giovedì 5 maggio 2016

Istat, "Rischio che la crescita rallenti"

L'Istat lancia un allarme sulla crescita. "In un contesto europeo - scrive l'istituto nella sua nota mensile - caratterizzato da una crescita significativa del Pil, l'economia italiana presenta segnali positivi" ma "l'evoluzione del clima di fiducia rimane incerta e l'indicatore composito anticipatore dell'economia italiana" che "ha subito una battuta d'arresto a febbraio" segnala "rischi di un rallentamento dell'attività economica nel breve periodo".

Intanto la Bce nel bollettino economico, sottolinea la necessità che "le condizioni di inflazione estremamente bassa non si radichino in effetti di secondo impatto sul processo di formazione dei prezzi e salari". Gli acquisti di debito pubblico - fa sapere l'istituto - proseguiranno fino a marzo 2017 o oltre se necessario e che il consiglio direttivo, se necessario, "agirà ricorrendo a tutti gli strumenti disponibili nell'ambito del proprio mandato".

L'inflazione dell'Eurozona - dice ancora la Bce rifacendosi alle quotazioni dei futures sui prezzi energetici - che da mesi viaggia vicina allo zero, dovrebbe collocarsi "su valori lievemente negativi nei prossimi mesi" per riprendere a salire nella seconda metà del 2016.

"La ripresa economica nell'area dell'euro sta proseguendo, trainata dalla domanda interna, mentre la domanda estera rimane debole". "La domanda interna continua ad essere sorretta dalle misure di politica monetaria" e che "i rischi per le prospettive di crescita dell'area dell'euro restano orientati verso il basso".

Le economie emergenti, "importante motore di crescita mondiale", continuano ad essere soggette a "rischi avversi". E un loro "ulteriore rallentamento generalizzato e pronunciato potrebbe avere un notevole impatto negativo sulle prospettive dell'economia mondiale".

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