giovedì 11 giugno 2026

Banca Centrale Europea alza i tassi di 25 punti base: inflazione in rialzo e crescita rivista al ribasso tra le tensioni energetiche globali


Francoforte - La Banca Centrale Europea ha annunciato un nuovo rialzo dei tassi d’interesse di 25 punti base, portando il tasso sui depositi dal 2% al 2,25%. Si tratta di una decisione ampiamente attesa dagli analisti, maturata in un contesto economico segnato dall’aumento delle pressioni inflazionistiche e dalle tensioni sui mercati energetici.

Con il nuovo intervento, il tasso sui rifinanziamenti principali sale dal 2,15% al 2,40%, mentre quello sui prestiti marginali passa dal 2,40% al 2,65%. La mossa rappresenta, secondo gli osservatori, la prima stretta monetaria significativa dopo la fase di stabilizzazione seguita allo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente.

Nel nuovo quadro macroeconomico, la BCE ha inoltre rivisto al ribasso le stime di crescita per l’area euro. Le previsioni indicano ora un incremento del PIL pari allo 0,8% nel 2026 (contro lo 0,9% stimato in precedenza), all’1,2% nel 2027 (da 1,3%) e all’1,5% nel 2028 (da 1,4%). Contestualmente, sono state riviste al rialzo le stime sull’inflazione, attesa al 3% per l’anno in corso, al 2,3% nel 2027 e al 2% nel 2028.

Secondo l’istituto centrale europeo, lo scenario resta caratterizzato da forte incertezza. Le prospettive di inflazione e crescita dipenderanno infatti dall’evoluzione dello shock energetico, dalla sua durata e dagli effetti indiretti sull’economia reale e sui prezzi al consumo.

“La guerra e le tensioni geopolitiche continuano a rappresentare un fattore determinante per le dinamiche economiche”, si legge nella nota della BCE, che sottolinea come i rischi restino bilanciati ma elevati, con possibili pressioni sia al rialzo sull’inflazione sia al ribasso sulla crescita.

L’istituzione guidata dalla politica monetaria europea continuerà a monitorare attentamente l’evoluzione dello scenario macroeconomico, lasciando aperta la possibilità di ulteriori interventi nei prossimi mesi in base ai dati sull’andamento dei prezzi e dell’attività economica nell’area euro.