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giovedì 23 luglio 2026

Bce, tassi fermi al 2,25%. Lagarde: “Crescita modesta e rischi per l’inflazione orientati al rialzo”


Francoforte - Come da attese, la Banca centrale europea ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse. Il tasso sui depositi resta al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40%, mentre il tasso sui prestiti marginali rimane al 2,65%.

La decisione, ha spiegato la presidente della Bce Christine Lagarde, è stata unanime, anche se all'interno del Consiglio direttivo ci sarebbe stato chi si è interrogato sulla possibilità di prendere in considerazione un rialzo dei tassi. I mercati continuano a scommettere su un possibile nuovo aumento entro la fine dell'anno, con settembre e dicembre indicati come le finestre temporali più probabili.

Lagarde: «Crescita modesta nel breve termine»

Secondo Lagarde, la crescita economica dell'Eurozona «rimane modesta nel breve termine». La presidente della Bce ha evidenziato come il mercato del lavoro, le imprese e le famiglie siano in una situazione più debole rispetto al periodo precedente al conflitto, mentre segnali positivi arrivano dai servizi digitali e da una parziale ripresa del comparto dei servizi.

«Le misure contro il caro energia siano temporanee»

Particolare attenzione è rivolta all'impatto dello shock energetico sull'inflazione. Secondo Lagarde, le misure pubbliche adottate per fronteggiare il caro energia dovrebbero essere «circoscritte e temporanee».

L'aumento dei costi energetici, ha spiegato la presidente, rischia di alimentare la crescita dei prezzi e di pesare sui salari reali. A questo si aggiungono i rischi legati alla crisi climatica: eventi meteorologici estremi potrebbero provocare nuovi aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari, incidendo sulle prospettive dell'inflazione.

Preoccupazione per l'escalation in Medio Oriente

Lo scenario internazionale continua a rappresentare un elemento di forte incertezza. L'escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran ha contribuito alla volatilità dei mercati e al rialzo dei prezzi di petrolio e gas naturale, alimentando i timori di nuove pressioni inflazionistiche.

L'obiettivo della Bce resta quello di riportare e mantenere l'inflazione al 2%. Tuttavia, secondo l'istituto centrale, i rischi per le prospettive dei prezzi sono attualmente orientati al rialzo. Un ulteriore peggioramento dello shock energetico potrebbe infatti avere ripercussioni più forti del previsto anche sui prezzi e sui salari.

Politica monetaria «guidata dai dati»

Il Consiglio direttivo ha ribadito che non intende vincolarsi a un percorso prestabilito per i tassi. Le future decisioni saranno prese sulla base dei dati disponibili e valutate di volta in volta, in un contesto geopolitico considerato ancora altamente incerto.

Intanto, l'ultima Bank Lending Survey della Bce, pubblicata il 21 luglio, ha evidenziato un moderato irrigidimento delle condizioni del credito bancario nell'area euro per le imprese, legato soprattutto all'aumento dei rischi percepiti dagli istituti, in particolare nei settori dell'auto e dell'industria manifatturiera ad alta intensità energetica.

Lagarde sul futuro: «Non vi libererete di me prima del 2027»

Durante la conferenza stampa, Lagarde ha anche fatto chiarezza sul proprio futuro alla guida della Bce. Il suo mandato scadrà nell'ottobre 2027, ma nelle ultime settimane si era riacceso il dibattito su una possibile uscita anticipata.

La presidente ha però escluso questa eventualità con una battuta: «Questo capitano resterà a bordo della nave, non vi libererete di me prima del 2027».

giovedì 30 aprile 2026

La Bce lascia i tassi invariati: inflazione ancora sotto osservazione, cresce l’incertezza economica


Francoforte, 30 aprile 2026 – 
La Banca centrale europea ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse, una scelta attesa dai mercati e confermata al termine della riunione del Consiglio direttivo a Francoforte.

Restano quindi fermi il tasso sui depositi al 2%, quello sulle operazioni principali di rifinanziamento al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. I livelli erano stati raggiunti nel giugno 2025 e vengono ora confermati in una fase definita dalla Bce come caratterizzata da elevata incertezza.

Nel corso della conferenza stampa la presidente Christine Lagarde ha sottolineato che la direzione della politica monetaria appare chiara, ma non priva di possibili variazioni. “So in che direzione stiamo andando sui tassi, ma potrebbero esserci cambiamenti enormi”, ha dichiarato.

La decisione di mantenere i tassi fermi è stata, secondo la Bce, unanime, anche se nel dibattito interno sono state prese in considerazione diverse opzioni, incluso un possibile rialzo.

Nel comunicato ufficiale l’istituto segnala un peggioramento del quadro macroeconomico, con rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita che si sono intensificati. A pesare è soprattutto il contesto geopolitico, in particolare il conflitto in Medio Oriente, che ha provocato un aumento delle quotazioni energetiche con possibili effetti sull’andamento dei prezzi e sull’attività economica.

La Bce avverte che la durata e l’intensità dello shock energetico saranno determinanti per le prospettive future dell’inflazione e della crescita, anche attraverso effetti indiretti e di secondo impatto.

Secondo l’istituto, l’area euro si trova ancora in una posizione relativamente favorevole, con inflazione vicina all’obiettivo del 2% e una buona capacità di tenuta dell’economia negli ultimi trimestri. Tuttavia, le aspettative di inflazione nel breve periodo risultano in aumento, mentre quelle a più lungo termine restano saldamente ancorate.

Il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati, assumendo le decisioni di volta in volta a ogni riunione senza vincolarsi a un percorso predefinito dei tassi. Le scelte saranno basate sulle prospettive di inflazione, sui rischi associati, sui nuovi dati economici e finanziari e sulla dinamica dell’inflazione di fondo, oltre che sull’efficacia della trasmissione della politica monetaria all’economia reale.

mercoledì 16 luglio 2025

Inflazione, a giugno lieve aumento del carrello della spesa: +2,8% su base annua


MILANO - A giugno si è registrato un nuovo, seppur lieve, aumento per il cosiddetto "carrello della spesa". Secondo i dati appena diffusi dall’Istat, i prezzi dei beni alimentari, insieme a quelli per la cura della casa e della persona, sono saliti del 2,8% su base annua, rispetto al 2,7% di maggio.

Anche l’inflazione di fondo, che esclude le componenti più volatili, ha mostrato una crescita, passando dal +1,9% di maggio al +2,0% di giugno.

lunedì 30 giugno 2025

Europa: lieve crescita ma persiste la cautela


MILANO
– Le principali borse europee hanno aperto la settimana in terreno positivo, spinte da una moderata fiducia nelle prospettive di sblocco delle tensioni commerciali tra Stati Uniti, Canada e Regno Unito. Il pan‑europeo STOXX 600 ha guadagnato lo 0,2% a 544,47, anche se resta in calo su base mensile .

  • In Germania, il DAX sale dello 0,07% a 24.048 

  • A Parigi, il CAC 40 sale dello 0,16% a 7.703

  • A Londra, il FTSE 100 registra invece un calo dello 0,08% a 8.791, pur restando vicino ai massimi storici di 8.884,92 registrati il 12 giugno.

Tra i settori, in evidenza le difese, in rialzo quasi dell’1%, mentre energia scivola per il calo del greggio . Anche la tecnologia, trainata da STMicroelectronics (+2,6% dopo outlook positivo da J.P. Morgan), contribuisce all’umore positivo.

Fattori da monitorare nei prossimi giorni:

  • Scadenza del 9 luglio per una possibile pausa sui dazi Usa.

  • Dati su inflazione in Germania e Italia in arrivo oggi

  • Visione complessiva delle tensioni geopolitiche, che restano un rischio residuo.

In generale, il mercato opera con prudenza: il recupero del momentum aiuta, ma il bilanciamento tra sconti tariffari e politiche monetarie resta centrale .

giovedì 5 giugno 2025

La BCE taglia ancora i tassi: depositi al 2%, inflazione attesa al target nel 2025


FRANCOFORTE — La Banca Centrale Europea taglia i tassi d'interesse per l'ottava volta dall’estate scorsa, segnando un ulteriore passo nella direzione della normalizzazione monetaria dopo anni di politica restrittiva. La decisione, presa oggi dal Consiglio direttivo, prevede una riduzione di 25 punti base: il tasso sui depositi scende al 2%, quello sui rifinanziamenti principali al 2,15%, mentre il tasso sui prestiti marginali cala al 2,40%.

Una decisione largamente attesa dai mercati, presa “quasi all’unanimità”, come ha spiegato la presidente Christine Lagarde, sottolineando che solo un membro del board ha espresso parere contrario.


Inflazione prevista al 2% nel 2025

La BCE ha anche rivisto al ribasso le sue stime sull’inflazione rispetto a marzo:

  • 2025: 2,0% (rivisto da 2,3%)

  • 2026: 1,6% (rivisto da 1,9%)

  • 2027: 2,0%

Le correzioni tengono conto di una riduzione dei prezzi dell’energia e di un rafforzamento dell’euro, due fattori che hanno contribuito a un rallentamento delle dinamiche inflattive.

La maggior parte degli indicatori di inflazione di base suggerisce una stabilizzazione sostenibile verso l’obiettivo del 2%”, ha spiegato Lagarde, precisando che la traiettoria prevista riflette la direzione desiderata di politica monetaria e l’efficacia delle misure adottate.


Crescita stabile ma fragile

Sul fronte della crescita economica, la BCE conferma la previsione di PIL per l’Eurozona al 2025 allo 0,9%, mentre riduce quella per il 2026 all’1,1% (dal precedente 1,2%). Per il 2027 si conferma una stima dell’1,3%.

L’economia europea mostra segnali contrastanti:

  • La manifattura beneficia di dinamiche commerciali anticipate

  • I servizi domestici, invece, stanno rallentando

  • Un euro più forte e i dazi stanno rendendo più difficile l’export

Ciononostante, secondo Lagarde, l’Eurozona “resta resiliente” grazie a:

  • Un mercato del lavoro robusto

  • Salari in aumento

  • Crescita della spesa per la difesa che stimola l'economia


Lagarde: “Determinata a completare il mio mandato”

La presidente della BCE ha anche smentito le voci su una possibile candidatura alla guida del World Economic Forum. “Sono pienamente determinata a portare a compimento il mio mandato”, ha detto Lagarde, rispondendo a speculazioni circolate nei giorni scorsi.


Incognite all’orizzonte

La BCE avverte che le tensioni commerciali globali e i futuri sviluppi geopolitici potrebbero influenzare in modo significativo le prossime decisioni. “Siamo in una buona posizione per navigare nell’incertezza”, ha assicurato Lagarde, lasciando intendere che ulteriori tagli potrebbero arrivare solo in presenza di un quadro macroeconomico coerente con le attuali proiezioni.

Conclusione: la BCE conferma la sua rotta, proseguendo con cautela nel percorso di allentamento monetario, mentre monitora con attenzione i rischi all’orizzonte. L’inflazione sembra finalmente sotto controllo, ma la crescita resta fragile e dipendente da variabili geopolitiche e commerciali.

martedì 3 giugno 2025

Eurozona, inflazione in calo sotto il 2% a maggio. Migliora anche il mercato del lavoro


MILANO - L'inflazione nell’Eurozona torna finalmente sotto il target del 2%, segnando un importante passo verso la stabilità dei prezzi. Secondo la stima flash di Eurostat, a maggio l'indice dei prezzi al consumo è previsto all'1,9%, in discesa rispetto al 2,2% registrato ad aprile. Si tratta di un segnale incoraggiante per la Banca Centrale Europea, che da mesi monitora con attenzione la dinamica dei prezzi in vista di un possibile allentamento delle politiche monetarie restrittive.

Settori a confronto: alimentari e servizi ancora alti

Nel dettaglio, le principali componenti dell'inflazione mostrano andamenti differenziati:

  • Alimentari, alcol e tabacco: 3,3% (in aumento rispetto al 3% di aprile)

  • Servizi: 3,2% (in forte calo rispetto al 4% del mese precedente)

  • Beni industriali non energetici: stabili allo 0,6%

  • Energia: -3,6%, confermando il calo del mese precedente

In Italia, l’inflazione si mantiene in linea con la media dell’area euro, con una stima dell’1,9%, in leggera flessione rispetto al 2% di aprile.

Disoccupazione in lieve calo nell’Eurozona e in Italia

Oltre alla frenata dei prezzi, arrivano segnali positivi anche dal mercato del lavoro. Ad aprile, il tasso di disoccupazione nell’Eurozona è sceso al 6,2%, in calo rispetto al 6,3% di marzo e al 6,4% dello stesso mese del 2024. Nell’Unione Europea nel complesso, il tasso si è mantenuto stabile al 5,9%, registrando comunque un miglioramento rispetto al 6% dell’anno precedente.

Per quanto riguarda la disoccupazione giovanile (under 25):

  • Nell’Eurozona è calata al 14,4%, rispetto al 14,8% di marzo

  • Nell’Ue è scesa al 14,8%, dal 15% del mese precedente

Anche l’Italia mostra un miglioramento:

  • Disoccupazione generale: 5,9% (dal 6,1% di marzo)

  • Disoccupazione giovanile: 19,2% (dal 20,4% di marzo)

Uno scenario in evoluzione

Il calo dell'inflazione al di sotto del 2% e i segnali di rafforzamento del mercato del lavoro offrono margini di manovra alla BCE, che nella prossima riunione dovrà valutare eventuali tagli ai tassi di interesse. Tuttavia, il costo della vita resta elevato in alcuni settori chiave come i generi alimentari e i servizi, suggerendo cautela nel considerare conclusa la fase critica dell’inflazione.

L’andamento positivo dei principali indicatori economici, unito al progressivo rientro dell'inflazione, conferma un quadro di moderata ripresa, seppure in un contesto globale ancora incerto.

giovedì 6 marzo 2025

Bce: sesto taglio dei tassi, Lagarde avverte sull'incertezza economica


BRUXELLES - La Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso di tagliare i tassi di interesse di 25 punti base per la sesta volta consecutiva da giugno scorso, portando il tasso sui depositi – il principale tasso di riferimento – dal 2,75% al 2,50%. Contestualmente, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali è stato ridotto dal 2,90% al 2,65%, mentre quello sui prestiti marginali è sceso dal 3,15% al 2,90%.

Lagarde: "Elevata incertezza, decisioni dipenderanno dai dati"

La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha spiegato che l'economia dell'Eurozona ha registrato una "crescita modesta" nell'ultimo trimestre del 2024 e che i primi mesi del 2025 hanno confermato la tendenza dello scorso anno. Tuttavia, permangono fattori di rischio: "Un clima di elevata incertezza trattiene gli investimenti e la ripresa dipenderà dalla domanda, purché non vi siano ulteriori escalation nelle tensioni commerciali", ha dichiarato Lagarde.

Inoltre, ha sottolineato che "un aumento della spesa per la difesa e per le infrastrutture potrebbe sostenere la crescita", ma ha ribadito che la BCE "non si impegna su alcun percorso prestabilito" per i tassi di interesse: "Se i dati ci diranno che non è il momento di tagliare, faremo una pausa", ha precisato la presidente dell’Eurotower.

La BCE e il finanziamento della spesa militare europea

Rispondendo a una domanda sul possibile coinvolgimento della BCE nel finanziamento dello sforzo militare annunciato dall’UE, Lagarde ha chiarito che "non spetta alla BCE" occuparsi di tale questione e che esistono altre istituzioni, come la Banca Europea degli Investimenti (BEI), preposte a questo tipo di operazioni. "Il nostro mandato è la stabilità dei prezzi", ha ribadito, evitando di commentare se la situazione attuale rappresenti per la Germania un nuovo "whatever it takes".

Previsioni al ribasso per la crescita economica

La BCE ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica per l'Eurozona nei prossimi anni:

  • 2025: 0,9% (contro l’1,1% previsto a dicembre)
  • 2026: 1,2% (rispetto al precedente 1,4%)
  • 2027: 1,3%

Questa correzione riflette la debolezza degli investimenti e il calo delle esportazioni, influenzati dall’incertezza sulle politiche commerciali ed economiche globali.

Inflazione sotto controllo, ma con pressioni sui prezzi dell'energia

Secondo la BCE, il processo disinflazionistico è in corso, con previsioni aggiornate sull’inflazione:

  • 2025: 2,3% (rivisto al rialzo a causa dell’aumento dei prezzi dell'energia)
  • 2026: 1,9%
  • 2027: 2%

L’inflazione al netto di energia e alimentari si attesterebbe invece al 2,2% nel 2025, al 2% nel 2026 e all'1,9% nel 2027.

La politica monetaria si allenta, ma il credito resta debole

Nel comunicato finale, la BCE evidenzia che la politica monetaria sta diventando meno restrittiva, grazie ai tagli dei tassi che rendono i prestiti più accessibili a famiglie e imprese. Tuttavia, gli effetti dei precedenti rialzi continuano a pesare sui crediti in essere, mantenendo il volume complessivo dei prestiti contenuto.

L'Eurotower resta quindi in una posizione di prudenza, monitorando attentamente i dati economici prima di decidere eventuali ulteriori riduzioni dei tassi nei prossimi mesi.

venerdì 21 febbraio 2025

Inflazione in aumento in Italia: a gennaio 2025 l'indice dei prezzi al consumo cresce dello 0,6%


MILANO - Nel gennaio 2025, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, ha registrato un incremento dello 0,6% rispetto a dicembre 2024 e del 1,5% rispetto a gennaio 2024. Questo dato conferma la stima preliminare fornita dall'Istat, che ha diffuso oggi i risultati definitivi sui prezzi al consumo.

Il "carrello della spesa" e l'inflazione

Nel mese di gennaio, il tasso tendenziale di variazione dei prezzi per i Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, noto come "carrello della spesa", si mantiene a +1,7%. Tuttavia, il tasso dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto è aumentato, passando da +1,7% a +2,0%.

Variazioni regionali dell'inflazione

Analizzando le cinque ripartizioni geografiche, si osserva una generale accelerazione del tasso d'inflazione. Le variazioni percentuali sui dodici mesi risultano superiori alla media nazionale nel Nord-Est (da +1,4% a +1,7%), nel Sud (da +1,3% a +1,7%), nel Centro (da +1,3% a +1,6%) e nelle Isole (da +1,2% a +1,6%). Al contrario, il Nord-Ovest presenta un tasso inferiore (da +1,1% a +1,3%).

Inflazione nelle città

Tra i capoluoghi delle regioni e delle province autonome, e nei comuni non capoluoghi con più di 150.000 abitanti, l'inflazione più elevata si registra a Bolzano e Rimini, entrambe con un indice dei prezzi a +2,5%, seguite da Padova a +2,2%. Le città con l'inflazione più contenuta sono Livorno, Brescia, e Aosta, tutte a +0,9%, e Firenze, che segna un incremento di +0,6%.

martedì 7 gennaio 2025

Inflazione in Italia: a dicembre 2024 l'aumento dei prezzi rallenta


ROMA - Secondo le stime preliminari dell'Istat, l'inflazione in Italia ha registrato nel mese di dicembre 2024 un aumento dello 0,1% su base mensile e un incremento dell'1,3% su base annua, lo stesso valore registrato nel mese precedente.

Anche l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca), che rispecchia la media europea, ha mostrato una variazione su base mensile pari a +0,1% e un incremento del +1,4% su base annua, in decelerazione rispetto al +1,5% di novembre.

Inflazione annuale 2024: un forte calo rispetto al 2023

Nel 2024, l'inflazione media in Italia si attesta al +1,0%, segnando un netto calo rispetto al +5,7% registrato nel 2023. Al netto dei prezzi degli energetici e degli alimentari freschi, definiti come "inflazione di fondo", i prezzi al consumo sono aumentati del 2,0%, in discesa rispetto al +5,1% dell'anno precedente. Anche escludendo i soli prodotti energetici, la crescita è stata del 2,1%, contro il +5,3% del 2023.

L'Istat sottolinea che la principale causa di questo rallentamento dell'inflazione è da attribuire alla forte discesa dei prezzi dei beni energetici, che hanno registrato una riduzione del -10,1%, rispetto al modesto aumento del +1,2% del 2023.

Il carrello della spesa a dicembre

Nel mese di dicembre, il ritmo di crescita dei prezzi dei beni alimentari e per la cura della casa e della persona, il cosiddetto "carrello della spesa", ha registrato un rallentamento: dal +2,3% di novembre al +1,9%. In crescita, invece, i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto, che sono aumentati dal +1,6% al +1,8%.

Per quanto riguarda l'intero anno 2024, Istat osserva che nel settore alimentare si è assistito a un rapidissimo rallentamento della dinamica dei prezzi, che sono aumentati del +2,3% rispetto al +9,8% dell'anno precedente, ma continuano a restare superiori al tasso d'inflazione complessivo.

Inflazione nell'Eurozona

A dicembre 2024, l'inflazione nell'Eurozona ha mostrato un lieve aumento, attestandosi al 2,4%, rispetto al 2,2% di novembre. La componente principale dell'inflazione nell'area euro è stata quella dei servizi, con un incremento del 4% (dal 3,9% di novembre), seguita da alimentari, alcolici e tabacco (+2,7%), beni industriali non energetici (+0,5%) ed energia (+0,1%).

In Italia, l'inflazione è stata pari a 1,4% a dicembre, in calo rispetto all'1,5% di novembre, e seconda solo a quella dell'Irlanda, che ha registrato un tasso di 1%. L'Italia si posiziona tra i paesi con l'inflazione più bassa, superata solo da Irlanda, mentre altri paesi come Croazia (4,5%) e Belgio (4,4%) mostrano tassi più elevati.

lunedì 16 dicembre 2024

Inflazione in aumento a novembre 2024: Istat rivede stima a +1,3% su base annua

Il rialzo del tasso d'inflazione rispetto ai mesi precedenti è stato principalmente influenzato dall'accelerazione dei prezzi dei beni energetici regolamentati, che sono passati da un incremento del 3,9% a un +7,4%. Contestualmente, si è attenuata la flessione dei prezzi dei beni energetici non regolamentati, con la diminuzione che è scesa dal -10,2% al -6,6%. Questi due fattori, legati principalmente ai costi dell'energia, sono stati determinanti nel determinare l'andamento dei prezzi a livello nazionale.

L'inflazione in risalita riflette quindi, da un lato, il recupero dei costi legati all'energia, ma anche un progressivo aumento dei prezzi che potrebbe avere ripercussioni sui consumi delle famiglie italiane. Le stime per il futuro restano soggette all’evoluzione dei costi energetici e a fattori economici globali che potrebbero influire sulla stabilità dei prezzi.

venerdì 29 novembre 2024

Inflazione a novembre 2024: prezzi stabili ma aumento del 1,4% su base annua

MILANO - Secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat, nel mese di novembre 2024 l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC), al lordo dei tabacchi, ha registrato una variazione nulla su base mensile, mentre su base annua l’inflazione ha accelerato, passando dal +0,9% di ottobre al +1,4%.

L’Istat precisa che l’aumento dei prezzi è avvenuto "seppure in un quadro di complessiva stabilità dei prezzi sul piano congiunturale", indicando come, nonostante la stabilità dei prezzi a livello mensile, il "caro vita" abbia comunque continuato a crescere.

Accelerazione nei Beni Alimentari e per la Cura della Casa e della Persona

In particolare, l’inflazione ha subito un’accelerazione nei settori legati ai beni alimentari, alla cura della casa e della persona. I prezzi di questi beni sono aumentati su base annua passando da un +2,0% di ottobre a un +2,6% a novembre, segnando un’impennata dei costi per le famiglie.

Inflazione Acquisita per il 2024 al 1%

L’inflazione acquisita per il 2024, cioè quella che si registra indipendentemente dai futuri sviluppi dei prezzi, si attesta al +1%, a conferma di una dinamica inflazionistica moderata, ma in crescita rispetto ai livelli dell’anno precedente.

In generale, quindi, sebbene i prezzi sul piano congiunturale non abbiano registrato variazioni significative rispetto al mese scorso, l'inflazione tendenziale continua a crescere, soprattutto a causa dell'andamento dei costi legati ai consumi quotidiani delle famiglie italiane.

venerdì 15 novembre 2024

Inflazione ottobre 2024: l'indice dei prezzi al consumo sale dello 0,9% su base annua

ROMA – L'Istat ha reso noti i dati relativi all'indice nazionale dei prezzi al consumo (Nic) per il mese di ottobre 2024, confermando la stima preliminare. Secondo i dati dell'Istituto Nazionale di Statistica, l'inflazione su base annua è aumentata dello 0,9%, un incremento rispetto al +0,7% registrato nel mese precedente. Su base mensile, invece, non si sono registrate variazioni, segnando una sostanziale stabilità dei prezzi rispetto a settembre.

L'Istat commenta che "ad ottobre l'inflazione risale a +0,9%, seppure in un quadro di stabilità congiunturale", indicando che, pur con una leggera accelerazione rispetto al mese precedente, la situazione complessiva dei prezzi si mantiene sostanzialmente stabile.

L'inflazione nel "carrello della spesa"

Un dato significativo riguarda l'andamento dei prezzi nel cosiddetto "carrello della spesa", che include beni alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona. Questi prezzi hanno registrato un’accelerazione significativa, con un aumento del 2% su base annua, in crescita rispetto al +1,0% del mese precedente. Anche i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, come alimenti e beni di prima necessità, sono aumentati, passando da un +0,5% a un +1,0%.

Nonostante l’accelerazione, l'Istat ha lievemente rivisto al ribasso la stima preliminare, che inizialmente indicava un +2,2% per il carrello della spesa.

giovedì 31 ottobre 2024

Istat: inflazione stabile ad ottobre, prezzi al consumo +0,9% su base annua


ROMA – L’Istat ha diffuso oggi le stime preliminari sull’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), esclusi i tabacchi, registrando per il mese di ottobre una variazione nulla rispetto a settembre e un aumento dello 0,9% su base annua. L’incremento segna una lieve accelerazione rispetto al +0,7% registrato a settembre.

Questo lieve rialzo annuo riflette, secondo l'Istat, un andamento in linea con i recenti rincari in alcuni comparti del settore energetico e degli alimentari, pur mantenendo un'inflazione generale sotto l'1%. Il dato offre indicazioni sul mantenimento di una situazione di prezzi pressoché stabili, elemento che potrebbe orientare le future politiche economiche e monetarie del Paese, pur mantenendo un'attenzione vigile sull'andamento dei costi delle materie prime.

giovedì 17 ottobre 2024

Banca Centrale Europea: terzo taglio dei tassi di interesse del 2024

LUBIANA - La Banca Centrale Europea (BCE) ha annunciato un nuovo taglio dei tassi di interesse, il terzo dall'inizio dell'anno, con una diminuzione di 25 punti base. Dopo la riunione tenutasi nei pressi di Lubiana, in Slovenia, il tasso sui depositi scende al 3,25%, mentre il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali è fissato al 3,40% e quello sui prestiti marginali al 3,65%.

In un comunicato, la BCE ha affermato che "le ultime informazioni sull'inflazione indicano che il processo disinflazionistico è ben avviato" e che le prospettive inflazionistiche sono state influenzate da "recenti sorprese al ribasso degli indicatori dell'attività economica". Secondo le analisi, l'attività economica nell'area euro risulta essere "in qualche modo più debole del previsto", evidenziando "rischi orientati al ribasso". Tuttavia, la presidente della BCE, Christine Lagarde, ha espresso fiducia nel fatto che l'economia si rafforzerà nel tempo, grazie a una ripresa dei redditi che potrebbe incentivare un aumento dei consumi delle famiglie, nonostante la disoccupazione si mantenga ai minimi storici.

Lagarde ha sottolineato l'approccio "guidato dai dati" della BCE, specificando che le decisioni vengono prese di volta in volta durante ogni riunione. Questo implica che non è stata introdotta una 'forward guidance', una previsione orientativa sulle decisioni future, come alcuni analisti si aspettavano. La presidente ha chiarito: "Oggi abbiamo preso una decisione basata sulle attuali informazioni disponibili".

Riguardo le prospettive economiche, Lagarde ha escluso l'ipotesi di una recessione per l'area euro, affermando che ci si dirige verso un "atterraggio morbido". Tuttavia, ha messo in guardia sui rischi legati alla crescita economica, evidenziando che un ulteriore inasprimento delle barriere commerciali rappresenterebbe un "rischio al ribasso". La BCE, inoltre, sta monitorando attentamente gli sviluppi in Medio Oriente e in Ucraina, i prezzi del petrolio e le misure di stimolo economico in fase di studio per la Cina.

Questa decisione della BCE potrebbe avere un impatto significativo sulle politiche economiche dei paesi membri dell'Eurozona, contribuendo a creare un contesto di maggiore stabilità per famiglie e imprese. La speranza è che i tagli ai tassi favoriscano una ripresa sostenuta e aiutino a contrastare eventuali difficoltà economiche future.

mercoledì 18 settembre 2024

Borse europee fiacche in attesa della decisione della Fed


MILANO – Le borse europee hanno mostrato una performance fiacca nella prima parte della seduta, in attesa della decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse. Gli investitori sono divisi tra chi prevede un taglio di 50 punti base e chi si aspetta una riduzione più contenuta di 25 punti base.

Londra ha ceduto lo 0,5%, Parigi ha segnato una flessione dello 0,2%, e Francoforte è scesa dello 0,1%. Milano, al contrario, si è mantenuta invariata durante le contrattazioni.

Sul fronte dei bond, i rendimenti sono tornati a salire. Il rendimento del Btp è aumentato di 4 punti base, attestandosi al 3,53%, mentre lo spread con il Bund è rimasto stabile a 136 punti base.

I future su Wall Street sono poco mossi, nonostante il recente record dell'S&P 500. Gli investitori attendono anche il dato finale sull'inflazione dell'Unione Europea, prevista in crescita del 2,2% ad agosto. Questo dato segue la conferma dell'inflazione britannica al 2,2%, in linea con le previsioni.

Nel mercato delle materie prime, il petrolio ha mostrato segni di debolezza. Il Wti è sceso dell'1,2% a 70,3 dollari al barile, e il Brent ha ceduto l'1,1% a 77,9 dollari, influenzato dalle tensioni in Medio Oriente. Il gas europeo è arretrato dell'1,8% a 34,88 euro ad Amsterdam, mentre l'oro ha ritracciato dai massimi, segnando una flessione dello 0,8% a 2.569 dollari l'oncia.

A Piazza Affari, Campari ha registrato un calo del 4% dopo l'uscita del CEO Matteo Fantacchiotti, e Poste Italiane ha perso il 2,2%. In controtendenza, Banco Bpm ha visto un incremento del 2,3%, mentre Leonardo è avanzata dell'1,8%.

mercoledì 31 luglio 2024

Eurozona: inflazione in aumento al 2,6% a luglio 2024


MILANO - L'inflazione nell'area dell'euro dovrebbe attestarsi al 2,6% nel mese di luglio 2024, segnando un leggero aumento rispetto al 2,5% registrato a giugno. Questo dato è stato reso noto dalla stima flash di Eurostat.

Analizzando le principali componenti dell'inflazione, Eurostat prevede che i servizi avranno il tasso annuo più alto a luglio, al 4,0%, leggermente in calo rispetto al 4,1% di giugno. Seguiranno gli alimentari, alcolici e tabacco con un tasso del 2,3%, in diminuzione rispetto al 2,4% di giugno.

Un notevole incremento si registra nel settore dell'energia, con un tasso annuo previsto dell'1,3%, in forte aumento rispetto allo 0,2% di giugno. Infine, i beni industriali non energetici sono attesi con un tasso dello 0,8%, rispetto allo 0,7% del mese precedente.

martedì 2 luglio 2024

Calo della Borsa di Milano dopo i dati sull'inflazione in Eurozona

MILANO - Dopo la pubblicazione dei dati sull'inflazione in zona euro, la seduta della Borsa di Milano prosegue in calo, con il Ftse Mib che registra una perdita dello 0,8%.

L'inflazione nell'eurozona ha influenzato negativamente i mercati, portando ad un ampliamento leggero dello spread tra i titoli di Stato italiani (Btp) e quelli tedeschi (Bund), che ha raggiunto i 153 punti base. I rendimenti dei titoli di Stato italiani sono in rialzo, con un aumento di 2,4 punti base per il decennale italiano, portandolo al 4,129%. Nel frattempo, il rendimento del decennale tedesco rimane stabile al 2,59%.

La reazione del mercato riflette le preoccupazioni degli investitori riguardo all'andamento dell'inflazione nella zona euro e alle possibili implicazioni per le politiche monetarie future della Banca Centrale Europea.

lunedì 17 giugno 2024

Maggio 2024: lieve aumento dell'indice dei prezzi al consumo in Italia


ROMA - Nel mese di maggio 2024, l'Istituto Nazionale di Statistica (Istat) ha comunicato un incremento dello 0,2% su base mensile e dello 0,8% su base annua dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, al lordo dei tabacchi. Questo dato conferma la stima preliminare fornita dall'istituto.

Settori in controtendenza

In controtendenza rispetto all'andamento generale, si è registrato un significativo aumento dei prezzi nei settori dei servizi ricettivi e della ristorazione, con un incremento dell'1,4% rispetto ad aprile e del 4,5% rispetto a maggio 2023. Anche i trasporti e i servizi ricreativi hanno mostrato variazioni positive su base annua (+2,5% e +2,5% rispettivamente), sebbene con alcune fluttuazioni mensili (trasporti -0,5% mese, servizi ricreativi +1,0% mese).

Inflazione di fondo e indice Ipca

L'Istat ha anche confermato la stima preliminare dell'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca), che segna un aumento dello 0,2% su base mensile e dello 0,8% su base annua. L'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, ha rallentato, passando dal +2,1% al +2,0%, così come l'inflazione al netto dei soli beni energetici.

Inflazione acquisita

L'inflazione acquisita per il 2024 è attualmente pari a +0,8% per l'indice generale e a +1,8% per la componente di fondo. Questi dati indicano una moderazione delle pressioni inflazionistiche, pur evidenziando una crescita persistente in alcuni settori.

Indice dei prezzi per famiglie di operai e impiegati

L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, ha registrato una variazione dello 0,2% su base mensile e dello 0,8% su base annua. Questo indice è spesso utilizzato per l'adeguamento dei contratti di locazione e di altre spese correnti.

Carrello della spesa in calo

Un dato positivo per i consumatori riguarda il cosiddetto "carrello della spesa", che ha mostrato un rallentamento su base tendenziale, passando dal +2,3% di aprile al +1,8% di maggio. Anche i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto hanno rallentato, passando dal +2,6% di aprile al +2,5% di maggio.

Conclusioni

I dati di maggio 2024 mostrano un quadro di inflazione moderata in Italia, con settori specifici che registrano aumenti significativi dei prezzi. La stabilità complessiva dei prezzi al consumo suggerisce una certa resilienza dell'economia, mentre i rallentamenti nei prezzi dei beni di consumo quotidiano offrono un po' di sollievo ai consumatori.

venerdì 17 maggio 2024

Inflazione Italia, Istat: in calo tasso annuo


MILANO - Secondo i dati diffusi dall'Istat, nel mese di aprile 2024, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, al netto dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,8% su base annua. Questo rappresenta un calo rispetto al tasso annuale precedente, che era del +1,2%.

L'Istat ha sottolineato che la stima preliminare indicava un tasso annuo dell'0,9%, pertanto si è verificata una leggera revisione al ribasso.

Durante il mese di aprile, l'inflazione è tornata a scendere, riportandosi allo stesso livello registrato a gennaio e febbraio (+0,8%). Questa lieve decelerazione è stata influenzata principalmente dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici non regolamentati, che hanno registrato una contrazione del 13,9% rispetto al mese precedente (-10,3% a marzo), e dei servizi relativi ai trasporti, che hanno registrato un aumento del 2,7% rispetto al +4,5% del mese precedente.

Questa variazione dei prezzi riflette il complesso scenario economico nazionale e internazionale e potrebbe avere implicazioni significative sulle politiche monetarie e fiscali adottate dalle autorità competenti. Resta da vedere come queste dinamiche influenzeranno i consumatori e le imprese italiane nei prossimi mesi.

mercoledì 15 maggio 2024

Inflazione USA spinge al rialzo le Borse europee


MILANO - Le ultime cifre sull'inflazione e sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti hanno alimentato le aspettative di tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, spronando gli investitori a un rialzo degli indici di Borsa in Europa.

A Milano, il Ftse Mib ha registrato un aumento dello 0,61%, incoraggiato anche dalle nuove trimestrali delle grandi aziende. Francoforte ha segnato un incremento dell'0,81%, con Vonovia (+6,7%), Siemens (+6,5%) e Commerzbank (+5,1%) tra i titoli più performanti.

Parigi ha chiuso la sessione in rialzo dello 0,17%, mentre Madrid è stata la migliore con un aumento del 1,2%, trainata da Almirall con un incremento di oltre il 3%. Nel settore immobiliare, i titoli sono saliti di quasi il 3%, mentre settori come industria, energie rinnovabili e servizi di pubblica utilità hanno mostrato una performance superiore.

A Piazza Affari, Interpump ha evidenziato un aumento del 5,39%, sebbene i risultati trimestrali, in linea con le attese, non abbiano sorpreso gli analisti. In testa alla classifica anche Mps, che ha beneficiato di un report positivo da parte di Kws, il quale ha aumentato il target price da 5,68 a 6,36 euro. Nel corso della giornata, inoltre, il rating di Moody's è stato rialzato, portando Mps a chiudere in rialzo del 3,22% a 5,03 euro. Deludente invece la performance trimestrale di Poste (-1,16%), che si è posizionata in fondo alla classifica del Ftse Mib insieme a Diasorin (-1,99%).