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mercoledì 9 aprile 2025

Trump stringe la morsa sui dazi: Cina convoca vertice d'emergenza, Meloni vola da Trump


Washington/Pechino/Roma - Gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, hanno imposto una nuova ondata di tariffe doganali che colpiscono decine di partner commerciali, con un focus particolare sulla Cina. I nuovi "dazi reciproci", che sostituiscono le aliquote base entrate in vigore sabato, sono calibrati su circa 60 economie e variano dall'11% al 50%. La rappresaglia diretta contro Pechino porterà l'aliquota a un sorprendente 104%.

Cina in stato di allerta

Secondo quanto riporta Reuters, la Cina ha convocato un vertice d'emergenza, possibilmente già oggi, per definire contromisure volte a rilanciare l'economia e stabilizzare i mercati finanziari, in un contesto di crescente tensione nella guerra commerciale con gli Stati Uniti. Gli economisti temono che questa escalation possa portare a una significativa frenata della crescita cinese nel 2025, potenzialmente attestandosi all'1-2% del PIL.

Borse asiatiche in calo, Hong Kong in controtendenza

Le Borse asiatiche hanno reagito negativamente alla notizia, con Tokyo che ha chiuso la seduta in forte ribasso. Anche i mercati europei hanno aperto la giornata in territorio negativo. Tuttavia, la Borsa di Hong Kong ha mostrato una sorprendente resilienza, chiudendo in rialzo dello 0,68% grazie a un rally finale. Anche Shanghai e Shenzhen hanno registrato guadagni, rispettivamente dell'1,31% e dell'1,77%.

Meloni pronta al dialogo con Trump

La premier Giorgia Meloni, che ieri ha incontrato la task force ministeriale sui dazi, sta valutando possibili aiuti alle imprese italiane qualora si rendessero necessari. Nel frattempo, cerca un canale di dialogo diretto con Washington: è previsto un suo viaggio negli Stati Uniti per incontrare Donald Trump il 17 aprile. L'obiettivo è comprendere appieno la portata delle nuove tariffe e cercare soluzioni che tutelino gli interessi dell'economia italiana.

venerdì 27 dicembre 2024

Natale 2024 in Italia: spesi 9 miliardi di euro tra regali, cibo e viaggi

ROMA – La settimana di Natale in Italia ha visto una spesa complessiva di 9 miliardi di euro, tra acquisti di prodotti alimentari, regali e viaggi, segnando un bilancio positivo per il commercio nazionale. Questo dato è stato diffuso da Confesercenti, che definisce il periodo come un "Natale con i fiocchi", anche se, come sottolineato dall’associazione, il balzo finale non compensa completamente l’andamento più lento delle vendite nella prima parte di dicembre.

Secondo il sondaggio condotto tra gli associati, la seconda metà di dicembre ha visto un'accelerazione significativa degli acquisti, con un netto recupero per le attività commerciali di vicinato, che hanno avuto la meglio sull’e-commerce nella corsa agli ultimi regali. Il 78% delle imprese ha segnalato una ripresa delle vendite rispetto alla settimana precedente, con un particolare boom degli acquisti last-minute. Tra i regali più richiesti, spiccano prodotti e accessori di abbigliamento, che hanno dominato sia la classifica generale che quella degli acquisti dell'ultimo minuto.

Seguono al secondo posto i prodotti gastronomici, con un’impennata nelle vendite di cibi e bevande da regalare. Giocattoli, libri e prodotti da enoteca sono risultati anch’essi molto apprezzati sotto l’albero, con un grande successo delle bollicine italiane, che hanno conquistato molti italiani come regalo natalizio.

Per quanto riguarda gli acquisti alimentari, l’associazione spiega che la spesa è stata prevalentemente indirizzata verso cene e pranzi domestici. Oltre l’80% degli italiani ha scelto di trascorrere il 24 e 25 dicembre a casa propria o da parenti, privilegiando i prodotti tradizionali della tavola natalizia. Il panettone, sempre più spesso artigianale, ha surclassato il pandoro come dolce natalizio preferito. Per quanto riguarda le cene della Vigilia di Natale, i piatti a base di pesce sono stati i protagonisti, mentre nei pranzi di Natale sono emersi in particolare i prodotti tipici dei monti italiani, con un maggiore consumo di carne rispetto ai piatti di pesce.

Confesercenti ha espresso ottimismo per il proseguimento della stagione di consumi, auspicando che l’accelerazione delle vendite continui anche fino al 31 dicembre. Secondo l’associazione, un buon andamento delle vendite nelle settimane che precedono il Natale è spesso un segnale di positività anche per gli ultimi giorni dell'anno, con molti esercizi commerciali che puntano a registrare ottimi risultati in occasione di San Silvestro e con l’avvio dei saldi invernali, che potrebbero rappresentare un ulteriore stimolo per il commercio locale.

giovedì 25 gennaio 2024

Crisi nel Mar Rosso: danni per 8,8 miliardi al commercio estero italiano

ROMA - Tra novembre 2023 e gennaio 2024, la crisi nel Mar Rosso ha inflitto danni significativi all'economia italiana, ammontanti a 8,8 miliardi di euro, equivalenti a 95 milioni al giorno. La stima è stata fornita da Confartigianato, che ha analizzato l'impatto del calo del traffico delle navi mercantili tra l'Oceano Indiano e il Mar Rosso sulle dinamiche dell'interscambio commerciale dell'Italia con Asia, Oceania, paesi del Golfo Persico e del Sud-est dell'Africa.

Negli ultimi tre mesi, l'Italia ha subito una perdita di 3,3 miliardi di euro (35 milioni al giorno) a causa di mancate o ritardate esportazioni e 5,5 miliardi di euro (60 milioni al giorno) per il mancato approvvigionamento di prodotti manifatturieri. Confartigianato ha anche delineato l'impatto sulle esportazioni delle diverse regioni italiane, evidenziando la Lombardia come la più colpita, con 12,9 miliardi di euro, seguita da Emilia-Romagna (9,4 miliardi), Veneto (5,7 miliardi), Toscana (4,7 miliardi), Piemonte (4,2 miliardi) e Friuli-Venezia Giulia (2 miliardi).

Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, avverte sulle possibili conseguenze della crisi del Mar Rosso, unite alla stretta monetaria in corso e alle regole europee di bilancio riattivate. Sottolinea l'importanza di implementare tutte le misure, in particolare l'attuazione del Pnrr, per rafforzare la fiducia delle imprese e prevenire il rischio di una frenata nell'occupazione e nel ciclo espansivo dell'economia italiana.

mercoledì 3 gennaio 2024

Saldi invernali 2024, 'Stagione fredda mai arrivata': Confesercenti-Ipsos svelano le tendenze degli acquisti in Italia

BARI - In Italia, i tanto attesi saldi invernali 2024 sono ufficialmente iniziati oggi e si protrarranno fino al 5 gennaio, segnando il primo grande appuntamento commerciale dell'anno. Tuttavia, il cambiamento climatico ha complicato la situazione per i commercianti, con temperature eccezionalmente miti che hanno drasticamente ridotto gli acquisti delle collezioni autunno-inverno.

Quattro italiani su dieci hanno già pianificato di approfittare dei saldi, con un budget medio di 267 euro a persona. Tuttavia, il 38% prevede di spendere meno di 150 euro. La cautela dei consumatori è evidente, con il 56% che dichiara di acquistare solo in presenza di un'offerta convincente, riflettendo una maggiore attenzione nelle decisioni d'acquisto.

Il sondaggio di IPSOS per Confesercenti sottolinea che il 40% degli acquirenti ha già individuato cosa comprare, concentrando le attenzioni soprattutto sulle calzature (58%) e maglioni/felpe (56%). Tuttavia, il cambiamento climatico ha reso difficile per i negozi vendere a prezzo pieno, con un calo medio del 46% nelle vendite delle collezioni autunno-inverno.

La preferenza per gli acquisti rimane saldamente nei negozi fisici, scelti dall'83% dei consumatori rispetto al 51% che prevede di acquistare online. La sensazione di maggiore sicurezza nei punti vendita fisici convince il 47% degli intervistati.

Le piccole e medie imprese del commercio moda partecipano massicciamente alle vendite, nonostante il 92,1% ritenga che l'inizio dei saldi, solo pochi giorni dopo l'inizio 'astronomico' dell'inverno, sia troppo anticipato. Fismo Confesercenti chiede una revisione delle norme che disciplinano i saldi per consentire un periodo più adeguato alla commercializzazione delle merci a prezzo pieno.

In conclusione, mentre i consumatori si preparano a fare affari durante i saldi, il settore commerciale affronta sfide derivanti da un cambiamento climatico che influenza non solo le vendite ma anche il periodo stesso dei saldi.

lunedì 16 gennaio 2023

Prezzi, dalla lista della spesa allo slalom tra i negozi: ecco i trucchi

Pixabay

ROMA - Dalla lista della spesa per mettere sotto controllo gli acquisti d’impulso, che è diventata una abitudine per l’81% degli italiani, allo slalom tra i negozi per cercare le offerte piu’ convenienti con l’83% che punta su prodotti in promozione mentre il 72% degli italiani si reca direttamente nei discount. Sono queste alcune delle strategie salva tasche adottate in tempi di inflazione secondo lo studio Coldiretti/Censis sui comportamenti per far fronte al caro prezzi nel carrello favorito dai rincari energetici, con le difficoltà che si trasferiscono dai campi alla tavola lungo tutta la filiera.

C’è anche chi infatti nella situazione di difficoltà – sottolinea la Coldiretti – preferisce fare una spesa etica con 8 italiani su 10 (80%) che acquistano ovunque possibile prodotti agricoli italiani, perché li considerano di qualità più alta ma anche per dare supporto economico alle imprese agricole italiane. Quasi sette italiani su 10 (69%) cercano regolarmente di prodotti a chilometro zero che consumano meno carburanti e garantiscono maggiore freschezza con il 50% che effettua acquisti nei mercati dei contadini con l’obiettivo di sostenere le realtà locali, ridurre l’impatto ambientale dei lunghi trasporti e garantirsi prodotti più freschi che durano di più.

Un impegno sostenuto dalla Coldiretti con la più estesa rete di vendita diretta nel mondo con 15mila agricoltori aderenti in quasi 1200 mercati di Campagna Amica lungo la Penisola. Le difficoltà delle famiglie infatti si trasferiscono direttamente sulle imprese dove l’aumento dei costi di produzione colpisce duramente l’intera filiera agroalimentare a partire dalle campagne dove più di 1 azienda agricola su 10 (13%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività, ma ben oltre 1/3 del totale nazionale (34%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’esigenza di “raddoppiare da 5 a 10 miliardi le risorse destinate all’agroalimentare nel Piano nazionale di ripresa e resilienza spostando fondi da altri comparti per evitare di perdere i finanziamenti dell’Europa”.

Nell’ambito del Pnrr abbiamo presentato tra l’altro – precisa Prandini – progetti di filiera per investimenti dalla pasta alla carne, dal latte all’olio, dalla frutta alla verdura con più di 50 proposte e migliaia di agricoltori, allevatori, imprese di trasformazione, università e centri di ricerca coinvolti.  Un impegno che – conclude Prandini – ha l’obiettivo di combattere la speculazione sui prezzi con una più equa distribuzione del valore lungo la filiera per tutelare i consumatori ed il reddito degli agricoltori dalle pratiche sleali.

giovedì 24 novembre 2022

Black Friday: Adiconsum, non c’è obbligo di acquisto. Fallo solo se serve e se è sostenibile

Victoria_watercolor/Pixabay

BARI - Da alcuni anni i consumatori di tutto il mondo compresi quelli italiani attendono tutto l’anno la settimana del Black Friday. Ma è davvero ancora così conveniente?

Come Adiconsum Puglia attraverso le segnalazioni pervenuteci stiamo notando che come al solito quella che doveva rivelarsi come la possibilità di acquistare a prezzi scontati quel prodotto di cui si aveva bisogno e che era inaccessibile per il tuo budget, in realtà non è sempre così.

Ormai il Black Friday è diventato un evento super programmato sia dai commercianti dei negozi fisici che da quelli online, tant’è che ormai il Black Friday non è più solo riservato alla giornata del venerdì, ma può riguardare tutto il mese di novembre o tutta la settimana che comprende la giornata del Black Friday vero e proprio.

E che dire poi dei prezzi? In moltissimi casi i prezzi sono stati aumentati in precedenza per far vedere che lo sconto applicato sia effettivamente vantaggioso.

Adiconsum, in quanto associazione a difesa dei consumatori e promotrice di un consumo responsabile e sostenibile, ritiene che gli acquisti debbano essere fatti in base ad una serie di criteri che rispondano criteri di sostenibilità e cioè che siano acquisti che non impattano in maniera negativa sull’ambiente, che abbiano un giusto rapporto qualità-prezzo, che siano prodotti, distribuiti, commercializzati nel rispetto dei lavoratori.

Acquista solo se ti serve e se è sostenibile

Fatte le dovute considerazioni, se sei proprio sicuro di aver bisogno di quel prodotto e che, in occasione del Black Friday il prezzo offerto online è buono, ricordati di seguire il Vademecum di Adiconsum e Centro Europeo Consumatori Italia:

1) Verifica l’identità del venditore
2) Leggi le recensioni di altri acquirenti
3) Controlla se il sito gode di un marchio di fiducia (ad es. sigillo Netcomm)
4) Valuta la presentazione generale del sito
5) Prendi visione dei tuoi diritti sul sito del venditore
6) Osserva bene le foto del prodotto
7) Occhio al prezzo!
8) Controlla sul sito ufficiale del brand la lista dei venditori autorizzati
9) Scegli un mezzo di pagamento sicuro
10) Presta attenzione ai prodotti ricondizionati.

Per informazioni telefonare allo 0805968295 o scrivere a puglia@adiconsum.it

martedì 8 novembre 2022

Commercio, Istat: a settembre vendite aumentano in valore (+0,5%)

ROMA - Nel mese di settembre 2022 l'Istat stima un aumento congiunturale per le vendite al dettaglio in valore (+0,5%) mentre restano stazionarie in volume.

Le vendite dei beni alimentari crescono in valore (+0,8%) con una flessione in volume (-0,2%), mentre i beni non alimentari aumentano sia in valore sia in volume (+0,4% e +0,1%).

Rispetto al settembre 2021, le vendite al dettaglio aumentano del 4,1% in valore e calano del 2,7% in volume. Le vendite dei beni alimentari crescono in valore (+6,8%) e diminuiscono in volume (-4,5%). Per i beni non alimentari si registra un aumento in valore e una diminuzione in volume (rispettivamente +2,1% e -1,5%).

venerdì 14 ottobre 2022

Confcommercio, a ottobre inflazione al 10%

MILANO - Nel mese di ottobre l'inflazione si attesta al 10%. Secondo la congiuntura di Confcommercio, sulla base della dinamica delle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, si stima per il mese di ottobre una variazione dell'1,5% in termini congiunturali e del 9,8% su base annua.

La "netta" accelerazione dell'inflazione, evidenzia Confcommercio, "pur derivando in larga misura dai consistenti incrementi dei prezzi dell'energia, riflette il diffondersi della tendenza all'aumento anche ad altri comparti, in primo luogo l'alimentare".

venerdì 7 ottobre 2022

Commercio: gli italiani tagliano il cibo nel carrello (-3,2%)

ROMA - Il caro bollette taglia del 3,2% gli acquisti alimentari degli italiani nel 2022 che sono però costretti a spendere il 4% in più a causa dei rincari determinato dalla crisi energetica e delle materie prime mentre in Europa si cerca un accordo sul tetto al prezzo del gas. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti nei primi otto mesi dell’anno su dati Istat relativi al commercio al dettaglio ad agosto che rispetto allo stesso periodo del 2021 fanno registrare una diminuzione delle quantità di beni alimentari acquistate, in controtendenza rispetto ai beni non alimentari che crescono in volume del 4,6%.

L’impatto dell’inflazione è evidente dal fatto che – sottolinea la Coldiretti – volano gli acquisti di cibo low cost con i discount alimentari che fanno segnare nei primi otto mesi un balzo del + 9,5% nelle vendite in valore, il più elevato nel dettaglio. Il risultato dei discount – precisa la Coldiretti – evidenzia la difficoltà in cui si trovano le famiglie italiane che, spinte dai rincari, orientano le proprie spese su canali a basso prezzo rinunciando anche alla qualità.

Più di un italiano su due (51%) infatti taglia la spesa nel carrello a causa dell’aumento record dei prezzi trascinato dai rincari energetici e dagli effetti della guerra in Ucraina che riduce il potere d’acquisto dei cittadini, secondo i risultati dell’indagine condotta sul sito www.coldiretti.it dalla quale si evidenzia che un altro 18% di cittadini dichiara di aver ridotto la qualità degli acquisti, costretto ad orientarsi verso prodotti low cost per arrivare a fine mese, mentre un 31% di cittadini non ha modificato le abitudini di spesa.

Gli italiani – sottolinea la Coldiretti – vanno a caccia dei prezzi più bassi anche facendo lo slalom nel punto vendita, cambiando negozio, supermercato o discount alla ricerca di promozioni per i diversi prodotti. Accanto alla formula tradizionale del 3×2 ed ai punti a premio – precisa la Coldiretti – si sono moltiplicate e differenziate le proposte delle diverse catene per renderle meno confrontabili tra loro e più appetibili ai clienti: dalle vendite sottocosto che devono seguire regole precise ai buoni spesa.

Ma a rischio alimentare ci sono soprattutto gli oltre 2,6 milioni di persone che in Italia – evidenzia Coldiretti – sono costrette a chiedere aiuto per mangiare con i pacchi dono o nelle mense di carità e rappresentano la punta dell’iceberg delle difficoltà in cui rischia di trovarsi un numero crescente di famiglie a causa dell’inflazione spinta dal carrello della spesa per i costi energetici e alimentari.

Una situazione destinata ad esplodere in autunno colpendo una filiera agroalimentare vale 575 miliardi di euro, quasi un quarto del Pil nazionale, e vede impegnati ben 4 milioni di lavoratori in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio, secondo l’analisi della Coldiretti. In agricoltura si registrano infatti aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio fino al +500% delle bollette per pompare l’acqua per l’irrigazione dei raccolti. Ma aumenti riguardano anche il vetro che costa oltre il 50% in più rispetto allo scorso anno, il 15% il tetrapack, il 35% le etichette, il 45% il cartone, il 60% i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al +70% per la plastica, secondo l’analisi Coldiretti.

“Bisogna intervenire subito sui rincari dell’energia che mettono a rischio imprese e famiglie in settori vitali per il Paese” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “rischiamo un crack alimentare, economico e occupazionale visto che proprio in questi mesi si concentrano le produzioni agricole tipiche del Made in Italy e della Dieta Mediterranea con le loro lavorazioni per olio, vino, ortaggi e frutta per conserve, succhi e derivati”.

lunedì 27 dicembre 2021

Coldiretti: niente regali di Natale per 1 italiano su 5

(Pixabay)

ROMA - Niente regali sotto l’albero per oltre un italiano su 5 (21%) per scelta ma anche a causa delle preoccupazioni e delle difficoltà causate dalla pandemia che hanno ridotto la disponibilità di spesa delle famiglie. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixe’ dalla quale si evidenzia timore diffuso per gli effetti della variante Omicron su economia ed occupazione.

L’aumento di quanti sono costretti a rinunciare a fare  regali rappresenta, infatti – sottolinea Coldiretti -, la punta dell’iceberg della situazione di disagio che vede in Italia oltre 4,8 milioni di poveri costretti nelle feste di Natale a chiedere aiuto per il cibo da mangiare nelle mense o con la distribuzione di pacchi alimentari.

Fra i nuovi poveri nel Natale 2021 – sottolinea la Coldiretti – ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie che sono state danneggiate dalla limitazioni rese necessarie dalla diffusione dei contagi per Covid.

Persone e famiglie che mai prima d’ora – precisa la Coldiretti – avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche. E guardando al futuro prossimo oltre alle persone a rischio povertà alimentare, vi è un 17,4% degli italiani che per paura di non farcela dovrà limitarsi alle sole spese basic, tra casa e alimentazione.

Contro la povertà – continua la Coldiretti – scatta però anche la solidarietà con oltre quattro italiani su dieci (43%) che quest’anno in occasione del Natale fanno donazioni o sono coinvolti in qualche opera di beneficenza, secondo l’ultima indagine Coldiretti/Ixe’.

Proprio per aiutare a combattere le nuove povertà è scattata la distribuzione di circa mezzo milione di chili di cibi e bevande gourmet per i nuovi poveri nella settimana di Natale per offrire a tutti la possibilità di mettere in tavola i migliori prodotti agroalimentari Made in Italy e passare delle feste più serene, promossa da Coldiretti, Campagna Amica e Filiera Italia con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche e sociali del Paese. L’obiettivo è dare la possibilità anche ai più poveri di gustare il meglio della gastronomia nazionale per ricordare che insieme all’emergenza sanitaria bisogna combattere quella economica ed occupazionale.

Decine di mezzi sono stati organizzati per le consegne lungo tutta la Penisola per procedere alla distribuzione a nuclei familiari in stato di bisogno individuati da Coldiretti/Campagna Amica insieme ai servizi sociali dei comuni e alle parrocchie. Ogni famiglia è destinataria di un pacco di oltre 50 chili con prodotti 100% Made in Italy – spiega Coldiretti – dalla pasta ai legumi, dalla passata di pomodoro al cotechino, dal prosciutto crudo alla farina, dal Grana Padano al Parmigiano Reggiano, dal Provolone al latte UHT, dal panettone al pandoro, dall’olio extra vergine di oliva alla mortadella, dalla carne in scatola al mascarpone, dai biscotti per bambini agli omogeneizzati.

Ma tutti i cittadini che fanno la spesa nei mercati e nelle fattorie di Campagna Amica diffusi lungo la Penisola possono anche decidere di donare cibo e bevande alle famiglie più bisognose sul modello dell’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso si tratta però di prodotti enogastronomici di qualità e a km zero.

sabato 19 dicembre 2020

Confesercenti: "4 miliardi di euro in meno di consumi rispetto al 2019"

BARI - L’emergenza pandemica da Covid 19 smorza gli entusiasmi per lo shopping natalizio che perde – secondo il sondaggio di Confesercenti - 2 consumatori su 3 e oltre 4miliardi di euro di incasso rispetto al 2019.

‘L’incertezza dilagante è il frutto della lunga emergenza che ci ha sfiniti – lamenta Benny Campobasso, presidente di Confesercenti Puglia –, condizionando i nostri comportanti e influenzando le scelte consumistiche tipiche di questo periodo dell’anno. Una famiglia su tre dichiara di aver ridotto i consumi, il 13% segnala di arrivare a fine mese solo tirando la cinghia, il 4% di non arrivarci affatto. Il 46% degli intervistati (l’anno scorso era il 42%) teme per la tenuta della situazione economica del Paese che si riflette inevitabilmente sulle prospettive economiche personali e della famiglia secondo il 34% pari ad un italiano su tre’.

Alla luce di tutto ciò, può sembrare secondario il tema degli acquisti natalizi. Ma non lo è! Anzi. Le attività commerciali sono in sofferenza e lo saranno ancora di più se l’emergenza non si spegne o – nel perdurare - non si corre ai ripari con sostegni economici importanti alle categorie commerciali. È evidente che una buona fetta di pugliesi (oltre il 60%) ha ridotto il budget per i regali, soltanto il 3% prevede di aumentarlo. Comunque le voci di spesa sono tutte al ribasso, dal 70 dell’anno scorso al 40% di quest’anno. Nel dettaglio: in calo l’abbigliamento (dal 60 al 38%), i libri (dal 54 al 35%), i giocattoli (dal 44 al 27%), la tecnologia (dal 33 al 23). Cresce l’esigenza di risparmiare (+11,1%) e di saldare i conti in sospeso (+2 miliardi, +18%)’, continua Campobasso.

‘La riapertura – sia pur limitata - fa sperare che si ritorni ai negozi di prossimità dopo il boom degli acquisti online favoriti dal lockdown durante il quale molti (46%) hanno comprato dalle piattaforme internazionali. Il Natale è tradizione e mi piacerebbe che i pugliesi tornassero a fare acquisti nei piccoli negozi o animassero i mercati di ogni città, borgo, paese della nostra regione’, conclude.

lunedì 14 dicembre 2020

Confesercenti: cala la spesa dei consumatori durante le festività

ROMA - Due terzi degli italiani spenderanno meno di quanto speso per i regali di Natale. A rilevarlo un sondaggio diffuso da Confesercenti. Rispetto all'anno scorso il calo si attesta al 20,6%.

venerdì 27 novembre 2020

Covid, Coldiretti: 1 italiano su 4 senza soldi per il Black friday

(Pixabay /Victoria_Borodinova / 4926)

ROMA - Più di un italiano su quattro (28%) rinuncerà quest’anno a fare acquisti nel Black Friday a causa del peggioramento della propria situazione finanziaria dovuto al Covid. E’ quanto emerge da un sondaggio sul sito www.coldiretti.it che analizza gli effetti della pandemia sul tradizionale appuntamento dedicato allo shopping in vista del Natale, con promozioni e iniziative vantaggiose previste nei negozi, nei mercati e su internet.

Se l’emergenza sanitaria ha avuto effetti dirompenti sulle possibilità di spesa di molte famiglie che negli anni scorsi avevano approfittato del week end di sconti – sottolinea Coldiretti - un altro 7% non farà regali a Natale, mentre un 32% non è semplicemente interessato alle offerte del “Venerdì nero”.

Resiste comunque un 33% di italiani che approfitterà, invece, delle offerte – continua Coldiretti – divisi quasi a metà con un 18% che farà acquisti prevalentemente nei negozi tradizionali e un 15% che, invece, si affiderà alla spesa on line, anche a causa delle limitazioni agli spostamenti e alle aperture degli esercizi commerciali imposte dalle misure anti pandemia, soprattutto nelle regioni rosse e arancioni.  

Complessivamente il giro di affari quest’anno in Italia si attesterà sui 2 miliardi, tra l’aumento delle vendite on line e il calo di quelle nei negozi tradizionali. Un importo rilevante ma ancora lontano di quello dei consumatori statunitensi che – rileva la Coldiretti – per la stagione delle feste che prende tradizionalmente il via con il Black Friday, spenderanno tra i 755 e i 766 miliardi di dollari, con un aumento tra il 3,6% e il 5,2% rispetto all’anno scorso, nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria, secondo le stime della National Retail Federation.

Anche se si tratta di una iniziativa nordamericana nata già negli anni ’60, si sono moltiplicate anche a livello nazionale le promozioni commerciali per l’occasione che si allargano – precisa la Coldiretti – dal web ai grandi gruppi commerciali fino ai mercati contadini di Campagna Amica. Tra gli acquisti più gettonati – sostiene la Coldiretti – tecnologia, abbigliamento, prodotti di bellezza ed anche l’enogastronomia con il boom della cucina favorito dalle limitazioni agli spostamenti ma anche dall’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio.

Ma il ventaglio delle offerte - conclude la Coldiretti - si è fortemente allargato dai prodotti ai servizi più vari e per questo il consiglio della Coldiretti è non farsi guidare dagli acquisti di impulso, di confrontare sempre le varie offerte, accertarsi dell’originalità del prodotto e di rivolgersi nel caso della rete a siti sicuri.

martedì 21 luglio 2020

Monopattini elettrici: boom di vendite in Italia


LECCE - È boom delle vendite di monopattini elettrici Secondo le ultime rilevazioni esaminando le vendite e-commerce, nella prima metà dell'anno il numero di questi piccoli veicoli venduti è quintuplicato rispetto allo stesso periodo del 2018, proponendo un'ottantina di modelli, omologati per la circolazione stradale. Chi viaggia sulle strade senza campanello, fanali anteriori e posteriori e freni su entrambe le ruote potrebbe essere multato. Le cifre di vendita dimostrano che gli e-scooter sono particolarmente in voga tra gli uomini: solo 13 acquirenti su 100 sono donne. Anche la suddivisione delle classi di età parla da sé: un acquirente su tre ha fra i 30 e i 39 anni, uno su quattro tra i 20 e i 29 anni e uno su cinque tra i 40 e i 49 anni.

Dunque, il tipico proprietario di un e-scooter in Italia è un trentenne di sesso maschile. Come noto non tutti fanno i salti di gioia per la forte diffusione di monopattini: in diverse città mondiali la loro proliferazione ha portato a seri problemi.I pedoni si sentono spesso minacciati da chi circola sui marciapiedi o nelle zone pedonali e forti perplessità solleva anche l'impatto ambientale di questi mezzi oltre a non essere soggetti all’obbligo dell’assicurazione RC. Infatti i monopattini elettrici sono stati equiparati dalla legge alle biciclette. Basta salire, accelerare e sterzare. Tuttavia i monopattini elettrici sono molto più pericolosi dal punto di vista del rischio incidenti. Lo rivela uno studio condotto negli Usa e pubblicato da JAMA Surgery, secondo cui sono gli infortuni alla testa quelli più comuni con il monopattino.

I ricercatori dell'università di San Francisco hanno analizzato i ricoveri in pronto soccorso per incidenti dovuti agli scooter tra il 2014 e il 2018, confrontando poi i numeri ottenuti con quelli dei traumi dovuti alla bicicletta negli stessi anni. Nel periodo considerato, spiegano gli autori, il numero totale di incidenti relativi ai monopattini è cresciuto del 222%, e quello dei ricoveri del 315%.Dal confronto fra i due mezzi è emerso che quasi un terzo degli utenti dei monopattini ha avuto un trauma alla testa, il cui rischio è triplo rispetto a quello dovuto alla bicicletta. Nel 2018 circa un terzo degli incidenti sugli 'e-scooter' è capitato a donne, e la fascia di età più rappresentata è quella tra 18 e 34 anni.

Diversi studi, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, hanno dimostrato che indossare un casco riduce il rischio di traumi. Per tale ragione raccomandiamo di indossarlo e invitiamo anche i produttori dei monopattini a incoraggiarne l'uso.

venerdì 5 giugno 2020

Istat, in forte calo vendite al dettaglio ad aprile: -10,5%


ROMA - Ancora in caduta in Italia le vendite al dettaglio, che nel mese di aprile vedono una contrazione del 10,5% in valore rispetto a marzo. E anche stavolta "a determinare il forte calo" sono le vendite dei beni non alimentari, che diminuiscono del 24,0%. Una flessione "dovuta alla chiusura di molte attività per l'intero mese a causa dell'emergenza sanitaria Covid-19". Per il cibo invece si registra un, seppur lieve, aumento (+0,6%). Tornando al totale, nel confronto annuo, il ribasso è del 26,3%. A rilevarlo è l'Istat.

"Il commercio elettronico, unica forma di vendita in crescita, mostra un'accelerazione" ad aprile, mettendo a segno su base annua "un deciso aumento": +27,1%. Nello stesso mese, sempre in termini tendenziali, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce del 16,4% per la grande distribuzione e del 37,1% per i piccoli negozi.

Rialzo a doppia cifra per le vendite nei supermercati. Ad aprile, mese di lockdown, l'aumento è stato del 10,5% su base annua. Seguono i discount alimentari, con un incremento del 9,3%.

giovedì 7 maggio 2020

Commercio: con 3,5% alimentare è l'unico settore in crescita

(Pixabay)
ROMA - L’approvvigionamento alimentare degli italiani è stato garantito grazie a 3 milioni di lavoratori che nonostante i rischi per la salute hanno continuato a lavorare in piena pandemia in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari e 230mila punti vendita in Italia, tra ipermercati (911) supermercato (21101), discount alimentari (1716), minimercati (70081 e altri negozi (138000). E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento ai dati Istat sul commercio al dettaglio nel mese di marzo con l’alimentare che in controtendenza è l’unico settore in crescita del +3,5% in valore e del +2,1% in volume, su base tendenziale. Un risultato che – spiega la Coldiretti - è il frutto di un forte aumento in supermercati (+14%) e discount (+7,5%) mentre calano gli ipermercati (-9,1%) ed tengono i piccoli negozi alimentari (-1%)

Un aumento favorito anche dalla chiusura forzata di ristoranti, mense, bar, gelaterie, pasticcerie agriturismi e, in molte regioni, anche i mercati rionali e quelli degli agricoltori, che – sostiene la Coldiretti - vanno riaperti al piu’ presto per aumentare la possibilità di scelta, combattere le speculazioni e ridurre le file e gli assembramenti davanti al dettaglio tradizionale.
Proprio per questo torna la spesa dal contadino con la riapertura dei farmers market in tutta Italia nel primo weekend dopo il lungo periodo di lockdown a partire venerdi 8 maggio dal mercato di Campagna Amica al Circo Massimo di via San Teodoro 74 a Roma che riapre a servizio delle famiglie che vogliono tornare a consumare prodotti freschi, di stagione, del territorio a chilometri zero.
La filiera agroalimentare Made in Italy dai campi agli scaffali – sottolinea la Coldiretti - ha tenuto nonostante la tendenza all’accaparramento e al verificarsi di pericolose file che hanno provocato una impennata degli acquisti al dettaglio. Una vera e propria spesa di guerra con aumenti del 145% negli acquisti di farina, +78% arance, +60% mele, +57% mozzarella, +57% uova, +32% formaggi, +31% salumi, +25% riso, latte +22% e +14% pasta secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea/Nielsen.

Uno sforzo importante della filiera che è riuscita a garantire le forniture nonostante le difficoltà con quasi sei aziende agricole su dieci (57%) che stanno affrontando una situazione di crisi secondo l’analisi Coldiretti/Ixe’.

sabato 2 maggio 2020

Crollano i consumi in Italia: -84 mld

ROMA - Crollano i consumi in Italia. Per il 2020, secondo le stime aggiornate dell'Ufficio studi di Confcommercio, si parla di perdite di quasi 84 miliardi di euro (-8% rispetto al 2019). Sono gli effetti del lockdown a causa del Covid-19, secondo una valutazione prudenziale e basata su una ipotesi di progressiva e graduale riapertura delle attività economiche, considerando la data del primo ottobre per il ritorno ad una fase di totale normalità.

Oltre tre quarti della perdita dei consumi, prosegue, sono concentrati in pochi settori: vestiario e calzature, automobili e moto, servizi ricreativi e culturali, alberghi, bar e ristoranti. Questi ultimi due sono i comparti che registrano le cadute più pesanti: -48,5% per i servizi di alloggio e -33,3% per bar e ristoranti.

venerdì 6 marzo 2020

Istat: stabili vendite a gennaio

ROMA - Nel mese di gennaio 2020 si stima, per le vendite al dettaglio, una variazione congiunturale nulla in valore e un lieve aumento in volume (+0,1%) rispetto a dicembre. A rilevarlo l'Istat sottolineando che su base tendenziale a gennaio si registra una crescita dell'1,4% in valore e dell'1,3% in volume.

Rispetto a dicembre le vendite dei beni alimentari sono in aumento sia in valore sia in volume (+0,8%) mentre quelle dei beni non alimentari calano dello 0,4% in valore e dello 0,3% in volume.

giovedì 7 novembre 2019

Accordo tra Usa e Cina: al via riduzione dei dazi

(ANSA)
di PIERO CHIMENTI - Pare essere giunta al termine la guerra commerciale tra Usa e Cina. Le due superpotenze commerciali hanno raggiunto un accordo che prevede, già nella fase 1, la rimozione dei dazi doganali così come confermato anche dal funzionario dell'amministrazione americana.

martedì 14 maggio 2019

Dazi: è guerra commerciale Usa-Cina, borse ancora in calo


Continua la guerra sui dazi tra Washington e Pechino e il Dow Jones di Wall Street perde in chiusura il 2,38%. In forte calo anche le borse europee e Tokyo conferma il trend in apertura (-1,43). Le Borse cinesi aprono la seduta in calo scontando le perdite di Wall Street: l'indice Composite di Shanghai cede nei primi minuti di contrattazione lo 0,69%, a 2.883,75 punti, mentre quello di Shenzhen perde l'1,07%, a quota 1.535,10.

Preoccupa non poco l'ipotesi di una guerra commerciale a tutto campo che rischia di travolgere la già debole economia mondiale, innescando una recessione globale e mettendo all'angolo le banche centrali.

Pechino, va ricordato, è anche il maggior creditore estero statunitense, con in portafoglio 1.100 miliardi di dollari di debito Usa, acquisti che potrebbe ridurre o bloccare del tutto ma il Dragone starebbe valutando di percorrere un'altra opzione per colpire l'amministrazione Trump: il mancato acquisto di aerei Boeing.