giovedì 30 aprile 2026

La Bce lascia i tassi invariati: inflazione ancora sotto osservazione, cresce l’incertezza economica


Francoforte, 30 aprile 2026 – 
La Banca centrale europea ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse, una scelta attesa dai mercati e confermata al termine della riunione del Consiglio direttivo a Francoforte.

Restano quindi fermi il tasso sui depositi al 2%, quello sulle operazioni principali di rifinanziamento al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. I livelli erano stati raggiunti nel giugno 2025 e vengono ora confermati in una fase definita dalla Bce come caratterizzata da elevata incertezza.

Nel corso della conferenza stampa la presidente Christine Lagarde ha sottolineato che la direzione della politica monetaria appare chiara, ma non priva di possibili variazioni. “So in che direzione stiamo andando sui tassi, ma potrebbero esserci cambiamenti enormi”, ha dichiarato.

La decisione di mantenere i tassi fermi è stata, secondo la Bce, unanime, anche se nel dibattito interno sono state prese in considerazione diverse opzioni, incluso un possibile rialzo.

Nel comunicato ufficiale l’istituto segnala un peggioramento del quadro macroeconomico, con rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita che si sono intensificati. A pesare è soprattutto il contesto geopolitico, in particolare il conflitto in Medio Oriente, che ha provocato un aumento delle quotazioni energetiche con possibili effetti sull’andamento dei prezzi e sull’attività economica.

La Bce avverte che la durata e l’intensità dello shock energetico saranno determinanti per le prospettive future dell’inflazione e della crescita, anche attraverso effetti indiretti e di secondo impatto.

Secondo l’istituto, l’area euro si trova ancora in una posizione relativamente favorevole, con inflazione vicina all’obiettivo del 2% e una buona capacità di tenuta dell’economia negli ultimi trimestri. Tuttavia, le aspettative di inflazione nel breve periodo risultano in aumento, mentre quelle a più lungo termine restano saldamente ancorate.

Il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati, assumendo le decisioni di volta in volta a ogni riunione senza vincolarsi a un percorso predefinito dei tassi. Le scelte saranno basate sulle prospettive di inflazione, sui rischi associati, sui nuovi dati economici e finanziari e sulla dinamica dell’inflazione di fondo, oltre che sull’efficacia della trasmissione della politica monetaria all’economia reale.