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venerdì 28 novembre 2025

Fatturato industria e servizi, a settembre segnali positivi secondo l’Istat


ROMA – A settembre il fatturato dell’industria italiana mostra segnali di crescita, con un aumento congiunturale del 2,1% in valore e del 3% in volume, secondo le stime diffuse dall’Istat, al netto dei fattori stagionali. Il miglioramento interessa sia il mercato interno (+1,5% in valore e +2,7% in volume) sia quello estero (+3,1% e +3,4%).

Il settore dei servizi registra anch’esso un incremento congiunturale (+1,8% in valore e +1,6% in volume), trainato dal commercio all’ingrosso (+2,1% in valore e in volume) e dagli altri servizi (+1,4% in valore e +1,5% in volume).

Crescita tendenziale su anno

Su base annua, il fatturato industriale corretto per gli effetti di calendario segna un aumento del 3,4% in valore e del 3,5% in volume, con una crescita più marcata sul mercato interno (+4,3% in valore e +4,5% in volume) rispetto a quello estero (+1,6% in valore e +2% in volume).

Per i servizi, sempre al netto degli effetti di calendario, la crescita tendenziale è del 4,3% in valore e del 3,7% in volume. A settembre i giorni lavorativi sono stati 22, contro i 21 dello stesso mese del 2024.

mercoledì 26 marzo 2025

Aumento della povertà e dell'esclusione sociale in Italia: nel 2024 cresce la percentuale di popolazione a rischio


MILANO - Nel 2024, la percentuale di popolazione italiana a rischio povertà o esclusione sociale è salita al 23,1%, un lieve aumento rispetto al 22,8% del 2023. Lo ha comunicato l'Istat, che ha anche fornito dettagli sulle varie componenti del fenomeno.

La quota di individui a rischio di povertà resta stabile al 18,9%, così come quella delle persone in grave deprivazione materiale e sociale, che passa dal 4,7% al 4,6%. Tuttavia, si registra un leggero aumento della percentuale di individui in famiglie a bassa intensità di lavoro, che cresce dal 8,9% al 9,2%.

Un altro dato significativo riguarda il reddito annuale medio delle famiglie italiane, che nel 2023 è aumentato in termini nominali del 4,2%, raggiungendo i 37.511 euro. Tuttavia, questo incremento non basta a compensare l'effetto dell'inflazione, con una riduzione del reddito reale del 1,6%.

L'aumento delle persone a rischio povertà e la riduzione del potere d'acquisto delle famiglie evidenziano la crescente difficoltà economica che colpisce una parte significativa della popolazione italiana.

mercoledì 5 marzo 2025

Pil italiano, Istat: lieve crescita nel quarto trimestre del 2024


MILANO - Nel quarto trimestre del 2024, il Pil italiano ha registrato una crescita dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, e un incremento dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2023. I dati, corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati, segnano un "lieve rialzo rispetto alla stima preliminare", che aveva inizialmente indicato una crescita nulla in termini congiunturali e dello 0,5% in termini tendenziali.

L'Istat, che ha diffuso oggi i conti economici del quarto trimestre, ha sottolineato che, pur essendo una crescita modesta, questi dati sono comunque indicativi di una stabilizzazione dell'economia italiana dopo le fluttuazioni registrate nei trimestri precedenti.

La lieve accelerazione rispetto alla stima preliminare è vista come un segnale positivo, che potrebbe alimentare speranze di un ritorno a una crescita sostenibile, seppur contenuta, per la fine dell'anno. Gli analisti continueranno a monitorare l'andamento economico, tenendo conto dei fattori internazionali e delle politiche interne che potrebbero influenzare la ripresa.

venerdì 21 febbraio 2025

Inflazione in aumento in Italia: a gennaio 2025 l'indice dei prezzi al consumo cresce dello 0,6%


MILANO - Nel gennaio 2025, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, ha registrato un incremento dello 0,6% rispetto a dicembre 2024 e del 1,5% rispetto a gennaio 2024. Questo dato conferma la stima preliminare fornita dall'Istat, che ha diffuso oggi i risultati definitivi sui prezzi al consumo.

Il "carrello della spesa" e l'inflazione

Nel mese di gennaio, il tasso tendenziale di variazione dei prezzi per i Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, noto come "carrello della spesa", si mantiene a +1,7%. Tuttavia, il tasso dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto è aumentato, passando da +1,7% a +2,0%.

Variazioni regionali dell'inflazione

Analizzando le cinque ripartizioni geografiche, si osserva una generale accelerazione del tasso d'inflazione. Le variazioni percentuali sui dodici mesi risultano superiori alla media nazionale nel Nord-Est (da +1,4% a +1,7%), nel Sud (da +1,3% a +1,7%), nel Centro (da +1,3% a +1,6%) e nelle Isole (da +1,2% a +1,6%). Al contrario, il Nord-Ovest presenta un tasso inferiore (da +1,1% a +1,3%).

Inflazione nelle città

Tra i capoluoghi delle regioni e delle province autonome, e nei comuni non capoluoghi con più di 150.000 abitanti, l'inflazione più elevata si registra a Bolzano e Rimini, entrambe con un indice dei prezzi a +2,5%, seguite da Padova a +2,2%. Le città con l'inflazione più contenuta sono Livorno, Brescia, e Aosta, tutte a +0,9%, e Firenze, che segna un incremento di +0,6%.

venerdì 15 novembre 2024

Inflazione ottobre 2024: l'indice dei prezzi al consumo sale dello 0,9% su base annua

ROMA – L'Istat ha reso noti i dati relativi all'indice nazionale dei prezzi al consumo (Nic) per il mese di ottobre 2024, confermando la stima preliminare. Secondo i dati dell'Istituto Nazionale di Statistica, l'inflazione su base annua è aumentata dello 0,9%, un incremento rispetto al +0,7% registrato nel mese precedente. Su base mensile, invece, non si sono registrate variazioni, segnando una sostanziale stabilità dei prezzi rispetto a settembre.

L'Istat commenta che "ad ottobre l'inflazione risale a +0,9%, seppure in un quadro di stabilità congiunturale", indicando che, pur con una leggera accelerazione rispetto al mese precedente, la situazione complessiva dei prezzi si mantiene sostanzialmente stabile.

L'inflazione nel "carrello della spesa"

Un dato significativo riguarda l'andamento dei prezzi nel cosiddetto "carrello della spesa", che include beni alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona. Questi prezzi hanno registrato un’accelerazione significativa, con un aumento del 2% su base annua, in crescita rispetto al +1,0% del mese precedente. Anche i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, come alimenti e beni di prima necessità, sono aumentati, passando da un +0,5% a un +1,0%.

Nonostante l’accelerazione, l'Istat ha lievemente rivisto al ribasso la stima preliminare, che inizialmente indicava un +2,2% per il carrello della spesa.

giovedì 31 ottobre 2024

Istat: inflazione stabile ad ottobre, prezzi al consumo +0,9% su base annua


ROMA – L’Istat ha diffuso oggi le stime preliminari sull’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), esclusi i tabacchi, registrando per il mese di ottobre una variazione nulla rispetto a settembre e un aumento dello 0,9% su base annua. L’incremento segna una lieve accelerazione rispetto al +0,7% registrato a settembre.

Questo lieve rialzo annuo riflette, secondo l'Istat, un andamento in linea con i recenti rincari in alcuni comparti del settore energetico e degli alimentari, pur mantenendo un'inflazione generale sotto l'1%. Il dato offre indicazioni sul mantenimento di una situazione di prezzi pressoché stabili, elemento che potrebbe orientare le future politiche economiche e monetarie del Paese, pur mantenendo un'attenzione vigile sull'andamento dei costi delle materie prime.

lunedì 17 giugno 2024

Maggio 2024: lieve aumento dell'indice dei prezzi al consumo in Italia


ROMA - Nel mese di maggio 2024, l'Istituto Nazionale di Statistica (Istat) ha comunicato un incremento dello 0,2% su base mensile e dello 0,8% su base annua dell'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, al lordo dei tabacchi. Questo dato conferma la stima preliminare fornita dall'istituto.

Settori in controtendenza

In controtendenza rispetto all'andamento generale, si è registrato un significativo aumento dei prezzi nei settori dei servizi ricettivi e della ristorazione, con un incremento dell'1,4% rispetto ad aprile e del 4,5% rispetto a maggio 2023. Anche i trasporti e i servizi ricreativi hanno mostrato variazioni positive su base annua (+2,5% e +2,5% rispettivamente), sebbene con alcune fluttuazioni mensili (trasporti -0,5% mese, servizi ricreativi +1,0% mese).

Inflazione di fondo e indice Ipca

L'Istat ha anche confermato la stima preliminare dell'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca), che segna un aumento dello 0,2% su base mensile e dello 0,8% su base annua. L'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, ha rallentato, passando dal +2,1% al +2,0%, così come l'inflazione al netto dei soli beni energetici.

Inflazione acquisita

L'inflazione acquisita per il 2024 è attualmente pari a +0,8% per l'indice generale e a +1,8% per la componente di fondo. Questi dati indicano una moderazione delle pressioni inflazionistiche, pur evidenziando una crescita persistente in alcuni settori.

Indice dei prezzi per famiglie di operai e impiegati

L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, ha registrato una variazione dello 0,2% su base mensile e dello 0,8% su base annua. Questo indice è spesso utilizzato per l'adeguamento dei contratti di locazione e di altre spese correnti.

Carrello della spesa in calo

Un dato positivo per i consumatori riguarda il cosiddetto "carrello della spesa", che ha mostrato un rallentamento su base tendenziale, passando dal +2,3% di aprile al +1,8% di maggio. Anche i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto hanno rallentato, passando dal +2,6% di aprile al +2,5% di maggio.

Conclusioni

I dati di maggio 2024 mostrano un quadro di inflazione moderata in Italia, con settori specifici che registrano aumenti significativi dei prezzi. La stabilità complessiva dei prezzi al consumo suggerisce una certa resilienza dell'economia, mentre i rallentamenti nei prezzi dei beni di consumo quotidiano offrono un po' di sollievo ai consumatori.

venerdì 17 maggio 2024

Inflazione Italia, Istat: in calo tasso annuo


MILANO - Secondo i dati diffusi dall'Istat, nel mese di aprile 2024, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, al netto dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,1% su base mensile e dello 0,8% su base annua. Questo rappresenta un calo rispetto al tasso annuale precedente, che era del +1,2%.

L'Istat ha sottolineato che la stima preliminare indicava un tasso annuo dell'0,9%, pertanto si è verificata una leggera revisione al ribasso.

Durante il mese di aprile, l'inflazione è tornata a scendere, riportandosi allo stesso livello registrato a gennaio e febbraio (+0,8%). Questa lieve decelerazione è stata influenzata principalmente dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici non regolamentati, che hanno registrato una contrazione del 13,9% rispetto al mese precedente (-10,3% a marzo), e dei servizi relativi ai trasporti, che hanno registrato un aumento del 2,7% rispetto al +4,5% del mese precedente.

Questa variazione dei prezzi riflette il complesso scenario economico nazionale e internazionale e potrebbe avere implicazioni significative sulle politiche monetarie e fiscali adottate dalle autorità competenti. Resta da vedere come queste dinamiche influenzeranno i consumatori e le imprese italiane nei prossimi mesi.

martedì 30 aprile 2024

Leggera decelerazione dell'inflazione a aprile: Istat


ROMA - Secondo le stime preliminari dell'Istat, nel mese di aprile l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,2% rispetto al mese precedente e dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questo rappresenta una lieve decelerazione rispetto al mese di marzo, quando l'inflazione era del +1,2% su base annua.

Questo rallentamento è principalmente attribuibile alla dinamica dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati, che hanno registrato un calo del 13,9% rispetto all'anno precedente (rispetto al -10,3% di marzo), e dei Servizi relativi ai trasporti, che hanno segnato un aumento del 2,9% (rispetto al +4,5% di marzo).

Anche l'aumento dei prezzi degli alimentari è rallentato leggermente, passando dal +2,7% di marzo al +2,6% di aprile. Tuttavia, gli energetici regolamentati hanno registrato una decisa ripresa tendenziale, con un aumento dell'0,8% rispetto all'anno precedente (rispetto al -13,8% di marzo), nonostante un calo congiunturale dell'8,2%.

L'Istat commenta che questi dati riflettono una modesta variazione nell'andamento dei prezzi al consumo e suggeriscono una tendenza al rallentamento dell'inflazione, anche se alcuni settori mostrano ancora una certa volatilità.

venerdì 29 marzo 2024

Calo delle nascite e lieve diminuzione della popolazione residente in Italia nel 2023: dati Istat


ROMA - Secondo gli indicatori demografici dell'anno 2023 pubblicati dall'Istituto Nazionale di Statistica (Istat), prosegue il calo delle nascite in Italia. I dati provvisori mostrano che i nati residenti nel Paese sono stati 379.000, con un tasso di natalità pari al 6,4 per mille (rispetto al 6,7 per mille del 2022). La diminuzione delle nascite rispetto all'anno precedente è stata del 3,6%, equivalente a 14.000 unità. Rispetto al 2008, ultimo anno di aumento delle nascite in Italia, si registra un calo di 197.000 unità, corrispondente al 34,2%. Il numero medio di figli per donna scende da 1,24 nel 2022 a 1,20 nel 2023, avvicinandosi al minimo storico di 1,19 figli registrato nel 1995.

Anche la popolazione residente in Italia mostra una lieve diminuzione. All'1 gennaio 2024, la popolazione è di 58 milioni e 990.000 unità (dati provvisori), in calo di 7.000 unità rispetto all'anno precedente (-0,1 per mille abitanti). Questo conferma il rallentamento del calo demografico già evidenziato nel 2022 (-33.000 unità), contraddistinto da un decremento medio annuo dello 0,1 per mille tra il 2014 e il 2021.

La variazione della popolazione mostra una situazione eterogenea nel Paese. Nel Mezzogiorno si registra una variazione negativa del 4,1 per mille, mentre al Nord si osserva un aumento del 2,7 per mille. La situazione è stabile nel Centro, con una variazione dello 0,1 per mille.

martedì 16 gennaio 2024

Inflazione in Italia: dicembre 2023 conferma le stime dell'Istat al 5,7%

MILANO - Il mese di dicembre 2023 ha visto una modesta crescita dell'Indice Nazionale dei Prezzi al Consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, con un aumento dello 0,2% su base mensile e dello 0,6% su base annua, confermando la stima preliminare, come comunicato dall'Istat.

Guardando all'anno nel suo complesso, nel 2023 i prezzi al consumo hanno registrato una crescita media del 5,7%, segnando una significativa differenza rispetto al +8,1% registrato nel 2022. Escludendo gli energetici e gli alimentari freschi, cioè considerando l'"inflazione di fondo", i prezzi al consumo sono cresciuti del 5,1%, rispetto al +3,8% dell'anno precedente. Se si escludono solo gli energetici, la crescita è del 5,3%, in aumento rispetto al +4,1% del 2022.

L'Istituto Nazionale di Statistica attribuisce il rallentamento dell'inflazione su base annua principalmente ai prezzi dei beni energetici regolamentati, evidenziando una flessione accentuata da -34,9% a -41,6%.

Questi dati riflettono una certa stabilità nell'andamento dei prezzi al consumo rispetto alle stime preliminari, ma evidenziano comunque una variazione significativa rispetto all'anno precedente. Il contesto economico, con particolare attenzione agli energetici, continua ad influenzare l'andamento dell'inflazione, offrendo uno spaccato importante per gli analisti e gli addetti ai lavori nell'interpretare le dinamiche economiche in Italia.

lunedì 11 settembre 2023

Produzione industriale in calo a luglio: l'Istat riporta una diminuzione dell'0,7%


Dopo due mesi di ripresa, l'indice della produzione industriale in Italia è tornato a registrare un calo. L'Istituto Nazionale di Statistica (Istat) ha stimato per il mese di luglio una diminuzione dell'0,7% nell'indice destagionalizzato rispetto a giugno. In termini tendenziali, l'indice complessivo, al netto degli effetti di calendario, ha subito una diminuzione del 2,1%, tenendo conto che luglio 2023 ha avuto gli stessi giorni lavorativi di luglio 2022, ovvero 21.

La produzione industriale era aumentata nei mesi di maggio e giugno, ma il calo di luglio ha portato a una media complessiva del periodo maggio-luglio con un aumento dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti.

Nel dettaglio, l'Istat evidenzia che nell'analisi mensile su base congiunturale, l'indice destagionalizzato cresce solo per il settore dell'energia (+3,7%). Al contrario, registra cali nei beni intermedi (-0,5%), nei beni strumentali (-1,5%) e nei beni di consumo (-1,6%). Guardando alle tendenze annuali, tra i principali settori industriali cresce solo la produzione di beni strumentali (+3,0%), mentre calano i beni di consumo (-3,7%), l'energia (-4,0%) e i beni intermedi (-4,5%).

Le uniche attività economiche che presentano variazioni tendenziali positive sono la fabbricazione di mezzi di trasporto (+10,1%), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+5,8%) e la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (+0,4%). Gli altri settori registrano diminuzioni, tra cui le più ampie si verificano nell'industria del legno, della carta e della stampa (-12,3%), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-10,8%) e nell'attività estrattiva (-10,1%).

In sintesi, dopo un breve periodo di crescita, l'indice della produzione industriale ha mostrato una flessione a luglio, coinvolgendo la maggior parte dei principali comparti industriali ad eccezione dell'energia e dei beni strumentali. A livello tendenziale, l'indice generale è in diminuzione, riflettendo una sfida continua per il settore manifatturiero italiano.

venerdì 1 settembre 2023

Chiusura in ribasso per Piazza Affari: flessione dello 0,63%

MILANO - In una giornata caratterizzata da un clima di incertezza e scambi fiacchi su gran parte delle Borse europee, Piazza Affari ha chiuso in ribasso. L'indice Ftse Mib ha registrato una flessione dello 0,63%, terminando la seduta a 28.650 punti.

Questo calo è avvenuto nello stesso giorno in cui l'Istat, l'Istituto Nazionale di Statistica italiano, ha rivisto al ribasso i dati sul PIL del secondo trimestre dell'Italia. Il PIL è stato revisionato al -0,4%, indicando una contrazione dell'economia italiana nel periodo considerato.

La seduta ha riflettuto il clima di incertezza che continua a circondare i mercati finanziari, con gli investitori che tengono d'occhio una serie di fattori, tra cui i dati economici, le questioni geopolitiche e i timori legati alla pandemia.

L'andamento di Piazza Affari e la revisione al ribasso dei dati economici italiani sottolineano la fragilità dell'attuale scenario economico e finanziario, mettendo in evidenza la necessità di monitorare attentamente gli sviluppi futuri e di adottare una strategia prudenziale nelle decisioni di investimento.

venerdì 16 dicembre 2022

Inflazione: Istat conferma stime novembre, +11,8%

ROMA - Confermate dall'Istat nel mese di novembre le stime dell'inflazione. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,5% su base mensile e dell'11,8% su base annua, stabile rispetto al mese di ottobre.

Accelera da +5,3 a +5,6% l'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi; quella al netto dei soli beni energetici sale da +5,9% a +6,1%. L'inflazione acquisita per il 2022 è confermata pari a +8,1% per l'indice generale e a +3,7% per la componente di fondo.

Limate le stime sui beni del cosiddetto "carrello della spesa" dal 12,8% al 12,7%.

lunedì 5 dicembre 2022

Taglio reddito cittadinanza, Istat: 1 beneficiario su 5 lo subirà

ROMA - Saranno colpiti "circa 846 mila individui, vale a dire poco più di un beneficiario su cinque" dalla riduzione della durata del Reddito di cittadinanza nel 2023 colpirà: lo ha detto il presidente dell'Istituto nazionale di statistica, Gian Carlo Blangiardo, in audizione alla Camera sulla manovra di bilancio 2023.

Il taglio, se si considerano i soli beneficiari in età compresa fra 18 e 59 anni, riguarderà oltre un terzo di essi, spiega il presidente.

martedì 8 novembre 2022

Commercio, Istat: a settembre vendite aumentano in valore (+0,5%)

ROMA - Nel mese di settembre 2022 l'Istat stima un aumento congiunturale per le vendite al dettaglio in valore (+0,5%) mentre restano stazionarie in volume.

Le vendite dei beni alimentari crescono in valore (+0,8%) con una flessione in volume (-0,2%), mentre i beni non alimentari aumentano sia in valore sia in volume (+0,4% e +0,1%).

Rispetto al settembre 2021, le vendite al dettaglio aumentano del 4,1% in valore e calano del 2,7% in volume. Le vendite dei beni alimentari crescono in valore (+6,8%) e diminuiscono in volume (-4,5%). Per i beni non alimentari si registra un aumento in valore e una diminuzione in volume (rispettivamente +2,1% e -1,5%).

venerdì 28 ottobre 2022

Istat: inflazione vola ad ottobre a +11,9%, mai così alta dall''84


MILANO - Vola l'inflazione nel mese di ottobre e sfiora il 12%. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra secondo le stime preliminari a ottobre un aumento del 3,5% su base mensile e dell'11,9% su base annua (da +8,9% del mese precedente).

"Bisogna risalire al marzo 1984 per un tendenziale dell'indice generale NIC pari a +11,9%" commenta l'Istat.

"La forte accelerazione si deve soprattutto ai prezzi dei Beni energetici (da +44,5% di settembre a +73,2%) e, in misura minore, ai prezzi dei Beni alimentari (da +11,4% a +13,1%)" prosegue l'Istat.

Secondo le stime inoltre i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona passano da +10,9% a +12,7%, e quelli dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto da +8,4% a +8,9%. I prezzi dei Beni alimentari (da +11,4% a +13,1%), sia lavorati (da +11,4% a +13,4%) sia non lavorati (da +11,0% a +12,9%).

lunedì 10 ottobre 2022

Istat: 2,6 milioni a rischio alimentare in Italia

ROMA - La punta dell’iceberg della popolazione a rischio povertà o esclusione sociale sono le oltre 2,6 milioni di persone che in Italia sono costrette a chiedere aiuto per mangiare. E’ quanto emerge dalle analisi di Coldiretti su dati del Fondo per l’aiuto europeo agli indigenti (Fead) in riferimento al report dell’lstat sulle “Condizioni di vita e reddito delle famiglie”. 

Con l’aumento dei prezzi del carrello della spesa cresce il numero di persone costrette a far ricorso alle mense dei poveri e molto più frequentemente ai pacchi alimentari che – sottolinea la Coldiretti – hanno aiutato tra gli altri 538.423 bambini (di età uguale o inferiore ai 15 anni), 299.890 anziani, 81.963 senza fissa dimora (di età uguale o superiore ai 65 anni), 31.846 disabili.

Fra i nuovi poveri – continua la Coldiretti – ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività colpite dalle misure contro la pandemia e dalla crisi energetica.

Contro la povertà – ricorda la Coldiretti – è cresciuta anche la solidarietà che si è estesa dalle organizzazioni di volontariato alle imprese e ai singoli cittadini a partire dall’esperienza della Spesa sospesa di Campagna Amica grazie alla quale sono stati raccolti oltre 6 milioni di chili di frutta, verdura, formaggi, salumi, pasta, conserve di pomodoro, farina, vino e olio 100% italiani, di alta qualità e a chilometri zero, donati ai più bisognosi.

lunedì 18 luglio 2022

Istat: export a maggio +29,5% su anno

(Pixabay)
ROMA - Si rafforza per l'Istat nel mese di maggio la crescita congiunturale dell'export, ininterrotta da inizio anno, sostenuta dal commercio con i paesi sia Ue sia extra Ue e trainata soprattutto dalle vendite di beni strumentali e beni intermedi. A renderlo noto l'Istituto che registra, rispetto al mede di aprile, una crescita congiunturale "più intensa per le esportazioni" italiane (+4,8%) e lieve per le importazioni (+0,3%).

L'export su base annua segna "una netta accelerazione (+29,5%, da +15,1% di aprile), con incrementi diffusi a tutti i settori e a tutti i principali paesi partner, a esclusione di Russia e Cina".

Per l'import l'incremento tendenziale è del 48,8%. Il deficit energetico dell'Italia a maggio "resta ampio ma si riduce rispetto ad aprile" fino a 8,26 miliardi (era 9,11 miliardi il mese prima ma 2,98 miliardi un anno prima), "per effetto principalmente dei ribassi dei valori medi unitari all'import di gas, greggio ed energia elettrica", secondo l'Istat.

sabato 9 luglio 2022

Povertà triplicata e salari sempre più bassi: cosa dicono i dati Istat

ROMA - Donne, giovani e residenti del Mezzogiorno sono le categorie più colpite. Secondo l'ultimo rapporto dell'Istituto di Statistica il numero di individui in povertà assoluta è quasi triplicato dal 2005 al 2021, passando da 1,9 a 5,6 milioni (il 9,4% del totale), mentre le famiglie sono raddoppiate da 800 mila a 1,96 milioni (il 7,5%), secondo il Rapporto annuale dell'Istat.

La povertà assoluta è tre volte più frequente tra i minori (dal 3,9% del 2005 al 14,2% del 2021) e una dinamica particolarmente negativa caratterizza anche i giovani tra i 18 e i 34 anni (l'incidenza ha raggiunto l'11,1%, valore di quasi quattro volte superiore a quello del 2005, il 3,1%).

Tuttavia, le misure di sostegno economico erogate nel 2020, in particolare reddito di cittadinanza e di emergenza, "hanno evitato a un milione di individui (circa 500mila famiglie) di trovarsi in condizione di povertà assoluta", indica l'Istat.

Il rapporto dell'Istituto di Statistica si riferisce al 2021, ma quest'anno la situazione potrebbe essere ancora più grave a causa della guerra in Ucraina e dell'inflazione galoppante.