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lunedì 20 luglio 2026

Piazza Affari chiude debole: pesano Medio Oriente e tensioni sullo Stretto di Hormuz


Il Ftse Mib termina in lieve calo (-0,04%). Bene le banche e Moncler, in rosso Tim, Avio e Leonardo. Spread stabile a 82 punti

MILANO – Chiusura leggermente negativa per Piazza Affari, che conclude la seduta con il Ftse Mib in calo dello 0,04%, in linea con l’andamento prudente delle principali Borse europee.

Gli investitori continuano a monitorare l’evoluzione della situazione geopolitica in Medio Oriente, con particolare attenzione alle tensioni nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale.

Tra i titoli peggiori della giornata si distingue Avio, che perde il 2,8%. In deciso ribasso anche Tim (-2,3%), nel giorno dell’avvio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) promossa da Poste Italiane, che chiude a sua volta in calo dello 0,9%.

Lo spread tra Btp e Bund termina stabile a 82 punti base, mentre il rendimento del titolo di Stato italiano decennale sale al 3,96%.

Seduta negativa anche per Inwit e Azimut (entrambe a -1,7%), seguite da Leonardo (-1,6%) e Lottomatica (-1,3%).

Tra le utility pesa il rialzo del prezzo del gas: A2A lascia sul terreno lo 0,8%, Hera lo 0,7%, mentre Enel limita le perdite a -0,08%.

In flessione anche il comparto automobilistico con Stellantis e Ferrari, entrambe in calo dello 0,6%. Poco mossa Prysmian (-0,2%), nonostante l'annuncio dell'accordo da 5,5 miliardi di euro con Molex.

In controtendenza il settore bancario, sostenuto dalle prospettive di consolidamento del comparto. Guida i rialzi Intesa Sanpaolo (+1,2%), impegnata nell'Opas su Monte dei Paschi di Siena (+0,7%). Bene anche Banco Bpm (+0,6%), dopo la proposta di fusione tra pari con Siena, insieme a UniCredit (+0,6%) e Fineco (+0,4%).

Tra gli assicurativi e i finanziari avanzano Unipol (+0,8%) e Generali (+0,3%), mentre Bper Banca chiude in lieve flessione (-0,4%).

La migliore performance del listino principale è quella di Moncler, che guadagna il 3,2%. Bene anche Amplifon (+2,6%), Saipem (+2,5%), STMicroelectronics e Nexi, entrambe in rialzo del 2%.

In progresso anche Fincantieri (+1,6%), sostenuta dalla notizia dell'acquisto di tre fregate da parte del Portogallo, operazione che rafforza le prospettive del gruppo nel settore della cantieristica navale militare.

venerdì 3 luglio 2026

Piazza Affari chiude in rialzo (+0,5%): bene banche e industriali, giù il lusso


Milano - La Borsa di Milano archivia la seduta in territorio positivo, con il Ftse Mib in crescita dello 0,5%, in linea con gli altri principali listini europei. Il clima sui mercati resta improntato a una moderata fiducia, sostenuto anche dalla stabilità dello spread e da alcuni movimenti selettivi sui titoli a maggiore capitalizzazione.

Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund si mantiene stabile a 77 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano resta fermo al 3,69%.

Tra i titoli in evidenza spiccano Nexi, che guadagna il 2,5%, e Prysmian, in rialzo del 2,6%, sostenuta da acquisti diffusi nel comparto industriale.

Seduta positiva anche per il settore bancario, al centro delle attenzioni degli investitori per le ipotesi di consolidamento del comparto. In progresso Bper (+1,3%), Monte dei Paschi di Siena (+0,9%), Banco Bpm (+0,7%), UniCredit (+0,4%) e Intesa Sanpaolo (+0,3%). Bene anche Unipol (+1,1%) e Generali (+0,3%).

Acquisti diffusi anche su Saipem (+1,9%), Amplifon (+1,3%), sostenuta da una promozione degli analisti di Equita, e A2A (+0,9%).

In controtendenza il comparto del lusso, con Moncler in calo dello 0,8% e Brunello Cucinelli in flessione dello 0,7%. Deboli anche Leonardo (-0,3%) e Avio (-0,5%), che chiudono la seduta leggermente sotto la parità.

mercoledì 10 giugno 2026

Piazza Affari chiude in rialzo (+0,6%), spinta dal settore bancario e da STM


Milano - La Borsa di Milano ha proseguito la seduta in territorio positivo, chiudendo con un progresso dello 0,6%, sostenuta soprattutto dal comparto bancario e dalle aspettative legate al risiko tra gli istituti di credito.

Tra i titoli in maggiore evidenza si è distinta STMicroelectronics, in crescita del 2,3% dopo la promozione arrivata da Bank of America, e Nexi, che ha registrato un +2,7%.

Nel segmento bancario, al centro dell’attenzione dopo l’OPS di Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena ha guadagnato il 2,5%. In rialzo anche Mediobanca (+2%), Banco BPM (+1%), UniCredit (+0,9%) e Unipol (+0,8%). Più stabile Generali (+0,1%), mentre BPER ha chiuso leggermente in calo (-0,2%).

Il consolidamento del settore ha sostenuto anche altri titoli della galassia finanziaria, in un contesto di forte attenzione degli investitori alle possibili operazioni straordinarie.

Tra gli altri titoli industriali e blue chip, seduta positiva per Ferrari (+1,4%), Leonardo (+1,3%) e Telecom Italia (+1,1%). In controtendenza Prysmian, che ha perso l’1,5%, mentre hanno chiuso deboli anche Fineco (-0,4%) e Campari (-0,3%).

Sul fronte obbligazionario, lo spread tra BTP e Bund si è attestato a 75 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,8%.

martedì 9 giugno 2026

Piazza Affari, apertura debole ma positiva: bene banche e Italgas


Milano - Avvio poco mosso per FTSE MIB, che segna un rialzo marginale dello 0,15% a quota 50.283 punti, confermando una fase di cautela sui mercati italiani.

Banche ancora protagoniste

L’attenzione degli investitori resta concentrata sul comparto bancario, al centro del cosiddetto “risiko” finanziario.

Tra i titoli migliori si distingue BPER Banca, in rialzo del 3,5%, seguita dal principale azionista Unipol, che guadagna il 3,3%.

Prosegue inoltre il buon momento di Mediobanca, in crescita dell’1,7% dopo il rally della vigilia, e di Monte dei Paschi di Siena, che sale dell’1,3%.

In evidenza Italgas

Tra i titoli industriali si mette in luce Italgas, che guadagna il 2,3% dopo la promozione a “buy” da parte di Citi, che ne sostiene il profilo positivo sul mercato.

Mercati prudenti

Nel complesso, la seduta si apre all’insegna della prudenza, con gli investitori che continuano a monitorare il settore bancario e le indicazioni degli analisti, in un contesto ancora influenzato da attese macroeconomiche e dinamiche internazionali.

martedì 28 aprile 2026

Piazza Affari in rialzo: Ftse Mib +1%, spinta da energia e banche


Milano - La Borsa di Milano si muove in controtendenza rispetto agli altri listini europei, che restano deboli, e consolida il suo rialzo nella seduta odierna.

Il Ftse Mib guadagna l’1% e si porta a 48.149 punti, sostenuto in particolare dal comparto energetico e dal settore bancario. In evidenza Eni, che sale del 2,7% in scia al rialzo del petrolio.

Seduta positiva anche per i titoli bancari, con Bper in testa (+2,31%), seguita da Unicredit (+1,6%), Mediobanca (+1,83%), Banco Bpm (+1,74%) e Mps (+1,56%).

Sul versante opposto, le vendite penalizzano Diasorin (-3,3%) e Fincantieri (-1,27%).

In aumento lo spread tra Btp e Bund, che si attesta a 81 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano sale al 3,86%.

lunedì 16 marzo 2026

Borsa di Milano in calo dello 0,36%, giù le banche e Amplifon


Milano - La Borsa di Milano chiude la seduta in ribasso dello 0,36%, appesantita dal settore bancario e in linea con gli altri listini europei. Amplifon cede il 5% dopo l’annuncio dell’acquisizione di Gn Hearing, mentre a Copenhagen Gn Store Nord registra un balzo del 36%.

Lo spread tra Btp e Bund rimane stabile a 80 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,76%. Seduta negativa per Unicredit (-1,6%) nell’ambito dell’offerta per superare il 30% di Commerzbank. Flessioni anche per Intesa (-0,6%) e Bper (-0,2%), mentre Mps (-0,04%) e Mediobanca (-0,03%) restano praticamente invariati. Banco Bpm segna un +0,7%. Vendite su Nexi (-1,9%) e Stellantis (-1,1%), mentre guadagnano terreno Stm (+1,5%), Eni (+1,1%), Fincantieri (+0,5%) e Tenaris (+0,3%).

venerdì 30 gennaio 2026

Borsa di Milano in rialzo (+0,4%), spiccano le banche e Stm


Milano, 30 gennaio 2026 – Seduta positiva per Piazza Affari, che chiude in rialzo dello 0,4% sostenuta principalmente dal comparto bancario.

Tra i titoli in maggiore evidenza Stm (+1,1%), che tenta il recupero dopo la flessione registrata nella giornata della presentazione dei conti. Bene anche il settore finanziario: Mediolanum (+1,3%), Intesa Sanpaolo (+1,2%) in vista dei conti e del nuovo piano strategico, Mps (+1%) che ha riunito nuovamente il Cda, Unicredit (+0,9%) e Banco Bpm (+0,6%).

Segnali positivi anche dai titoli del lusso e dei consumi: Campari (+1%) e Cucinelli (+0,8%). Sale Recordati (+0,5%) grazie all’accordo con Moderna sul farmaco per l’acidemia propionica.

In calo invece Fincantieri (-1,4%) e Saipem (-1,2%), con perdite anche per Tenaris (-1%) ed Eni (-0,7%). Seduta fiacca per Leonardo (+0,07%).

Sul fronte dei titoli di Stato, lo spread tra Btp e Bund si attesta a 61 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,45%.

La seduta conferma una certa fiducia degli investitori nel settore bancario e nei titoli industriali resilienti, in attesa della pubblicazione dei prossimi conti societari.

mercoledì 22 ottobre 2025

Borsa, Milano maglia nera d’Europa: Ftse Mib -1,03%. Pesano Stm, Prysmian e le banche


Milano, 22 ottobre 2025
– Giornata difficile per Piazza Affari, che chiude in deciso calo in scia al peggioramento di Wall Street nella seconda parte del pomeriggio, complice l’attesa per la trimestrale di Tesla. L’indice Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in ribasso dell’1,03%, peggior performance tra le principali piazze europee.

A zavorrare il listino milanese sono stati i forti ribassi di Stm (-4%) e Prysmian (-2,8%), insieme al comparto bancario. In particolare, Popolare di Sondrio (-4,3%) e Bper (-3,1%) hanno guidato le perdite, seguite da Unicredit (-2,3%), penalizzata nonostante risultati trimestrali superiori alle attese, ma condizionata dal calo del margine di interesse.

Vendite anche sul lusso e l’automotive: Cucinelli (-2,6%), Moncler (-2,5%), Stellantis (-2,1%) e Ferrari (-1,3%) chiudono in rosso, così come Banco Bpm (-1,3%) e Unipol (-1,2%).

In controtendenza spiccano invece Diasorin (+2,6%) e i titoli petroliferi, sostenuti dalla corsa del greggio: Tenaris (+2%), Eni (+1,5%) e Saipem (+1,3%) chiudono in positivo.

Fuori dal Ftse Mib, crolla NewPrinces (-19,9%), nel giorno in cui il gruppo ha comunicato la forchetta di prezzo per la quotazione della controllata Princes a Londra, giudicata troppo bassa dagli analisti di Equita. Stabile invece Terna (+0,1%), che aggiorna il massimo storico segnato alla vigilia.

mercoledì 23 luglio 2025

Unicredit chiude un semestre da record: utile netto a 6,1 miliardi. Alzate le stime per il 2025


MILANO – Unicredit mette a segno un primo semestre da primato, con un utile netto di 6,1 miliardi di euro, sostenuto da un secondo trimestre particolarmente brillante che ha registrato 3,3 miliardi di euro di utili, oltre le attese degli analisti (stimati intorno ai 2,5 miliardi). Un risultato che spinge il gruppo bancario ad alzare la guidance su tutto l’anno e a fissare nuove ambizioni per il 2027.

I ricavi core nel secondo trimestre sono cresciuti su base annua, raggiungendo i 5,9 miliardi di euro, confermando la solidità del modello operativo della banca guidata da Andrea Orcel.

Alzate le previsioni su utile e dividendi

Alla luce dei risultati, Unicredit ha rivisto al rialzo la guidance 2025, prevedendo un utile netto di circa 10,5 miliardi di euro, contro una precedente stima più conservativa. Parallelamente, la banca migliora anche le previsioni sulla distribuzione agli azionisti, che sarà di almeno 9,5 miliardi, di cui almeno 4,75 miliardi in dividendi in contanti.

"Questa eccezionale performance nel primo semestre, insieme a ulteriori leve per una crescita futura, ci ha permesso di alzare le nostre guidance per il 2025 e le ambizioni per il 2027", ha dichiarato Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit.

Nel triennio 2025-2027, il gruppo prevede di distribuire almeno 30 miliardi di euro agli azionisti, di cui almeno 15 miliardi in contanti, rafforzando il suo posizionamento tra i gruppi bancari più remunerativi d’Europa.

Orcel chiude la porta all’operazione Banco BPM

In un’intervista alla CNBC, Orcel ha anche commentato la mancata operazione con Banco BPM, affermando che il dossier è stato ormai archiviato:

"Penso che abbiamo tracciato una linea sull'operazione. Era diventata un peso per noi. Sentivamo di accelerare troppo e il valore era cambiato", ha spiegato.
"Con il golden power non c’era altra strada da percorrere. È il momento di recuperare le perdite, eliminare gli ostacoli e concentrarci su ciò che possiamo controllare. Noi controlliamo il nostro futuro in Italia e all’interno del gruppo", ha concluso Orcel.

Un messaggio chiaro che rafforza la strategia di consolidamento e crescita autonoma del gruppo, dopo un semestre che ha superato anche le aspettative più ottimistiche.

lunedì 14 luglio 2025

Piazza Affari chiude in rialzo: banche protagoniste, tengono nonostante i timori sui dazi


MILANO - La Borsa di Milano archivia la seduta in rialzo, con l’indice Ftse Mib che guadagna lo 0,27% e chiude a 40.186 punti, trainata dalle banche, che nel finale hanno spinto al rialzo i listini, superando le preoccupazioni legate alla minaccia di dazi Usa al 30% sull’Ue, annunciata da Donald Trump lo scorso sabato.

I volumi restano contenuti con scambi per 2,4 miliardi di euro. Lo spread Btp-Bund si amplia leggermente a 86,3 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,59% (+2,2 punti), mentre quello tedesco sale al 2,73%.


Banche sugli scudi

Bper (+6,54%) e Popolare di Sondrio (+6,18%) brillano in vista della riapertura dell’Opas. Rally anche per Banco Bpm (+5,19%) dopo il via libera del Tar del Lazio e la comunicazione della Commissione europea sulla legittimità del golden power esercitato dal governo nell’Ops di Unicredit (+0,52%).

In rialzo Mps (+1,42%) nel giorno di partenza dell’Ops su Mediobanca (titolo invariato), mentre l’AD Alberto Nagel ribadisce la contrarietà del CdA all’operazione.


Focus anche su Leonardo e Iveco

Buon rialzo per Leonardo (+2,75%), interessata alla divisione difesa Idv di Iveco (+1,87%).


Male export e energia

Soffrono i titoli esposti ai dazi e all’export:

  • Stellantis -1,77%

  • Stm -1,48%

  • Moncler -1,37%

In calo anche i petroliferi, con il greggio in discesa negli Usa:

  • Eni -0,63%

  • Tenaris -1,33%
    (Wti a 67,35 dollari/barile, -1,62%)

venerdì 4 luglio 2025

Borsa di Milano in lieve calo: Ftse Mib -0,17%, brilla Popolare di Sondrio dopo rilancio Bper


MILANO – Apertura in territorio negativo per Piazza Affari, con l’indice Ftse Mib che segna un calo dello 0,17% a quota 39.875 punti, in un contesto condizionato da incertezze geopolitiche e timori legati ai dazi commerciali.

Popolare di Sondrio in rialzo dopo l’offerta Bper

In cima al listino si distingue la Banca Popolare di Sondrio, che mette a segno un balzo del +2%. Il titolo beneficia del rinnovato interesse di Bper Banca, che ha rilanciato la propria offerta per un’integrazione tra i due istituti, attirando l’attenzione degli investitori sul possibile consolidamento del settore bancario.

Bene Enel, giù Campari e Cucinelli

Tra i titoli in territorio positivo anche Enel, che avanza dello 0,4%, sostenuta da buoni dati sulle rinnovabili e da prospettive di crescita all’estero.

In coda al listino invece spiccano le vendite su Campari (-1,39%) e Brunello Cucinelli (-1,43%), penalizzati dal clima di incertezza internazionale legato all’aumento dei dazi commerciali, in particolare nelle esportazioni verso i mercati extra-europei.

giovedì 12 giugno 2025

Banco Bpm, Tononi e Castagna dopo il Tar: “Nessuna chiarezza dall’offerente, operazione svantaggiosa”


MILANO – “Prendiamo atto della decisione del Tar, anche se per noi non cambia il contesto”. È questo il commento congiunto del presidente di Banco Bpm, Massimo Tononi, e dell’amministratore delegato Giuseppe Castagna, all’indomani della sentenza con cui il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso della banca contro la delibera Consob che ha sospeso l’Offerta Pubblica di Scambio (Ops) promossa da Unicredit.

I vertici dell’istituto milanese esprimono forte insoddisfazione rispetto a un’operazione che giudicano opaca e penalizzante: “Siamo ormai abituati da 7 mesi a non avere chiarezza sui tempi e sulle reali intenzioni dell’offerente. È innegabile – aggiungono – che si tratta di un’Ops dalla durata straordinaria, circa 8 mesi, contro una media delle ultime operazioni di 5 mesi”.

Nel mirino anche le limitazioni operative imposte dalla passivity rule, che secondo Tononi e Castagna “limitano significativamente la nostra necessaria flessibilità strategica in un momento decisivo per il riassetto del settore del credito”.

La valutazione dell’offerta da parte di Banco Bpm resta negativa: “Continua a non essere conveniente per i nostri azionisti. È nata senza premio e tale è rimasta – sottolineano – e non è mai stato presentato un piano industriale chiaro, rendendo incerta l’intera operazione”.

Non manca un riferimento alle possibili ripercussioni occupazionali e territoriali, anche alla luce delle recenti notizie su cessioni di filiali da parte di Unicredit, comunicate all’Antitrust europeo: “Tali informazioni destano ulteriore preoccupazione per il futuro delle nostre colleghe e dei nostri colleghi, così come per le famiglie, le PMI e le comunità locali che serviamo ogni giorno”.


Fammi sapere se vuoi una versione più sintetica o con un taglio economico più tecnico.

giovedì 10 aprile 2025

Piazza Affari vola dopo la tregua sui dazi USA: Ftse Mib +4,73%, boom per banche e Tim


MILANO
– Giornata da incorniciare per Piazza Affari, che ha chiuso in forte rialzo sull’onda dell’annuncio shock del presidente americano Donald Trump, il quale ha decretato un congelamento per 90 giorni delle tariffe doganali con l’Europa. Una tregua che ha dato nuova linfa ai mercati, con l’indice Ftse Mib in crescita del 4,73%, a quota 34.277 punti.

I volumi di scambio sono stati consistenti, con 5,68 miliardi di euro di controvalore, anche se inferiori rispetto agli oltre 9 miliardi registrati il 4 e 5 aprile, segno di un clima ancora in fase di assestamento ma chiaramente ottimista.

Spread in calo, Banche superstar

Lo spread Btp-Bund è salito leggermente a 124,4 punti, ma con un calo del rendimento del decennale italiano a 3,82%, mentre quello tedesco ha chiuso al 2,57%. Un contesto che ha favorito i titoli bancari, assoluti protagonisti di giornata.

A guidare la corsa è stata Unicredit (+8,36%), che si è presa la corona di regina del listino, tallonata da Tim (+8,31%), spinta dalle valutazioni positive di Exane Bnp Paribas, secondo cui il titolo è destinato a “outperformare” il mercato.

A seguire, una raffica di rialzi a due cifre per il comparto finanziario:

  • Banco Bpm +7,58%

  • Fineco +7,48%

  • Nexi +7,4%, su rumors di aumento del dividendo

  • Popolare di Sondrio +5,84%

  • Intesa Sanpaolo +5,77%

  • Bper +5,75%

  • Mps +4,77%

Industriali in recupero: bene Prysmian, Saipem e Interpump

Tra gli industriali, riflettori puntati su Prysmian (+7,5%), premiata dagli analisti di Banca Akros, che hanno rivisto al rialzo del 44% il target price a 65 euro. Bene anche Interpump (+7,18%) e Saipem (+4,9%), anch’essa in forte ripresa.

Più contenuti ma comunque significativi i guadagni per Ferrari (+4,23%), Leonardo (+3,9%), Amplifon (+3,86%), Mediobanca (+3,84%), Iveco (+3,11%), Eni (+2,88%), Snam (+2,84%), Enel (+2,65%) e Stellantis (+2,59%).

I titoli meno brillanti (ma comunque in verde)

In una seduta così positiva, anche i titoli “meno fortunati” hanno chiuso in rialzo. Italgas ha guadagnato l’1,32%, mentre Diasorin si è fermata a +0,9%, unica sotto il punto percentuale ma comunque in territorio positivo.

Un segnale di fiducia

Quella di oggi può essere definita una vera giornata di riscatto per i mercati italiani, galvanizzati dalla tregua sui dazi e dalla speranza di un riavvicinamento strutturale tra le economie occidentali. Il Ftse Mib torna a vedere quota 34mila con un entusiasmo che non si vedeva da tempo.

L’attenzione si sposta ora sui prossimi sviluppi geopolitici e sulla missione diplomatica della premier Giorgia Meloni alla Casa Bianca, che potrebbe segnare nuovi passi avanti nelle relazioni economiche tra Italia e Stati Uniti.

martedì 11 marzo 2025

Borse europee a due velocità: difesa in rialzo, banche in calo


MILANO
- Le borse europee si muovono a due velocità, con i future Usa in territorio positivo dopo il calo della vigilia, dovuto ai timori per le conseguenze economiche dei dazi di Donald Trump.

Andamento dei mercati

  • Francoforte guida la crescita (+0,7%), seguita da Parigi (+0,5%) e Madrid (+0,27%).
  • Milano si mantiene sulla parità, mentre Londra registra un leggero calo (-0,18%).

Focus sugli eventi

  • L'Eurogruppo è atteso per una dichiarazione finale sul tema della difesa e del progetto di riarmo europeo.
  • Dagli Usa arrivano dati importanti: l'indice Nfib sulla fiducia delle piccole imprese e le previsioni Eia sull'energia.
  • Il prezzo del greggio (Wti +0,51% a 66,38 dollari al barile) e del gas naturale (+1,3% a 41,77 euro al MWh) sono in rialzo, mentre l'oro guadagna terreno (+0,27% a 2.910,87 dollari l'oncia).
  • Sul fronte valutario, il dollaro si indebolisce rispetto all'euro e alla sterlina.
  • Lo spread Btp-Bund decennali si restringe a 110,4 punti.

Settori in evidenza

  • Il settore della difesa è in forte crescita, trainato dal piano europeo di riarmo. Rheinmetall e Leonardo registrano ottime performance.
  • Il settore petrolifero è in rialzo, con Eni in evidenza grazie all'arbitrato favorevole con il governo kazako.
  • Il settore bancario è in calo, con diverse banche che registrano perdite significative.

Piazza Affari in rialzo: Leonardo e Prysmian tra i protagonisti, calo per le banche


MILANO - Piazza Affari si conferma in rialzo dopo oltre mezz'ora di scambi, con l'indice Ftse Mib che guadagna lo 0,2% e si attesta a 38.302 punti, mentre il paniere dei grandi titoli si presenta spaccato a metà. Tra i movimenti più significativi, il differenziale tra i Btp e i Bund decennali tedeschi si riduce a 111 punti. Il rendimento annuo del Btp italiano cresce dello 0,6 punti al 3,96%, mentre quello tedesco aumenta di 2,4 punti al 2,85%.

Leonardo e difesa in evidenza

Tra i titoli in forte crescita, spicca Leonardo (+3,56%), che segna un notevole rialzo, insieme al resto del comparto della difesa in Europa. Il favore degli investitori arriva sulla scia della proposta della presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, che ha suggerito un piano per il riarmo del continente, in risposta alle crescenti preoccupazioni per la sicurezza in Europa.

Prysmian continua a guadagnare terreno

Positiva anche Prysmian (+2,85%), spinta dalla raccomandazione d'acquisto di UBS dopo i buoni risultati economici e le previsioni favorevoli diffuse due settimane fa, confermando la solidità del titolo nel panorama azionario.

Altri titoli in crescita

Acquisti anche per Buzzi (+2,23%), che potrebbe trarre vantaggio da una possibile tregua tra Russia e Ucraina, un aspetto che potrebbe accelerare i progetti di ricostruzione in Ucraina, favorendo la crescita di alcune industrie, tra cui quella delle costruzioni. Eni (+1,45%) è un altro titolo in evidenza, favorito dalle nuove regole sul campo di Kashagan, dopo un arbitrato con il governo kazaco, secondo gli analisti di Bloomberg.

Le banche sotto pressione

Sul fronte opposto, il settore bancario segna forti cali, con Popolare Sondrio (-2,55%), Bper (-2,34%), Mps (-1,89%), Mediobanca (-1,58%), Banco Bpm (-1,49%), Unicredit (-1,43%) e Intesa (-1,14%) che soffrono pesanti perdite. La cautela degli investitori nei confronti delle banche, in un contesto di tassi in aumento e incertezze economiche, sembra dominare il mercato.

Stellantis e Iveco più caute

Infine, Stellantis (-0,33%) e Iveco (-0,17%) si presentano più caute. Quest'ultima ha annunciato un accordo con Ford Trucks per lo sviluppo di una nuova cabina per i camion pesanti, ma la notizia non sembra aver suscitato un impatto significativo sul titolo.

venerdì 24 gennaio 2025

Montepaschi lancia un'offerta pubblica di scambio su Mediobanca: operazione da 13,3 miliardi di euro

MILANO - Il Consiglio di Amministrazione di Banca Montepaschi di Siena (MPS) ha approvato il lancio di un’offerta pubblica di scambio volontaria su tutte le azioni di Mediobanca. Si tratta di un’operazione strategica e ambiziosa, con un valore complessivo pari a 13,3 miliardi di euro.

I dettagli dell’offerta

Il rapporto di cambio è stato fissato a 2,300 azioni di nuova emissione di MPS per ogni azione di Mediobanca, per un prezzo implicito di 15,992 euro per azione e un premio del 5,03% rispetto ai prezzi ufficiali del 23 gennaio 2025.

L’offerta resta subordinata all’ottenimento delle autorizzazioni regolamentari necessarie e alle condizioni indicate nel comunicato ufficiale. Il via libera definitivo è previsto per giugno-luglio, dopo l’autorizzazione della Consob alla pubblicazione del prospetto. Le richieste regolatorie e il documento di offerta saranno presentati entro metà febbraio.

Obiettivi e vantaggi

Secondo MPS, l’operazione consentirà un’accelerazione nell’utilizzo delle Deferred Tax Assets (DTA) con un valore netto stimato di 1,2 miliardi di euro, equivalente a circa il 10% del valore attuale di Mediobanca. Questo beneficio sarà a vantaggio diretto degli azionisti di Mediobanca che aderiranno all’offerta.

MPS sottolinea che l’unione tra le due banche porterà alla nascita di un “nuovo campione nazionale nel settore bancario italiano”, posizionandosi al terzo posto nei segmenti chiave del mercato. La combinazione di MPS e Mediobanca si tradurrà in:

  • Un mix di business altamente diversificato e resiliente.
  • Complementarità di prodotti e servizi.
  • Sinergie industriali significative.

Un nuovo protagonista per le famiglie e imprese italiane

MPS ha ribadito che il nuovo gruppo manterrà e valorizzerà i brand storici di Montepaschi e Mediobanca, proteggendone le competenze uniche. L’obiettivo è creare una piattaforma bancaria integrata, capace di offrire servizi più ampi e rispondere meglio alle esigenze di famiglie e imprese italiane.

Prossimi passi

L’offerta pubblica di scambio rappresenta un passo fondamentale per la trasformazione di MPS, segnando un’importante evoluzione nel panorama bancario nazionale. Gli sviluppi futuri dipenderanno dall’esito delle autorizzazioni e dall’adesione degli azionisti di Mediobanca.

lunedì 9 dicembre 2024

Banco BPM in rialzo a Piazza Affari dopo l’ingresso di Crédit Agricole al 15,1%

MILANO - A Piazza Affari, il titolo di Banco BPM registra un rialzo del 2,32%, attestandosi a 7,68 euro, dopo un avvio di contrattazioni caratterizzato da un forte fermento. L’attenzione del mercato è catalizzata dalla mossa strategica del gruppo francese Crédit Agricole, che ha incrementato la propria partecipazione nella banca guidata da Giuseppe Castagna al 15,1% del capitale.

L’effetto Crédit Agricole

L’annuncio dell’aumento della quota da parte di Crédit Agricole, uno dei colossi bancari europei, ha immediatamente generato una reazione significativa nel mercato. La mossa rafforza il legame tra le due istituzioni finanziarie, con il Crédit Agricole che si conferma il maggiore azionista di Banco BPM, alimentando speculazioni su potenziali future operazioni di consolidamento nel settore bancario italiano.

Unicredit in difficoltà

In contrasto, il titolo di Unicredit segna una flessione dello 0,9%, scendendo a 38,84 euro. La banca guidata da Andrea Orcel, già sotto pressione da parte degli investitori per un possibile rilancio delle proprie strategie, si trova ora nella necessità di negoziare con Crédit Agricole per acquisire la quota detenuta dai francesi, qualora fosse interessata a una mossa strategica su Banco BPM.

lunedì 4 novembre 2024

Piazza Affari stabile, petroliferi in rialzo grazie all’Opec+, mentre pesano i cali di Stm e Moncler

MILANO – La Borsa italiana ha aperto la giornata all’insegna dell’incertezza, mantenendosi vicina alla parità dopo i primi scambi, con gli investitori cauti alla vigilia delle elezioni negli Stati Uniti. Il Ftse Mib ha registrato una lieve flessione dello 0,06%, riflettendo un clima di attesa nei mercati.

Azioni in calo: Stm e Moncler tra i peggiori

Tra i titoli in ribasso si segnalano Stm, che perde l’1,9%, seguita da Iveco (-1,1%), Moncler (-1%) e Nexi (-0,7%). Le vendite su Stm, in particolare, rispecchiano la volatilità del settore tecnologico a livello globale, in un momento di attenzione verso i dati macroeconomici statunitensi e i risultati di alcune aziende del comparto.

Petroliferi in rialzo con la decisione dell’Opec+

Dall’altro lato, il settore energetico è in rialzo, trainato dall’aumento dei prezzi del petrolio dopo l’annuncio dell’Opec+ di prolungare i tagli alla produzione per un altro mese. Saipem registra un balzo dell’1,9%, mentre Eni cresce dello 0,6%, beneficiando del rafforzamento dei prezzi del greggio.

Banche contrastate in attesa delle trimestrali

Anche il comparto bancario mostra una certa volatilità, con Unicredit (+0,4%), Mediobanca (+0,3%) e Intesa Sanpaolo (+0,1%) in leggera crescita. Banco Bpm e Popolare di Sondrio, invece, cedono rispettivamente lo 0,4% e lo 0,2%, in un contesto di attesa per la pubblicazione dei risultati trimestrali previsti questa settimana.

giovedì 17 ottobre 2024

Borsa di Milano in rialzo: Poste Italiane e settore bancario in evidenza


Milano, 17 ottobre 2024
– La Borsa di Milano continua a mostrare segni di crescita, con un rialzo dell’0,8%, in linea con gli altri listini europei nel giorno dell'importante incontro della Banca Centrale Europea (BCE).

Poste Italiane Guida il Rally

A Piazza Affari, Poste Italiane ha visto un incremento significativo del 2,4% dopo aver annunciato la sospensione temporanea del procedimento presso la Consob per l’approvazione del prospetto relativo all’offerta di azioni. Questo annuncio ha catturato l'attenzione degli investitori, contribuendo a una giornata positiva per il titolo.

Settore Bancario in Ascesa

Il settore bancario ha registrato un buon andamento, con Banco BPM in aumento dell'1,8%, seguito da Monte dei Paschi di Siena (Mps) che ha guadagnato l'1,3% e UniCredit con un incremento dell'1,2%. Questo rialzo arriva dopo l'accordo che prevede mille uscite volontarie e cinquecento nuove assunzioni. Anche Intesa Sanpaolo ha mostrato un buon andamento, chiudendo con un rialzo dell'1,1%, mentre Bper Banca è cresciuta dello 0,9%.

Buone Notizie per le Assicurazioni

Il comparto assicurativo ha visto performance positive, con Generali che ha registrato un aumento dello 0,4% e Unipol in crescita dello 0,2%.

Altri Titoli in Evidenza

Nel resto del mercato, Ferrari ha guadagnato il 1,3%, Enel l'1,2% e Campari l'1,1%. Telecom Italia (Tim) è rimasta in moderato rialzo, chiudendo a +0,1%.

D'altra parte, Stellantis e Iveco sono rimaste poco mosse, con incrementi marginali dello 0,08% e 0,07%, rispettivamente. Inwit ha subito una flessione, chiudendo a -0,7%.

Mercati Obbligazionari

Nel contesto obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund continua a mantenersi stabile a 121 punti, mentre il rendimento del decennale italiano si attesta al 3,41%.

venerdì 11 ottobre 2024

Giorgetti risponde alle polemiche: 'I sacrifici devono farli tutti, anche i banchieri'

ROMA - Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha risposto alle critiche riguardo le sue recenti dichiarazioni sui sacrifici economici, chiarendo il contesto e ribadendo la necessità di un impegno collettivo, inclusi i banchieri. Durante un’intervista in videocollegamento all’evento di Fratelli d’Italia, intitolato Far crescere insieme l’Italia, Giorgetti ha commentato le sue parole che hanno suscitato forti reazioni.

C'è stata una grandissima polemica e travisamento dei fatti sulla storia dei sacrifici”, ha spiegato Giorgetti. “Davanti a un consesso di banchieri e finanzieri ho detto che i sacrifici dovevano farli tutti, anche loro. Non mi sembrava una bestemmia. Ha suscitato un dibattito incredibile, però ripeterei esattamente la stessa cosa davanti a una platea di banchieri”.

Giorgetti ha poi garantito che la prossima Manovra economica sarà equilibrata e che metterà fine a quelle che ha definito "polemiche gonfiate e astruse" che fanno parte del dibattito politico, ma che “aggirano il problema”.

La Manovra e i prossimi passi

Durante l’intervista, il ministro ha sottolineato che il taglio del cuneo fiscale, già introdotto, verrà reso strutturale. "Le tasse le abbiamo ridotte, il taglio del cuneo l'abbiamo fatto noi e adesso lo rendiamo definitivo. Rispondiamo con i fatti", ha detto Giorgetti.

In merito ai prossimi appuntamenti economici, il ministro ha fissato date chiave: il 15 ottobre, il governo dovrà inviare il Documento Programmatico di Bilancio (Dpb) alla Commissione Europea, mentre il 20 ottobre sarà il giorno in cui la Manovra verrà presentata alla Camera.

Giorgetti ha anticipato che ci saranno “ritocchi sulle entrate” per coloro "che se lo meritano", rassicurando comunque che persone fisiche e imprese non avranno nulla da temere. L'obiettivo principale sarà la conferma del taglio del cuneo fiscale e contributivo, che ha portato un risparmio medio di 100 euro al mese per i redditi fino a 35.000 euro.

Il ministro ha ribadito l’impegno del governo verso politiche di sostegno alle famiglie, legando la sfida economica al problema della denatalità e alla "tenuta del sistema" del Paese.

Il Piano strutturale di bilancio

Infine, Giorgetti ha discusso il Piano strutturale di bilancio, sottolineando che questo percorso condurrà l’Italia a “navigare in acque sicure”, rafforzando la credibilità del Paese a livello internazionale. Ha inoltre evidenziato i risultati positivi raggiunti dal governo in questi due anni, come la riduzione del tasso di disoccupazione e una crescita economica superiore a quella di altri grandi Paesi europei, come la Germania, in recessione da due anni.

Il ministro ha anche ribadito l'ambizione del governo di portare avanti la riforma fiscale: “Vogliamo liberare le forze vitali dell’economia da un peso fiscale che è oggettivamente asfissiante”.

Con queste parole, Giorgetti ha voluto rassicurare sul fatto che il governo continuerà a lavorare per costruire un sistema economico più solido, nonostante le critiche e le difficoltà.