mercoledì 29 aprile 2026

Borse europee deboli tra attesa delle banche centrali e tensioni geopolitiche: petrolio sopra i 100 dollari


Milano - Seduta debole per le principali Borse europee, Piazza Affari compresa, in un contesto dominato dall’attesa per le prossime riunioni delle banche centrali e dalle incertezze legate allo stallo diplomatico sui tentativi di pace in Medio Oriente.

A pesare sui mercati anche il prezzo del petrolio, rimasto su livelli elevati: il Brent e il WTI si mantengono sopra quota 100 dollari al barile, sostenuti dalle tensioni sull’area strategica dello Stretto di Hormuz e dalle notizie di una possibile riorganizzazione produttiva in ambito OPEC+, con la decisione degli Emirati Arabi Uniti di orientarsi verso una maggiore autonomia produttiva a partire dal 1° maggio.

Sul fronte monetario, gli operatori guardano alla Federal Reserve, attesa stasera con la decisione sui tassi. Le previsioni indicano una conferma dell’attuale intervallo al 3,5-3,75%, in quella che potrebbe essere una delle ultime riunioni sotto la guida di Jerome Powell, prima di un eventuale passaggio di consegne a Kevin Warsh.

Sul piano societario, arrivano segnali positivi dal settore bancario. UBS ha chiuso il primo trimestre con un utile in crescita dell’80% a 3 miliardi di dollari. Risultato record anche per Banco Santander, con un utile di 3,56 miliardi di euro, mentre Deutsche Bank ha registrato il miglior trimestre della sua storia con 2,2 miliardi di euro di utile.

Tra le altre società, Adidas ha confermato la guidance dopo un utile operativo superiore alle attese, così come Mercedes-Benz, che ha ribadito le proprie previsioni dopo un EBIT sopra i livelli stimati. Amundi ha invece registrato afflussi netti ai massimi da quattro anni, pari a 32 miliardi di euro.

Sul fronte macroeconomico, in Spagna l’inflazione di aprile è stimata al 3,2% su base annua, in lieve calo rispetto al 3,4% di marzo e leggermente sotto le attese degli analisti.

In questo contesto, l’euro/dollaro resta stabile a 1,171, mentre l’oro si mantiene sui livelli precedenti a 4.597,4 dollari l’oncia. Lo spread tra Btp e Bund si allarga lievemente a 82 punti base, con il rendimento del Btp decennale al 3,89%.