martedì 21 aprile 2026

Piazza Affari chiude in calo: giù difesa e banche, sale lo spread


Milano - La giornata a Piazza Affari si chiude in territorio negativo, in linea con l’andamento prudente delle principali borse europee, mentre i mercati restano in attesa degli sviluppi dei colloqui tra Stati Uniti e Iran. L’indice principale di Milano termina le contrattazioni in calo dello 0,63%, appesantito soprattutto dalle vendite su difesa e comparto bancario.

A influenzare il sentiment degli investitori sono state anche le prime dichiarazioni del presidente designato della Federal Reserve, Kevin Warsh, che hanno contribuito a spingere al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato. In questo contesto, lo spread tra Btp e Bund tedeschi si è ampliato fino a 77 punti base, con il rendimento del decennale italiano salito al 3,77%.

Sul listino principale si registrano forti ribassi per il settore della difesa: Leonardo cede il 4,8% mentre Fincantieri lascia sul terreno il 2,9%. In calo anche Lottomatica (-3,5%) e Saipem (-1,9%), quest’ultima alla vigilia della pubblicazione dei risultati del primo trimestre.

Seduta negativa anche per il comparto bancario, con Banco Bpm in flessione dell’1,6%, Bper (-1,5%) e Unicredit (-1,4%). Perdite più contenute per Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi di Siena (-0,3%) e per Mediobanca (-0,2%).

Tra i titoli sotto pressione anche Tim (-0,9%), ancora al centro dell’attenzione del mercato per l’offerta avanzata da Poste Italiane (-0,6%).

Sul fronte opposto, alcuni titoli riescono a distinguersi in positivo: Tenaris guadagna l’1,7%, Nexi l’1,3%, mentre Generali sale dell’1,1% e Stmicroelectronics dello 0,9%. Acquisti anche su Stellantis (+0,5%).

Andamento contrastato per il comparto del lusso, con Moncler in rialzo dello 0,6% in attesa dei conti trimestrali e Brunello Cucinelli sostanzialmente stabile (-0,1%).

Tra le società a minore capitalizzazione spicca il balzo di BF, che chiude in rialzo del 12% a 4,93 euro, avvicinandosi al prezzo dell’offerta pubblica di acquisto fissato a 5 euro per azione da Federico Vecchioni e Dompé Holdings.