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lunedì 4 novembre 2024

Lega propone emendamento per ridurre il canone Rai a 70 euro, Forza Italia si oppone: 'Non fa parte dell’accordo di governo'

MILANO - La Lega ha presentato un emendamento alla legge di Bilancio per ridurre il canone Rai da 90 a 70 euro, ripristinando così il taglio previsto dalla manovra dell'anno scorso. L'iniziativa, resa nota dall’ufficio stampa del partito, punta ad alleggerire il peso del canone Rai per i cittadini, con l’obiettivo finale di una graduale riduzione fino alla completa abolizione.

“È un intervento doveroso,” hanno dichiarato i parlamentari della Lega in Commissione di Vigilanza, “anche alla luce della necessità di un servizio pubblico più efficiente e meno oneroso per i cittadini. Non ci fermeremo in questa battaglia e porteremo avanti la progressiva riduzione del canone, fino alla definitiva abolizione, così da favorire una transizione verso un’azienda capace di competere sul mercato”.

Forza Italia dissente: "Il taglio del canone non è nell’accordo di governo"

Non tutti, però, sono favorevoli alla proposta. Forza Italia ha espresso chiaramente la propria contrarietà attraverso il portavoce nazionale Raffaele Nevi, che ha ribadito come il taglio del canone non rientri tra le priorità concordate nel patto di governo. “Abbiamo sempre detto che siamo contrari,” ha spiegato Nevi. “La Rai non può essere indebolita; abbiamo bisogno di un servizio pubblico forte. Rispettiamo la posizione della Lega, ma ciascuno porta avanti le proprie priorità, e il nostro partito non vede questo taglio come una misura da sostenere.”

Secondo Nevi, sarà necessario trovare un punto di incontro che risponda alle esigenze di tutti i partiti della coalizione, evitando contrasti su un tema che divide.

mercoledì 22 maggio 2024

Il Fisco torna a monitorare le spese dei contribuenti: il redditometro è di nuovo attivo


Il redditometro, uno strumento utilizzato per stimare il reddito presunto dei contribuenti attraverso le loro spese, torna in azione. Sospeso nel 2018, il suo utilizzo è stato riattivato a partire dai redditi del 2016 grazie a un decreto recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale e firmato dal vice ministro all'Economia, Maurizio Leo.

TENSIONI POLITICHE

La notizia ha suscitato divisioni all'interno della maggioranza di governo. Maurizio Leo ha chiarito: “Non c’è nessun ritorno al vecchio redditometro. Il decreto ministeriale pubblicato in questi giorni in Gazzetta mette finalmente dei limiti al potere discrezionale dell'amministrazione finanziaria di attuare l'accertamento sintetico”. Fratelli d’Italia sostiene che questa sia una limitazione del raggio d’azione del sistema anti evasione, contestato da molti.

COME FUNZIONA IL REDDITOMETRO

Il redditometro analizzerà una vasta gamma di spese per determinare il reddito presunto dei contribuenti. Tra queste, figurano medicinali, visite mediche, bollette, spese per il mutuo, telefono, piante, fiori e persino il mantenimento di cavalli. Le verifiche riguarderanno i redditi dal 2016 in poi, utilizzando i dati già presenti nell'anagrafe tributaria o un livello minimo di spesa presunta.

I contribuenti avranno la possibilità di difendersi, dimostrando che le spese sono state finanziate con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d'imposta o che le spese attribuite hanno un diverso ammontare. Sarà possibile anche dimostrare che la quota del risparmio utilizzata per consumi e investimenti si è formata nel corso di anni precedenti.

LE SPESE SOTTO ESAME

Consumi di base

Il lungo elenco delle spese monitorate comprende generi alimentari, bevande, abbigliamento e calzature, considerando il valore della soglia di sussistenza individuata dall'Istat in assenza di dati certi presenti nel Sistema informativo dell'Anagrafe.

Mutuo, affitto e investimenti

Saranno prese in considerazione le spese per il mutuo, l'affitto, il leasing immobiliare, le spese condominiali, per la manutenzione della casa e per eventuali agenti immobiliari. Anche quasi tutti gli investimenti, dalle azioni ai francobolli, compreso l'oro, saranno monitorati.

Energia, casa e salute

Le spese per combustibili ed energia saranno verificate, inclusi gli impianti di riscaldamento centralizzato. Saranno considerate anche le spese per mobili, elettrodomestici, servizi per la casa e collaboratori domestici. Anche le spese sanitarie, dai medicinali alle visite mediche, non sfuggiranno all'esame.

Trasporti

Si controlleranno le spese per assicurazioni e manutenzione di auto, moto, caravan, camper, minicar, aerei e natanti. Anche i costi di trasporti pubblici come tram, autobus e taxi saranno presi in esame.

Comunicazioni e scuola

Anche l'acquisto di nuovi cellulari e le relative bollette saranno analizzate, insieme alle spese per l'istruzione. Queste includono libri scolastici, tasse scolastiche, rette per asili nido, scuole di ogni ordine e grado, corsi di lingue straniere, corsi universitari, tutoraggio, scuole di specializzazione, master e soggiorni di studio all'estero.

Tempo libero e cavalli

Le spese per giochi, radio, televisione, computer, libri, giornali, abbonamenti a pay-tv, attività sportive e il mantenimento di cavalli saranno monitorate. Anche le spese veterinarie per gli animali domestici, gli assegni al coniuge, la bigiotteria, il barbiere e il parrucchiere saranno sotto la lente d’ingrandimento.

Con la reintroduzione del redditometro, il fisco punta a una maggiore trasparenza e correttezza nella dichiarazione dei redditi, pur garantendo ai contribuenti la possibilità di difendersi e di giustificare le proprie spese. La misura, pur con le sue controversie, rappresenta un passo verso un sistema fiscale più equo e controllato.

giovedì 23 dicembre 2021

"Caro bollette costerà 11 miliardi di euro a famiglie"

ROMA - Nuova stangata in arrivo nel 2022 per le famiglie da oltre 11 miliardi a causa del caro-bollette.

Secondo un'analisi di Confcommercio il caro-bollette e l'inflazione - che in considerazione degli aumenti attesi già per gennaio rischia di superare nella parte iniziale del prossimo anno il 4% - potrebbero presentare nel 2022 una maggiore spesa energetica che Confcommercio calcola di 426 euro rispetto al 2021 per le famiglie, che spenderanno in media 1.950 euro. Aumenti di elettricità e gas intorno al 40% per le imprese del terziario.

"La vivacità dei consumi che si sta registrando in questi giorni rischia di essere una parentesi troppo breve - evidenzia il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli - Inflazione e caro bollette, infatti, potrebbero ridimensionare, già dai prossimi mesi, il reddito reale delle famiglie e la loro capacità di spesa. Il Governo deve, quindi, assumere misure strutturali contro il caro energia".

sabato 27 novembre 2021

Tasse, Cgia: inizio settimana da incubo. Imprese verseranno al Fisco 27 mld


MESTRE - Lunedì e martedì prossimi saranno due giorni da “incubo” per gli imprenditori italiani che saranno chiamati a onorare la scadenza fiscale più onerosa dell’anno. Tra il pagamento degli acconti Ires, Irap Irpef e dell’imposta sostitutiva in capo alle attività in regime forfettario, l’Ufficio studi della CGIA stima che le imprese saranno chiamate a versare all’Erario 27 miliardi di euro. Entro martedì, in buona sostanza, lo Stato incasserà un importo che sfiora la dimensione economica che caratterizzerà la prossima manovra di bilancio che, ricordiamo, ammonta a circa 30 miliardi.

Gli artigiani, i commercianti e i lavoratori autonomi, inoltre, dovranno pagare i propri contribuiti previdenziali all’Inps. A fronte di questa situazione non mancheranno casi in cui sarà difficile onorare questa scadenza; purtroppo, la mancanza di liquidità sta tornando ad essere un problema assillante, soprattutto per tantissime piccole e micro imprese.

Riforma fiscale: la CGIA in linea con il Governo

L’accordo politico raggiunto nei giorni scorsi sul taglio delle imposte, così come previsto dalla prossima legge di Bilancio, è stato salutato positivamente dalla CGIA. Con 7 miliardi di Irpef in meno e la riduzione di un miliardo di Irap, gli artigiani mestrini ricevono una risposta in linea con la posizione assunta in questi mesi: gli 8 miliardi di riduzione messi in manovra dal Governo dovevano interessare quasi esclusivamente l’Irpef. E così è stato. Certo, tutto questo non è ancora sufficiente e la CGIA confida nella legge delega affinché l’esecutivo riduca ulteriormente le imposte, contribuendo a portare la nostra pressione fiscale in linea con la media europea. Da tempo immemorabile, infatti, gli imprenditori italiani, da sempre fortemente vocati all’export, chiedono un fisco meno invasivo che gli permetta di misurarsi ad armi pari con i propri concorrenti stranieri.

Rispetto al 2020 il fisco incassa 47 miliardi in più

Rispetto al 2020, quest’anno lo Stato incasserà 47 miliardi in più. Un maggiore gettito dovuto, ovviamente, alla ripresa economica in atto. Infatti, nonostante l’incremento delle entrate totali, la pressione fiscale è destinata a scendere. Se nel 2020 con una caduta del Pil di quasi il 9 per cento era salita al 42,8 per cento (al lordo della misura 100 euro), quest’anno si abbassa di quasi un punto attestandosi, nonostante il significativo aumento del gettito in termini assoluti, al 41,9 per cento. Sempre secondo i dati presentati nei mesi scorsi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con la Nota di Aggiornamento del DEF, la pressione fiscale nel 2022, invece, si allineerà al 42 per cento.

lunedì 19 ottobre 2020

Stop a cartelle esattoriali e pignoramenti per tutto il 2020

ROMA - Con un decreto approvato ieri dal Consiglio dei Ministri vengono rimandate al 31 dicembre l'invio di nuove cartelle, i pagamenti e i pignoramenti. Il provvedimento riguarda 9 milioni di Italiani.

sabato 3 ottobre 2020

Cgie: "Con tasse Ue, ogni famiglia italiana risparmierebbe 1.500 euro all’anno"

MESTRE - Se potessimo contare su una pressione fiscale pari a quella media europea, ogni famiglia italiana risparmierebbe 1.506 euro di tasse all’anno. La CGIA è giunta a questo risultato comparando la pressione fiscale di tutti i 28 paesi dell’UE. Dopodiché, ha calcolato quanto pagherebbe in più o in meno di tasse una famiglia media italiana se subisse la pressione fiscale del paese europeo oggetto del confronto. Avendo registrato una pressione fiscale superiore di 2,2 punti percentuali rispetto al dato medio dell’Unione, nel 2019 ogni famiglia italiana avrebbe risparmiato 1.506 euro.

Afferma il coordinatore dell’Ufficio studi CGIA, Paolo Zabeo: “Con la prossima legge di Bilancio è necessario un intervento choc che nel giro di qualche anno riduca di almeno 3-4 punti percentuali la pressione fiscale. Chi ritiene che siano sufficienti solo 10 miliardi si sbaglia di grosso: questa cifra è insufficiente. Per il 2021 è necessaria una contrazione di almeno 20 miliardi di euro e questo obbiettivo potrà essere raggiunto solo se si riuscirà ad abbassare, di pari importo, la spesa pubblica improduttiva e una parte delle agevolazioni fiscali. Compiere questa operazione, comunque, non sarà per niente facile. Negli ultimi 10 anni, infatti, la spending review non ha prodotto risultati apprezzabili, mentre il numero delle deduzioni e delle detrazioni fiscali è aumentato a dismisura, soprattutto in questo periodo di Covid”

lunedì 6 luglio 2020

Bonus sociale, domanda entro fine luglio


ROMA - L'Autorità per l'energia, le reti e l'ambiente ha prorogato al 31 luglio la scadenza per ottenere lo sconto sulle bollette di acqua, luce e gas. Il termine è stato posticipato a causa delle difficoltà logistiche dovute al lockdown.