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venerdì 16 agosto 2019

Bce, Rehn: "A settembre userà di nuovo il bazooka"


A settembre la Bce si prepara a usare di nuovo il bazooka, lanciando un piano di stimoli che supererà le aspettative degli analisti. A sostenerlo, in un colloquio con il Wall Street Journal, il Governatore della banca centrale finlandese, Olli Rehn, che è anche membro del consiglio dei Governatori.

Secondo Rehn dice il rallentamento dell'economia globale costringerà la Bce a lanciare nuove misure, che dovrebbero includere acquisti di obbligazioni "sostanziali e sufficienti" e dei tagli al tasso di interesse chiave della banca.

giovedì 24 gennaio 2019

Draghi: ancora essenziali stimoli monetari

FRANCOFORTE - "I rischi sulle prospettive di crescita economica dell'area euro si sono spostati al ribasso a causa della persistenza di incertezze legate a fattori geopolitici e alla minaccia di protezionismo, vulnerabilità nei mercati emergenti e volatilità dei mercati finanziari". Così il presidente della Bce, Maio Draghi.

"Significativi stimoli di politica monetaria rimangono essenziali per sostenere l'ulteriore rafforzamento delle pressioni sui prezzi domestiche e gli sviluppi dell'inflazione nel medio termine" ha aggiunto Draghi, sottolineando che "ciò sarà garantito dalla nostra politica futura, rafforzata dai reinvestimenti".

giovedì 26 luglio 2018

Bce: da dicembre stop a Qe

FRANCOFORTE - Arriva la conferma dell'Eurotower della decisione di giugno scorso di ridurre il Qe di 15 miliardi di euro al mese da ottobre a dicembre, per poi ridurlo a zero a partire da gennaio 2019. Il Qe fino a settembre resterà agli attuali livelli di 30 miliardi al mese. Nella seduta di oggi la Bce ha inoltre lasciato invariati i tassi d'interesse principali.

Il 'refi', il tasso di rifinanziamento pronti contro termine, resta a quota zero, mentre il tasso sui depositi, cioè quello che le banche pagano per depositare i loro fondi a Francoforte, rimane negativo a -0,40%.

Invariato anche il tasso marginale a +0,25%.

venerdì 15 giugno 2018

Notizie flash

Seconda giornata di ribasso per i titoli bancari tra i quali: Banca popolare Emilia romagna, Banca popolare di Milano, UBI banca, Mediobanca, Unicredit, Intesa San Paolo

La BCE conferma la fine del QE alla fine di quest'anno, ma prevede rialzo dei tassi solo a metà 2019.

La FED conferma un rialzo dei tassi che quest'anno non saranno più tre bensì quattro.

L'euro si svaluta a vantaggio del dollaro e scende fino a 1,1542.

giovedì 14 giugno 2018

Bce: stop a Qe da dicembre

FRANCOFORTE - Arriva la decisione della Bce: addio al quantitative easing a fine dicembre, con una tabella di marcia che prevede un breve 'tapering' nell'ultimo trimestre 2018. I tassi d'interesse resteranno fermi ai minimi record almeno fino alla prossima estate.

Diversi osservatori si aspettavano un'indicazione di massima dalla riunione di oggi, e una tabella di marcia vera e propria il mese prossimo.

In una nota l'Eurotower, riunita oggi a Riga nell'appuntamento che ogni anno si svolge 'fuori sede', spiega che "dopo settembre 2018, e in subordine al fatto che i dati in arrivo confermino le stime di medio termine d'inflazione, il tasso mensile degli acquisti netti di titoli sarà ridotto a 15 miliardi fino a fine dicembre 2018, e che a quel punto gli acquisti netti termineranno".

lunedì 5 marzo 2018

Bce: acquisti titoli in ambito Qe saliti a 7,139 mld in ultima settimana

(Reuters)
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 05 mar - Gli acquisti di titoli da parte dell'eurosistema nell'ambito del programma di Quantitative easing sono aumentati nel corso della settimana terminata il 2 marzo a 7,139 miliardi di euro dai 5,119 miliardi della settimana precedente.

Secondo i dati forniti dalla Bce, nella settimana gli acquisti di titoli di Stato sono stati pari a 5,291 miliardi (3,800 miliardi la settimana precedente) mentre quelli di corporate bond hanno totalizzato quota 1,400 miliardi (da 1,112 mld). Infine gli acquisti di covered bond sono aumentati a 0,526 miliardi (da 0,443 mld), mentre quelli di Abs sono stati negativi per -0,078 miliardi (da -0,236 mld).

lunedì 26 febbraio 2018

Draghi: ripresa solida ma inflazione non convince

BRUXELLES - La crescita nell'Eurozona è robusta ma "allo stesso tempo l'inflazione deve ancora mostrare segnali più convincenti di un aggiustamento verso l'alto". Così il presidente della Bce, Mario Draghi, in un'audizione alla Commissione affari economici del Parlamento europeo.

a recente volatilità nei mercati finanziari, specie nel tasso di cambio, merita particolare attenzione per le possibili implicazione sulle prospettive di medio termine di stabilità dei prezzi". Le parole del n.1 della Bce sembrano rivolte alle recenti osservazioni dell'amministrazione Usa a favore di un dollaro debole, che hanno fatto apprezzare l'euro rischiando di indebolire l'inflazione 'importata'.
 
"Anche se il forte slancio dell'economia dell'Eurozona ha chiaramente rafforzato la nostra fiducia nelle prospettive d'inflazione, servono ancora pazienza e persistenza riguardo alla politica monetaria" per riportare l'inflazione vicino al 2%", ha detto ancora Draghi.

giovedì 25 gennaio 2018

La Bce lascia i tassi fermi

La Bce continua a prevedere che i tassi di interesse rimarranno ai loro livelli attuali per un lungo periodo di tempo e "ben oltre l'orizzonte degli acquisti netti di attivita'", ossia il programma di quantitative easing la cui durata é prevista al momento fino a fine settembre: è quanto si legge nel comunicato dell'Eurotower a seguito della riunione di politica monetaria in cui si ribadisce l'intenzione di proseguire gli acquisti di titoli, al ritmo mensile di 30 miliardi di euro, fino a fine settembre "o anche oltre se necessario" e in ogni caso finché non riscontrerà un aggiustamento durevole dell'evoluzione dei prezzi coerente con l' obiettivo di inflazione. La Bce conferma anche che "se le prospettive diverranno meno favorevoli è pronta a incrementare il programma in termini di entità e/o durata".

"I dati che abbiamo confermano che la crescita nell'eurozona è robusta": ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi. "La recente volatilità nei tassi di cambio - ha aggiunto - rappresenta una fonte di incertezza che richiede attenzione circa le possibili implicazione sulla stabilita dei prezzi nel medio termine".

Secondo Draghi, "la crescita è migliore del previsto. Abbiamo rischi al ribasso legati a fattori globali e ai tassi di cambio ma questi rischi sono tuttavia ampiamente equilibrati", ma "non possiamo ancora cantare vittoria". 

mercoledì 17 gennaio 2018

Bce, Constancio: politica resterà accomodante, mercati calmi su voto Italia

(Reuters)
MILANO (Reuters) - Il vicepresidente della Bce Vitor Constancio non teme le elezioni italiane ma è invece preoccupato per il recente rafforzamento dell'euro e l'inflazione al palo.

"Non sta a me commentare i programmi elettorali. Quello che osservo è che i mercati sono molto calmi", dice il banchiere centrale portoghese in un'intervista a La Repubblica a proposito dell'appuntamento elettorale italiano del 4 marzo. "Credo che i mercati si aspettino che, alla fine, il buon senso prevarrà".

Quanto al recente rafforzamento dell'euro, "la mia preoccupazione riguarda i movimenti improvvisi che non riflettono i cambiamenti nei fondamentali", osserva Constancio, che sottolinea inoltre come la crescita acceleri ma l'inflazione non risponda ancora alle attese.

Il banchiere parla anche di 'forward guidance' dopo il riferimento al tema nelle minute dell'ultimo meeting dicendo che "non stiamo cambiando la nostra traiettoria di politica monetaria". Con la decisione di dimezzare gli acquisti mensili di bond "abbiamo adattato la nostra politica monetaria al nuovo quadro economico... ma questo non vuol dire che la politica monetaria non continuerà ad essere molto accomodante ancora per molto tempo. Non vediamo rischi di inflazione. Non dovremmo soffocare la crescita troppo presto".

Interpellato sulla fine del Qe, Constancio commenta che "pochi mesi in più o in meno non fanno molta differenza" ma evidenzia l'opportunità di "procedere con cautela".

L'esponente Bce dice inoltre di non aver sentito "argomenti convincenti a favore della trasformazione dell'Esm in un Fondo monetario europeo" affermando di ritenere opportuno mantenerlo così com'è oggi. Constancio ritiene che il surplus corrente dei Paesi che hanno seguito un programma di aggiustamento sia strutturale: "se miglioramenti ci sono dunque stati, perché cambiare il ruolo dell'Esm?" Quindi, prosegue, "non vedo argomenti per modificare il quadro istituzionale e creare una nuova entità, riducendo il ruolo della Commissione".

Infine Constancio affronta il tema delle criptovalute, che chiama "tulipani" per ricordare il famoso crollo della bolla su quei fiori in Olanda nel Seicento. "Non costituiscono assolutamente una minaccia per le monete tradizionali. Ovvio: i prezzi crescenti hanno portato a una capitalizzazione così alta che se crollano potrebbero avere conseguenze. Ma non sistemiche".

giovedì 12 ottobre 2017

Qe: Draghi, creati 7 mln di posti di lavoro

Il presidente della Bce Mario Draghi difende il 'Qe' e tutte le misure straordinarie adottate in questi anni dalla Bce. "Le politiche monetarie per loro natura sono distorsive ma non possiamo ignorare che negli ultimi quattro anni sono stati creati nell'Eurozona 7 milioni di posti di lavoro. Per cui i vantaggi possono far ignorare le eventuali distorsioni", ha detto il n.1 dell'Eurotower.

sabato 9 settembre 2017

Bce: "Resteranno invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento"

FRANCOFORTE - Novità in arrivo dalla Banca Centrale Europea: il Consiglio direttivo ha, infatti, deciso che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%.

"Il Consiglio direttivo" ha dichiarato la BCE "si attende che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività. Si intende condurre gli acquisti netti di attività, all’attuale ritmo mensile di 60 miliardi di euro, sino alla fine di dicembre 2017 o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione. Contestualmente agli acquisti netti è reinvestito il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività. Se le prospettive diverranno meno favorevoli o se le condizioni finanziarie risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione, il Consiglio direttivo è pronto a incrementare il programma in termini di entità e/o durata".

venerdì 1 settembre 2017

"Tapering soft" da parte della Bce?

Secondo l’agenzia Reuters la Bce potrebbe adottare un tapering (riduzione degli stimoli) più soft rispetto a quanto ipotizzato fino a ieri dagli investitori.

L’opinione prevalente tra gli addetti ai lavori è che la Bce esaurirà la spinta espansionistica entro fine 2018.

Secondo Nomura la Bce il prossimo ottobre ridurrà gli stimoli a 40 miliardi per azzerarli a settembre 2018.

sabato 26 agosto 2017

Draghi, in Eurolandia ripresa procede

(ANSA/AP)
STATI UNITI - Il Qe sta funzionando ''molto bene'': a dichiararlo il presidente della Bce, Mario Draghi, rispondendo alle domande di alcuni economisti a Jackson Hole. La ripresa economica globale si sta rafforzando, ha detto Draghi, intervenendo a Jackson Hole.

''La ripresa economico globale si sta rafforzando. In alcuni paesi come gli Stati Uniti il processo e' visibile da alcuni anni, in altre aree come l'Europa e il Giappone e' nelle fasi iniziali'', afferma Draghi, sottolineando che ''senza un potenziale di crescita piu' forte, la ripresa ciclica a cui stiamo assistendo convergera''' in tassi di crescita piu' bassi.

''Uno dei temi che l'economia globale si trova ad affrontare e' se i trend per una maggiore apertura'' dei mercati che ''hanno caratterizzato gli ultimi tre decenni si stiano avvicinando alla fine. Le barriere commerciali - aggiunge il presidente della Bce - sono aumentate, passando dal coprire l'1% dei prodotti nel 2000 all'attuale piu' del 2,5%, con la crisi che ha accelerato'' la tendenza". ''Quando la politica monetaria e' accomodante, regole permissive possono porre di rischi di squilibri finanziari'': '

'Un regime regolatorio forte come quello che abbiamo ora ha consentito alle economie di sopportare un lungo periodo di tassi bassi senza effetti collaterali sulla stabilita' finanziaria'', ha aggiunto Draghi, sottolineando che ''non e' mai un buon momento per regole permissive, e ci sono alcuni momenti in cui sono molto inopportune''.

mercoledì 23 agosto 2017

Draghi: politiche monetarie non convenzionali sono state un successo

FRANCOFORTE (Reuters) - Le politiche monetarie non convenzionali sono state un successo su entrambe le sponde dell'Atlantico, ma restano deficit di comprensione sul funzionamento di questi strumenti relativamente nuovi, che richiedono una rigorosa ricerca.
Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi, intervenendo a Lindau, in Germania.

"Le azioni adottate negli ultimi dieci anni nella politica monetaria, nella regolamentazione e nella supervisione hanno reso il mondo più resistente. Ma dobbiamo continuare a prepararci per nuove sfide" ha affermato Draghi. "Un'ampia mole di ricerca empirica ha confermato il successo di queste politiche nel sostegno dell'economia e dell'inflazione, sia nell'area euro sia negli Stati Uniti".

Parlando nello specifico di forward guidance della banca centrale, il numero uno della Bce ha spiegato che essa rimane uno strumento utile, ma che recenti ricerche hanno evidenziato come la sua efficacia possa essere migliorata se viene combinata con altre politiche non standard.

venerdì 2 dicembre 2016

Bce dovrebbe annunciare estensione QE di sei mesi, dice sondaggio

(Reuters) - La Banca centrale europea annuncerà la prossima settimana un'estensione di sei mesi del piano di 'quantitative easing' (QE) con dimensioni invariate, secondo la maggioranza degli economisti sentiti per un sondaggio Reuters.

L'incontro del direttivo Bce è previsto l'8 dicembre.

Una mossa in questa direzione è destinata ad avere impatto sul cambio, considerato che la Federal Reserve si prevede dovrebbe aumentare i tassi entro fine anno.

Nella zona euro sono migliorati i dati macro, ma aumentano le incertezze sulla stabilità finanziaria, in vista del referendum costituzionale italiano di domenica, che potrebbe decidere il futuro di Matteo Renzi.

Quaranta su 54 economisti ritengono che la Bce manterrà lo stimolo a 80 miliardi di euro al mese oltre marzo 2017. I 14 rimanenti indicano una riduzione della cifra, con previsioni comprese tra 10 e 20 miliardi.

La stragrande maggioranza degli economisti indica 6 mesi come il periodo più probabile di estensione del QE.

martedì 22 novembre 2016

Bce, Visco: politica espansiva non può cambiare senza aumento duraturo inflazione

MILANO (Reuters) - L'andamento di fondo dell'inflazione nella zona euro non mostra segnali di aumento duraturo e continua a destare preoccupazione.
Lo dice il governatore di Bankitalia Visco in un'intervista a 'La Stampa', sottolineando come l'impostazione espansiva della politica monetaria non possa cambiare finché non mutano queste condizioni.

lunedì 21 novembre 2016

Bce, Schaeuble sollecita Francoforte a cambiare politica monetaria

BERLINO (Reuters) - Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha sollecitato la Banca centrale europea a iniziare a mettere un freno alla propria politica monetaria espansiva, precisando che una tale operazione deve essere attuata con cautela. "Non mi stancherò mai di dire che preferirei si iniziasse il prima possibile", ha spiegato Schaeuble. "L'abbandono di una politica monetaria così inusuale dovrebbe essere messo in atto con enorme cautela", ha aggiunto, sottolineando il pericolo di possibili reazioni sconvolgenti.

venerdì 21 ottobre 2016

Sapevate che... indiscrezioni sul Quantitative easing

Ieri il presidente della Bce Mario Draghi ha affermato che la BCE non intenderá  frenare in modo brusco il piano di acquisti, lasciando così immaginare che ci sarà in ogni caso un prolungamento di tali acquisti anche dopo la scadenza di marzo 2017.