Milano - Le borse europee segnano ribassi significativi in avvio di seduta mentre i mercati reagiscono alla nuova escalation della crisi in Medio Oriente e alla corsa del petrolio, che continua a salire oltre i livelli psicologici chiave.
A Francoforte l’indice principale perde l’1,94%, scendendo sotto quota 21.950 punti.
Anche Parigi chiude in forte calo: il CAC 40 lascia sul terreno l’1,61% a circa 7.540 punti, riflettendo il sentiment negativo legato alle prospettive economiche e ai costi dell’energia.
La Borsa di Londra non è da meno, con il FTSE 100 in ribasso dell’1,42% a circa 9.777 punti, in un quadro di avversione al rischio che spinge gli investitori verso asset considerati più sicuri.
La performance negativa dei listini europei segue un’ondata di vendite che ha colpito i mercati globali dopo nuove tensioni geopolitiche nella regione e minacce crescenti alla stabilità delle forniture energetiche. Il rialzo dei prezzi del petrolio, spinto dalle preoccupazioni per possibili interruzioni delle esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz, ha accentuato la pressione sugli indici azionari, penalizzando in particolare i settori più sensibili ai costi dell’energia come trasporti e industria.
La situazione resta altamente volatile: oltre ai timori per l’impatto sull’economia reale, gli investitori monitorano anche le possibili politiche monetarie restrittive da parte delle banche centrali, in risposta alla spinta inflazionistica derivante dall’aumento dei prezzi del greggio.
In questo contesto, i listini europei risentono di un clima di rischio globale, con gli operatori che preferiscono ridurre l’esposizione azionaria e spostarsi verso asset più difensivi.






