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martedì 10 settembre 2019

Regione Puglia e UniCredit: al via il Minibond per le piccole e medie imprese

(Pixabay)
BARI - A cominciare da oggi le piccole e medie imprese potranno investire in Puglia grazie all’emissione di minibond.  Il nuovo strumento, voluto dalla Regione Puglia e realizzato dalla società regionale in house Puglia Sviluppo in collaborazione con UniCredit, affianca il tradizionale canale bancario perché sostiene in modo totalmente innovativo, attraverso l’ingresso nel mercato dei capitali, le imprese che hanno bisogno di risorse finanziarie per sviluppare il proprio business.  Con garanzie pubbliche per 25 milioni di euro i minibond svilupperanno 100 milioni di investimenti.

Sui portali istituzionali www.sistema.puglia.it e www.pugliasviluppo.eu è attiva la call per ricevere manifestazioni di interesse da parte delle aziende che intendono aderire all’iniziativa. Le candidate potranno essere piccole e medie imprese con sede legale o operativa in Puglia e non quotate in borsa. I singoli minibond dovranno essere compresi tra 2 e 10 milioni di euro e permetteranno di sostenere investimenti materiali e immateriali e spese in capitale circolante legato ad attività di sviluppo o espansione.

L’emissione dei minibond è possibile grazie a risorse finanziarie rese disponibili dalla Regione Puglia, attraverso Puglia Sviluppo, gestore degli strumenti finanziari per le imprese, e da investitori istituzionali e professionali che intendono sostenere il progetto.

Il portafoglio di minibond, realizzato da UniCredit in qualità di arranger (è l’operatore finanziario che ha il compito di strutturare e collocare il portafoglio di minibond) è costituito da un insieme di prestiti obbligazionari di nuova emissione, aventi una durata massima di 7 anni. 

“I minibond per le piccole e medie imprese – commenta il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – rappresentano lo strumento simbolo dell’innovazione finanziaria in chiave pugliese. Con la pubblicazione della call per le aziende ne completiamo l’iter offrendo nuove opportunità alle imprese del territorio. La Regione Puglia è stata pioniera nella realizzazione di questo nuovo strumento: la prima in Italia ad istituire il Fondo Minibond 2014-2020 per le piccole e medie imprese. Un sostegno rilevante che si aggiunge agli altri strumenti a disposizione delle nostre aziende di ogni dimensione che stanno sviluppando oltre 4 miliardi di investimenti”.

“Con il Fondo Minibond – spiega l’assessore regionale allo Sviluppo economico Cosimo Borraccino – la Regione Puglia con Puglia Sviluppo interviene in tre modi: con una garanzia sulle “prime perdite” del portafoglio di minibond; con il conferimento, se necessario, di una dotazione finanziaria come coinvestimento per la sottoscrizione dei bond da parte degli investitori istituzionali e con sovvenzioni dirette a disposizione delle piccole e medie imprese per abbattere i costi di emissione dei minibond e di certificazione del rating e dei bilanci. In questa operazione l’impresa che aderisce all’iniziativa riceve notevoli vantaggi: interessi più bassi rispetto alla prassi di mercato, garanzia fornita da Puglia Sviluppo che copre i rischi dell’operazione e miglioramento della posizione dell’impresa proprio perché il minibond non è un finanziamento bancario”.

“Grazie a questa operazione realizzata con la Regione Puglia - ha affermato Andrea Casini, Co-CEO Commercial Banking Italy di UniCredit - mobilitiamo a beneficio delle imprese pugliesi un'importante mole di risorse finalizzate alla realizzazione di investimenti, all’internazionalizzazione, alle esigenze di capitale circolante. Abbiamo messo le nostre competenze di grande gruppo internazionale al servizio dello sviluppo di un nuovo strumento alternativo di finanziamento delle imprese, fornendo un esempio concreto di come onoriamo l'impegno di sostenere i territori in cui operiamo”.

Per la presidente di Puglia Sviluppo Grazia D’Alonzo “Il minibond pugliese è una sperimentazione di ingegneria finanziaria molto innovativa nella quale Puglia Sviluppo sarà come sempre a fianco delle aziende per supportarle nell’iter ma anche per migliorare la loro consapevolezza e la capacità di risposta alle richieste dei mercati finanziari. Lo strumento rappresenta inoltre una spinta alla competitività, all’innovazione e all’internazionalizzazione del tessuto produttivo”.

giovedì 13 dicembre 2018

Qe, Draghi: "Dal 2019 stop agli acquisti"

(Pixabay)
FRANCOFORTE - Mario Draghi decreta la fine del quantitative easing. La Bce porterà a zero, a partire dal primo gennaio, gli acquisti netti di bond. Termina così l'espansione di bilancio attraverso il qe, anche se la Bce continuerà a reinvestire i titoli in portafoglio ancora a lungo dopo che saranno risaliti i tassi.

I tassi di interesse resteranno fermi fino all'estate del 2019. In una nota diffusa al termine della riunione di politica monetaria, in cui si è deciso di lasciare i tassi invariati, l'Eurotower ribadisce che i tassi di interesse si manterranno "su livelli pari a quelli attuali almeno fino all'estate del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l'inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine"

Riviste al ribasso le stime di crescita del 2018 per l'Eurozona all'1,9% dal 2% della stima precedente. Per il 2019 la proiezione sul tasso di crescita è stato limato a 1,7% da 1,8% mentre è confermata a +1,7% la stima per il 2020. Per il 2021 la Bce si attende una crescita dell'1,5%.

giovedì 25 ottobre 2018

Draghi: "Spread danneggia le banche ma fiducioso in Italia"

Il n.1 della Bce Draghi dichiara di essere fiducioso sul raggiungimento di un accordo fra Roma e Bruxelles sulla legge di Bilancio. Ma avverte che l'aumento dello spread sta danneggiando i portafogli delle banche e assicura che la banca centrale non farà alcuna forzatura, seguendo per l'Italia la regola generale che impedisce il finanziamento dei deficit dei singoli Paesi. "È una mia percezione personale per cui prendetela per quello che è - ha detto Draghi in conferenza stampa al termine del direttivo della Bce - resto fiducioso che" un accordo fra l'Italia e la Commissione Ue "sarà trovato".

Parlando poi nello specifico dello spread, il n.1 dell'Eurotower ha tenuto ad evidenziare che "abbassare i toni e non mettere in questione la struttura costituzionale dell'Europa" potrebbe aiutare a "farlo scendere".

Se lo spread non scenderà, a risentirne saranno le banche: "Questi bond sono nei portafogli delle banche. Se si svalutano, impatteranno sul livello di capitale delle banche". E, se il capitale delle banche italiane si indebolisce "le condizioni di finanziamento si indeboliscono. E tutto questo si tradurrà in meno prestiti".

Draghi ha quindi fugato ogni dubbio sull'ipotesi che possa essere fatta qualche forzatura per favorire l'Italia: il mandato della Bce, ha spiegato, è "la stabilità dei prezzi e non il finanziamento del deficit".

lunedì 6 agosto 2018

Btp recupera terreno su Bund, spread tra decennali in calo a 247 pb

MILANO (Reuters) - Dopo una settimana pesante il secondario italiano inaugura la nuova ottava in moderato recupero nei confronti della controparte tedesca, con lo spread tra decennali che rientra lievemente al di sotto di 250 punti base.

Pochi minuti dopo le 9 sua piattaforma TradeWeb il premio al rischio Btp/Bund sul tratto 2028 è indicato a 247 centesimi, sette tick al di sotto di venerdì sera, mentre il dieci anni febbraio 2028 paga 2,899% da 2,942%.

martedì 6 marzo 2018

Btp recupera terreno su Bund in primi scambi, spread tra decennali 143 pb

MILANO (Reuters) - Il secondario italiano accorcia il ritardo su Bund in apertura di seduta, nella seconda sessione dopo il voto di domenica che lascia il paese -- come peraltro ampiamente scontato -- senza una maggioranza in parlamento.

Pochi minuti dopo la 9 su piattaforma TradeWeb il premio di rendimento tra Btp e Bund sul tratto a dieci anni è indicato a 143 punti base da 146 ieri in chiusura, mentre il tasso del benchmark febbraio 2028 viaggia a 2,074% da 2,098%.

venerdì 2 marzo 2018

Banca Giappone valuterà fine stimolo monetario in 2019-20 se raggiunti target inflazione

TOKYO (Reuters) - La banca centrale giapponese (BoJ) ha detto che valuterà di mettere fine alla politica monetaria ultra-espansiva se riesce a raggiungere gli obiettivi in termini di inflazione nell'anno che chiude a marzo 2020, spingendo lo yen al rialzo e innescando vendite sui bond.

"I componenti del consiglio della BoJ prevedono che i prezzi raggiungeranno il 2% intorno all'anno fiscale 2019. Se questo succede non c'è dubbio valuteremo e dibatteremo la possibilità di un'uscita", ha detto il governatore della BoJ, Haruhiko Kuroda, durante un'audizione in Parlamento.

Kuroda ha sottolineato la determinazione della banca centrale a mantenere il massiccio piano di stimolo dell'economia, finchè l'inflazione resta lontana dal 2%.

mercoledì 3 gennaio 2018

Bond euro poco ispirati in primi scambi, leggero recupero periferici

MILANO (Reuters) - Apertura di seduta in cerca di direzione per il secondario europeo, che guarda alla pausa nella corsa del cambio in attesa di spunti operativi.

** Dopo il movimento decisamente 'risk off' della seduta di ieri, ispirato a una combinazione di fattori quali l'effettivo dimezzamento degli acquisti Bce, passati a 30 miliardi di euro il mese e alcuni commenti poco espansivi del consigliere esecutivo Coeuré, i periferici europei recuperano un paio di centesimi su Germania in termini di spread.

** L'agenda macro della mattina prevede i disoccupati tedeschi, mentre l'appuntamento principale è quello di questa sera con i verbali dell'ultima riunione Fomc che ha varato l'atteso rialzo dei tassi Usa.

** In vigore da questa mattina sui mercati dell'Unione europea la nuova normativa Mifid II, volta principalmente a favorire la trasparenza garantendo maggiore tutela agli investitori.

** L'idea del mercato è che le aurotità di vigilanza preferiscano nei primi tempi adottare un approccio morbido sulla direttiva, cercando di premiare segnali di buona volontà da parte delle banche.

** Sul fronte dell'offerta possibile già oggi il perfezionamento del sindacato irlandese a dieci anni, annunciato ieri sera per un importo di 3/4 miliardi.

venerdì 10 novembre 2017

Apertura in lieve calo, spread su Bund invariato a 144 pb

MILANO (Reuters) - Mercato obbligazionario italiano ancora in ribasso nelle prime battute della seduta odierna, dopo la sensibile correzione subita ieri.

In apertura, su piattaforma Tradeweb, il tasso sul Btp a 10 anni sale a 1,84% da 1,82% dell'ultima chiusura.

Resta invece invariato lo spread di rendimento tra Btp e Bund decennali, ai 144 punti base di ieri, per l'avvio di seduta negativo anche della carta tedesca.

Il Tesoro offre stamane 5,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi. Sul mercato grigio di Tradeweb, il titolo scambia al rendimento di -0,363/380%: possibile dunque un nuovo minimo storico in asta, dopo il precedente, -0,334%, registrato nel collocamento di un mese fa.

venerdì 25 agosto 2017

Cosa sono i bond zero-coupon

Sono detti così per via della mancanza di cedole. Esempi italiani sono i BOT e i CTZ.

Essi hanno un prezzo di emissione inferiore al valore nominale. Infatti un investitore compra per esempio 90 euro di bond (emissione al 90%) e riceve alla scadenza 100 euro.

La differenza di 10 euro (10%) rappresenta l’interesse percepito.

mercoledì 19 luglio 2017

Bond euro, apertura positiva, prosegue trend discesa rendimenti pre Bce

MILANO (Reuters) - Aprono in lieve rialzo i futures sui Bund e quelli sui Btp, a conferma dell'intonazione positiva che prevale sui mercati obbligazionari già dalla fine della settimana scorsa, pur con volumi di scambio sempre più estivi.

** Una serie di fattori favorisce uno schiacciamento dei rendimenti di mercato dopo la recente e ampia correzione verso l'alto. Secondo gli operatori il presidente della Bce Mario Draghi potrebbe cogliere l'occasione del meeting di domani della banca centrale per ammorbidire i toni rispetto al discorso di Sintra di fine giugno, che fu interpretato come un primo segnale della prossima modifica in senso meno accomodante della politica monetaria di Francoforte.
** Un ruolo lo giocano anche le difficoltà politiche del presidente Usa Donald Trump, che per la seconda volta non è riuscito a far passare al Senato la propria riforma sanitaria, alimentando i dubbi sulla capacità dell'amministrazione di realizzare l'agenda economica promessa.
** I dubbi sulle politiche di Trump si sommano a una serie di dati economici Usa non brillanti (ultimi quelli di ieri sui prezzi all'import, scesi in giugno per il secondo mese consecutivo) consolidando un clima di cautela sulle prossime mosse della Fed, in particolare sulla possibilità di un nuovo rialzo dei tassi entro fine 2017.
** Il tasso sul Btp decennale riparte stamane dal 2,20%, dopo essere sceso ieri fino a quota 2,18, minimo da circa due settimane. Lo spread Btp-Bund -- sceso ieri a 162 pb, minimo da circa due settimane-- riparte da 163: tuttavia gran parte della discesa dai 172 pb della chiusura di lunedì è da attribuire al 'roll' al nuovo benchmark tedesco agosto 2027 (dal precedente febbraio 2027), avvenuto ieri su piattaforma Tradeweb.
** Si fa più ricca oggi l'agenda sul primario della zona euro: la Germania riapre il trentennale agosto 2046 per un importo indicativo di un miliardo, mentre il Tesoro portoghese offre fino a 1,75 miliardi di carta a 6 e 12 mesi.
** La giornata più significativa sarà comunque quella di domani, quando sul mercato arriverà carta a medio lungo francese e spagnola per un importo fino oltre i 14 miliardi, indicizzati compresi.

mercoledì 7 dicembre 2016

Mps: Ue, possibili schemi compensazione

(ANSA) - BRUXELLES, 7 DIC - "No comment su Mps", ma in generale ci sono strumenti come gli schemi di compensazione per vendite fraudolente di prodotti agli investitori retail "a cui abbiamo già lavorato e siamo pronti a lavorarci ancora se i governi vogliono mettere in piedi tali schemi": lo ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager rispondendo a chi gli chiedeva se fosse possibile per il governo comprare bond subordinati senza violare le regole Ue.

"Non posso commentare su Mps in particolare, ma in generale posso dire che ci sono una serie di strumenti disponibili per le autorità nazionali per una banca che ha problemi", ha detto Vestager. "Uno di questi è la compensazione per vendita fraudolenta di diverso tipo, qualcosa che abbiamo usato prima e a cui lavoreremo di nuovo assieme ai governi se vorranno mettere in piedi schemi che consentano ai cittadini di essere compensati se c'è stata vendita fraudolenta", ha concluso.

giovedì 6 ottobre 2016

Bce determinata a proseguire con acquisti bond

FRANCOFORTE (Reuters) - Al meeting di settembre, i banchieri della Banca centrale europea hanno concordato sul fatto che l'economia della zona euro ha ancora bisogno di un sostegno monetario, sottolineando che l'inflazione sottostante non ha mostrato segni di ripresa.
E' quanto emerge dalla minute dell'ultima riunione diffuse oggi.

"E' di fondamentale importanza conservare il livello di sostegno monetario contenuto nelle stime dello staff", si legge nelle minute.

"Non ci dovrebbero essere dubbi sulla determinazione del consiglio direttivo a far sì che il programma di acquisto titoli si svolga in linea con le decisioni prese in passato e ad adottare ulteriori misure, se necessario, per raggiungere l'obiettivo della stabilità dei prezzi".

venerdì 19 agosto 2016

Buone nuove che rassicurano gli investitori sul Portogallo

Fitch esprime in merito al credito sovrano del Portogallo un rating BB+ e outlook stabile

Anche l’agenzia Dbrs si è espressa attribuendo al Portogallo un BBB low con outlook stabile

Tutto ciò dovrebbe permettere l’inserimento dei bond portoghesi nel paniere del QEdella BCE e l’uso degli stessi da parte delle banche nazionali per ció che riguarda le operazioni di finanziamento condotte dalla BCE stessa

mercoledì 11 maggio 2016

Futures Bund deboli in avvio, contratti Btp in netto calo

MILANO - Deboli in avvio di seduta i futures sui Bund mentre si muovono decisamente in calo i contratti sul Btp, in attesa dell'asta Bot di questa mattina. Già dal finale della seduta di ieri sono tornate ad emergere pressioni sulla carta periferica, in particolare sul tratto extra-lungo, appesantito dalla consistente offerta dell'ultimo periodo e dal prossimo arrivo di nuova carta su tale segmento. Resta più che mai al centro del mercato il tema dell'offerta a lunghissimo termine.

Mentre ieri sera una fonte del Tesoro italiano precisava che un'eventuale Btp a 50 anni non è imminente, la Spagna annunciava il prossimo lancio "a breve, in base alle condizioni di mercato" di un'emissione luglio 2066 Secondo il mercato l'operazione potrebbe arrivare già in settimana, con un importo intorno a 2 miliardi.

venerdì 26 febbraio 2016

Unicredit emette eurobond da 1 mld

UniCredit ha lanciato una emissione benchmark senior a tasso fisso, con scadenza 7 anni, per 1 miliardo di euro. Il titolo paga una cedola pari al 2% con un prezzo di emissione pari a 99,221%.
In un mercato caratterizzato da volatilità, segnala l'istituto annunciando il completamento dell'emissione, UniCredit ha ottenuto un ottimo riscontro da parte degli investitori, riuscendo così a rivedere il livello di spread sopra il parametro di riferimento (200 bps) a 190 bps. Il collocamento è stato curato da UniCredit Bank Ag, Jp Morgan, Citibank, SocGen e Santander. 

Hanno partecipato oltre 200 investitori istituzionali con ordini totali per circa 2,2 miliardi, per lo più fondi, tra Francia (39%), Italia (19%), Regno Unito e Irlanda (14%) e Germania, Austria e Svizzera (13%). Il titolo obbligazionario, documentato sotto il Programma di Euro Medium Term Notes, rappresenta la prima emissione senior istituzionale del 2016 e definisce un nuovo punto di riferimento sulla curva senior benchmark di UniCredit Spa.