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mercoledì 22 luglio 2026

Borsa: Milano gira in rialzo, Ftse Mib a +0,2%. Corre Unipol, vola The Italian Sea Group


Milano - La Borsa di Milano gira timidamente in rialzo, sostenuta dalla corsa di Unipol, che guadagna circa il 2%. Il Ftse Mib passa in territorio positivo a +0,2%, in una seduta caratterizzata ancora da volatilità e oscillazioni.

Sugli scudi i titoli del comparto energia e quelli coinvolti nel risiko bancario. Eni sale dell'1,5%, Saipem dell'1%, Mps dell'1,3% e Intesa Sanpaolo dello 0,3%. Debole Unicredit, in calo dello 0,18%, in attesa della pubblicazione dei conti.

Tra i titoli peggiori del listino principale figurano Moncler e Amplifon, entrambe in calo dell'1,8%, mentre Prysmian perde l'1,1%.

Fuori dal listino principale, invece, The Italian Sea Group vola del 9% dopo il cambio di governance e le nuove prospettive societarie. L'interesse di Azimut Benetti è stato confermato dalla presidente Giovanna Vitelli, che ha dichiarato di essere «pronti a valutare l'acquisizione di alcuni asset».

mercoledì 1 luglio 2026

Borse europee contrastate: Milano in calo, Francoforte sale. Corrono i titoli della difesa


Milano - Seduta a due velocità per le principali borse europee, condizionate dai dati sugli indici Pmi manifatturieri di Italia, Francia, Germania ed Eurozona e dall’attesa per gli appuntamenti macroeconomici dagli Stati Uniti e dalle banche centrali.

A Piazza Affari il Ftse Mib cede lo 0,3%, dopo il dato sull’indice manifatturiero italiano sceso a 52,2 punti. In calo anche Madrid (-0,35%) e Parigi (-0,35%), nonostante il miglioramento del Pmi francese, salito a 51,2 punti. Debole Londra (-0,04%), mentre Francoforte si muove in controtendenza e guadagna lo 0,3%, sostenuta dal rialzo del dato manifatturiero tedesco a 50,3 punti.

Sui mercati pesa l’attesa per gli indici Ism sul settore manifatturiero americano e per gli interventi del presidente della Federal Reserve System Kevin Warsh e della presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde al forum di Sintra.

Sul fronte delle materie prime, il petrolio resta debole con il Wti a -0,3% a 69,3 dollari al barile, mentre sale il gas naturale (+1,63% a 44,15 euro al MWh). In calo l’oro (-1,2% a 3.981,44 dollari l’oncia). Il dollaro si rafforza e scende sotto quota 1,14 sull’euro.

Lo spread tra Btp e Bund sale a 78,3 punti, con il rendimento del titolo italiano decennale in aumento al 3,67%.

Tra i titoli soffrono il lusso e l’energia: in calo Richemont (-1,8%), LVMH (-1,35%) e Brunello Cucinelli (-1,1%). Deboli anche i petroliferi con BP (-1,25%), TotalEnergies (-1%), Eni (-1,05%) e Shell plc (-0,65%).

Più cauti i bancari: BNP Paribas perde l’1%, BPER Banca lo 0,77%, mentre arretrano lievemente Banco BPM (-0,36%), UniCredit (-0,3%) e Intesa Sanpaolo (-0,05%). In territorio positivo Banca Monte dei Paschi di Siena (+0,22%).

Bene invece il comparto automobilistico, con Stellantis in rialzo del 2,1% e Renault del 2,3%. Più cauta Ferrari (+0,57%), mentre arretra Porsche AG (-0,55%).

A guidare i rialzi è il settore della difesa: avanzano Rheinmetall (+4,15%), Leonardo S.p.A. (+3,76%), Saab AB (+3,4%), Fincantieri (+3,22%) e Avio S.p.A. (+2,35%).

venerdì 27 marzo 2026

Borsa di Milano in calo: pesano le tensioni sull’Iran, bene energia e pharma


Milano - Seduta negativa per la FTSE MIB di Borsa di Milano, che chiude in calo dello 0,7% a 43.701 punti, in linea con le principali piazze europee, condizionate dalle notizie contrastanti sulla crisi tra Iran e Stati Uniti.

A pesare sull’indice sono stati soprattutto i titoli bancari: UniCredit ha ceduto il 2%, mentre Intesa Sanpaolo ha registrato un ribasso dell’1,8%.

A sostenere il listino ci ha pensato invece il comparto energetico, con Eni in rialzo dell’1,98% a 23,64 euro, beneficiando del contesto geopolitico e delle tensioni sui mercati petroliferi.

Tra i migliori titoli della giornata spiccano Saipem, che guadagna il 5,8% a 3,8 euro, e Recordati, in crescita del 4,7% a 48,4 euro, confermando il buon andamento rispettivamente dei settori energia e farmaceutico.

Il quadro resta incerto, con gli investitori che continuano a monitorare gli sviluppi geopolitici e il loro impatto sui mercati finanziari europei.

Borsa di Milano chiude in calo, pesano le tensioni in Iran


Milano, 26 marzo 2026
– La seduta della Borsa di Milano si è chiusa in calo, appesantita dalle notizie contrastanti sulla guerra in Iran, in linea con gli altri mercati europei.

Il Ftse Mib ha lasciato lo 0,7% a 43.701 punti, con particolare pressione sul settore bancario: Unicredit ha ceduto il 2%, mentre Intesa Sanpaolo l’1,8%.

In controtendenza, hanno chiuso in rialzo i titoli energetici e industriali. Eni ha guadagnato l’1,98% a 23,64 euro, mentre Saipem è salita del 5,8% a 3,8 euro. Bene anche Recordati, in progresso del 4,7% a 48,4 euro.

La seduta riflette la cautela degli investitori sulle incertezze geopolitiche, con attenzione sia ai rischi sul petrolio che agli sviluppi nei mercati finanziari europei.

venerdì 13 marzo 2026

Borsa di Milano apre in calo: bancari in rosso, petroliferi spinti dal greggio


Milano 
– La Borsa di Milano ha iniziato la seduta odierna in netto calo, rispecchiando il trend negativo dei principali listini europei influenzati dalle tensioni geopolitiche e dall’impennata dei prezzi del petrolio. Il FTSE MIB cede lo 0,71% a quota 44.141 punti nelle prime fasi di contrattazione, con gli investitori orientati alla prudenza.

Tra i titoli peggiori del paniere si conferma il settore bancario: Intesa Sanpaolo limita le perdite a circa ‑1,4%, Mediobanca scende ‑1,39%, UniCredit cede ‑1,28% e MPS arretra anch’essa oltre l’1%. La pressione sui bancari riflette la cautela degli operatori per le possibili ricadute economiche derivanti dalla situazione internazionale.

La maglia nera della giornata spetta però a Prysmian, che risente della debolezza settoriale e lascia sul terreno circa ‑2,3%.

Sul fronte opposto, in un contesto segnato da tensioni nel Medio Oriente e dall’aumento dei costi energetici, tornano a brillare i titoli legati all’energia. Saipem guadagna +2,04% ed Eni sale +1,29%, sostenuti dallo slancio del petrolio, con il greggio che continua a mantenersi su livelli elevati in scia alla crisi nello Stretto di Hormuz e alle pressioni sull’approvvigionamento energetico a livello globale.

La seduta prosegue all’insegna della volatilità, con gli investitori intenti a monitorare gli sviluppi geopolitici e le loro possibili implicazioni sui mercati finanziari e sull’economia europea.

lunedì 26 gennaio 2026

Borsa di Milano chiude positiva (+0,26%) con spinta dalle banche


MILANO – La Borsa di Milano archivia la seduta in rialzo dello 0,26%, trainata dal comparto bancario e sostenuta dai listini europei e da Wall Street.

A Piazza Affari, tra i titoli in evidenza Lottomatica, in crescita del 2,5%. Lo spread tra Btp e Bund chiude in calo a 59,9 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,46%.

Settore bancario in evidenza

Tra le banche, acquisti su Banco Bpm (+1,6%) e Intesa (+1,3%), mentre Mediobanca (+1,2%), Bper (+0,9%) e Unicredit (+0,8%) registrano progressi più contenuti. Poco mosso Mps (+0,05%).

Altri titoli positivi

Giornata positiva anche per Moncler (+1,3%), Enel (+1,1%) e Tim (+1%), quest’ultima in vista dell’assemblea per la conversione delle azioni di risparmio.

Settori e titoli in calo

Tra i peggiori titoli si segnalano Diasorin (-3,2%) e il comparto della difesa, con Leonardo (-2,6%) e Fincantieri (-2,3%) in rosso. Vendite anche su Stm (-2,6%), Stellantis (-2,1%), Tenaris (-1,7%) e Cucinelli (-1,6%).

Tra le società a minor capitalizzazione, scivola Ferretti (-5,9% a 3,63 euro), dopo che il socio cinese Weichai ha bocciato l’offerta parziale lanciata dalla Kkcg Maritime del miliardario ceco Karel Komarek.

La seduta di oggi riflette una Borsa in lieve rialzo, sostenuta dai titoli bancari e dagli acquisti su alcune blue chip, ma con comparti ciclici e industriali sotto pressione.

giovedì 4 dicembre 2025

Borsa di Milano in lieve calo, pesa il settore bancario


Milano, 4 dicembre 2025 – La Borsa di Milano chiude in lieve calo dello 0,1%, con il comparto bancario sotto pressione. Lo spread tra Btp e Bund resta stabile a 69 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,45%.

Tra i titoli bancari, in fondo al listino Mps perde l’1,9%, alla vigilia del Consiglio di Amministrazione dopo le indagini della Procura di Milano. Male anche Banco Bpm (-1,4%) e Popolare Sondrio (-1,3%), mentre Bper (-1%), Unicredit (-0,7%), Mediobanca (-0,6%) e Intesa (-0,4%) registrano cali più contenuti.

Tra i titoli in evidenza, Stm (+3%) corre grazie al giudizio positivo di Banca Akros. Segnali positivi anche per Stellantis (+1%), Amplifon (+0,9%), Prysmian (+0,7%) e Leonardo (+0,6%).

martedì 26 agosto 2025

Piazza Affari in ribasso, Ftse Mib -1,32% sotto quota 43mila. Crollano le banche, vola Diasorin


Milano, 26 agosto 2025
– Chiusura negativa per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha perso l’1,32% a 42.654 punti, tornando sotto la soglia dei 43mila, superata lo scorso 12 agosto per la prima volta dal 2007. Scambi sostenuti per 4,97 miliardi di euro di controvalore, un dato insolito per il mese di agosto.

Sul fronte obbligazionario, lo spread Btp-Bund decennali è sceso a 83,8 punti, con il rendimento italiano in calo al 3,57% e quello tedesco al 2,73%. Ai minimi storici il differenziale tra titoli italiani e francesi, a 5,8 punti.

Banche in caduta

Debole il comparto bancario, complice la crisi politica in Francia dopo la richiesta di fiducia del premier François Bayrou. Tra i peggiori: Unicredit (-3,61%), Popolare Sondrio (-3,08%), Mediobanca (-2,41%), Mps (-2,31%), Intesa (-1,9%), Bper (-1,29%) e Banco Bpm (-0,79%).

I rialzi

In controtendenza Diasorin (+4,72%), spinta dalla raccomandazione overweight di Morgan Stanley e dal rialzo del target price a 101 euro. Positivi anche Saipem (+1,03%), Prysmian (+0,99%), Pirelli (+0,92%) e Buzzi (+0,75%).

Altri titoli

Deboli Stellantis (-1,87%), Campari (-1,81%), Nexi (-1,42%) ed Eni (-0,37%). Tra le mid-small cap spiccano Seco (+13,03%) e la Lazio (+9,09%), mentre crollano Bestbe (-10,45%), Bastogi (-7,65%) e Brioschi (-4,18%) dopo il balzo seguito allo sgombero del Leoncavallo a Milano.

Borsa di Milano apre in rosso, Ftse Mib in calo dello 0,65%


MILANO – La seduta di Borsa a Milano apre in negativo. L’indice Ftse Mib cede lo 0,65%, attestandosi a 42.944 punti.

Il mercato mostra grande volatilità con titoli che oscillano durante la mattinata, ma il settore bancario registra le perdite più significative. Intesa Sanpaolo segna un calo dell’1,65%, mentre Mps cede l’1,44%. L’unico titolo in controtendenza è Diasorin, che guadagna il 2,64%.

Il calo delle banche arriva a seguito della decisione di Donald Trump di licenziare la governatrice della Federal Reserve Lisa Cook, mossa che ha spinto gli investitori a rivedere le proprie posizioni sul comparto finanziario.

La seduta rimane caratterizzata da alta incertezza, con gli operatori di mercato che monitorano attentamente le prossime mosse della politica monetaria americana e le loro possibili ricadute sul mercato italiano.

mercoledì 20 agosto 2025

Borse europee in lieve calo in attesa dei dati sull’inflazione


MILANO – Apertura debole per le borse europee, con gli investitori in attesa del dato sull’inflazione nell’Eurozona a luglio e a seguito del rialzo superiore alle stime registrato nel Regno Unito.

Milano e Madrid cedono lo 0,4%, Francoforte lo 0,45%, mentre fanno leggermente meglio Parigi e Londra, entrambe in calo dello 0,15%.

Contrastati i mercati azionari statunitensi, con i future in territorio negativo in vista della pubblicazione dei verbali dell’ultimo Comitato Federale della Fed, diffusi alla vigilia del simposio di Jackson Hole.

Il settore della difesa risulta volatile dopo lo scivolone della vigilia legato alle ipotesi di un accordo di pace tra Russia e Ucraina: positivo Leonardo (+0,7%), mentre cedono Rolls-Royce (-1,42%) e Rheinmetall (-1,12%).

Debole anche il comparto bancario: Bper (-1,5%), Popolare Sondrio (-1,2%), Unicredit (-1,1%), Santander (-0,98%), Commerzbank (-0,9%), SocGen (-0,8%), Intesa (-0,75%), Mediobanca (-0,42%), mentre Mps resta invariata.

mercoledì 30 luglio 2025

Piazza Affari chiude in rialzo, banche protagoniste. Ftse Mib oltre i 41mila punti


MILANO – La Borsa di Milano archivia la seduta in netto rialzo, confermandosi maglia rosa tra i listini europei grazie al traino del comparto bancario. L’indice Ftse Mib chiude a +0,98%, consolidando il superamento della soglia psicologica dei 41.000 punti.

Protagonista assoluta di giornata è Intesa Sanpaolo, che vola del +4,39% dopo la pubblicazione della semestrale giudicata solida dagli investitori. Bene anche Bper Banca (+3,14%) che ha completato con successo l’Opas su Popolare di Sondrio, quest’ultima in rialzo dell’1,72%.

Sostenuta anche Mps, che guadagna il 2,9% in scia all’operazione in corso su Mediobanca, in crescita dell’1,78% in attesa della trimestrale attesa per domani.

Tra gli altri titoli, Leonardo chiude sostanzialmente stabile (+0,19%): a mercati chiusi ha annunciato la finalizzazione dell’acquisizione di Iveco Defence Vehicles, operazione strategica nel settore della difesa.

Amplifon crolla dopo il profit warning

Il rosso più profondo di giornata lo segna Amplifon, che cede un pesante -25,4% dopo il taglio alla guidance. Gli investitori hanno reagito con forza alla revisione al ribasso delle previsioni sull’anno in corso.

Male anche Recordati (-4,3%), penalizzata da risultati trimestrali sotto le attese. Proseguono le vendite su Stellantis, che arretra del 4,51%, in un clima ancora condizionato dai recenti dati deboli sul fronte delle immatricolazioni e delle vendite globali.

venerdì 6 giugno 2025

La Borsa di Milano chiude in rialzo dello 0,55% a 40.601 punti


MILANO – La Borsa di Milano ha chiuso la seduta di oggi in progresso dello 0,55%, attestandosi a 40.601 punti. Sul listino principale si sono registrate prese di profitto su Leonardo, che ha ceduto il 3%, mentre gli investitori hanno premiato alcuni titoli come Intesa Sanpaolo (+1,46%), Unipol (+1,7%) e Recordati (+3,7%), quest’ultima tra le migliori performance della giornata.

venerdì 23 maggio 2025

Piazza Affari chiude in forte calo: pesano i timori per i dazi Usa all’Ue


MILANO - Giornata nera per la Borsa di Milano, che ha archiviato la seduta con un deciso ribasso, penalizzata dalle nuove minacce del presidente statunitense Donald Trump di imporre dazi fino al 50% sull’Unione Europea a partire dal 1° giugno. L’indice Ftse Mib ha ceduto l’1,94%, attestandosi a 39.475 punti, facendo peggio delle principali piazze europee.

Crollano auto e tech: giù Stellantis, Stm e Ferrari

Ad accusare maggiormente il colpo sono stati i titoli del comparto automobilistico e tecnologico, tra i più esposti alle esportazioni verso gli Stati Uniti. Stellantis ha perso il 4,62%, Stmicroelectronics il 4,18% e Ferrari il 3,58%, tutte fortemente penalizzate dall’ipotesi di nuove tariffe doganali.

Banche in affanno: pesa lo spettro della recessione

Non è andato meglio al settore bancario, condizionato dai timori che l’imposizione di dazi possa innescare una recessione economica a livello europeo. Le vendite hanno colpito in modo diffuso:

  • Popolare di Sondrio -3,57%

  • Intesa Sanpaolo -3,49%

  • Unicredit -2,97%

  • Bper Banca -2,88%

  • Mps -2,82%

  • Banco Bpm -2,15%

  • Mediobanca -1,12%

Giù anche il lusso, stabile l’energia

Nel comparto del lusso, riflettori puntati su Brunello Cucinelli (-3,25%), Ferragamo (-2,55%) e Moncler (-1,17%), anch’essi colpiti dalle preoccupazioni legate alle esportazioni. Più contenuto invece il calo di Eni (-0,5%), con il prezzo del greggio che ha oscillato attorno alla parità.

Spread stabile, ma attenzione ai tassi

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è rimasto quasi invariato a 101,6 punti base, rispetto ai 101 dell’apertura. Il rendimento del decennale italiano è sceso al 3,58% (-6,8 punti base), mentre il corrispettivo tedesco si è attestato al 2,56% (-7,6 punti base).

Iveco in controtendenza: +3,36% grazie a interesse per la divisione difesa

Controcorrente Iveco, che ha guadagnato il 3,36% grazie alle offerte per la sua divisione difesa (Idv). Tra i potenziali acquirenti figurano:

  • Leonardo (+0,27%) in tandem con la tedesca Rheinmetall (+0,76%)

  • la spagnola Indra Sistemas (+3,4% a Madrid)

  • la ceca Czechoslovak Group, che avrebbe presentato una proposta autonoma.

Prospettive incerte

Le tensioni commerciali tra Washington e Bruxelles pesano ora sulle prospettive economiche europee e rischiano di innescare una fase di maggiore volatilità sui mercati. Gli investitori restano in attesa di sviluppi diplomatici nei prossimi giorni, in particolare dopo l’annuncio del possibile aumento dei dazi da parte degli Stati Uniti.

mercoledì 7 maggio 2025

Borsa di Milano chiude in calo (-0,62%): pesano le banche, contrasto con Wall Street


MILANO – Chiusura negativa per la Borsa di Milano, che termina la seduta con un calo dello 0,62%, in linea con le principali piazze europee ma in controtendenza rispetto a Wall Street, che ha invece registrato segnali positivi. Gli occhi degli investitori restano puntati sulle trimestrali in arrivo e sui possibili sviluppi nel processo di consolidamento del settore bancario.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi scende a 107 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,54%, segnalando una moderata fiducia sui titoli di Stato italiani.

I titoli peggiori

Nel listino principale, i titoli bancari soffrono:

  • Intesa Sanpaolo perde il 2%, complice un’ondata di prese di profitto dopo i recenti guadagni;

  • Unicredit arretra dell’1,6%, in attesa di novità sull’eventuale offerta per Banco Bpm (-0,9%), che oggi ha diffuso i dati trimestrali;

  • Mps perde lo 0,9%, mentre si rincorrono le indiscrezioni sulla possibile scalata di Mediobanca, in lieve rialzo dello 0,6%.

Tra i peggiori della giornata anche Buzzi Unicem (-3,5%) e Diasorin (-3%), penalizzate dai timori per le nuove misure protezionistiche statunitensi. Male anche Generali (-0,8%), nel giorno del cda e delle prime valutazioni sull’interesse di Mediobanca per Banca Generali, stabile a +0,01%.

Deboli Tim (-0,6%), nonostante risultati trimestrali in linea con le attese, e Stellantis e Prysmian (entrambe -0,2%).

I titoli migliori

In controtendenza brilla Amplifon (+2,7%) grazie a risultati trimestrali in crescita e al giudizio positivo (‘buy’) da parte di Banca Akros. Bene anche:

  • Italgas (+1,4%) dopo un utile trimestrale in aumento del 43%;

  • Hera (+0,7%), Enel e Poste Italiane (+0,6%).

La giornata si chiude con un clima di cautela, tra attese per i dati macroeconomici internazionali e l’evoluzione dei grandi dossier industriali che stanno ridisegnando gli equilibri finanziari italiani.

venerdì 4 aprile 2025

Borsa di Milano in calo, le banche pesano sul listino: lo spread sale a 115 punti


MILANO - La Borsa di Milano ha registrato una giornata negativa, con un calo dell'1,7%, seguendo il trend degli altri listini europei. A preoccupare gli investitori sono i timori sull’impatto che i nuovi dazi imposti dagli Stati Uniti potrebbero avere sulla crescita economica globale. Il timore di un rallentamento economico ha fatto scivolare i principali indici finanziari, con una forte pressione su alcuni comparti, in particolare quello bancario.

Le Banche sotto pressione

A Piazza Affari, il comparto bancario è stato tra i principali protagonisti della giornata negativa. Il rendimento del decennale italiano ha raggiunto il 3,72%, con un incremento dello spread tra i Btp e i Bund tedeschi a 115 punti.

Nel listino principale, tra i titoli bancari più colpiti figurano:

  • Bper Banca che ha visto un calo del 4,8%.

  • Mps e Unicredit hanno perso rispettivamente 4,2%.

  • Popolare Sondrio ha ceduto 4,1%.

  • Banco Bpm ha registrato una perdita del 4%.

  • Anche Intesa Sanpaolo è scesa del 3,5%.

La crisi che sta interessando il settore bancario sembra essere alimentata dai timori per un aumento dei costi di finanziamento e dalle incertezze sull'evoluzione dei tassi di interesse, con gli investitori sempre più preoccupati per la solidità dei bilanci delle banche italiane.

Altri settori sotto pressione

Non solo le banche, ma anche altre grandi aziende sono state sotto pressione. Telecom Italia (Tim) ha perso 2,9%, mentre Leonardo, uno dei principali colossi della difesa italiana, è sceso del 2,6%. In calo anche Generali e Unipol, rispettivamente del 2,7% e 2,5%. Anche nel settore automobilistico non sono mancati i ribassi, con Iveco che ha ceduto il 3,6%, Stellantis il 1,7%, e Pirelli il 1,1%.

Alcuni titoli in controtendenza

Nonostante il panorama generale negativo, ci sono stati alcuni titoli che hanno registrato guadagni. Campari è stato uno dei protagonisti positivi, con un rialzo dell'1,6%, seguita da Amplifon che ha guadagnato 1,3%. In crescita anche Terna e Snam, con un incremento di 1,2%.

Le prospettive per il mercato

L'incertezza legata all'andamento delle politiche commerciali internazionali, unita alla volatilità dei mercati, potrebbe continuare a pesare sulle performance delle Borse. La Borsa di Milano e gli altri listini europei rimangono sotto la pressione delle preoccupazioni relative all'impatto economico globale dei dazi, con particolare riferimento al settore bancario che sta vivendo momenti difficili.

Gli investitori si preparano a nuove sfide, monitorando con attenzione gli sviluppi futuri, in attesa di segni di stabilità o di eventuali interventi per mitigare le turbolenze.

mercoledì 26 febbraio 2025

Borsa di Milano in rialzo: Ftse Mib supera i 39mila punti


MILANO - La Borsa di Milano conferma il rialzo con il Ftse Mib che sale dello 0,8%, raggiungendo quota 39mila punti e aggiornando i massimi toccati alla vigilia.

Lo spread continua a calare, con il differenziale tra Btp e Bund a 111,8 punti, mentre il rendimento del decennale italiano scende al 3,57%.

Titoli in evidenza

In testa al listino c'è Saipem (+4,9%), che corre dopo l'aumento dell'utile e l'annuncio delle nozze con la norvegese Subsea7.

Sempre sotto la lente i titoli finanziari, con il risiko bancario in atto: Unicredit sale dell'1,96% e tocca i 50 euro, bene anche Bper (+1,97%), Banco Bpm (+1,37%), Intesa Sanpaolo (+1,64%) e Mediobanca (+1,4%). Tra gli altri, gli acquisti premiano Buzzi (+1,95%), Unipol (+1,79%) e Campari (+1,77%).

Titoli in calo

Sul versante opposto, Stellantis cede il 5% dopo il crollo dell'utile 2024. Male anche StM (-1,2%), mentre il Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef) ritiene inadeguata la gestione dell'AD Jean-Marc Chery. Vendite anche su Nexi (-1,4%).

martedì 14 gennaio 2025

Piazza Affari chiude in rialzo: Ftse Mib +0,93%, miglior Borsa d’Europa

MILANO - Seduta positiva per Piazza Affari alla vigilia della pubblicazione del dato sull’inflazione statunitense, atteso per le prossime ore e considerato cruciale per le future decisioni della Federal Reserve. L’indice Ftse Mib ha chiuso in aumento dello 0,93% a 35.124 punti, mentre il Ftse All Share ha registrato una crescita dello 0,85%.

Milano guida i mercati europei

Grazie al rialzo odierno, Milano si è confermata la miglior piazza europea della giornata, superando Francoforte (+0,7%) e Madrid (+0,5%). Positiva anche Parigi, con un lieve incremento dello 0,2%, mentre Amsterdam è rimasta pressoché stabile. Londra, invece, ha chiuso in calo dello 0,3%.

Valute e spread

L’euro ha mantenuto la posizione contro il dollaro, attestandosi a 1,028. Lo spread Btp-Bund a 10 anni si è mantenuto stabile a 119 punti base, con il rendimento del titolo del Tesoro italiano fermo al 3,83%.

Energia e materie prime

Sul fronte energetico, il prezzo del gas ha registrato un netto ribasso: sul mercato di Amsterdam, il future con consegna a febbraio ha chiuso in calo del 2,7%, attestandosi a 46,9 euro/MWh.

Il petrolio ha continuato a mostrare debolezza, restando sotto i 77 dollari al barile.

Andamento dei titoli principali

Tra i titoli principali di Piazza Affari, la performance migliore è stata quella di Intesa Sanpaolo, che ha chiuso con un aumento del 2,7% a 4,07 euro. Bene anche il settore bancario in generale, con Popolare di Sondrio in crescita del 2,4% e Bper Banca a +2,2%.

Telecom Italia (Tim) ha segnato un lieve rialzo, sostenuto dalla decisione del Tribunale di Milano di rigettare il ricorso di Vivendi sulla cessione della rete.

In calo, invece, Campari (-2,7%) e, soprattutto, Nexi, che ha registrato un crollo del 6,8% a 4,7 euro, penalizzata da report negativi emessi da Mediobanca e Morgan Stanley.

Scenario di attesa

Con l’attenzione del mercato rivolta ai dati sull’inflazione negli Stati Uniti, gli investitori continuano a monitorare gli sviluppi economici globali, con un occhio di riguardo alle indicazioni che arriveranno dalla Federal Reserve. Nel frattempo, Piazza Affari si conferma in crescita, rafforzando la fiducia degli operatori verso il mercato italiano.

Piazza Affari in rialzo: Ftse Mib in crescita, Pirelli sugli scudi dopo la raccomandazione di Goldman Sachs

MILANO - Piazza Affari si conferma in rialzo nella prima mezz'ora di scambi, con l'indice Ftse Mib in crescita dello 0,72% a 35.049 punti, mentre lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi scende a 118,3 punti. Il rendimento annuo italiano cala di 3,7 punti, scendendo al 3,78%, mentre quello tedesco diminuisce di 1 punto, attestandosi al 2,6%.

Pirelli protagonista: il titolo guadagna un significativo +3,5%, spinto dalla raccomandazione d'acquisto di Goldman Sachs, che ha alzato il prezzo obiettivo del 28% a 7,1 euro.

Iveco in buona forma: anche il titolo Iveco sale del 2,51%, insieme ai rivali europei, sulla scia delle indicazioni positive di Morgan Stanley sul settore dei veicoli industriali.

Altri titoli in evidenza: Popolare Sondrio (+2,48%) ha beneficiato della raccomandazione 'neutral' di Mediobanca, migliorata dalla precedente 'underperform'. A2a (+2,4%) ha visto alzare il prezzo obiettivo del 23% a 2,7 euro da Equita, che ha suggerito l'acquisto. Amplifon (+1,82%) ha guadagnato terreno grazie al rialzo del prezzo obiettivo di Intermonte.

In calo: Nexi cede il 2,83%, dopo che Mediobanca ha abbassato la raccomandazione da 'outperform' a 'neutral', pur alzando il prezzo obiettivo del 49% a 7,5 euro. Il calo del prezzo del greggio frena Tenaris (-1,39%), Eni (-0,95%) e Saipem (-0,66%).

Settore bancario: Intesa Sanpaolo (+2,1%), Unicredit (+1,7%), Bpm (+1,39%) e Banco Bpm (+1,38%) registrano guadagni. Mps, invece, è più cauta, con un +0,57%.

Settore automobilistico: Stellantis sale dell'1,4%, nonostante gli analisti di Mediobanca abbiano abbassato la raccomandazione da 'neutral' a 'underperform', ma alzato il prezzo obiettivo del 4,1% a 12,83 dollari (12,5 euro). Ferrari, più lenta, guadagna lo 0,44%.

giovedì 9 gennaio 2025

Borsa di Milano in calo (-0,50%) con le banche in difficoltà, influenzata dai timori per la crescita economica cinese e dai dazi di Trump

MILANO – La Borsa di Milano continua a registrare una flessione nella giornata di oggi, con un calo complessivo dell'0,50%. La tendenza negativa rispecchia l'andamento degli altri listini europei, che sono influenzati da timori legati alla crescita economica della Cina e dalle nuove minacce di dazi annunciate da Donald Trump.

Le banche sotto pressione

Le banche italiane sono tra i settori più colpiti, con Bper che perde 2,1%, seguita da Banco Bpm e Unicredit, che scivolano rispettivamente di 0,9%. A Piazza Meda, l'offerta lanciata da Unicredit, guidata da Andrea Orcel, continua a pesare sul sentiment, con il mercato che cerca tutte le strade possibili per difendersi. Anche altre grandi banche italiane sono in flessione, con Intesa Sanpaolo e Popolare Sondrio in calo del 0,7% e Monte dei Paschi di Siena che perde 0,6%.

Altri settori in rosso

Il settore tecnologico e automobilistico non è da meno, con STMicroelectronics (Stm) che scivola del 1,7%, mentre Stellantis perde 1,6%. Anche Tim registra un ribasso del 1,5%. Nel settore del lusso, Moncler segna una flessione dell'1,1%, mentre Brunello Cucinelli cede lo 0,6%.

Prysmian e altri titoli in crescita

Nonostante il trend negativo, ci sono alcuni titoli che riescono a risaltare. Prysmian è il miglior titolo del giorno con un guadagno del 2,4%. Buone performance anche per Pirelli, che cresce dello 0,7%, e per Saipem, che avanza dello 0,6%. Amplifon chiude in positivo con un 0,4%.

Mercati sotto pressione a causa dei timori globali

I timori per una crescita economica debole in Cina e l'incertezza generata dai nuovi dazi** minacciano le prospettive di recupero sui mercati globali. Lo spread tra i Btp e i Bund tedeschi è salito a 114 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano ha toccato il 3,69%, riflettendo una crescente incertezza riguardo alla stabilità economica a livello europeo.

In generale, il mercato sembra essere influenzato da una combinazione di fattori interni ed esterni che continuano a pesare sul sentiment degli investitori, con una particolare attenzione rivolta agli sviluppi internazionali che potrebbero avere ripercussioni su una ripresa economica già fragile.

venerdì 22 novembre 2024

Borsa di Milano chiude in rialzo: +0,6% dopo una seduta altalenante

MILANO - La Borsa di Milano ha archiviato la giornata con un rialzo dello 0,6%, nonostante una sessione caratterizzata da oscillazioni. La mattinata è stata frenata dai dati poco incoraggianti sull’economia della zona euro, ma il listino ha recuperato terreno nel pomeriggio, trainato dalla spinta positiva di Wall Street e dal miglioramento generale nelle principali piazze europee.

Settore bancario in sofferenza

Le banche hanno registrato le peggiori performance della giornata. Tra i principali titoli in calo figurano:

  • Unicredit (-1,87%)
  • Bper (-1,52%)
  • Banco Bpm (-1,28%)

Anche Mps (-1,03%), Intesa (-0,93%) e Bps (-0,89%) hanno chiuso in negativo. I ribassi sono attribuiti alle aspettative di una politica monetaria più restrittiva da parte della BCE e all’impatto dell'aumento della tassa sugli extraprofitti bancari in Spagna, che ha penalizzato i colossi iberici Bbva e Santander, influenzando il settore bancario europeo.

Titoli in evidenza: farmaceutico e utilities al rialzo

Al contrario, alcune società hanno registrato forti progressi:

  • Recordati (+2,86%) ha beneficiato di un report positivo sul settore farmaceutico.
  • Stellantis (+2,83%) ha continuato il suo trend positivo, grazie a dati incoraggianti sulle vendite.
  • Utilities come Terna (+2,79%) e Snam (+2,4%) si sono distinte in un contesto di crescente interesse per titoli difensivi.

Titoli minori: crolla Dovalue

Tra i titoli minori, giornata nera per Dovalue (-15,8%), penalizzata dalla decisione del consiglio di amministrazione di fissare il prezzo per l’aumento di capitale con uno sconto significativo, causando un brusco calo della fiducia degli investitori.