mercoledì 15 febbraio 2017

Il recupero crediti estero diventa più semplice e veloce: le nuove norme UE

Fino a pochi giorni fa, se un' impresa avesse avuto a che fare con un processo di recupero crediti in Spagna, la via sarebbe stata lunga e soprattutto molto costosa. Per far valere il proprio credito nei confronti di un partner commerciale inadempiente e residente in un altro Stato, infatti, era necessario richiedere il blocco dell'importo passando per un tribunale dello stesso Paese, seguendo quindi tutte le norme specifiche e le procedure del luogo. Impegnarsi in un recupero crediti all'infuori dei propri confini, dunque, significava invischiarsi nella burocrazia potenzialmente incomprensibile di un paese estero, con un conseguente spreco di risorse, sia in termini di tempo che di sostegno legale.

Per come stavano le cose, di fatto, una piccola o media impresa italiana che si fosse ritrovata ad avere dei crediti all'estero avrebbe fatto probabilmente meglio a lasciar perdere fin da subito, soprattutto in presenza di debiti tutto sommato contenuti. Non a caso, infatti, sono circa un 1 milione le PMI europee che si sono scontrate almeno una volta con un recupero crediti estero difficoltoso. La Commissione europea ha calcolato che, complessivamente, tutte queste aziende perdono circa 600 milioni di euro all'anno in questo modo.

Per facilitare la vita alle imprese che si ritrovano a dover affrontare dei processi di recupero crediti in Spagna, in Francia o in qualsiasi altro paese membro, sono finalmente entrate in vigore delle nuove regole comunitarie. Come ha voluto sottolineare la commissaria alla Giustizia Vera Jourova, «so bene quanto le fatture non pagate possano pesare sui conti di un’azienda. In particolare, le piccole aziende non possono permettersi il sostegno legale necessario per recuperare i loro crediti. Grazie all'Ordine europeo di preservazione del conto, società e cittadini potranno recuperare denaro all'estero chiedendo che il loro credito sia congelato nel conto corrente del debitore».

Il nuovo strumento comunitario – conosciuto con l'acronimo inglese EAPO, European Account Preservation Order – prescrive che una società creditrice possa rivolgersi direttamente alla magistratura del Paese del debitore, e sarà compito di quest'ultima costringere le autorità nazionali a congelare sul conto corrente del debitore la somma non pagata: in questo modo il recupero dei crediti è garantito e soprattutto veloce, in quanto la decisione giudiziaria deve essere emessa entro 10 giorni dalla richiesta. L'esecutivo comunitario ha optato per un periodo breve proprio per scongiurare la possibilità che la società debitrice decida di spostare il denaro da una banca all'altra, cercando così di venire meno al proprio obbligo nei confronti della controparte. Grazie a questa nuova normativa europea, i costi legali che le aziende creditrici dovranno affrontare saranno limitate, in quanto la procedura necessaria sarà solo una: basterà infatti comunicare alla magistratura di riferimento il nome del debitore e la sua banca di appoggio.

Articolo scritto in collaborazione con Adv Trade

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