lunedì 4 novembre 2019

ArcelorMittal vuole lasciare l'ex Ilva di Taranto. I sindacati: "Una bomba sociale"

TARANTO - Clamoroso colpo di scena nel caso Ex Ilva. La multinazionale dell'acciaio ha notificato ai commissari del polo siderurgico pugliese il recesso dal contratto. Una nuova patata bollente per il Governo: sono infatti a rischio migliaia di posti di lavoro.

GOVERNO: NO A CHIUSURA - Il governo italiano non consentirà la chiusura dell'Ilva e ritiene che non ci siano i presupposti per il recesso di ArcelorMittal dal contratto di acquisto. Lo riferisce una fonte governativa aggiungendo che la società franco-indiana verrà immediatamente convocata a Roma.

I SINDACATI: 'BOMBA SOCIALE' - "Apprendiamo la notizia della volontá di ArcelorMittal di comunicare ai commissari la volontà di recedere il contratto. Significa che partono da oggi i 25 giorni per cui lavoratori e impianti ex Ilva torneranno all'Amministrazione Straordinaria. Tra le motivazioni principali, il pasticcio del Salva-imprese sullo scudo penale. Un capolavoro di incompetenza e pavidità politica: non disinnescare bomba ambientale e unire bomba sociale". Lo afferma il segretario nazionale della Fim Cisl Marco Bentivogli.

LEGA PUGLIA: "DECRESCITA FELICE E' MORTE DEL SUD" - “Le scelte sciagurate del Governo Conte Bis per l’ex Ilva stanno puntando dritti verso il fallimento del distretto industriale di Taranto, che porterà alla perdita di migliaia di posti di lavoro e danneggerà irrimediabilmente un territorio già in difficoltà come quello tarantino”. Lo dichiarano in una nota i parlamentari pugliesi della Lega Anna Rita Tateo, Rossano Sasso, Roberto Marti con il Commissario regionale Lega in Puglia, Luigi D’Eramo. “Non ha senso - hanno aggiunto - parlare di rilancio del meridione, se poi ci si lascia guidare dalla folle ideologia della ‘decrescita felice’ per compiere scelte simili, che sono la morte del sud. Siamo convinti infatti che bisogna riuscire a far coesistere la necessità di rispettare il diritto alla salute con la scelta di favorire l’industrializzazione del nostro territorio, fondamentale per una vera crescita del sud. Inoltre va tenuto conto che se ArcelorMittal dovesse rescindere il contratto, come ha annunciato di voler fare, a perderci non sarebbero soltanto i lavoratori ma anche tutto ciò che riguarda il piano di bonifica ambientale che si stava attuando. ArcelorMittal era sulla buona strada ma, evidentemente, per il Governo guidato dai 5 stelle e dal PD di Emiliano la Puglia deve rimanere una regione di serie B ed essere considerata il parco giochi dell'Italia” hanno concluso i rappresentanti leghisti pugliesi.

FDI: "GOVERNO GIALLOROSSO INCAPACE, VADA A CASA" - "Il PD e il M5S, oggi alleati nel governo rossogiallo, si rivelano incapaci di affrontare questioni complesse e affossano le imprese dietro i grandi proclami di rilancio industriale. In particolare il M5S incassa il suo ennesimo fallimento su un tema strategico per l'economia del Paese e segnatamente della Puglia, quando bastava trovare il giusto compromesso tra salvaguardia dei posti di lavoro e tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini. Di Maio ebbe a dire che si trattava del miglior risultato possibile, ma il miglior risultato possibile per il Paese e per la Puglia è che questo governo abusivo vada a casa".
Così i consiglieri regionali di Fratelli d'Italia.

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