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martedì 15 ottobre 2019

Borse europee in rialzo malgrado stime Fmi

MILANO - Non frenano per ora gli acquisti le stime del Fmi su un rallentamento delle economie mondiali e in Europa l'unico listino debole fin dall'avvio resta Londra (-0,34%) con la sterlina forte in attesa che si sciolga il nodo Brexit. Bene invece Parigi (+0,63%), Francoforte (+0,49%) e Milano (+0,57%). In luce a Piazza Affari Pirelli (+2,14%), Poste (+1,84%) e Stm (+1,55%).

mercoledì 2 ottobre 2019

Borse europee ancora giù, Milano -2,4%


MILANO - Rallentano ancora le Borse europee, dopo la decisione del Wto su dazi Usa per beni europei e i timori di una Brexit senza accordo dopo l'ultimatum di Boris Johnson all'Ue ed il taglio delle stime del Pil tedesco. A pesare sui mercati anche i risultati deludenti della manifattura tedesca. Sotto pressione Londra (-3,1%), restano pesanti anche Parigi (-2,7%), Milano (-2,4%), Francoforte (-2,2%) e Madrid (-2,1%).

giovedì 26 settembre 2019

Crescita eurozona a rischio, pesano dazi e Brexit

FRANCOFORTE - Ci sono rischi per le prospettive di crescita dell'Eurozona "orientati al ribasso" e "sono principalmente legati alle incertezze connesse a fattori geopolitici, alla crescente minaccia del protezionismo e alla vulnerabilità dei mercati emergenti". E' quanto rileva la Bce nel bollettino economico, citando esplicitamente la Brexit. Questi rischi sono uno dei fattori che hanno spinto la Bce a varare il nuovo pacchetto di stimolo monetario alla riunione dello scorso 12 settembre.

Di fronte alle prospettive economiche più deboli e dei rischi per la crescita - è l'invito della Banca Centrale Europea -  "i governi interessati da un rallentamento economico che dispongono di margini per interventi di bilancio dovrebbero agire in maniera efficace e tempestiva". L'appello - che chiama in causa direttamente la Germania - arriva dalla Bce nel suo bollettino economico, che invece avverte i Paesi con alto debito pubblico come l'Italia: "devono perseguire politiche prudenti e adoperarsi per il conseguimento degli obiettivi in termini di saldo strutturale".

giovedì 30 agosto 2018

Brexit, Barnier: Ue deve prepararsi per scenario no-deal

BERLINO (Reuters) - Il negoziatore capo per la Brexit dell'Unione europea Michel Barnier ha detto oggi che ci si dovrà preparare per uno scenario no-deal, anche se l'obiettivo rimane un'uscita ordinata.

L'Unione europea deve essere pronta a tutto, ha detto Barnier al canale tedesco Deutschlandfunk: "Ciò include una Brexit no-deal".

Barnier ha aggiunto che la questione del confine irlandese con l'Irlanda del nord rimane "il punto più sensibile" dei negoziati, anche se una soluzione "è possibile".

Intanto, il ministro delle Finanze tedesco Scholz ha dichiarato che è difficile dire se si riuscirà a concludere un accordo sulla Brexit, ma che l'Unione non ha bisogno di una politica "Europe first".

Mercoledì Barnier ha detto che l'Unione europea è pronta a offrire alla Gran Bretagna un rapporto privilegiato con il mercato unico, ma non permetterà nessun accordo che lo indebolisca.

Mancano sette mesi alla Brexit, ma l'accordo tra le due parti deve essere ancora concluso. Molti funzionari si aspettano che la deadline attuale di ottobre venga rimandata.

sabato 9 dicembre 2017

Gentiloni: "Segnali positivi per la crescita dell'Eurozona vicina al 2%"

ROMA - "Abbiamo avuto segnali positivi per la crescita dell’eurozona: quest’anno crescerà probabilmente più degli Stati Uniti. L’Italia è tornata a crescere, una crescita molto superiore a quello 0,8% che si prevedeva un anno fa e a quell'1,5% previsto dal governo; una crescita più vicina al 2%” ha dichiarato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, durante il convegno 'L’Idea democratica e l’avvenire dell’Europa'.

"Volevo salutare con favore gli accordi raggiunti questa mattina a Bruxelles sulla Brexit. Credo sia un accordo positivo e nel Consiglio europeo questo accordo verrà recepito e rilanciato. Credo che i negoziatori europei abbiamo raggiunto progressi sufficienti per andare a una fase successiva, non certo una cosa di cui rallegrarsi, ma certamente questo accordo è un fatto positivo. Rendere più solida l’unione monetaria è un passo principale per rendere più solida e lungimirante l’Unione Europea. Le proposte fatte sono solo l’inizio di un confronto che durerà mesi. Dagli esiti non certi, serve più crescita e convergenza, questi sono gli obiettivi della riforma dell’unione monetaria".

venerdì 8 dicembre 2017

Brexit: Downing Street, a Londra costerà 40-45 miliardi

LONDRA - Al Regno Unito il 'divorzio' dall'Unione Europea costerà fra i 40 e i 45 miliardi di euro. Lo ha reso noto Downing Street, poche ore dopo la conclusione della prima fase del negoziato sulla Brexit a Bruxelles.

lunedì 8 maggio 2017

Brexit, grandi banche puntano a spostare 9.000 posti lavoro da Londra

LONDRA (Reuters) - Le principali banche globali intendono spostare circa 9.000 posti di lavoro dalla Gran Bretagna all'Europa continentale nei prossimi due anni a seguito della Brexit.
È quanto emerge dalle comunicazioni ufficiali e da alcune fonti, con l'esodo del mondo finanziario che comincia a prendere forma.

La scorsa settimana Standard Chartered e JPMorgan hanno svelato i piani per le attività europee dopo Brexit, unendosi a un numero crescente di istituti che stanno accelerando l'addio a Londra.

Il Ceo di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, ha dichiarato in un'intervista che la crescita di Londra come piazza finanziaria potrebbe conoscere una fase di stallo a causa degli stravolgimenti legati alla Brexit.

Goldman, così come Ubs e Citigroup, ha dato indicazioni su come organizzeranno le proprie attività in Europa per assicurarsi l'accesso al mercato unico dell'Unione Europea quando la Gran Bretagna lascerà il blocco.

Deutsche Bank ha dichiarato che circa 4.000 posti di lavoro nel Regno Unito potrebbero essere spostati a Francoforte o in altri paesi Ue per effetto di Brexit.

Due studi condotti separatamente da Oliver Wyman ed Ernst & Young stimano una perdita di posti di lavoro nella finanza a seguito della Brexit in un ampio range tra 4.000 e 232.000 unità.

mercoledì 5 aprile 2017

Brexit, May: libera circolazione persone anche durante attuazione

LONDRA (Reuters) - La premier britannica Theresa May ha lasciato intendere che la libera circolazione delle persone tra Gran Bretagna e Unione europea potrebbe essere prolungata durante la fase di attuazione successiva all'addio di Londra al blocco.

Lo ha riferito la Bbc aggiungendo che May, durante la recente visita in Arabia saudita, ha detto ai cronisti che la fase di attuazione concederà ad aziende e governi un "periodo di tempo" per adattarsi alle nuove restrizioni decise nell'ambito dell'accordo sulla Brexit.

Facendo riferimento allo stesso colloquio tra May e cronisti, il Financial Times ha scritto che la premier ha fatto capire che la Gran Bretagna non concluderà un nuovo accordo commerciale con l'Ue fino a quando non sarà completata la Brexit nel 2019.

giovedì 30 marzo 2017

Borse europee chiudono in rialzo

MILANO - Chiusura positiva per le borse europee, all'indomani dell'avvio da parte del Regno Unito delle procedure della Brexit. In particolare le piazze europee hanno apprezzato i dati positivi del Pil Usa e hanno mostrato particolare turbolenza per le indiscrezioni sull'introduzione dei dazi da parte dell'amministrazione Usa.
   
L'indice Euro Stoxx ha terminato in positivo dello 0,2% a 3.481 punti. Parigi e Francoforte hanno concluso le contrattazioni in rialzo dello 0,4%. In controtendenza Londra che perde lo 0,1%.
   
Molto positivo comparto energetico (+0,9%), l'industria (+0,8%), l'informatica (+0,5%) e la finanza (+1%). In calo gli investimenti immobiliari (-0,8%) e le telecomunicazioni (-0,3%).

domenica 23 ottobre 2016

Brexit, grandi banche via dal Regno Unito nel 2017

ROMA - Le grandi banche presenti nel Regno Unito si preparano a trasferirsi fuori dal paese già all'inizio dell'anno prossimo per i timori crescenti legati alla Brexit, mentre gli istituti più piccoli stanno approntando piani per farlo già prima di Natale. A scriverlo sull'Observer il capo della British Bankers' Association (Bba) Anthony Browne. La maggior parte delle banche, all'epoca del referendum, si e' schierata per rimanere nell'Unione europea.

venerdì 7 ottobre 2016

Brexit, crolla la sterlina

LONDRA - Inizia a farsi sentire l'effetto Brexit. Stamani la Sterlina ha toccato i minimi degli ultimi 31 anni nei confronti del Dollaro a causa della Brexit.

Il Pound perde circa l’1,18% quotato a 1,2468$. L’indice del Dollaro saliva dello 0,32% in attesa dei dati sul lavoro.

La Gran Bretagna potrebbe perdere l’accesso al mercato Ue qualora continuasse con la politica di controllo sull’immigrazione.

Alcuni analisti attribuiscono parte delle perdite a ordini automatici in una giornata caratterizzata da scarsa liquidità.

La valuta britannica perde anche nei confronti dell’Euro cedendo l'1,90%.

giovedì 18 agosto 2016

Bce, nessuna misura in primo meeting post-Brexit

FRANCOFORTE (Reuters) - All'interno del consiglio della Banca centrale europea c'è stato un "vasto consenso" sull'opportunità di non discutere cambiamenti alla politica monetaria all'ultima riunuone, tenutasi il 20-21 luglio, e di valutare l'evoluzione della situazione nei mesi a venire, nonostante i rischi crescenti legati al voto britannico per lasciare l'Unione europea. E' quanto emerge dai resoconti del meeting, che suggeriscono come la Bce, che terrà il prossimo consiglio i 7-8 settembre, non avesse fretta di agire, confortata da una reazione più tranquilla delle attese dei mercati, e nonostante "rischi chiaramente aumentati".

lunedì 25 luglio 2016

Germania, fiducia imprese luglio in lieve calo dopo Brexit ma sopra attese

BERLINO (Reuters) - La fiducia delle imprese tedesche è scesa leggermente a luglio, indicando un minore ottimismo dei dirigenti delle aziende della prima economia europea dopo il voto della Gran Bretagna per lasciare l'Unione europea.

L'indice elaborato dall'istituto economico Ifo, che si basa su un sondaggio mensile fra circa 7.000 imprese, questo mese è scivolato a 108,3 da 108,7 di giugno, risultando comunque migliore delle attese Reuters che convergevano su una lettura di 107,5.

"Questo è dovuto ad aspettative di business molto meno ottimistiche da parte delle imprese. Le valutazioni sulla situazione attuale, per contro, sono migliorate leggermente. L'economia tedesca si dimostra resiliente", commenta il numero uno di Ifo Clemens Fuest.

domenica 24 luglio 2016

G20, "Gb sia partner stretto Ue"

(ANSA/EPA)
CHENGDU - Il G20 finanziario promette il ricorso a tutti "gli strumenti" possibili per rilanciare la crescita sotto pressione con la Brexit che ha aggiunto altre incertezze in un'economia globale alle prese con terrorismo e altre sfide. Lo si apprende nel comunicato finale del vertice di Chengdu, in cui ministri delle Finanze e governatori centrali delle 20 maggiori economie sviluppate ed emergenti auspicano in futuro di "vedere la Gran Bretagna come un partner stretto dell'Unione europea".

sabato 23 luglio 2016

G20, Padoan: da Brexit maggiori incertezze

CINA - Durante la sessione pomeridiana del G20 finanziario di Chengdu "si è parlato molto di Brexit: si è detto da una parte che lo shock iniziale è stato ben assorbito dai mercati, meglio di quanto si pensasse. Però le conseguenze di medio termine sono ancora poco chiare perché non si sa quale e quando si instaurerà il processo negoziale tra Gran Bretagna e Unione europea". Così il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

Padoan ha aggiunto come il nuovo cancelliere dello Scacchiere britannico Philip Hammond abbia detto "che in ogni caso l'Inghilterra sarà impegnata in un'economia aperta e integrata globalmente e che conta su una Ue forte anche se a 27 e non a 28".

martedì 19 luglio 2016

Brexit, Fmi lima ribasso Pil Italia: +0,9% in 2016

ROMA - Il Pil dell'Italia crescerà dello 0,9% nel 2016 e dell'1,0% nel 2017. Lo prevede il Fmi, rivendendo al ribasso le stime di crescita italiane di 0,1 punti percentuali per tutti e due gli anni. Nell'Article IV sull'Italia il Fmi aveva anticipato la revisione al ribasso della crescita, precisando che a pesare è la Brexit, che ha spinto il Fmi a tagliare anche le stime di crescita globali.

Il Fondo Monetario taglia le stime di crescita dell'economia globale con la Brexit, che rappresenta "un importante rischio al ribasso per l'economia". Il Pil globale crescerà nel 2016 del 3,1%, 0,1 punti percentuali in meno rispetto alla stima di aprile. Nel 2017 la crescita accelererà al +3,4%, ancora 0,1 punti percentuali in meno rispetto alle precedenti previsioni.

La Brexit si traduce in "un sostanziale aumento dell'incertezza economica, politica e istituzionale" con conseguenze negative soprattutto in Ue.

martedì 12 luglio 2016

Borse europee chiudono a massimi da Brexit

MILANO - Chiudono bene le Borse europee, con la sola eccezione di Londra, che ha terminato la seduta sostanzialmente piatta (-0,03% a 6.680 punti). Parigi ha chiuso in rialzo dell'1,62%, a 4.333 punti mentre Francoforte ha guadagnato l'1,33% a 9.964 punti.

A svettare in Europa Milano (+2,83% a 16.721 punti) e Madrid (+2,42% a 8.506 punti).

I listini del Vecchio Continente sono sui massimi dal referendum sulla Brexit.
   

venerdì 8 luglio 2016

Brexit, Moody's riduce stime crescita GB, rischio maggiore è contagio politico

(Reuters) - Il voto sulla Brexit potrà frenare la crescita dell'economia britannica per via dei suoi effetti sulla fiducia anche se il maggiore rischio derivante dall'esito del referendum è quello di un contagio politico tra i paesi Ue.

E' quanto sostiene Moody's che ha ridotto le stime sulla crescita della Gran Bretagna all'1,5% per il 2016 e all'1,2% per il 2017, dalla precedenti previsioni di 1,8% e 2,1%.

L'agenzia di rating ha anche abbassato le previsioni sulla crescita dell'area euro a 1,5% per l'anno in corso e 1,3% per il prossimo da 1,7% e 1,6% per tenere conto degli sviluppi specifici a livello di singolo paese insieme ad un limitato effetto di ricaduta derivante dalla Brexit.

giovedì 7 luglio 2016

Bce: Brexit potrebbe avere impatto 'significativo' per zone euro

FRANCOFORTE (Reuters) - La Brexit potrebbe avere un impatto significativamente negativo per la zona euro, ridimensionando le prospettiva di crescita che già deve fronteggiare venti contrari.

E' quanto si legge nel resoconto della riunione del consiglio di politica monetaria della Banca cenrale europea, tenutosi il 2 giugno, tenutosi prima del referendum del 23 giugno che ha poi decretato la volonta dei britannici di lasciare l'Unione europea.

L'istituto centrale di Francoforte sottolinea che servirà tempo per vedere gli effetti complessivi delle misure di stimolo già decise ma non ancora implementate, soprattutto per quanto riguarda gli acquisti di corporate bond e la nuova tornata di finanziamenti a basso costo per le banche.

Durante la riunione è stato toccato il tema della scarsità di titoli sovrani acquistabili nel programma di quantitative easing.

La disponibilità di titoli acquistabili da Francoforte si è ulteriormente ridotta rispetto a giugno e ora circa un terzo dei governativi dell'area euro offre un rendimento sotto -0,4%, soglia sotto la quale non possono essere inseriti nel paniere Bce, secondo dati TradeWeb.

Già il 2 giugno all'interno del consiglio era stata sollevata la questione ed era stato sottolineato come i mercati vedessero difficoltà per Francoforte nel trovare debito sufficiente da acquistare, con conseguente rischio di volatilità sui prezzi.