MILANO – Leonardo Maria Del Vecchio lascia tutti gli incarichi operativi in EssilorLuxottica. Dal 31 agosto il quartogenito del fondatore Leonardo Del Vecchio non sarà più presidente di Ray-Ban né chief strategy officer del gruppo dell'occhialeria.
La decisione è stata comunicata con una lettera indirizzata al presidente e amministratore delegato Francesco Milleri e al consiglio di amministrazione. Una scelta che, secondo quanto riportato da Milano Finanza, arriva accompagnata da critiche molto dure alla gestione del gruppo, definita da Del Vecchio “distante” e “impersonale”.
Le critiche a Milleri
Nella lettera, Del Vecchio contesta in particolare il progressivo allontanamento dai valori che avevano caratterizzato la gestione del padre. Secondo il 31enne, sarebbe venuto meno il rapporto con le persone che lavorano nell'azienda e con quella cultura di appartenenza che aveva contraddistinto Luxottica.
Il gruppo ha confermato l'uscita, ringraziando Del Vecchio per il contributo alla crescita e alla realizzazione della visione strategica del fondatore. EssilorLuxottica ha inoltre sottolineato la continuità dei programmi industriali e della governance.
Con le dimissioni di Del Vecchio, dopo quelle del fratellastro Rocco Basilico, nessuno degli eredi del fondatore ricoprirà più incarichi operativi nel gruppo.
Il vero nodo è Delfin
L'uscita dalla gestione operativa potrebbe però rappresentare soprattutto un cambio di posizione nella partita familiare. Del Vecchio continuerà infatti a esercitare il proprio ruolo di azionista attraverso Delfin, la holding lussemburghese della famiglia che detiene il 32,4% di EssilorLuxottica.
La separazione tra il ruolo di manager e quello di socio potrebbe consentirgli di muoversi con maggiore libertà nel tentativo di ridefinire gli equilibri all'interno della holding.
Delfin è controllata dagli otto eredi di Leonardo Del Vecchio, ciascuno con una partecipazione del 12,5%. La famiglia è da tempo alle prese con tensioni sulla governance e sulla gestione delle partecipazioni.
Il precedente tentativo di scalata
Del Vecchio aveva tentato di rafforzare la propria posizione rilevando dai fratelli Luca e Paola il 25% di Delfin, arrivando potenzialmente al 37,5%. L'operazione, sostenuta da un finanziamento bancario di circa 11 miliardi di euro, non è però andata a buon fine.
Il progetto si è arenato dopo che gli istituti finanziatori avevano richiesto una lettera di patronage della holding, senza ottenere l'autorizzazione del consiglio di Delfin.
Sul tavolo rimangono inoltre le questioni legate al debito personale di Del Vecchio jr, al rifinanziamento e al futuro assetto della partecipazione nella holding.
Il titolo perde oltre metà del valore
A pesare sul quadro complessivo c'è anche l'andamento di EssilorLuxottica in Borsa. Il 25 agosto il titolo ha chiuso a 159,15 euro, in calo dell'1,15%, a fronte dei 323,80 euro raggiunti il 13 novembre 2025.
In meno di un anno la quotazione ha quindi perso oltre il 50%, aggiungendo ulteriore pressione a una situazione familiare e societaria già caratterizzata da forti tensioni.





