolto è stato complesso e articolato, ma ha ricevuto apprezzamenti pubblici da molti esponenti dell'Unione Europea.

Inoltre, Fitto ha sottolineato la sua contrarietà alla costruzione di polemiche su questi obiettivi, invitando invece al dialogo e alla collaborazione per garantire il successo delle iniziative previste dal Pnrr.

La conferma della regolarità degli interventi del Pnrr da parte del Ministro rappresenta un segnale di rassicurazione per sindaci, amministratori locali e cittadini, che possono contare sulla continuità e sull'efficacia delle misure di ripresa economica e di rafforzamento del tessuto sociale previste dal Piano.

L'importanza del Pnrr per la crescita e la resilienza del paese è fondamentale, e il governo si impegna a garantire il necessario sostegno finanziario e l'effettiva realizzazione degli interventi, per contribuire alla ripresa dell'Italia dopo la difficile fase della pandemia e per favorire uno sviluppo sostenibile e inclusivo nel futuro.

lunedì 20 febbraio 2023

Superbonus: oggi il governo vede banche e imprese

(Alexandros Michailidis/Shutterstock)

ROMA - Il confronto tra il governo, i rappresentanti di banche, società e costruttori al decreto che ha bloccato il trasferimento di crediti d'imposta per i bonus di costruzione, a partire dal Superbonus, inizia oggi. Alle 16.30 i rappresentanti di ABI, CDP e SACE furono convocati a Palazzo Chigi.

Successivamente, il sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti e il ministro dell'ambiente Gilberto Pichetto Fratin incontreranno i capi Italiani. Anche il viceministro dell'economia Maurizio Leo e il direttore dell'agenzia di entrate Ernesto Maria Ruffini parteciperanno alla riunione.

Ieri il primo ministro Giorgia Meloni ha difeso la disposizione ma era aperto a cambiamenti. "Dobbiamo cercare soluzioni per evitare il tracollo di migliaia di aziende" e "difendere il bilancio pubblico". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua rubrica social 'Appunti di Giorgia', parlando del superbonus. "Convocheremo tutte le associazioni per chiedere come possiamo aiutarle e per mettere tutto su un binario sensato", aggiunge la presidente del Consiglio. "Se lasciassimo il superbonus così com'è - sottolinea - non avremmo i soldi per fare la finanziaria".

Poi Meloni aggiunge: "Vogliamo spingere le banche e tutti gli attori che possiamo coinvolgere ad assorbire i crediti che sono incagliati, che nessuno vuole prendere. E abbiamo definito meglio la responsabilità di chi deve prendere quel credito".

"Il Pnrr - prosegue la premier - ha più di 220 miliardi, anche se in buona parte a debito, il punto è che fino ad oggi ne sono stati spesi meno di 20: inizialmente per il 2022 era stata prevista una spesa di 43 miliardi a fine anno, poi sono diventati 34, quindi 21. In realtà ne sono stati spesi meno di 20". "Ancora peggio - aggiunge - va per altri fondi, come i fondi di coesione, destinati ai territori in maggiore difficoltà. Nella programmazione europea 2014-2020, di 126 miliardi l'Italia ha ne spesi circa 43. Oggi si apre la nuova programmazione, ci sono altre decine di miliardi da spendere, il punto è se sappiamo spenderli".

sabato 14 gennaio 2023

Mattarella firma il decreto carburanti

(Pixabay)

ROMA - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto carburanti che sarà pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale.

Il prezzo medio del carburante, su base regionale, sarà pubblicato sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Lo stabilisce il decreto, nel quale si precisa che "la frequenza, le modalità e i tempi delle comunicazioni" saranno definiti con decreto dello stesso Mimit "da adottarsi entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto".

Le stazioni di servizio avranno poi altri 15 giorni per adeguare la segnaletica in ogni punto vendita, anche in autostrada.

I gestori degli impianti di carburanti che non comunicano i propri prezzi e non espongono nei propri punti vendita i prezzi medi calcolati dal Ministero delle Imprese possono essere puniti con sanzioni da 500 a 6.000 euro.

"Dopo la terza violazione - si legge nel testo timbrato del decreto sulla trasparenza dei prezzi - può essere disposta la sospensione dell'attività per un periodo non inferiore a sette giorni e non superiore a 90 giorni".

L'accertamento è affidato alla Guardia di Finanza e l'irrogazione delle sanzioni al Prefetto.

giovedì 22 dicembre 2022

Manovra: al via discussione alla Camera, domani voto di fiducia

Alessia Pierdomenico/Shutterstock

ROMA - La discussione generale sulla legge di Bilancio è iniziata alla Camera dei Deputati con l'intervento della relatrice di maggioranza, Silvana Comaroli. Il testo della manovra, già in ritardo, potrebbe dover tornare in commissione a causa di un emendamento che destina 450 milioni ai Comuni e sarebbe senza copertura. 

Tra le regole varate in commissione, una nuova stretta sul reddito di cittadinanza: sparisce l'offerta di lavoro 'equa'. Arriva invece il reddito alimentare per chi è in povertà assoluta. Lo smart working è prorogato al 31 marzo, ma solo per i fragili. Prorogati al 31 dicembre anche i tempi del Superbonus al 110%. Scompare il tetto dei 60 euro sui Pos, tornano le multe per i commercianti. 

18App si sdoppia in due: "Premia il merito e l'equità", dice la Meloni. Il bonus psicologo sale a 1.500 euro e sarà a tempo indeterminato. Sì alla caccia al cinghiale in città. Il Cdm vara il decreto Milleproroghe, via libera alle prescrizioni mediche digitali.

lunedì 19 dicembre 2022

Manovra: Governo ritocca la legge, saltano le norme sul Pos


ROMA - Il ministro dell'Economia Giorgetti ha illustrato il maxiemendamento con cui si ritocca la legge di Bilancio, con "misure di carattere sociale significative". L'interlocuzione con l'Ue spinge l'esecutivo a eliminare la soglia di 60 euro per l'utilizzo del Pos. Si potrà continuare a pagare con il bancomat anche il caffè.

L'interlocuzione con l'Ue spinge il governo a eliminare dalla manovra la soglia di 60 euro entro la quale i commercianti avrebbero potuto rifiutare di usare il Pos, e ora si studiano forme di ristori per gli operatori che avranno l'onere delle commissioni. L'emendamento elimina la normativa sul Pos mentre il tetto al contante resta a 5mila euro. 

"Il governo - ha continuato il ministro - è disponibile a un confronto con la commissione Bilancio per quanto riguarda una soluzione compatibile con la normativa e gli impegni assunti dal precedente governo sul Pnrr".

Si allarga intanto la platea per il taglio di 3 punti del cuneo fiscale. Salgono a 600 euro le pensioni minime per gli over 75. Il Reddito di cittadinanza sarà per 7 e non 8 mensilità.

"Non ha detto nulla su Opzione donna" rileva il leader M5s Giuseppe Conte, che ha chiesto lumi anche sulla norma salva-calcio. "I debiti fiscali del calcio verranno trattati come quelli di tutti", ha chiarito Giorgetti, "per quelli previdenziali vanno saldati entro i termini, pena le procedure previste”. Su Opzione donna "il governo ha opinioni che si scontrano con un'onerosità significativa". 

Il Pd vuole l'eliminazione della variabile figli, la previsione della soglia anagrafica a 59 anni e uscita a 58 per chi ha i requisiti dell'Ape sociale.

venerdì 4 novembre 2022

Meloni: "30 miliardi contro il caro energia"

(CC-BY-NC-SA 3.0 IT)

ROMA - "Per il 2023 abbiamo fatto un scelta importante. Nella Nadef abbiamo previsto un indebitamento netto al 4,5% che poi va a calare fino al 3% nel 2025, e questo ci consente di liberare 22- 23 miliardi che ugualmente intendiamo usare in via esclusiva per il caro energia". Così la premier Giorgia Meloni durante la conferenza stampa al termine del Cdm. "In totale, con la Nadef individuamo 30 miliardi per il caro energia fino al 2023", ha detto la presidente del Consiglio.

"Noi riusciamo, per il 2022, a liberare grazie all'extragettito" dell'Iva e a un "terzo trimestre favorevole, circa 9 miliardi e mezzo che la prossima settimana vorremmo utilizzare sul caro energia".

"Configureremo un'altra misura sul tema dell'energia come emendamento all'attuale decreto aiuti in conversione": riguarda "la possibilità di liberare alcune estrazione di gas italiano facilitando le concessioni in essere e immaginandone nuove. Chiederemo ai concessionari che dovessero aderire di mettere a disposizione, in cambio, da gennaio gas tra 1 miliardo e 2 miliardi di metri cubi da destinare ad aziende energivore a prezzi calmierati", ha detto ancora la premier Meloni in conferenza stampa dopo il Cdm. "Un prezzo per mettere in sicurezza le aziende più gasivore", ha aggiunto.

"Ovviamente noi partiamo dal presupposto che una soluzione anche europea sulle risorse per affrontare la questione delle bollette sia giusta e necessaria - ha detto Meloni -. Diversi Paesi propongono modelli come lo Sure sui quali le posizioni sono variegate e noi siamo favorevoli. E sicuramente ritengo che dovremmo usare tutte le risorse esistenti, dal Repower Ue ai Fondi di coesione non usati".

Sui temi posti in Ue sul Pnrr "non ho trovato alcun tipo di chiusura preconcetta ma - ha spiegato la premier replicando a una domanda sulla sua recente spedizione in Ue -, come dicono le persone che ragionano in maniera pragmatica, entriamo nel merito".

Sulla legge di bilancio "abbiamo iniziato le nostre interlocuzioni con la maggioranza, il governo, le parti sociali, le associazioni di categoria. E' giusto e doveroso prevederlo, stiamo lavorando per vedere, la prossima settimana i sindacati", ha detto Meloni.

domenica 30 ottobre 2022

Meloni: "Bollette insostenibili, rafforzeremo misure nazionali"


ROMA - "I costi delle bollette sono diventati insostenibili per milioni di famiglie e per molte imprese, giunte ormai a drammatiche decisioni come chiudere o licenziare i propri lavoratori". Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni su Facebook.

"Il governo - aggiunge - è al lavoro per rafforzare le misure nazionali a sostegno di cittadini e attività, con l'obiettivo di far fronte a questa difficile situazione. La nostra priorità è mettere un argine al caro energia e alla speculazione, accelerare in ogni modo la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e la produzione nazionale. Gli italiani chiedono risposte immediate, e noi gliele daremo. Non c'è più tempo da perdere", conclude Meloni.

"Nessun disagio. Era logico e naturale che andasse a Palazzo Chigi il leader del partito che ha ottenuto più voti di quelli di Forza Italia e della Lega messi insieme. D'altra parte avevo già detto più volte che Giorgia Meloni aveva tutti i requisiti per guidare il governo". Così Silvio Berlusconi risponde nel libro di Bruno Vespa alla domanda se abbia provato disagio nelvedere per la prima volta dopo 28 anni un leader del centrodestra diverso da sé. Perché Giorgia Meloni ha avuto questo successo? "Perché rappresenta il nuovo ed è stata molto brava nelle sue apparizioni televisive".

mercoledì 26 ottobre 2022

Lega: "Alzare il tetto del contante a diecimila euro"

ROMA - Il Carroccio ha depositato un progetto di legge per alzare il tetto del contante a diecimila euro. Prima firma dell'onorevole Alberto Bagnai. Lo si legge in una nota del partito.

Alzare il tetto di spesa in contante è una "proposta di buonsenso della Lega, in linea col programma del centrodestra e con altri paesi europei: Meno burocrazia, più libertà", ha sostenuto il segretario della Lega e vicepremier Matteo Salvini su Facebook.

"L'aumento al tetto del contante è da sempre nel programma di FdI, del centrodestra, lo faremo già nella prima legge di bilancio. Non ha nessun collegamento con la lotta all'evasione. C'è una tregua fiscale come è previsto nel programma. Chi ha pagato le tasse nei tempi e nei modi pagherà sempre meno di chi non lo ha fatto". Lo ha dichiarato il senatore di FdI, Giovanbattista Fazzolari, fuori da Palazzo Madama.

giovedì 1 settembre 2022

Pnrr, Draghi chiede sprint: "In due mesi oltre 50% obiettivi"

ROMA - A oggi risultano conseguiti nove obiettivi e traguardi del Pnrr. Anticipando quanto previsto nel cronoprogramma condiviso con l'Europa, si punta a realizzare nei prossimi due mesi oltre il 50 per cento degli obiettivi e dei traguardi del Pnrr in scadenza a fine anno. E' quanto si apprende da Palazzo Chigi.

La presidenza del Consiglio ha chiesto quindi ai ministeri di anticipare, rispetto al cronoprogramma condiviso con l'Europa, il raggiungimento di 11 obiettivi a settembre (anziché tre, come previsto) e nove entro ottobre, mese nel quale non era contemplata alcuna scadenza.

lunedì 18 luglio 2022

Draghi: "Ora Algeria è primo fornitore di gas"

(CC-BY-NC-SA 3.0 IT)

ALGERI – “Questo Vertice ha confermato il nostro partenariato privilegiato nel settore energetico. In questi mesi, l’Algeria è diventato il primo fornitore di gas del nostro Paese. Nei giorni scorsi la società algerina Sonatrach ha comunicato il prossimo rilascio di 4 miliardi di metri cubi di gas verso l’Italia, nell’ambito dell’accordo firmato con Eni ad aprile”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, in conferenza stampa congiunta con il presidente Tebboune, al termine della plenaria del IV vertice intergovernativo ad Algeri tra i due Paesi.

Il premier italiano ha sottolineato che si tratta di “un’accelerazione rispetto a quanto previsto” e “anticipa forniture ancora più cospicue nei prossimi anni”

Draghi ha ricordato anche che i due Paesi collaborano “nello sviluppo di fonti rinnovabili, in particolare dell’idrogeno verde e dell’energia solare, eolica e geotermica” sottolineando come “la transizione energetica è fondamentale per il futuro dei nostri Paesi e per l’intera Unione Europea”.

venerdì 22 aprile 2022

Via libera definitivo del Senato al Decreto bollette: cosa prevede


ROMA - L'Aula di Palazzo Madama ha approvato il provvedimento con 207 si e 38 no. Il testo contiene misure "per il contenimento dei costi dell'energia elettrica e del gas naturale".

Tra le varie misure, le più importanti sono due:

L’azzeramento degli oneri di sistema su luce e gas per il secondo trimestre 2022; e la conferma il taglio dell’Iva sul gas. Un nuovo compito per l’Arera

Inoltre, il decreto bollette affida ad Arera il compito di rendicontare l’utilizzo delle risorse destinate da Palazzo Chigi al taglio degli oneri generali delle bollette di luce e gas. Analisi che dovrà essere inviata ai ministeri della Transizione ecologica e dell’Economia e alle Commissioni parlamentari entro il 16 maggio.

La nuova disciplina prevede rendicontazioni periodiche, distinguendo i comparti elettricità e gas, sulla base dell’emanazione di ulteriori provvedimenti di contenimento dei costi.

Il ministero della Transizione ecologica è poi chiamato a elaborare una strategia contro la povertà energetica da sottoporre a consultazione pubblica.

In particolare il Gestore dei servizi energetici (Gse) potrà acquistare energia da fonti rinnovabili, attraverso contratti di almeno tre anni, per distribuirla a un prezzo fissato per decreto ministeriale in via prioritaria a grandi aziende, Pmi e clienti nelle isole maggiori.

Il decreto bollette, inoltre, riconosce alle imprese a forte consumo di energia elettrica un contributo straordinario sotto forma di credito di imposta pari al 20% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata e utilizzata nel secondo trimestre 2022. Il bonus è riconosciuto anche in relazione alla spesa per l’energia elettrica prodotta e auto-consumata dalle imprese energivore nel secondo trimestre 2022. Una misura analoga riguarda anche le imprese a forte consumo di gas naturale, cui va un contributo straordinario sotto forma di credito di imposta pari al 15% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas, consumato nel primo trimestre solare dell’anno 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici.

Viene lanciato quindi un primo, importante, pacchetto di semplificazioni per l’installazione di impianti fotovoltaici. Le procedure autorizzative più snelle, o limitazioni di vincoli, riguardano, tra gli altri, il potenziamento degli impianti già installati, le superfici agricole e le aree urbane storiche.