lunedì 5 dicembre 2016

Referendum, Renzi si dimette, le reazioni dei mercati

MILANO (Reuters) - Il premier Matteo Renzi ha annunciato la fine del proprio governo dopo la pesante sconfitta al referendum costituzionale, che ha visto il 'No' prevalere con quasi il 60% dei voti. Di seguito i commenti di analisti ed economisti.

LOREDANA FEDERICO, LUCA CAZZULANI, UniCredit
"Il risultato finale del referendum va oltre quello che avevano anticipato i sondaggi e mantiene elevata l'incertezza. Gli investitori avranno bisogno di valutare le implicazioni a medio-termine del voto su politica, crescita, banche, rating, eccetera. Inoltre, l'esito indebolisce significativamente la forza politica di Renzi. Come conseguenza, probabilmente riemergeranno sui mercati pressioni di vendita. La forza del movimento dipenderà da come evolveranno gli eventi e dal tono del dibattito durante i prmi passi delle consultazioni. Il nostro scenario centrale resta quello di un governo ad interim senza elezioni immediate, cosa che limita lo spazio di allargamento dello spread. Il risultato del voto dovrebbe rendere ancora più stringente l'estensione del Qe all'attuale rimto di 80 miliardi al mese. Inoltre la Bce potrebbe fare 'frontloading' di titoli italiani... Questo potrebbe fornire un qualche sostegno temporaneo. Le banche italiane sembrano aver ridotto la loro esposizione sui Btp di circa 23 miliardi da luglio e potrebbero utilizzare i minimi di prezzo per rientrare nel mercato. Siamo cauti sulla tempistica: vista l'incerta situazione, questa domanda potrebbe non materializzarsi immediatamente".

FABIO FOIS, CAGDAS AKSU, GIUSEPPE MARAFFINO, Barclays Research
"Riteniamo che una vittoria del 'No' con un margine così ampio e con un'affluenza così elevata sia probabilmente l'esito peggiore da una prospettiva di mercato, per almeno due ragioni: gli investitori potrebbero almeno inizialmente interpretare l'esito come un grande "no" a Renzi e un "sì" alle forze anti-estabishment e potrebbe essere visto come negativo per il potenziale di processi riformatori a lungo termine in Italia dopo le prossime elezioni. Il risultato inasprirà i timori sul settore bancario italiano e aumentarà il rischio downgrade da parte di Dbrs, sebbene non ci attendiamo che le agenzie di rating agiscano immediatamente... Nonostante l'iniziale contesto di mercato 'risk off', ci aspettiamo che l'attenzione del mercato viri presto sul meeting della Bce di giovedì...Il risultato del referendum...dovrebbe raffrozare un prolungamento del Qe e della forward guidance accomodante. Nel breve termine, lo spread potrebbe allargarsi di una ventina di punti base, cancellando il restringimento della settimana scorsa. E' difficile che si vada molto oltre prima del meeting Bce".

FABIO BALBONI, european economist, Hsbc
"Lo scenario più probabile a nostro avviso sarà un tentativo del presidente della Repubblica di formare un governo tecnocratico ad interim con lo scopo di approvare una legge elettorale per il Senato...Assunto che le legge elettorale venga approvata velocemente dal Parlamento -- cosa che potrebbe non essere facile vista l'elevata frammentazione -- le elezioni potrebbero tenersi a metà dell'anno prossimo, quindi meno di un anno prima del dovuto. L'esito del referendum non dovrebbe risultare come una grande sorpresa ma comunque il margine del 'No' e la notizia delle dimissioni di Renzi spaventeranno i mercati...ci sarà un ampiamento dello spread e l'azionario potrebbe cedere ulteriormente. Il focus principale sarà sul settore bancario. L'euro potrebbe cedere su timori dei mercati di un contagio politico...visto che una serie di Paesi membri della zona euro si confronterà con elezioni l'anno prossimo. Dopo un sell-off d'impulso di bond e azioni, potrebbe esserci un'inversione di tendenza almeno parziale nei giorni successivi, con il calmarsi delle acque...Un referendum vincolante sull'euro sarebbe incostituzionale e, sebebene potrebbe tenersene uno consultivo, il parlamento non sarebbe vincolato ad implementarlo (anche se sarebbe difficile ignorarlo). Ma, cosa più importante, la pozione del M5S sul punto non è lontano dall'essere chiara (vogliono fare un referendum sull'euro ma restare nell'Ue) e suggerisce come il dibattito sull'euro è ancora in fase embrionale...in questo contesto, il mercato si potrebbe concentrare sulla posizione di Forza Italia sul tema della permanenza nell'euro, che finora non è stata chiara, visto il probabile ruolo critico che giocheranno nella formazione di un governo dopo le elezioni"

LORIS CENTOLA, global head of private banking research, ‎Credit Suisse
"La reazione del mercato dipende da come evolverà la situazione politica. Lo scenario che al momento sembra più probabile è un governo di larghe intese a tempo, con il doppio mandato di riformare la legge elettorale e approvare la legge di bilancio. Nel breve tempo assisteremo ad un ampiamento dello spread italiano di 20-50 punti base, ben oltre quota 200 punti, e ovviamente vendite sull'azionario, anche se qui i prezzi già scontavano una vittoria del 'no' e quindi non mi aspetto un tracollo. Per quanto riguarda i Btp, invece, tale esito non era incorporato. La Bce potrebbe tamponare la fase più acuta, acquistando più titoli di Stato italiani di quanto già faccia. Poi sarà fondamentale il messaggio che darà dopo il meeting di giovedì: a questo punto potrebbe estendere il Qe fino a settembre dell'anno prossimo. Per quanto riguarda le banche, che hanno bisogno di fare una serie di cose, come aumentare il capitale e vendere i crediti deteriorati, questi processi saranno per il momento congelati".

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