lunedì 2 marzo 2026

Seduta ampiamente negativa per la Borsa di Milano nel primo giorno di contrattazioni dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran


Milano L’avvio di settimana sui mercati finanziari europei è stato marcato da una forte avversione al rischio, con l’indice FTSE Mib della Borsa di Milano in deciso calo, riflettendo le crescenti tensioni geopolitiche dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele all’Iran nel fine settimana. L’indice principale ha chiuso a 46.280 punti, in ribasso dell’1,97% rispetto alla chiusura della settimana precedente, segnando una delle peggiori prestazioni giornaliere di questo inizio 2026.

La reazione dei mercati azionari è stata coerente in tutto il Vecchio Continente: anche gli altri principali indici europei hanno archiviato sedute in forte territorio negativo, con cadute consistenti a Francoforte e Parigi, mentre a Londra il FTSE 100 ha perso terreno. L’incertezza degli investitori è stata amplificata dal significativo incremento dei prezzi delle materie prime energetiche, con il petrolio che ha registrato un rally di oltre il 9%, sospinto dai timori di possibili interruzioni delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, fondamentale per il transito di greggio e gas naturale.

Fattori di mercato e dinamiche settoriali

I mercati azionari, solitamente sensibili agli shock geopolitici, hanno reagito con un deciso “risk‑off”: gli investitori hanno preferito disinvestire dalle attività più rischiose, come i titoli bancari, del lusso e dei ciclici, a favore di asset rifugio come l’oro — che ha visto un balzo dei prezzi oltre il 2% nelle prime contrattazioni asiatiche — e il dollaro americano.

In Piazza Affari, tra i comparti più colpiti si sono distinti i settori finanziario e consumer discretionary, mentre titoli legati all’energia e alla difesa hanno mostrato una maggiore tenuta, riflettendo la percezione di un potenziale aumento della domanda in scenari di crisi internazionale.

Prospettive e contesto internazionale

La reazione negativa dei mercati globali si inserisce in un contesto di crescente tensione internazionale: gli attacchi militari contro l’Iran da parte di Stati Uniti e Israele hanno innescato una serie di risposte e contro‑risposte nella regione, sollevando preoccupazioni su un possibile allargamento del conflitto e sulle conseguenze per le forniture energetiche globali. Anche le principali piazze asiatiche, come Tokyo, hanno aperto la settimana in ribasso, evidenziando la natura globale della reazione degli investitori allo shock geopolitico.