sabato 9 luglio 2016

Banche, Patuelli: "bail in contro Carta"

Le banche tornano ad attaccare i veti della Ue e la rigidità sull'applicazione delle regole del bail in mentre è in corso un negoziato fra Roma e Bruxelles sul possibile sostegno pubblico ad alcuni istituti in difficoltà.
   
All'assemblea Abi il presidente Antonio Patuelli, presente il governatore Ignazio Visco e il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan, sottolinea ancora una volta come il bail in "è incostituzionale" perchè appunto, prevedendo perdite a carico degli obbligazionisti e depositanti di banche in crisi, va contro la tutela del Risparmio prevista dall'articolo 47 della Carta e quindi va modificata. Tutela che "è suprema lex". Non è un attacco all'Europa, anzi l'Italia europea" chiede di risolvere le contraddizioni dell'Unione Bancaria che ha la vigilanza unica e le risoluzioni delle banche ma ha dovuto, causa il veto di alcuni paesi, rimandare il 'terzo pilastro", l'assicurazione europea sui depositi.
 
"Non è ammissibile cercare di imporre nuovi vincoli agli altri - dice Patuelli - e sottrarsi agli impegni assunti". E su questo il ministro Padoan concorda: "la condivisione dei rischi va a rilento" mentre molto si è fatto a livello nazionale sulla loro riduzione. Per questo le banche italiane stoppano ogni ulteriore possibile aggravio da nuove regole in cantiere: si va dal Mrel, ovvero l'attuazione della dotazione minima di fondi propri sottoponibili al bail, agli incentivi ai prestiti delle Pmi fino ai tetti al possesso di titoli di Stato che devono essere discussi a Basilea per avere un'uniformità internazionale generale. L'Europa quindi deve essere "meno burocratica e più democratica".
   
Insomma ancora una volta si teme quanto già visto ad autunno quando "le cavillose interpretazioni burocratiche della Commissione" sulle 4 banche Carife, Etruria, Chieti e Ferrara hanno impedito i "meno onerosi e meno iniqui interventi già decisi dal Fondo Interbancario" alimentato dalle stesse banche.
 
Mentre negli anni scorsi non ci sono stati aiuti di stato "cospicui". Anche per questo, e per evitare il disastro sulla fiducia dei risparmiatori, Patuelli torna a indicare la strada del Fondo Atlante e del rinnovato ramo volontario del fondo interbancario "per prevenire i rischi di altri eventuali e più costose per tutti risoluzioni".
   
D'altro canto il comparto rivendica di aver spinto sui cambiamenti e sulla concorrenza fra i diversi istituti e respinge l'idea di un settore pletorico di dipendenti e filiali ma di essere in linea, anzi a volte al di sotto dei grandi paesi europei. Occorre così abbandonare "i preconcetti antibancari" perchè "la qualità e le solidità delle banche è una premessa dello sviluppo del paese". 

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