giovedì 19 marzo 2026

Piazza Affari chiude in forte calo per l’escalation in Medio Oriente


Milano – La Borsa italiana ha chiuso oggi in netto calo, risentendo degli effetti dell’escalation di guerra in Medio Oriente. L’indice Ftse Mib ha perso il 2,32%, fermandosi a 43.701 punti, con volumi elevati per oltre 4,8 miliardi di euro, il valore più alto delle ultime quattro sedute.

Il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi è rimasto sostanzialmente stabile a 82 punti, con il rendimento annuo del titolo italiano in rialzo a 3,77% e quello tedesco a 2,95%.

Le vendite hanno colpito soprattutto Inwit (-15,6%) dopo l’accordo tra Tim (-5,7%) e Fastweb per la gestione e costruzione delle torri telefoniche. Sotto pressione anche Prysmian (-5,39%), che sta valutando l’ampliamento dell’impianto texano per la produzione di cavi di rame, Stm (-4,52%), Mediobanca (-4,03%) e il settore bancario: Bper (-3,9%), Mps (-3,77%), Unicredit (-2,94%) e Banco Bpm (-2,69%). In rosso anche i titoli industriali e dell’auto, tra cui Ferrari (-5,41%), Stellantis (-3,3%) e Fincantieri (-3,88%), mentre Leonardo limita le perdite a -1,65%.

Tra i pochi rialzi si segnalano Eni (+3,75%), che ha aggiornato il piano al 2030 con lo scorporo di Plenitude, Nexi (+1,91%) e Saipem (+0,86%), quest’ultima protagonista del test del drone sottomarino FlatFish per Petrobras.

Gli investitori restano cauti in attesa di sviluppi geopolitici e possibili ripercussioni sui mercati energetici e finanziari.